OSCAR WILDE.
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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY.
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Titolo originale: The Portrait of Dorian Gray.
Traduzione di: Sergio Ortolani. 
1920. Facchi Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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        Testo fornito dal Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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Il romanzo, pubblicato nel 1890,  ambientato nella Londra vittoriana del 19esimo secolo, che all'epoca era pervasa da una mentalit tipicamente borghese. Narra di un giovane di bell'aspetto, Dorian Gray, che arriver a fare della sua bellezza un rito insano. Dorian Gray  infatti un bellissimo giovane inglese a cui un pittore, Basil, fa un ritratto. Sedotto dai discorsi di un ricco dandy inglese sullimportanza della giovinezza, Dorian arriva a desiderare di perdere l'anima per rimanere sempre giovane. Il suo desiderio viene esaudito e il quadro invecchia al posto suo. La sua vita, per, diventa sempre pi sregolata e ossessionata e alla fine, pentito, Dorian si uccide.
Oscar Wilde in questo romanzo affronta il tema del desiderio dell'uomo di fuggire la morte e di vivere un'eterna giovinezza. La sorte del protagonista, per, fa capire che lo scorrere del tempo non si pu eliminare. L'unico modo per restare giovani, infatti,  quello di perdere l'anima, ma questo porta comunque ad una fine tragica.   Attraverso il personaggio di Henry Wotton l'autore inserisce nel romanzo la figura del dandy, molto diffusa all'epoca, per il quale la bellezza e la giovinezza sono gli unici valori riconosciuti.
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L'AUTORE.
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Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854, Parigi, 30 novembre 1900)  stato uno scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista, saggista, e critico letterario irlandese dell'et vittoriana, esponente del decadentismo e dell'estetismo britannico.
Nato da famiglia irlandese, trasferitosi poi in Inghilterra, l'episodio pi notevole della sua vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo, fu il processo e la condanna a due anni di lavori forzati per gross public indecency, come era definita l'omosessualit dalla legge penale che codificava le regole, anche morali, riguardanti la sessualit. Wilde, gi sposato, perse inoltre la possibilit di vedere i due figli. Dovette abbandonare la Gran Bretagna per l'Europa continentale; mor in Francia per meningoencefalite, dopo essersi convertito in punto di morte alla religione cattolica, a cui da tempo si sentiva pi vicino.
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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY.
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PREFAZIONE. dell'Autore.
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Artista  il creatore di cose belle.
Rivelare lArte e celare lArtista: ecco lo scopo dellArte.
Critico  chi pu tradurre in altra maniera o in nuova materia la sua impressione davanti alle cose belle.
La pi alta e la pi bassa forma di critica, al tempo stesso,  un modo di Autobiografia.
Quelli che trovano nelle cose belle un significato osceno sono corrotti senza essere affascinanti. E questo  un male.
Quelli che trovano un bel significato nelle cose belle, sono i colti.
Per essi vi  speranza.
Essi sono gli eletti, cui le belle cose significano solo: Bellezza.
Non esiste nulla di simile ad un libro morale o immorale.
I libri sono scritti bene o scritti male. Ecco tutto.
Il disprezzo del diciannovesimo secolo per il Realismo  la rabbia di Calibano che vede la sua faccia in uno specchio.
Il disprezzo del diciannovesimo secolo per il Romanticismo  la rabbia di Calibano che non riesce a vedere la sua faccia in uno specchio.
La vita morale dun uomo rientra nei soggetti dellArtista; ma la moralit dellArte consiste nel perfetto uso dun imperfetto mezzo.
LArtista non vuole provar nulla.
Neanche le cose vere posson esser provate.
LArtista non ha simpatie morali. Una simpatia morale  nellArtista un imperdonabile manierismo di stile.
Nessun Artista  morboso. LArtista pu esprimere tutto.
Pensiero e Linguaggio sono per lArtista gli strumenti di unArte.
Dal punto di vista della forma, il tipo dogni Arte  la musica.
Dal punto di vista della sensibilit, il tipo ne  il mestiere dellAttore.
Ogni Arte  al tempo stesso superficie e simbolo.
Quelli che tentano indagare sotto la superficie, lo fanno a loro rischio.
Quelli che tentano penetrare il simbolo, egualmente.
LArte veramente rispecchia lo spettatore e non la vita.
La variet di giudizi intorno ad unopera dArte, mostra che questopera  nuova, completa, vitale.
Quando i critici sono discordi, lArtista  daccordo con se stesso.
Noi possiamo perdonare ad un uomo daver fatto una cosa utile, quanto pi questi le d minor peso.
La sola scusa di fare una cosa inutile,  dammirarla intensamente.
Ogni Arte  affatto inutile.
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OSCAR WILDE.
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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY.
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CAPITOLO 1.
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Lo studio era invaso dal ricco odore delle rose, e
quando il leggiero fiato estivo muoveva fra gli alberi del
giardino, vi entrava per la porta spalancata il grave sentor
dei lilla, o il profumo pi delicato delle glantines.
Dallangolo del divano di cuscini di Persia, sul quale
Lord Enrico Wotton era disteso, fumando, come era
solito, innumerevoli sigarette, egli poteva coglier con
locchio lo scintillio dei fiori, molli e coloriti come il
miele, dun orno, i cui rami tremoli sembravano poter
appena reggere il carico di una bellezza cos flammea; e
le fantastiche ombre di uccelli in volo, che ad ora ad ora
fuggivano attraverso le lunghe cortine di seta indiana,
tese davanti allampia finestra, suscitandovi quasi una
fuggevole visione giapponese, lo facevano pensare a
quei pallidi pittori di Tokio dalla faccia di giada, che,
usando di unarte necessariamente immobile, cercano
trasmettere il senso della velocit e del moto.
Lostinato ronzio delle api in cerca duna via fra la
lunga erba immota, o in volo circolare di monotona insistenza
intorno ai polverosi cornetti doro della scarmigliata
madreselva, sembravano rendere pi opprimente
la gran calma estiva.
Il torbido ululo di Londra parea la rombante nota
dun organo lontano. Nel mezzo della stanza, sovra un
alto cavalletto, stava il ritratto in grandezza naturale di
un giovane di straordinaria bellezza; di fronte, un po
lontano, sedeva lartista stesso, Basilio Hallward, la cui
scomparsa improvvisa, alcuni anni prima, aveva suscitato
nel pubblico tanta emozione e sollevato tante strane congetture.
Ogni volta che il pittore guardava la graziosa e fine
forma chegli aveva cos abilmente rispecchiato
nellarte sua, un sorriso di soddisfazione attraversava il
suo volto, e sembrava indugiarvisi; ma egli trasal ad un
tratto e, chiudendo gli occhi, premette le dita sulle palpebre
quasi pensasse dimprigionar cos nel cervello
uno strano sogno, dal quale temesse risvegliarsi.
 questa lopera tua migliore, Basilio! La pi
bella cosa che tu abbia mai fatto, disse Lord Enrico, languidamente.
E tu devi mandarlo assolutamente, lanno venturo,
allEsposizione di Grovesnor. LAccademia  troppo
vasta e volgare. Ogni volta che vi sono andato, vi era
tanta gente che non ho potuto vedere i quadri, il che 
terribile, e tanti quadri che non ho potuto veder la gente,
e ci  ben peggio. Grovesnor  proprio lunico posto...
Non ho mai pensato ad esporlo, rispose il pittore,
arrovesciando la testa in quel bizzarro modo, che faceva
tanto ridere i suoi compagni ad Oxford. No: non lo esporr mai.
Lord Enrico alz le sopracciglia e lo guard stupto,
attraverso le esili spire azzurre del fumo che si arricciava
in s fantastici disegni su dalla forte sigaretta oppiata.
Non esporlo mai? E perch, mio caro? Per quale ragione? Che tipi strani siete voialtri pittori! Mettete sottosopra
il mondo per farvi un nome, e appena riusciti, par
che non desideriate altro che disfarvene. Da parte tua
ci  ridicolo, perch v solo una cosa al mondo peggiore
della fama: il non averne. Un ritratto come questo
ti innalzerebbe di colpo sopra tutti i giovani pittori inglesi
e renderebbe completamente gelosi i vecchi, se
mai i vecchi sono capaci di qualche emozione.
So bene che riderai di me, rispose, ma io non posso esporlo davvero. Vi ho messo troppa parte di me stesso, l dentro.
Lord Enrico si allung sul divano e rise.
S, sapevo che avresti riso, ma tutto ci resta egualmente vero.
Troppa parte di te in questo quadro? Parola
donore, Basilio, non ti credevo cos vano, n infatti riesco
a vedere una rassomiglianza qualsiasi fra te, con la
tua scabra e forte faccia, e la tua capigliatura nera come
carbone, e questo giovane Adone, che par fatto davorio
e di petali di rosa. Perch, caro Basilio, egli  un Narciso
e tu... tu hai naturalmente una fisionomia intellettuale;
ma la bellezza, la vera bellezza finisce precisamente
dove comincia la fisionomia intellettuale. Lintellettualit
 in se stessa una specie di esagerazione che distrugge
larmonia di ogni volto: appena ci sediamo per pensare,
diventiamo tutto naso o tutta fronte o qualcosa altro
dorribile. Guarda per esempio coloro che son riusciti
con successo in qualche dotta disciplina. Come sono
mostruosi! Eccetto, naturalmente, gli ecclesiastici, perch 
nella Chiesa non si pensa: un vescovo ripete a ottanta
anni ci che gli hanno insegnato a dire a diciotto e
quindi  logico che egli mantenga sempre un aspetto del tutto delizioso.
Il tuo misterioso giovine amico, di cui non mi hai
detto mai il nome, ma il cui ritratto veramente mi affascina,
non ha certo mai pensato: ne sono sicurissimo.
Egli  una splendida creatura senza cervello, che qui potrebbe
far sempre le veci dei fiori, in inverno, e rinfrescare,
destate, la tua intelligenza. Non farti illusioni,
Basilio: tu non gli rassomigli per nulla.
Non capisci, Enrico,, rispose lartista, so perfettamente
che non gli rassomiglio e anzi, se cos non
fosse, ne sarei dolente. Tu ti stringi nelle spalle? Ti dico
la verit. Su ogni distinzione fisica e intellettuale grava
quella stessa fatalit che sembra perseguitare, attraverso
la storia, i passi falsi dei Re.  ben meglio non esser diversi
dai propri simili! I brutti e gli stupidi godono il
meglio di questo mondo: essi possono sedere a loro agio
e sbadigliare, se lo spettacolo non piace loro; se non
sanno la vittoria,  risparmiata loro la conoscenza della
sconfitta; essi vivono come tutti vorremmo, indisturbati,
indifferenti, senza inquietudine alcuna; essi non fanno
del male n ne ricevono e invece tu, con la tua nobilt e
la tua ricchezza, Enrico; io, col mio cervello, quale esso
sia, e con la mia arte, per quanto poco valga; e Dorian
Gray con la sua bellezza, soffriremo per quello che gli
dei ci hanno dato: soffriremo terribilmente.
Dorian Gray?  questo il suo nome? chiese
Lord Enrico, muovendo attraverso lo studio verso Basilio Hallward.
S, questo  il suo nome. Non volevo dirtelo.
Oh, perch?
Mi  impossibile spiegarti. Quando io amo intensamente
qualcuno, non ne dico mai il nome ad altri: 
come abbandonarne loro una parte. Ho imparato ad
amare il segreto e parmi lunica cosa che possa renderci
maravigliosa o misteriosa la vita moderna. La cosa pi
volgare diventa deliziosa, appena la si nasconde. Quando
adesso io lascio Londra non dico mai agli amici dove
vado. Se lo facessi, perderei tutto il piacere. S:  senza
dubbio una cattiva abitudine, ma tuttavia sembra doni
un gran fascino davventura alla nostra vita... Credo che
tu mi giudichi terribilmente pazzo...
Per nulla, rispose Lord Enrico, per nulla, caro
Basilio. Mi pare che tu dimentichi che io sono sposato e
che lunico fascino del matrimonio sta nel render la vita
di ambedue necessariamente piena dinganno. Quando
cincontriamo, sempre per caso, o pranziamo fuori insieme,
o andiamo dal Duca, ci raccontiamo le pi assurde
storielle con le pi serie faccie di questo mondo. Mia
moglie  una vera artista nel far ci; molto pi chio non
sia; n confonde mai le date: cosa che mi succede sempre;
ma quando mi ci pesca, non mi fa delle scene e, per
quanto io vorrei talvolta chella me ne facesse, non riesce
che a ridere di me.
In che modo odioso, Enrico, parli della tua vita
coniugale! disse Basilio Hallward, dirigendosi verso la
porta del giardino. Io ti stimo un ottimo marito; ma
come vergognoso delle proprie virt! Sei un tipo straordinario.
Non dici mai una cosa morale, n fai mai una
cosa cattiva. Il tuo cinismo non  che una posa.
Anche lesser naturali  una posa e la pi irritante
chio mi conosca, esclam Lord Enrico; e i due amici
uscirono insieme nel giardino e sedettero sopra un
lungo sedile di bamb, allombra dun boschetto di lauri.
I raggi del sole scivolavano sulle foglie polite.
Nellerba bianche margherite tremolavano.
Dopo una pausa, Lord Enrico guard lorologio.
Mi spiace di dover lasciarti, Basilio, mormor.
Ma prima, devi rispondere alla mia domanda di poco fa.
Quale, chiese il pittore, tenendo gli occhi fissi a terra.
Lo sai benissimo.
No, Enrico.
Bene, ti dir quale. Spiegami dunque perch non
vuoi esporre il ritratto di Dorian Gray. Ma, bada bene, io ti chiedo la ragione vera.
Te lho detta.
No, mhai detto che in quel quadro c troppa
parte di te stesso. E ci  fanciullesco.
Enrico, disse Basilio Hallward, fissandolo negli
occhi. Ogni ritratto dipinto con commozione danimo
 un ritratto dellartista e non del modello. Il modello
non ne  che lo spunto, loccasione; non  lui che il pittore
rivela sopra la tela colorata; ma piuttosto se stesso.
Ora la ragione perch io non esporr questo ritratto 
chio ho terrore daver rivelato in esso il secreto
dellanima mia.
Lord Enrico rise. E quale  dunque il tuo secreto?
Te lo dir, disse Hallward; ma una espressione
di perplessit sindugi sul suo viso.
Son tutto orecchi, Basilio, continu lamico, scrutandolo.
In verit, c ben poco da dire, Enrico, rispose il pittore, ed io temo che lo capirai appena. Forse appena vi crederai.
Lord Enrico sorrise e, chinandosi, colse fra lerba una margherita dai rosei petali e, osservandola:
Son sicurissimo di comprendere, replic fissando
intensamente il piccolo disco doro piumato di bianco e, quanto al credervi, io credo tutto ci che  completamente incredibile.
Il vento spicc qualche fiore dagli alberi, e i pesanti lilla con i loro grappoli stellanti ondularono su e gi nellaria languida.
Una cicala cominci a frinire dal muro e, come un
filo azzurro, una lunga esile libellula pass, galleggiando, sulle brune elitre di garza. A Lord Enrico parve di potere sentir battere il cuore di Basilio Hallward e di aspettare una confessione maravigliosa.
Ecco in poche parole tutta la storia, disse il pittore dopo la pausa. Due mesi fa mi trovavo ad una serata in casa di Lady Brandon. Tu sai bene come noialtri
disgraziati artisti dobbiamo qualche volta mostrarci in societ, se non altro per ricordare al pubblico che non siamo dei selvaggi.
Con un abito da sera ed una cravatta bianca, come tu stesso mi dicesti una volta, ognuno, sia pure un cambiavalute, pu acquistar fama di persona civile. Bene: dopo esser rimasto nella sala dieci minuti, ciarlando con enormi vedove, sovraccariche di vesti e di eredit, e con noiosi Accademici, mi accorsi ad un tratto che qualcuno mi guardava. Mi girai a mezzo e vidi Dorian Gray per la prima volta.
Quando i nostri occhi sincontrarono, mi sentii impallidire; uno strano senso di terrore minvase e conobbi di essere faccia a faccia con un individuo la cui sola personalit era tanto affascinante, che, se mi fossi abbandonato, avrebbe assorbito la mia natura intera, lintera mia anima e tutta la mia stessa arte.
Ora io ho sempre cercato di sottrarre la mia vita a qualsiasi influenza esterna, e tu sai, Enrico, come io sia di carattere indipendente, e sia sempre stato signore di me stesso: sempre, finch non incontrai Dorian Gray. Poi... non so come spiegartelo... qualcosa sembr avvertirmi che una terribile crisi della mia vita era imminente. Ebbi la strana sensazione che il destino mi avesse riserbato squisite gioie e squisiti dolori... Ebbi terrore... e feci per abbandonare la sala.
N quella fuga mi veniva imposta dalla coscienza; ma da una specie di vilt, che non mi fa certo onore.
Coscienza e vilt sono infatti la stessa cosa, Basilio.
Coscienza non  che il nome di commercio della ditta, non altro.
Non lo credo, Enrico, e neppure che tu lo creda.
Tuttavia, qualunque ne sia stata la causa, anche orgoglio, perch sono sempre stato orgogliosissimo, io mi precipitai verso la porta; quando, come era naturale, inciampai in Lady Brandon, che mi strill, con quella curiosa stridula voce che ben le conosci:, Signor Hallward, non ve ne fuggirete davvero via cos presto?
S, essa  un vero pavone, in tutto, fuorch nella bellezza, disse Lord Enrico, strappando i petali della margherita con le lunghe dita nervose.
Io non riuscii a liberarmene; essa mi trascin davanti ad Altezze Reali, a gente carica di Stelle e di Giarrettiere, a signore anzianotte con gigantesche tiare e nasi di pappagallo... Parl di me come del suo pi caro amico
bench fosse la seconda volta che io la vedessi; insomma
si ficc in mente di far di me luomo del giorno.
Si vede che qualche mio quadro doveva aver avuto gran
successo o che almeno se nera cianciato nei giornali da
due soldi, che al diciannovesimo secolo sono i dispensieri
dimmortalit. Quando, improvvisamente, mi trovai
faccia a faccia con quel giovanotto, la cui personalit
maveva cos stranamente colpito; tanto, che ci toccammo
quasi e i nostri occhi si incontrarono una seconda volta.
Allora, come se una forza estranea mi vi spingesse,
chiesi a Lady Brandon di presentarmigli, o forse ci dipese
anche da me e fu semplicemente inevitabile; ch ne son certo, avremmo finito col parlarci senza esser
presentati. Lo stesso Dorian pi tardi mi confess infatti
che egli avea subito sentito chera destino che ci conoscessimo.
E come ti descrisse Lady Brandon questo maraviglioso
giovane? gli chiese lamico. Io so che essa
ha la mania di delineare un rapido sommario di tutti i
suoi ospiti. Ricordo che una volta mi trascin davanti a
un truculento e congestionato vecchio gentiluomo, tutto
coperto di onorificenze e di nastri, e mi fischi
nellorecchio, in un tragico bisbiglio che tutti nella sala
devono avere perfettamente udito, i pi sorprendenti
particolari sul suo passato.
Io semplicemente me ne fuggii, perch preferisco
far da me lanalisi delle persone, mentre Lady Brandon
tratta i suoi ospiti come un mercante che espone le sue
merci: essa ne spiega minutamente tutte le particolarit;
ma pi spesso finisce col dire di ognuno tutto quello che non importa conoscere.
Povera Lady Brandon! Sei ben duro con lei, Enrico disse Hallward svogliatamente.
Caro mio, essa ha cercato di fondare un salotto,
ed  riuscita ad aprire una trattoria. Come ammirarla?
Ma, raccontami: che ti disse di Dorian Gray?
Qualcosa di simile:, Ragazzo affascinante, la
sua povera cara madre e io assolutamente inseparabili.
Dimenticato completamente cosa faccia. Temo non faccia
nulla. Oh! s, Suona il piano, o forse il violino,
caro signor Gray? nessuno di noi pot trattenere le risa e fummo subito amici.
Il riso  un bellissimo inizio per una amicizia, e
ne  certo la miglior fine, disse il giovine Lord, spiccando unaltra margherita.
Hallward croll il capo:, Tu non capisci cosa sia
lamicizia, Enrico, mormor, o che cosa sia lodio:
appunto per questo. Tu sei un indifferente; ami chiunque, cio nessuno.
Come sei terribilmente ingiusto! grid Lord
Enrico ricacciando indietro con un colpo il cappello dalla
fronte e fissando in alto le piccole nubi che, come arruffate
matasse di liscia seta bianca, galleggiavano attraverso
la concava turchese del cielo estivo. S, terribilmente
ingiusto. Io ho fatto sempre una gran differenza
fra uomini e uomini: scelgo i miei amici per la loro bellezza,
le mie conoscenze per il buon carattere, e i miei
nemici, per la loro intelligenza. Un uomo non sar mai
troppo cauto nello scegliersi i nemici ed io non ne ho
avuto mai uno che fosse pazzo: sono tutti persone di un
certo vigore intellettuale e quindi tutti mi stimano. Son
forse troppo vanitoso nel dir ci? Credo di s.
Parrebbe anche a me, Enrico. Ma, secondo la tua
categoria, io sarei appena una conoscenza.
Caro vecchio Basilio; ma assai di pi.
Per molto meno che un amico. Forse una specie di fratello.
Fratelli! Non me ne parlare. Il mio fratello maggiore
non vuol morire e i minori sembra non facciano mai altro.
Enrico,, esclam Hallward, aggrottando le ciglia.
Caro mio, non sono affatto serio; ma non posso
tenermi dal detestare i miei parenti. Forse dipender dal
fatto che nessuno di noi pu stare a contatto di gente che
ha gli stessi difetti nostri. Io simpatizzo completamente
con la Democrazia Inglese, quando saccanisce contro
ci chessa chiama:, i vizi della nobilt. Le masse
intuiscono che lubbriachezza, la stupidit, limmoralit
dovrebbero essere un loro monopolio speciale, e che se
ognuno di noi fa di s stesso un asino, egli caccia di frodo
nelle loro bandite. Quando il povero Sontwark si present
alla Corte del Divorzio, la loro indignazione fu assolutamente
stupenda e tuttavia non credo che neppure
il dieci per cento dei proletari viva come dovrebbe...
Non mi piace neanche una parola di quanto hai detto, e di 
pi son certo che anche tu sei daccordo con me.
Lord Enrico si lisci la bruna barbetta a punta e,
colpendo leggermente la punta dello stivaletto lucente
con un bastoncino debano ornato di un fiocco:, Come
sei inglese, Basilio!  la seconda volta che mi fai questa
osservazione, se uno butta una idea davanti a un vero
inglese,, cosa sempre avventata, quello non si sogna
mai di considerare se questa idea  giusta, o no; la sola
cosa di qualche importanza chegli osservi  se chi lha
detta ci creda. Ora il valore di una idea non ha nulla a
che vedere con la sincerit di chi la esprime. Anzi  pi
probabile il caso che, quanto pi insincero sia questi,
tanto pi sar quella intellettuale, perch essa non acquister
colore da nessun bisogno o desiderio o pregiudizio
di chi lespone. Ma non ti propongo di discutere questioni
politiche o sociologiche o metafisiche. Ho sempre
preferito le persone ai loro princip, e fra di esse, quelle
che ne son prive, pi che altra cosa al mondo. Ma via!
dimmi qualcosa di pi su Dorian Gray! Lo vedi spesso?
Ogni giorno. Se non lo vedessi ogni giorno, sarei
infelice. Egli mi  assolutamente necessario.
Straordinario! Avrei sempre creduto che non ti
saresti mai curato daltro che dellarte tua.
Egli  ora tutta la mia arte, disse gravemente il
pittore. Io penso spesso, Enrico, che due sole epoche
nella storia del mondo sono di qualche importanza. La
prima, quando compare un nuovo mezzo di arte; la seconda,
quando compare una nuova personalit per
larte. Ci che la invenzione della pittura ad olio  stata
per i veneziani, e la faccia di Antinoo per la tarda scoltura
greca, sar un giorno per me il volto di Dorian Gray.
Io non soltanto dipingo lui, disegno lui, e ne prendo
abbozzi, ci non mi  venuto che troppo naturalmente;
ma egli  per me assai pi che un gesso o un modello;
n ti dir che sono insoddisfatto di ci che da lui ho tratto
gi, o che la sua bellezza  tale che larte non possa
esprimerla. Non v nulla che lArte non possa rendere,
e io so che ci che ho fatto, dopo lincontro con Dorian
Gray,  buono,  la migliore opera della mia vita. Ma la
sua personalit, in un modo strano, puoi tu comprendermi?
mha suggerito una maniera darte totalmente
nuova e un diversissimo stile. Io vedo le cose differentemente 
e penso diversamente di esse; posso oggi ricreare
la vita in un modo che prima mi era nascosto.
Un sogno di forma in giorni di pensiero... Chi
disse ci? Non ricordo. Ma ecco quello che Dorian Gray
 stato per me. La presenza di questo ragazzo, egli mi
sembra pi piccolo di un fanciullo, bench in realt abbia
pi di venti anni, la sua presenza soltanto
visibile!... ah! mi stupirei se tu giungessi a ricavare il senso di tutto ci:
Inconsciamente egli ha definite per me le linee
duna scuola nuova, che consister nel realizzare tutta la
passione dello spirito romantico congiunta con tutta la
perfezione dello spirito greco. Larmonia dellanima e
del corpo: quale grande problema  mai questo! nella
nostra pazzia noi li abbiamo separati; abbiamo inventato
un Realismo volgare ed una Idealit vuota. Enrico! se tu
sapessi cosa  Dorian per me!...
Ti ricordi quel paesaggio per cui Agnea moffr un
prezzo cos alto ma da cui non potei separarmi?  una
delle pi belle cose che abbia mai fatto. E perch? Perch,
mentre lo dipingevo, Dorian Gray sedeva accanto a
me e una sottile influenza emanava da lui: s, per la prima
volta nella mia vita io vidi nel piano paese boschivo
quel meraviglioso senso che avevo sempre cercato, che sempre mi era sfuggito.
Basilio, ma questo  straordinario! Io devo vedere Dorian Gray.
Hallward balz dal sedile e cominci a passeggiare
su e gi per il giardino. Dopo un poco ritorn. Enrico,
disse, Dorian Gray  per me soltanto un motivo
darte. Tu non vedresti nulla in lui; io tutto. Egli non 
mai pi presente nellopera mia di quando nessuna sua
imagine  qui. Egli  la suggestione, come tho detto, di una nuova maniera: io lo ritrovo nella curva di certe
linee, nella amorevolezza e nelle sottilit di certi colori.
Ecco tutto.
Allora, perch non vuoi esporre il suo ritratto?
chiese Lord Enrico.
Perch, senza volerlo, ho rivelato in esso questa
curiosa idolatria artistica, che a lui mi attira e di cui naturalmente mi sono ben guardato dal parlargli. Egli non
sa n sapr mai nulla dessa; ma il mondo potrebbe biasimarla
e io non vorr mai denudare lanima mia davanti
ai suoi occhi volgari e investigatori. Il mio cuore non
lo sottoporr mai al suo microscopio. V troppa parte
di me in quel ritratto, Enrico! Troppa parte di me!
I poeti non sono scrupolosi, come te: essi sanno
come sia utile la passione per la diffusione del libro.
Oggi un cuore infranto raggiunge molte edizioni.
Per questo li odio, grid Hallward. Un artista
deve creare delle cose belle; ma non deve mettere in
esse nulla della sua vita. Noi viviamo in et in cui gli
uomini trattano larte come se non fosse altro che un genere
autobiografico; noi abbiamo perduto il senso astratto
della Bellezza. Un giorno io mostrer al mondo cosa
ci voglia dire; e per questo il mondo non vedr il mio
ritratto di Dorian Gray.
Io credo che tu abbia torto, Basilio; ma non discuter con te. Soltanto chi  intellettualmente perduto
discute sempre. Ma, dimmi, Dorian Gray  molto preso
di te?
Il pittore medit qualche tempo. Egli mi ama, rispose
poi. Lo so. Naturalmente io lo adulo assai; provo
un piacere strano nel dirgli cose che so mi dorr di
avergli detto.
Per solito, egli  affascinante con me; ce ne stiamo
nello studio a parlare di mille cose; ma qualche volta
egli  terribilmente sventato e sembra proprio che goda
di farmi dispiacere. Allora io sento, Enrico, che io ho
dato via lanima intera ad uno che la tratta come se fosse
un fiore da mettere allocchiello, un nastrino che accarezzi
la vanit, un vestito elegante fatto per un giorno destate...
I giorni estivi, Basilio, agevolano le fantasie dubitose mormor Lord Enrico. E forse ti stancherai di
lui ben presto.  una cosa triste a pensarci; ma non v
dubbio che il Genio dura pi a lungo della Bellezza. E
ci ci spiega perch noi tutti ci affatichiamo a raffinare
leducazione nostra. Nella selvaggia lotta per la esistenza,
abbiamo bisogno di qualcosa che perduri e perci
riempiamo i cervelli nostri di macerie e di fatti, con la
sciocca speranza di non perdere cos il nostro posto.
Ecco lideale moderno: luomo bene informato! E il cervello
di questuomo  una spaventevole cosa: una bottega
di antiquario, tutto mostri e polvere, con il prezzo
gi fissato su ogni oggetto, al disopra del suo valore reale.
Tuttavia io penso che ti stancherai per primo. Verr
un giorno che guarderai lamico ed egli ti apparir un
po fuor di linea o non ti piacer pi il tono della sua
carnagione, o qualcosa di simile, e glielo rimprovererai
amaramente in cuor tuo, e penserai seriamente chegli si
 portato assai male con te. E la volta seguente chegli ti
comparir davanti, sarai perfettamente indifferente e
freddo. Ma la cosa non sar perci meno triste: perch ti
lascier un ricordo profondo: alterer te stesso. Poich,
in fondo, tutto ci che mi hai narrato  un romanzo, un
romanzo darte, si potrebbe dire, ma il gran male di un
tale romanzo  nel ricordo cos poco romantico che lascia di s...
Enrico, non parlare cos. Finch vivr, la personalit
di Dorian Gray mi dominer sempre. Tu non puoi
sentire quello chio sento, perch sei solito di mutar cos spesso...
Caro Basilio, ecco appunto perch posso sentirlo!
Quelli che si mantengono fedeli conoscono solo il
lato triviale dellamore;  linfedelt che sa dellamore
anche le tragedie. E Lord Enrico strofin un cerino
contro una graziosa scatoletta di argento e cominci a
fumare una sigaretta con aria di padronanza e di soddisfazione,
come se in una frase avesse riassunto il mondo.
Vi fu un fruscio di garruli passeri sulle verdi cupe
foglie delledera e le azzurre ombre di nubi si inseguiron
sullerba come rondini. Quanta amenit in quel giardino!
E come deliziose le emozioni altrui! Molto pi
che le loro idee, gli pareva. La propria anima e le passioni
degli amici: ecco le affascinanti cose della vita.
Egli dipingeva a s stesso con silenzioso piacere il noioso
lunch cui sera sottratto per rimaner cos a lungo con
Basilio Hallward. Se egli fosse andato dalla zia, vi
avrebbe certo incontrato Lord Goasrwyhr e tutta la conversazione
si sarebbe aggirata sul soccorso ai poveri e
sulla necessit di alloggimodello.
Ogni classe di persone avrebbe predicato limportanza
di quelle virt, che la vita non le imponeva di professare.
Il ricco avrebbe parlato del valore del risparmio
e il fannullone sarebbe fin divenuto eloquente vantando
la dignit del lavoro. Come era felice di essere sfuggito
a tutto questo! E mentre pensava a sua zia, una idea parve
colpirlo. Egli si rivolse ad Hallward:, Caro amico,
mi  venuto proprio in mente!
Cosa Enrico?
Dove ho gi udito il nome di Dorian Gray.
Dove? chiese Hallward, corrugando appena le sopracciglia.
Non mi guardar cos stizzito, Basilio. fu in casa
di mia zia Agata. Ella mi disse che aveva scoperto un
maraviglioso giovanotto, che andava ad accompagnarla
nellEast End, e che si chiamava Dorian Gray. Son costretto
a constatare che non mi disse mai che era bello.
Le donne non sanno apprezzare la bellezza di un giovane;
almeno le donne per bene. Ella disse che era serio e
che aveva un bel carattere. Io mi figurai subito una creatura
occhialuta, con pochi capelli in testa, orribilmente
lentigginoso, che se ne va vagabondando su dei grossi
piedi... Avrei proprio voluto saper tale il tuo amico.
Son felice che tu non labbia saputo, Enrico.
Perch?
Non ho piacere che tu lo incontri.
Non hai piacere che io lo incontri?
No!
Il signor Dorian Gray  nello studio, signore annunzi il maggiordomo, avanzando nel giardino.
Ora sei costretto a presentarmigli, rise Lord Enrico.
Il pittore si volse al cameriere, che stava in piedi,
sbattendo le palpebre sotto i raggi del sole. Prega il signor
Gray di aspettare, Parker: lo raggiunger fra poco.
Luomo sinchin e rifece il suo cammino.
Allora egli fiss Lord Enrico:, Dorian Gray  il
mio pi caro amico, disse. Egli ha una semplice e
bellissima natura. Tua zia aveva perfettamente ragione
nel parlarti di lui in quel modo. Ma la tua influenza potrebbe
esser cattiva. Il mondo  grande e contiene molta
gente maravigliosa. Non togliermi la sola persona che
d allarte mia tutta quella sua poca grazia; la mia vita
dartista dipende da essa. Pensaci, Enrico; io te ne prego.
Parlava assai a bassa voce e le parole sembravano
strappate al suo labbro, contro la sua volont.
Non dir sciocchezze! gli rispose Lord Enrico sorridendo, e preso Hallward sotto braccio, quasi lo trasse a forza entro la casa.
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
Appena entrati videro Dorian Gray che sedeva al
piano, volgendo loro le spalle e sfogliava un volume
delle Scene della Foresta di Schumann.
Devi prestarmele, Basilio, esclam. Bisogna
chio le conosca: sono deliziosissime.
Dipender completamente da come poserai oggi, Dorian.
Oh! Sono proprio stanco di posare e non ho nessun
bisogno di un ritratto in grandezza naturale, rispose
il giovinetto, dondolandosi sullo scranno girevole con
unaria ostinata e petulante; ma scorse Lord Enrico e un
debole rossore color per un attimo le sue guance, mentre
egli balzava in piedi. Ti chiedo scusa, Basilio; non
sapevo che fossi accompagnato.
 Lord Enrico Wotton, Dorian; un vecchio compagno
di Universit ad Oxford. Stavo proprio parlandogli
di te: qual singolare modello tu sia, ed ecco tu ora
mhai guastato tutto...
Lei non ha guastato il mio piacere dincontrarla,
signor Gray, disse Lord Enrico avanzando e stendendogli
la mano, mia zia mi ha spesso parlato di lei.
Ella  un suo favorito e, temo, anche una sua vittima.
Oh! La signora Agata mi ha scritto ora nel suo
Libro nero, rispose Dorian con una comica occhiata
di pentimento. Io promisi di accompagnarla ad un
Club di Whitechapel, marted scorso, ma in verit, me
ne dimenticai completamente. Dovevamo eseguire insieme
un pezzo... anzi tre pezzi credo, a quattro mani. E
non so cosa dir di me. Son troppo spaventato per farle
una visitina.
Oh! ma io le far far pace con mia zia. Essa ha
molto affetto per lei, e non credo vi sia ragione di spaventarsi
per non averla accompagnata al Club. Gli uditori
probabilmente avran creduto che fosse lo stesso un
pezzo a quattro mani, perch quando zia Agata siede al
pianoforte, fa proprio baccano per due.
Ma lei parla orribilmente di sua zia e non troppo
cortesemente di me, rispose Dorian ridendo.
Lord Enrico lo osserv. S, era certo meravigliosamente
bello, con le labbra scarlatte finemente delicate,
con i franchi occhi azzurri e con la ricciuta chioma
doro. Vi era in quel viso qualcosa che conquistava subito
la fiducia di tutti; si sentiva che avea tutto il candore
della giovinezza e tutta la sua appassionata purit: egli
sera tratto immacolato dal mondo. N pi maravigliava
che Basilio Hallward ladorasse.
Lei  troppo affascinante per andar matto della
filantropia; s: troppo affascinante... E Lord Enrico si
distese sul divano e aperse il portasigarette.
Il pittore era stato in quel mentre affaccendato a mescolar
colori e a ripulir pennelli; ma appariva ammirato
e, quando ud lultima osservazione di Lord Enrico, lo
fiss e, dopo un istante di esitazione, disse:
Enrico, io ho bisogno di finir oggi questo quadro.
Ti parrebbe assai villano da parte mia se ti pregassi di
andartene?
Lord Enrico sorrise e lanci una occhiata a Dorian
Gray.
Devo andarmene, signor Gray? chiese.
Oh, per piacere, no, Lord Enrico. No! vedo che
Basilio  in uno dei suoi momenti di rabbia, ed io non
posso proprio soffrirlo, quando  cos bisbetico. E sopra
tutto poi lei deve dirmi perch non sono fatto per la filantropia.
Non le saprei cosa dire, signor Gray.  un soggetto
cos noioso che bisognerebbe parlarne seriamente.
Ma io non me ne scapper via certamente, ora che lei mi
ha pregato di restare. Non ci penserai neanche, vero, Basilio!
mhai detto tante volte che preferivi che ci fosse
qualcuno a ciarlare con tuoi modelli!
Hallward si morse le labbra. Se Dorian lo desidera,
rimani certamente. I capricci di Dorian sono leggi
per ognuno, eccetto che per se stesso.
Lord Enrico raccolse cappello, e guanti. Sei troppo
buono, Basilio; ma mi dispiace davvero di dovermene
andare. Ho promesso ad una persona di trovarmi al
teatro Orleans. Addio, signor Gray. Venga a trovarmi un
pomeriggio, in via Curzon. Son quasi sempre in casa
verso le cinque. Mi scriva, quando vorr venire. Sarei
spiacentissimo di perder la sua visita.
Basilio,, grid Dorian Gray, se Lord Enrico
Wotton se ne va, me ne vado anchio. Tu non apri bocca
mentre dipingi ed  terribilmente pesante starsene sul
palchetto e cercar davere una fisionomia simpatica.
Pregalo di rimanere. Te lo ripeto.
Resta, Enrico, per far piacere a Dorian e a me, disse Hallward, fissando attentamente il quadro.  verissimo;
io non parlo mai, mentre lavoro, e non ascolto
nessuno; e per i miei sfortunati modelli ci deve essere
terribilmente noioso. Resta, te ne prego.
E che far di quella persona del teatro Orleans?
Il pittore rise. Non credo chessa provochi alcuna
difficolt. Siedi, Enrico. E ora, Dorian, sali sul palchetto
e non muoverti troppo in giro, n prestar troppa attenzione
a quello che ti dir Lord Enrico. Egli ha una pessima
influenza su tutti i suoi amici, eccetto appena me stesso.
Dorian Gray sal i gradini, con laria dun giovinetto
greco martire, e fece una piccola mossa di scontento a
Lord Enrico, cui lo attirava gi una subita simpatia.
Era cos differente da Basilio! Essi facevano un delizioso
contrasto. Ed aveva una voce cos bella!
Dopo poco gli disse:,  vero dunque che lei ha una
cos cattiva influenza, lord Enrico? Tanto cattiva come
dice Basilio?
Signor Gray, non esiste una buona influenza.
Ogni influenza  immorale; beninteso, parlando da un punto di vista scientifico.
Perch?
Perch influenzare una persona,  dargli la propria
anima. Egli non pensa pi i suoi naturali pensieri,
n brucia pi delle sue spontanee passioni. Le sue virt
non sono pi reali. I suoi peccati, se mai esistono, sono presi in prestito. Egli diviene uneco dellaltrui
musica; lattore di una parte che non  stata scritta per
lui. Lo scopo della vita  lo sviluppo di se stessi. Realizzare
perfettamente la propria natura: ecco ci che ognuno
di noi  qui per fare. Gli uomini oggi temono se stessi;
hanno dimenticato il pi alto di tutti i doveri: quello
che ognuno deve a se stesso. Essi sono certo pietosi;
sfamano laffamato e vestono il mendicante: ma le loro
anime muoiono di fame e se ne vanno ignude. La nostra
razza non conosce pi coraggio. Forse in verit non ne
ebbe mai. Il terrore della societ, che  base della morale,
e il terrore di Dio, che  il secreto della Religione:
ecco le due cose che ci governano. E poi...
Da bravo, Dorian, gira la testa un po pi a destra
disse il pittore immerso nellopera sua e solo conscio
che un lampo aveva illuminato il volto del giovinetto,
come egli non ne aveva mai veduto ancora.
E poi, continu Enrico, con la sua piana voce
musicale e con quellaggraziato gesto ad onda della
mano, che fu sempre una sua caratteristica, fin dai primi
giorni chera in collegio ad Eton. Io credo che il mondo
acquisterebbe tale impulso di gioia che dimenticheremmo
tutte le malattie del medioevalismo, e si ritornerebbe
allIdeale Ellenico, e forse anche a qualcosa di pi
fine e di pi ricco ancora, ma il pi coraggioso fra di noi
teme se stesso. La mutilazione dei selvaggi sopravvive
tragicamente nella rinnegazione di noi stessi, che corrompe
let nostra. Noi siamo puniti per le nostre rinunzie. 
Ogni impulso che cerchiamo di soffocare, germina
nel cervello e ci avvelena. Il corpo pecca una volta ed 
libero del suo peccato, poich agire  un mezzo per purificare,
e nulla rimane allora se non il ricordo del piacere
o la volutt del rimpianto... S: la sola via di liberarsi
di una tentazione  di abbandonarvisi. Resisti ad essa e
la tua anima ammaler di desiderio per quelle cose che
s negata, di brama per quello che le sue stesse mostruose
leggi le han reso mostruoso e illecito. Si  detto
che i grandi fatti del mondo sono racchiusi nel cervello
e cos anche in esso solo risiedono tutti i grandi peccati
del mondo. Lei, signor Gray, con la sua giovinezza di
rosa rossa e la sua fanciullezza di rosa bianca, ha avuto
passioni che lo hanno reso vergognoso, pensieri che
lhan riempito di terrore, giorni e notti di sogni, la cui
sola memoria macchierebbe le sue guancie di vergogna...
Basta! balbett Dorian turbato. Basta! Lei mi
stordisce. Non so che dire. Vi  certo una risposta a tutto
ci; ma non posso trovarla. Non parli. Mi lasci pensare.
O meglio, mi lasci tentare di non pensare...
Per circa dieci minuti egli rimase l, in piedi, immobile,
con le labbra socchiuse e gli occhi stranamente brillanti.
Sembrava oscuramente conscio che influenze del
tutto nuove operavano dentro di lui. E pareva anche che
fossero nate davvero da se stesso. Quelle poche parole
che gli aveva detto lamico di Basilio, parole dette a
caso, senza dubbio, e piene di un voluto paradosso, avevano 
toccato una secreta corda mai tentata prima e che
ora egli sentiva vibrare e palpitare con pulsazioni strane.
Solo la musica laveva commosso cos, molte volte;
ma la musica non era articolata, non creava in lui un
nuovo mondo, ma un nuovo caos. Parole! Pure parole!
Come erano terribili! Come chiare e vivide e crudeli!
non vi si sarebbe sfuggiti. E poi... che sottile maga era
in esse! Sembravano poter dare una plastica forma a informi
cose e avere una propria musica dolce, come di
viola o liuto. Pure parole! Vera qualcosa di tanto reale come le parole?
S: vi erano state cose nella sua fanciullezza, chegli
non aveva compreso. E le capiva ora: la vita gli si color
vivamente, di un tratto. Gli sembr di aver sempre camminato
sul fuoco. Perch non lo aveva mai saputo?
Col suo sorriso sottile Lord Enrico lo osservava.
Egli conosceva il preciso momento psicologico in cui
tacere. Ed era intensamente interessato, anzi stupito
quasi, della subitanea impressione che le sue parole avevano
prodotto, e ricordando che un libro letto a sedici
anni gli aveva rivelato tanto che fino allora gli era rimasto
ignoto, maravigliava nel veder Dorian Gray passare
attraverso una eguale esperienza. Egli aveva soltanto
drizzato in aria una freccia. Aveva essa colpito il bersaglio?
Come era affascinante quel giovinetto!
Hallward dipingeva via via con quel maraviglioso
ardito fare chera suo soltanto, ed aveva il vero raffinamento
e la perfetta delicatezza che in arte, comunque
essa sia, vien sempre dalla forza. N si accorse del silenzio.
Basilio, io sono stanco di posare, grid Dorian
Gray a un tratto. Bisogna che esca e mi sieda in giardino.
Qui laria  soffocante.
Caro mio, scusami. Quando dipingo non penso
ad altro. Ma tu non hai posato mai meglio di oggi. Stavi
perfettamente immobile. Ed io ho afferrato finalmente
leffetto che cercavo: le labbra socchiuse e la brillante
luce negli occhi. Non so cosa ti abbia detto Enrico; ma ti
ha procurato davvero lespressione pi maravigliosa.
Scommetto che ti ha fatto dei complimenti, ma, bada
bene: non devi credere a nessuna parola che egli ti dica.
No, non mi ha fatto certo dei complimenti. Forse
 questa la ragione per cui non credo nulla di ci che mi
ha detto.
Oh! Invece lei  convinto di credere a tutto ci, 
disse Lord Enrico, osservandolo con i suoi sognanti occhi
languidi. Io uscir in giardino con lei. Fa terribilmente
caldo in questo studio. Basilio, facci avere qualcosa
di ghiacciato da bere: qualcosa con delle fragole.
Certo, Enrico: tocca appena il campanello e,
quando viene Parker, gli dir quello che vuoi. Vi raggiunger
pi tardi, quando avr terminato di lavorare a
questo sfondo; ma non trattenermi troppo Dorian. Oh!
non sono mai stato in miglior forma per dipingere,
come oggi. Questo diventa il mio capolavoro! Questo 
gi il mio capolavoro!
Lord Enrico entr nel giardino che gi Dorian Gray
seppelliva il volto in un grande e fresco grappolo di lill,
fervidamente, quasi ne bevesse, come vino, il profumo;
gli si avvicin e pos una mano sulla sua spalla.
Come  giusto ci che ella fa! Soltanto i sensi
possono curare lanima; e cos appunto nulla pu curarli,
come lanima sola.
Il giovinetto trasal e si volse. Era a testa nuda e le
foglie avevano scompigliato i riccioli ribelli e arruffato
tutti i loro fili doro. Vi era uno sguardo di timore nei
suoi occhi, come di chi  svegliato di soprassalto; le sue
narici sottilmente cesellate palpitavano e un turbamento
interiore agitava lo scarlatto delle sue labbra, facendole
tremare.
S, continu Lord Enrico, questo  uno dei
grandi secreti della vita: curare lanima con i sensi ed i
sensi con lanima. Lei  una maravigliosa creatura e conosce
assai pi che non pensi, proprio come lei sa assai
meno di quanto bisogna sapere.
Dorian Gray saccigli e rivolse il capo. Egli non
poteva trattenersi dallamare il forte e gentile giovane
che gli stava davanti. La sua romantica faccia olivastra e
la sua espressione affaticata linteressavano. E vera poi
nella sua piana e languida voce, qualcosa che affascinava
e cos nelle fresche bianche mani simili a un fiore.
Esse si muovevano al suo parlare come una musica: pareva
avessero un singolare linguaggio. Ma egli si sent
pauroso e si vergogn di esserlo. Perch era stato permesso
ad un estraneo di rivelarlo a se stesso?
Egli aveva conosciuto da parecchi mesi Basilio
Hallward; ma la sua amicizia non lo aveva mai mutato.
Tutto ad un tratto ecco uno attraverso la sua vita: uno
che gli pare gliene dischiuda il mistero. E ancora: cosa
vera da temere? Egli non era uno scolaretto o una ragazza.
Era assurdo esserne spaventato.
Andiamo a sederci allombra, disse Lord Enrico.
Parker ci ha recato le bevande, e, se lei rimarr ancora
un poco sotto questo baglior di sole, si roviner
completamente la carnagione e Basilio non vorr pi
mai ritrarla. No, sul serio lei non deve permettere a se
stesso di bruciarsi la pelle: sarebbe sconveniente.
Cosa vuole che sia? esclam Dorian Gray, ridendo,
mentre sedevano in fondo al giardino.
Sarebbe tutto per lei, signor Gray.
Perch?
Perch lei ha la pi maravigliosa giovinezza e la
giovinezza  lunica cosa degna di possedersi.
Io non me ne curo, Lord Enrico.
S, lei non se ne cura per nulla, ora; ma un giorno,
quando sar vecchio e grinzoso e brutto, quando il
pensiero avr scavato con le sue linee la sua fronte e la
passione avr disseccate le sue labbra con i suoi orridi
fuochi, lei se ne curer, se ne curer terribilmente. Ora,
ovunque lei vada, affascina il mondo. Ma sar sempre
cos, signor Gray? Lei ha un volto maravigliosamente
bello, signor Gray. Non si oscuri in viso:  vero. E la
bellezza  una forma del genio, e la pi alta, perch non
ha bisogno di esplicazione.  uno dei grandi avvenimenti
del mondo, come la luce del sole, o la primavera,
o il riflettersi nelle acque cupe di quel nicchio dargento
che noi chiamammo luna. Ci  indiscutibile. Essa ha il
suo divino diritto di sovranit; essa fa principi coloro
che la posseggono. Lei ride? Ah! Quando lavr perduta,
non rider... La gente dice talvolta che la Bellezza 
solamente superficiale. Per me la Bellezza  una maraviglia
delle maraviglie. Solo la gente sciocca non giudica
dalle apparenze. Il vero mistero del mondo  il Visibile:
non lInvisibile... S, signor Gray, gli dei sono stati
buoni per lei; ma ci che gli dei dnno, presto ritolgono.
Lei ha pochi anni soltanto da realmente vivere, perfettamente,
pienamente. Quando la sua giovinezza se ne andr,
la seguir la bellezza, ed allora lei trover dun tratto
che non vi son pi trionfi per lei e non le rimarr per
consolarsi che la memoria di quei trionfi del suo passato,
che le appariranno pi amari che disfatte. Ogni mese
che fugge le avvicina qualcosa di terribile. Il tempo 
geloso di lei e muove guerra fra i suoi gigli e le sue rose.
Lei diverr giallastro, con le guancie incavate e gli occhi
foschi: soffrir terribilmente. Ah! Realizzi la sua giovent,
finch la possiede; non perda loro dei suoi giorni,
ascoltando i noiosi che cercano di alleviare la disfatta
senza speranza, o regalando la sua vita agli ignoranti, ai
mediocri, ai volgari. Questi, questi sono gli scopi morbosi,
i falsi ideali della nostra et. Viva, viva la maravigliosa
vita che  in lei. Non lasci nulla perduto. Cerchi
sempre nuove sensazioni; non tema di nulla. Un nuovo
Edonismo: questo il nostro secolo vuole; ne sia lei il
simbolo visibile. Con la sua personalit non v nulla di
impossibile. Il mondo le appartiene per una stagione. Il
momento in cui la incontrai, la scorsi affatto inconscio
di ci che realmente lei , di ci che realmente pu essere;
ma vi era tanta seduzione in lei che sentivo come io
dovevo dirle qualcosa su di lei stesso. Pensai quanto sarebbe
tragico che lei fosse guastato, perch troppo poco
tempo durer la sua giovinezza... troppo poco... I comuni
fiori di campo avvizziscono, ma si rinnovellano. Il laburno
sar egualmente giallo il prossimo giugno, com
ora. Fra un mese vi saranno stelle purpuree sulla clematide,
e di anno in anno la verde notte delle sue foglie
sorregger quelle purpuree stelle. Ma noi non riavremo
la nostra giovinezza. Il battito di gioia che pulsa in noi a
venti anni diviene pigro; le nostre membra si allentano, i
nostri sensi marciscono; noi degeneriamo in forme odiose
di pulcinella, perseguitati dalla memoria delle passioni
che tememmo troppo e delle squisite tentazioni cui
non avemmo il coraggio di arrenderci. Giovinezza! Giovinezza!
Non vi  altro nel mondo!
Dorian Gray ascoltava, con gli occhi spalancati, meravigliando.
Il grappolo di lill cadde dalla sua mano
sulla ghiaia. Unape venne a ronzargli intorno per un
momento, poi cominci ad arrampicarsi tutto intorno
allovale globo stellato di minutissimi fiori.
Egli losservava con quello strano interesse che cerchiamo
di concentrare sulle cose pi comuni, quando
ben altre e gravi ci fan temere, o quando una nuova
emozione ci agita, per cui non possiamo trovare una
espressione, o quando un pensiero che ci atterrisce pone
assedio al nostro cervello e ci chiama in campo.
Dopo un poco lape fugg via. Egli la vide insinuarsi
nel calice macchiato dun convolvolo di Tiro. Il fiore
sembrava palpitare e gentilmente ondulava.
Dimprovviso il pittore apparve sulla porta dello
studio e accenn loro pi volte di entrare. Essi si rivolsero
luno allaltro sorridendo.
Vi aspetto, grid egli. Entrate. La luce  perfetta
e potete portar dentro le vostre bevande.
Essi si alzarono e passeggiarono insieme lungo il
muro. Due farfalle bianche e verdi aliavano dietro di
loro, e nel pero allangolo del giardino un tordo cominci
a cantare.
Lei  felice davermi incontrato, Gray, disse
Lord Enrico, fissandolo.
S, ora, sono felice. E mi figuro che lo sar per
sempre.
Sempre? Terribile parola. Essa mi fa tremare,
quando la odo. Le donne ne van pazze. Esse distruggono
ogni romanzo cercando di farlo durare per sempre. 
in fondo una parola senza senso. La sola differenza fra
un capriccio e una passione lunga quanto la vita  che il
capriccio dura un po pi.
Come entravano nello studio, Dorian Gray pose la
mano sulla spalla di Lord Enrico.
In questo caso, la nostra amicizia sia pure un capriccio
mormor, arrossendo della sua audacia, poi risal
sul palchetto e riprese la posa.
Lord Enrico sera allungato in unampia poltrona di
vimini e lo osservava. Il molleggiare e il frusciar del
pennello sul canovaccio erano il solo suono che rompesse
il silenzio, fuorch quando, ad ora ad ora, Hallward si
ritraeva per considerare a distanza lopera sua. Negli
obliqui raggi che filtravano attraverso lo spiraglio della
porta la polvere danzava ed era doro. Il pesante odore
delle rose sembrava covare su tutte le cose.
Dopo quasi un quarto dora, Hallward cess di dipingere,
osserv lungamente Dorian Gray, e poi lungamente
il ritratto, morsicchiando la punta di un gran pennello,
accigliato.  finito, esclam in fine, e, chinandosi,
scrisse il suo nome in lunghe lettere vermiglie
nellangolo sinistro della tela.
Lord Enrico savvicin ad esaminare il quadro: era
una maravigliosa opera darte e di maravigliosa rassomiglianza.
Caro mio, mi congratulo caldamente con te, disse.
 il pi bel ritratto moderno. Signor Gray, venga a
guardarlo lei stesso.
Il giovinetto trasal, come destato da un sogno. 
veramente finito? mormor scendendo dal palchetto.
Completamente, disse il pittore. Ah! Hai posato
splendidamente oggi. Io non so come esserti grato.
Tutto ci lo devi a me, interruppe Lord Enrico.
Non  vero, signor Gray?
Dorian non rispose, ma pass distrattamente davanti
al suo ritratto e si volse per mirarlo. Quando lo vide,
sussult e le sue gote arrossirono, per un attimo, di compiacimento;
uno sguardo di gioia gli illumin gli occhi,
come se per la prima volta avesse riconosciuto se stesso;
e stette l immobile e in maraviglia, confusamente conscio
che Hallward gli parlava, ma non afferrando il significato
delle sue parole. Il senso della propria bellezza
lo assal come una rivelazione. Egli non laveva mai
provato. I complimenti di Basilio Hallward gli eran
sembrati semplici affascinanti esagerazioni di amico; li
aveva ascoltati, ne aveva riso, li aveva dimenticati: essi
non avevano per nulla influenzato la sua natura. Ma
quando era giunto Lord Enrico Wotton con il suo strano
panegirico alla giovinezza, il suo terribile monito sulla
brevit di essa, tutto ci laveva agitato subitamente; e
ora che se ne stava ammirando lombra della sua bellezza,
penetr in lui come una fiamma la piena realt di
quella descrizione.
S, verrebbe un giorno in cui il suo volto sarebbe rugoso
e vizzo, gli occhi foschi e scolorati, la grazia della
sua persona, rotta e deformata; lo scarlatto svanir dalle
sue labbra e loro sinvoler dai suoi capelli; la vita che
avrebbe dovuto formare la sua anima, avr corrotto il
suo corpo; egli diverr orribile odioso e goffo.
E mentre ci pensava, un acuto spasimo lo trapass
come un coltello, facendo tremare ogni fibra delicata
della sua natura. I suoi occhi divennero oscuri come
ametiste e una nebbia di lacrime li vel. Gli parve che
una mano di ghiaccio si fosse posata sopra il suo cuore.
Non ti piace, esclam in fine Hallward un po
stupito del silenzio del giovanetto, n comprendendone
il significato.
Naturalmente, s, disse Lord Enrico. A chi
non piacerebbe?  uno dei capolavori dellarte moderna.
Ti dar tutto ci che ti piacer chiedermi. Voglio possederlo.
Non  mio, Enrico.
E di chi ?
Di Dorian, naturalmente, rispose il pittore.
Com triste! mormor Dorian Gray con gli
occhi ancor fissi sul ritratto. Com triste! Io diventer
vecchio e orribile, e spaventoso; ma questa pittura rester
sempre giovane; non sar mai pi vecchia di questa
giornata di giugno... Se si potesse far cambio! Se fossi
io sempre giovane, e il ritratto invecchiasse! Per questo...
per questo io darei tutto! S, non v cosa al mondo
che non darei! Darei lanima mia!
Difficilmente potresti trovare un accomodamento
 simile, Basilio! grid ridendo Lord Enrico. Ci
vorrebbero delle linee piuttosto pesanti sullopera tua.
E se anche fosse, mi vi opporrei con ogni forza,
Enrico, disse Hallward.
Dorian Gray si volse e lo fiss. Credo che tu lo faresti,
Basilio. Tu ami larte tua pi dei tuoi amici. Io non
son per te nulla pi che una figuretta di bronzo verde,
Appena tanto, forse...
Il pittore lo guard stupito. Era cos diverso Dorian
mentre parlava cos! Cosa era successo? Egli appariva
irato, col viso arrossato e le gote brucianti.
S,, continu, sono per te meno che il tuo Ermete
davorio o il tuo Fauno dargento. Tu li ami sempre, 
quelli; ma fin quando amerai me? Fin alla mia prima
ruga, suppongo. Oh! So bene ora che quando si perde
la propria bellezza, qualsiasi essa sia, si perde tutto.
Il tuo ritratto me lha insegnato. Lord Enrico Wotton ha
piena ragione: la giovinezza  lunica cosa degna di possedersi.
Quando io maccorger dinvecchiare, mi uccider.
Hallward si volse, pallido, e lo afferr per la mano.
Dorian! Dorian! grid, non parlare cos. Non ho
mai avuto un amico come te, e non ne avr mai un altro
eguale. Non esser geloso delle cose materiali, via! Non
sei tu pi bello di ognuna di esse?
Io sono geloso di ogni cosa la cui bellezza non
muore. Son geloso del ritratto che mi hai dipinto, perch
esso conserver ci che io devo perdere. Ogni momento
che passa, a me ruba qualcosa e gliene aggiunge a lui.
Oh! Se noi potessimo soltanto fare cambio! Se il quadro
mutasse ed io rimanessi sempre cos! Perch lhai dipinto?
Esso mi burler un giorno; si rider di me orribilmente.
Calde lacrime gli sgorgavano dagli occhi; egli si torse
le mani e gettandosi sul divano, seppell il volto nei
cuscini, in atto di chi prega.
Ecco lopera tua, Enrico, disse amaramente il
pittore.
Lord Enrico si strinse nelle spalle:, Ecco il vero
Dorian Gray. Questo  tutto.
Non  tutto.
S:  tutto. Che centro io?
Dovevi andartene, quando te lo chiesi, egli mormor.
Rimasi quando me lo chiedesti, rispose Lord
Enrico.
Enrico, io non posso bisticciarmi nella stessa
volta con i miei amici migliori; ma vi dico che, fra voi
due, mi avete fatto odiare la mia opera pi bella ed io la
distrugger. Cosa  se non tela e colore? non permetter
mai chessa rompa il legame delle nostre tre vite.
Dorian Gray sollev la testa doro dal guanciale e,
pallido, con gli occhi macchiati di lacrime segu il pittore
che savvicinava al gran tavolo da lavoro in abete,
posto sotto le grandi cortine della finestra. Cosa faceva?
Le sue dita cercavano qualcosa fra lo stagno dei tubetti e
i pennelli secchi... s... un coltello a spatola: una fine
lama di flessibile acciaio... e laveva finalmente trovata!
e andava a squarciare la tela!...
Con un singhiozzo soffocato il giovinetto balz dal
divano, si precipit su di Hallward, gli strapp il coltello
e lo scagli in fondo allo studio. No, Basilio! No! Sarebbe
un assassinio.
Son felice che tu apprezzi finalmente lopera
mia, Dorian, disse freddamente il pittore, quando si
riebbe dalla sorpresa. Non avrei mai sperato tanto!
Apprezzarla? Basilio, io la adoro!  una parte di
me stesso! Come non sentir ci?
Bene, allora tu appena sarai asciutto, sarai verniciato,
incorniciato e mandato a casa tua. E allora farai
di te stesso ci che ti piace.
Attravers la stanza e suon il campanello per il th.
Tu ne vuoi naturalmente, Dorian? E tu Enrico? O avete
da fare delle obbiezioni su tali semplici gusti?
Io adoro i semplici gusti, disse Lord Enrico.
Essi sono lultimo rifugio delluomo complesso. Ma non
amo le scene, eccetto che in teatro. Che persone assurde
siete mai voi due! Mi stupisco di quel tale che ha definito
luomo un animale ragionevole: fu la definizione
pi prematura che si desse mai. Luomo ... molte cose,
fuorch ragionevole. Dopo tutto son felice che non lo
sia, bench desideri che voialtri due non vi bisticciate
pi per il ritratto. Basilio, faresti assai meglio a lasciarmelo.
Questo sciocco ragazzo certamente non ne ha bisogno;
io s.
Se tu lo lasci ad altri che a me, Basilio, non te lo
perdoner mai! grid Dorian Gray. E non permetto a
nessuno di chiamarmi: ragazzo sciocco!
Lo sai che il ritratto  tuo, Dorian. Te lo detti prima
di farlo!
E lei sappia che  stato un piccolo sciocco; signor
Gray, e che non c proprio ragione che protesti, se
le si ricorda che  assai giovane.
Avrei protestato energicamente questa mattina,
Lord Enrico.
Ah! questa mattina! Ma da allora in poi lei ha
vissuto.
Si batt alla porta e il maggiordomo entr recando
una teiera carica che pos su dun tavolinetto giapponese.
Vi fu un tintinnio di tazze e di piattini e il sibilo
duno scanalato bricco di Georgia. Due vassoi cinesi
con custodie a forma di globo furon portati da un servetto.
Dorian Gray salz e serv il th. I due uomini
savvicinarono con pigro passo alla tavola ed esaminarono
cosa cera sotto i coperchi a globo.
Andiamo a teatro questa sera, disse Lord Enrico.
Vi devessere qualcosa di buono in qualche parte.
Ho promesso di pranzare da White; ma si tratta solo di
un vecchio amico, cos posso mandargli un telegramma,
dicendogli che sto male o che non posso andare da lui
per un successivo impegno. Sarebbe una scusa carina.
Avrebbe tutta la sorpresa della sincerit.
 una tal noia vestir labito nero! mormor
Hallward. E quando labbiamo indosso, si diventa cos
orribili!
S, rispose Lord Enrico, pensoso, il costume
del diciannovesimo secolo  odioso. Cos cupo! cos deprimente!
Il peccato  il solo vero elemento coloristico
che rimane alla vita moderna.
Non devi proprio parlare cos davanti a Dorian,
Enrico.
Davanti a quale Dorian? Quello che ci serve il
th o quello del ritratto?
Ambedue.
Mi, piacerebbe venire a teatro con lei, Lord Enrico
disse il giovinetto.
Allora Lei verr... e tu anche, Basilio; non 
vero?Non posso proprio davvero... Preferisco rimanere... 
Ho un mondo di cose da fare.
Bene, allora andremo noi due soli, signor Gray.
Con gran piacere.
Il pittore si morse il labbro e savvicin al ritratto,
con la tazza fra le mani. Rimarr col vero Dorian, disse tristemente.
 il vero Dorian, quello? esclam loriginale,
passeggiando verso di lui. Sono proprio cos?
S; proprio cos.
Come maraviglioso, Basilio!
Almeno, tu lo sei nellapparenza. Ma esso non
muter,, sospir Hallward:,  gi qualcosa.
Quante chiacchiere si fanno sulla fedelt, esclam
Lord Enrico. E pensare che anche in amore,  tutta
questione di fisiologia, e non ha nulla che fare con la
volont nostra. I giovini dovrebbero esser fedeli e non lo
sono e gli uomini dovrebbero essere infedeli e non possono.
Questo solo si pu dire.
Non andare a teatro, stasera, Dorian, disse Hallward.
Frmati a cena con me.
Non posso, Basilio.
Perch?
Perch ho gi promesso a Lord Enrico Wotton di
accompagnarlo.
Egli non ti amer di pi, perch tu mantieni le
tue promesse. Egli, che rompe sempre le proprie. Ti prego:
non vi andare.
Dorian Gray rise e croll il capo.
Ti scongiuro.
Il giovinetto esit e sogguard Lord Enrico, che li
osservava, dietro la tavola del th, con un sorriso di soddisfazione.
Devo andare, Basilio, rispose.
Benissimo, disse Hallward e and a posare la
tazza sul vassoio.  piuttosto tardi e devi vestirti: farai
bene a non perder tempo. Addio, Enrico. Addio, Dorian.
Passate a vedermi presto. Domani?
Certo.
Non te ne dimenticherai?
No, certo, grid Enrico.
E... Enrico!
Cosa, Basilio?
Ricordati di ci che ti ho chiesto, quando eravamo
in giardino stamattina.
Lho dimenticato.
Mi fido di te.
Fidarti di me? Se potessi fidarmene io stesso! rise Lord Enrico. Venga, signor Gray: la mia vettura  gi e posso deporla a casa. Addio Basilio. Che interessante pomeriggio...
Richiusa la porta dietro di loro il pittore si abbandon su di un divano e uno sguardo doloroso illuminava il suo viso.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Alle dodici e mezzo del giorno dopo Lord Enrico
Wotton passava da via Curzon a via Albany per recarsi
dallo zio Lord Fermor, gioviale vecchio scapolo dal fare
talvolta rude, che la gente diceva egoista perch non riusciva
a cavargli un soldo, ma che la societ considerava
generoso perch nutriva bene coloro che lo divertivano.
Suo padre era stato ambasciatore inglese a Madrid,
quando la regina Isabella era giovane e Prim uno sconosciuto;
ma aveva abbandonato la carriera diplomatica in
un momento di capriccio, perch non gli era stata offerta
lambasciata di Parigi, posto cui si considerava pienamente
degno, causa lalta nascita, la sua indolenza, il buon inglese delle sue corrispondenze e la disordinata passione per il piacere.
Il figlio, che era stato segretario del padre, aveva dato le sue dimissioni insieme con il suo capo, un po
sventatamente, come si pens allora, e, succedendogli pochi mesi dopo nel titolo, sera tutto dato al serio studio
della grande arte aristocratica, del fare assolutamente nulla.
Aveva due palazzi in citt, ma preferiva vivere in albergo,
per esser meno legato e spesso pranzava al Club.
Sinteressava qualche poco alla amministrazione delle
sue miniere di carbone nelle Contee del Centro, scusandosi
di questa tinta di industriale con largomento, che il
solo vantaggio davere del carbone consisteva nel rendere
decoroso per un gentiluomo il bruciar legna nel caminetto.
In politica era conservatore, meno quando i conservatori
giungevano al potere, ch allora li accusava rotondamente
dessere un mucchio di Radicali. Era un
eroe per il suo servo, che lo tiranneggiava e il terrore di
molti amici, che egli tiranneggiava a sua volta. Soltanto
lInghilterra aveva potuto creare un tal figlio ed egli diceva
sempre che il paese si dava in bocca ai cani. I
suoi princip erano fuor di moda, ma vi era un mondo da
dire sui suoi pregiudizi.
Quando Lord Enrico entr nella stanza, trov lo zio
in un ruvido vestito da caccia, seduto a fumare un sigaro
e a brontolare sul Times.
Bene, Enrico, disse il vecchio gentiluomo, che
vento ti porta cos a buonora,? Pensavo che voi damerini
non vi alzaste fino alle due e non foste visibili fino
alle cinque.
Puro affetto di famiglia, ti assicuro, zio Giorgio.
Ho bisogno di un favore da te.
Danari, credo, disse Lord Fermor, storcendo il
viso. Bene, siedi e parlamene. I giovani oggi credono
che il danaro sia tutto.
S, mormor Lord Enrico, abbottonando
locchiello della giubba, e quando diventan pi vecchi
lo sanno. Ma io non ho bisogno di danaro. Solo la gente
che paga i debiti ne ha bisogno, zio Giorgio, e io non
pago mai i miei. Il credito  il capitale di un giovanotto
e ci si vive sopra deliziosamente. E poi io ho sempre da
fare con i fornitori di Dartmoor e quindi essi non mi annoiano
mai. Ma io non ti chieder che una informazione;
non una informazione utile, naturalmente: inutile.
Bene. Io posso dirti tutto ci che c in un Libro
Azzurro inglese, Enrico, bench oggi quella gente non
scriva che un mondo di cretinerie. Quando ero nella diplomazia,
le cose andavano molto meglio, ma ho udito
che oggi li scelgono per esame. Cosa puoi aspettarti?
Gli esami, caro mio, sono una pura ciarlataneria dal
principio alla fine. Se lesaminando  un gentiluomo,
egli ne sa sempre abbastanza, e se non lo , ogni cosa
che sa gli  di danno.
Il signor Dorian Gray non appartiene al Libro
Azzurro, zio Giorgio, disse Lord Enrico languidamente.
Dorian Gray? Chi ? chiese Lord Fermor, congiungendo
nello sforzo di pensare le bianche sopracciglia
selvose.
Questo, appunto son venuto ad imparare, zio
Giorgio. O piuttosto io so chi .  lultimo nipote di
Lord Kelso. Sua madre era una Devereux: Lady Margherita
Devereux. Bisogna che tu mi parli di sua madre.
Comera? Chi spos? Tu che hai conosciuto quasi tutti
del tuo tempo, devi aver conosciuto anche lei. Io minteresso
assai ora del signor Gray: lho incontrato soltanto adesso.
Il nipote di Kelso, ripet il vecchio gentiluomo.
Il nipote di Kelso. Naturalmente conobbi intimamente
sua madre. Credo dessere stato al suo battesimo. Era
una ragazza straordinariamente bella, Margherita Devereux,
e rese matti tutti gli uomini, terminando con lo
scappare con un giovane senza un soldo, una pura nullit,
subalterno in un reggimento di fanteria o qualcosa di
simile. Certo. Certo. Ricordo tutto come se fosse successo
ieri. Il poveraccio fu ucciso in duello a Spa, pochi
mesi dopo il matrimonio. Vi fu un brutto scandalo. Pare
che Kelso abbia pagato un volgare avventuriero, un sozzo
Belga, per insultare il genero pubblicamente. Lo
pag, ti dico, lo pag per questo e quel tale infil il
suo uomo come un piccione. La cosa fu messa a tacere
ma, in fede mia, Kelso mangi solo la sua scodella al
Club, per parecchio tempo dopo. Egli riprese con s la
figlia, mi dissero, ed ella non gli rivolse mai parola. Oh
s! Fu una brutta storia. La ragazza mor presto: entro
lanno; ma lasci un figlio, tu dici? Lavevo dimenticato.
Che ragazzo ? Se assomiglia a sua madre deve essere un gran bel giovane!
S, assai bello, assent Lord Enrico.
Spero chegli cada in buone mani, continu il
vecchio. Gli deve spettare un bel gruzzolo, se Kelso
ha fatto le cose per bene con lui. Sua madre era anche
ricca. Da parte della mamma le tocc tutta la propriet
di Selby. Suo nonno odiava Kelso; lo stimava un mezzo
cane. E lo era, neh! Venne a Madrid una volta, quando
cero io. In verit mi vergognai di lui! La Regina giunse
a chiedermi chi era quel nobile Inglese che si bisticciava
sempre con i cocchieri sul prezzo della corsa. Ne fecero
una storia! Non osai mostrar la faccia a corte per un
mese. Spero che abbia trattato il nipote meglio dei cocchieri.
Non so, rispose Lord Enrico, ma ho idea che il
giovanotto si trover assai bene. Egli  ancora minorenne.
Possiede Selby, per, me lha detto. E... sua madre
era assai bella?
Margherita Devereux era una delle pi adorabili
creature chio abbia mai visto, Enrico. N potei mai sapere
cosa al mondo lindusse a condursi in quel modo.
Pensa che avrebbe potuto sposare chiunque le piacesse.
Carlington era pazzo di lei. Ma essa doveva essere certamente
un po romantica, come tutte le femmine della
sua famiglia. I maschi erano miserelli; ma, in fede mia,
le femmine eran maravigliose! Carlington giunse perfino
a gettarglisi davanti in ginocchio. Me lo disse lui. Ed
ella gli rise in faccia e bada bene che non cera ragazza
a Londra in quel tempo che non andasse pazza di lui.
Enrico, a proposito di sciocchi matrimoni, cosa  questa
farsa di Dartmoor che vuole sposare una americana? Me
lo raccont tuo padre. Le ragazze inglesi non sono abbastanza
buone per lui?
Oh!  piuttosto elegante sposare delle americane,
al giorno doggi, zio Giorgio.
Io sosterr le donne inglesi contro il mondo intero,
Enrico,, disse Lord Fermor, battendo la tavola col pugno.
Le scommesse sono per le americane.
Non dureranno, mhan detto, mormor lo zio.
Una lunga corsa le abbatte, ma sono straordinarie
nella corsa ad ostacoli. Esse prendon le cose a volo; ma
non credo per che per Dartmoor tutto ci sia una fortuna.
Chi sono i genitori di lei? grugn il vecchio.
Ne ha mai avuti?
Lord Enrico scosse la testa.
Le ragazze americane sono tanto abili nel celar
lorigine loro come le inglesi nel nascondere il loro passato
disse egli, alzandosi per uscire.
Sono forse mercanti di maiali?
Lo spero, zio Giorgio, per il bene di Dartmoor.
Mhan detto che il commercio dei maiali  la professione
pi lucrosa dAmerica, dopo la politica.
 bella almeno?
Si comporta come se lo fosse, come la maggior
parte delle donne americane:  il secreto del loro fascino.
Ma perch non se ne restano a casa loro? Van dicendo
a tutti i venti che lAmerica  il Paradiso delle donne!
Lo ; e appunto per questo, come Eva, sono cos
eccessivamente ansiose dandarsene via,, disse Lord
Enrico. Addio, zio Giorgio. Tarderei per un lunch, se
rimanessi ancora. Grazie delle informazioni. Mi  sempre
piaciuto conoscere ogni cosa che riguarda i miei
nuovi amici, e nessuna degli amici vecchi.
Dove prendi il lunch, Enrico?
Da zia Agata. Mi vi sono invitato col signor
Gray. Egli  il suo ultimo protetto.
Uhm! Di a zia Agata, Enrico, che non mi secchi
pi con i suoi appelli alla carit: ne sono ammalato. Povera
donna! S messa in testa che io non abbia altro da
fare che firmare chque in favore delle sue sciocche ubbie.
Benissimo, zio Giorgio. Ma non avr effetto. La
gente filntropa perde ogni senso di umanit.  la loro
particolare caratteristica.
Il vecchio gentiluomo grugn approvando e suon il
campanello per il servo. Lord Enrico pass attraverso la
bassa arcata di via Burlington e si diresse verso Berkeley
Square.
Questa dunque era la storia della nascita di Dorian
Gray. Cos crudamente, come gli era stata raccontata, essa lo aveva commosso per la sua suggestivit di strano
romanzo moderno.
Una bella donna che arrischia tutto per una folle
passione. Poche settimane selvagge di felicit, subitamente
troncate da un vile e orribile delitto. Mesi di agonia
senza voce e un bimbo nato nellangoscia. La madre
strappata via dalla morte. Il bimbo abbandonato alla solitudine,
alla tirannia dun vecchio senza amore. S: ecco
uno sfondo interessante. Esso completava la figura del
giovanetto e la rendeva ancor pi perfetta. Dietro ogni
squisita cosa che esista vi  sempre qualcosa di tragico.
Bisogna che mondi interi travaglino perch il pi piccolo
fiore abbia vita.
E come egli era stato affascinante alla cena della
notte scorsa, quando, con occhi larghi di sorpresa e labbra
socchiuse da uno spaventato piacere, egli sedeva al
Club in faccia a lui, mentre i rossi paralumi colorivano
dun ricco tono di rosa la maraviglia del suo volto, come
di chi si desta.
Parlare a lui era come suonare uno squisito violino:
egli rispondeva ad ogni tocco, ad ogni sussulto
dellarchetto. Vi era qualcosa di terribilmente conquistante
nellesercitare tale influenza. Nessunaltra attivit
le somigliava. Proiettare lanima propria in graziose forme
e lasciarvela indugiarsi per un attimo; udire le proprie
altitudini intellettuali riflesse da un altro, pi tutta la
musica della passione e della giovinezza; trasportare il
proprio temperamento in un altro come un fluido sottile
o uno strano profumo: qual reale gioia nel far ci! Forse
la pi soddisfacente gioia lasciata a noi in una et cos
volgare, grossamente carnale nei piaceri, goffamente comune
nei bisogni...
Qual maraviglioso tipo era mai quel giovanetto, che
con tal curiosa fortuna egli aveva incontrato nello studio
di Basilio, o quale almeno se ne potrebbe plasmare! Egli
era la grazia e la bianca purit della adolescenza e la
bellezza imprigionata per noi nei marmi greci. Non
vera nulla che non si potesse fare di lui: un titano o un
balocco. E che peccato che tal Bellezza fosse destinata a
sparire!
E Basilio? Da un punto di vista psicologico, come
era interessante anche egli! La sua nuova maniera
darte! il recente modo di vedere la vita, suggerito cos
stranamente dalla presenza puramente visibile duno che
ne era affatto inconscio! Il silenzioso spirito che soggiorna
nel profondo delle selve, e che esce non veduto
nellaperto prato, mostrandosi dun tratto, come Driade
e non timorosa, perch nella sua anima che per lui cercava,
vi si era finalmente ridesta quella maravigliosa visione
per cui soltanto si rivelano le maravigliose cose, le
pure forme e parvenze delle cose, che pare si affinino a
toccare il simbolo, come se non fossero che lesempio
daltre e pi perfette, di cui rendano lombra viva...
Come tutto questo era strano!
Egli ricordava qualcosa di simile nella passata storia.
Non era stato Platone, quellartista del pensiero, che
laveva primo analizzata? Non era stato Buonarroti che
laveva intagliata nel colorito marmo di una collana di
sonetti? Ma nel nostro secolo tutto questo era strano.
S: egli avrebbe cercato dessere per il giovinetto
quello che senza sapere era stato il giovinetto per il pittore
del suo stupendo quadro. Egli avrebbe cercato di
dominarlo, e lavea gi, invero, per met fatto,, egli
avrebbe reso suo quello spirito maraviglioso: vi era
qualcosa di affascinante in questo figlio dellAmore e
della Morte.
Tutto ad un tratto Lord Enrico si ferm e guard le
case, e si accorse davere oltrepassato quella di sua zia.
Sorridendo a s stesso, rifece il cammino. Quando entr
nella oscura anticamera il maggiordomo gli disse che il
lunch era gi incominciato. Egli diede ad un servo il
cappello e il bastone ed entr in sala da pranzo.
In ritardo come al solito, Enrico, esclam la zia,
crollando il capo.
Egli invent una facile scusa e occupata la seggiola
vuota presso di lei, osserv attorno per vedere chi vi
fosse. Dorian gli si inchin timidamente da un capo della
tavola e una vampa di piacere pass sulle sue gote.
Di fronte vera la duchessa di Harleg, una signora di
ammirevole carattere e di bellissima natura, molto amata
da ognuno, e costruita con quelle ampie proporzioni
architettoniche che, nelle donne che non sono duchesse,
vengon descritte dai cronisti contemporanei come obesit
. Presso di lei sedeva, alla destra, sir Tommaso Burdon,
un membro radicale del Parlamento, che seguiva
nella vita pubblica il suo partito, e nella vita privata i
cuochi migliori, pranzando con i conservatori e pensando
di buon accordo coi liberali, secondo un metodo molto
saggio e noto.
Il posto alla sua destra era occupato invece dal signor
Erskine di Treadley, vecchio gentiluomo assai simpatico
e colto, che avea determinato un bel giorno di
non parlare pi, avendo, come una volta confid alla
signora Agata, detto tutto quello che aveva da dire, prima
dei trenta anni.
Sua vicina era la signora Vandeleur, una delle pi
vecchie amiche della zia, perfetta santa fra le donne, ma
cos terribilmente affagottata da ricordare un libro di
preghiere malamente rilegato.
Fortunatamente per Lord Enrico, essa aveva a suo
fianco Lord Faudel, una mediocrit di mezza et, piuttosto intelligente, calvo come un rapporto ministeriale alla
Camera dei Comuni, col quale essa stava conversando
in quella maniera intensamente seria che  lunico imperdonabile
errore, come gi unaltra volta egli aveva
osservato, delle persone veramente buone ed al quale
nessuna di esse potr mai sottrarsi.
Parlavamo del povero Dartmoor, Lord Enrico, esclam la Duchessa, accennandogli col capo piacevolmente
dallaltra parte della tavola. Credete che veramente
sposer quella graziosa giovane?
Credo che ella sia decisa a proporglielo.
Terribile! esclam la signora Agata, Veramente
qualcuno dovrebbe intervenire.
Mi  stato detto da fonte autorevole che suo padre
ha un negozio di carni in conserva, disse sir Tommaso
Burdon, con uno sguardo di disprezzo.
Mio zio ha gi insinuato che sia mercante di maiali,
sir Tommaso.
Carni in conserva? Cosa sono le carni in conserva
americane? chiese la duchessa, sollevando stupita
le grosse mani e accentuando la parola.
I romanzi americani, rispose Lord Enrico, sporgendosi
per prendere un po di quaglia.
La duchessa lo guard confusa.
Non gli badare, cara mia, le sussurr la signora
Agata:, non sa mai quello che dice.
Quando lAmerica fu scoperta... disse il membro
radicale e cominci a narrare una teoria di fatti noiosi.
Come tutti coloro che cercano esaurire un soggetto,
egli esaur gli ascoltatori. La duchessa sospir e si valse
del suo diritto di interruzione. Fosse piaciuto al cielo
che non lavessero mai scoperta!... In verit le nostre ragazze
oggi non hanno fortuna e ci  piuttosto ingiusto.
Forse, dopo tutto, lAmerica non  mai stata scoperta
disse il signor Erskine. Io per conto mio direi
che essa  stata soltanto fiutata.
Oh! ma io ho ben visto i modelli delle sue abitanti
rispose la duchessa vagamente. E devo confessare
che la pi gran parte di esse sono assai belle ed anche
che vestono bene: si servono tutte a Parigi ed anche
a me piacerebbe poter fare lo stesso.
Si dice che i buoni americani, quando muoiono,
vanno a Parigi, chiocci sir Tommaso, che aveva un
guardaroba degli abiti smessi dellumorismo.
Davvero? E dove vanno, quando muoiono, gli
americani cattivi? inquis la duchessa.
In America, mormor Lord Enrico.
Sir Tommaso saccigli:, Mi dispiace che vostro
nipote sia prevenuto contro quel grande paese, disse
alla signora Agata. Io vi ho viaggiato per lungo e per
largo in vagoni forniti dal Governo, che, in tali cose, 
estremamente civile. Vi assicuro che un viaggio simile 
altamente educativo.
Ma dobbiamo proprio veder Chicago per educarci?
chiese lamentevolmente sir Erskine. Il viaggio
non mi va a genio.
Sir Tommaso agit le mani. Il signor Erskine di
Treadley ha il mondo nei suoi scaffali! Noi uomini pratici 
amiamo vedere le cose e non leggere di esse. Gli
americani sono un popolo assai interessante: sono completamente
ragionevoli. Credo che questa sia la loro
spiccata caratteristica. S, signor Erskine, un popolo assolutamente
ragionevole! Vi assicuro che non sopportano
sciocchezze.
Che disastro! esclam Lord Enrico. Io posso
sopportare la forza bruta, ma la ragion bruta  insopportabile.
Vi  qualcosa di ingiusto in essa. Ed  tutta a
danno dellintelligenza.
Non vi capisco, disse sir Tommaso, divenendo
un po rosso.
Io s, Lord Enrico, mormor il signor Erskine,
con un sorriso.
I paradossi si trovano sempre daccordo, aggiunse
il baronetto.
Era il mio un paradosso? chiese il signor Erskine.
Non volevo farne, ma forse  vero. Bene, il cammino
dei paradossi  il cammino della verit. Per saggiare
la realt bisogna vederla sulla corda tesa. Quando
le verit divengono acrobati, solo allora possiamo giudicarle.
Povera me, disse la signora Agata, come ragionate
voialtri uomini! Son certa che non potr mai capirne
una sillaba. Oh! Enrico. Io sono adirata con te.
Perch cerchi di persuadere il nostro gentile signor Dorian
Gray ad abbandonare lEast End? Ti assicuro che
egli sarebbe prezioso laggi e tutti lo ammirerebbero, se
suonasse per loro.
Egli deve suonare per me solo, esclam Lord
Enrico sorridendo e lanciando una occhiata a Dorian attraverso
alla tavola, che fu ricambiata da uno sguardo
luminoso.
Ma son cos infelici a White Chapel! continu
la signora Agata.
Io posso provar della simpatia per tutto, eccetto
che per la sofferenza, disse Lord Enrico, stringendosi
nelle spalle. No, non potrei proprio:  troppo brutta:
orribile, affliggente. Vi  qualcosa di terribilmente morboso
nella simpatia moderna per il dolore; mentre si dovrebbe
sentirsi attratti, soltanto dal colore, dalla bellezza,
dalla gioia della vita. Quanto meno si parla delle piaghe
della vita, tanto meglio .
Pure, lEast End  un importantissimo problema
disse sir Tommaso scuotendo gravemente il capo.
Certo, rispose il giovine Lord.  il problema
della schiavit e noi cerchiamo di risolverlo divertendo
gli schiavi.
Il politico lo fiss acutamente. Cosa proporreste
voi dunque? gli chiese. Lord Enrico rise:, Io non desidero
di mutar nulla in Inghilterra, eccetto il clima. Son
pienamente pago della contemplazione filosofica, ma,
siccome il diciannovesimo secolo corre alla bancarotta
per un soverchio dispendio di simpatia, suggerirei piuttosto
di seguire la scienza per riprendere il dritto cammino.
Il vantaggio del commuoversi sta nel lasciarci
smarriti, e quello della scienza  di non essere commovente.
Ma noi abbiamo tante responsabilit! arrischi
timidamente la signora Vandeleur.
Terribilmente gravi, fece eco la signora Agata.
Lord Enrico ammicc al signore Erskine. Lumanit
prende se stessa troppo sul serio.  il peccato originale
del mondo. Se luomo delle caverne avesse saputo
ridere, la storia sarebbe stata ben diversa.
Voi siete davvero assai confortante, trill la duchessa.
Io mero sempre sentita un po colpevole
quando venivo a trovar la vostra buona zia, perch non
riuscivo ad interessarmi per nulla allEast End. Ma
dora in poi potr guardarla in faccia senza arrossire.
Ma il rossore vi sta assai bene, duchessa, osserv
Lord Enrico.
Soltanto quando si  giovani, ella rispose.
Quando una donna vecchia come me arrossisce  ben cattivo segno! Ah! Lord Enrico, ditemi come si possa ringiovanire.
Egli pens un attimo. Potete ricordarvi qualche
grande peccato commesso nei vostri vecchi giorni, duchessa?
le chiese fissandola dallaltra parte della tavola.
Moltissimi, temo, ella esclam.
Allora commetteteli ancora, egli disse gravemente.
Per riavere la propria giovinezza, basta soltanto
rifarne le follie.
Deliziosa teoria, ella esclam, devo metterla in
pratica.
Pericolosa teoria! aggiunse sir Tommaso a denti stretti. 
La signora Agata croll il capo; ma non pot
aiutarlo, perch si divertiva; il signor Erskine ascoltava.
S, egli continu, questo  uno dei grandi secreti
della vita. Oggi la pi gran parte della gente va
pazza per una specie di strisciante buon senso, e soltanto
quando  troppo tardi, saccorge che le sole cose di cui
non ci si dolga sono proprio i nostri errori.
Una risata corse attorno alla tavola.
Ed egli gioc con lidea e divenne perverso: la lanciava
nellaria e la trasformava; la lasciava sfuggire e la
riafferrava; la rendeva iridescente con la fantasia ed alata
di paradossi. Lelogio della follia, come egli vi attinse,
si innalz ad altezza filosofica e la Filosofia ringiovan
acquistando la pazza musica del piacere, e indossando
si potrebbe dire, la sua veste macchiata di vino
e inghirlandata dellera, danz come una baccante sui
pendii della vita. I fatti si dileguavano davanti al suo
piede come spaventate ninfe delle foreste. Il suo bianco
piede calc il gran torchio presso cui il saggio Oman sedeva,
finch il bollente succo dei grappoli invest le sue
nude membra in onde di bolle purpuree o strisci in rosse
schiume sul dorso del tino, stillandone e fiottandone
pei fianchi.
Era una straordinaria improvvisazione. Egli sentiva
gli occhi di Dorian Gray fissi su di lui; e la coscienza
che fra i suoi ascoltatori vera uno che egli voleva affascinare,
sembr dargli arguta acutezza, e prestar colore
alla sua fantasia. Egli fu brillante, fantasioso, immemore
di tutto e trasse il suo pubblico fuor di se stesso, a seguire 
il suo flauto ridente. Dorian Gray non distacc mai da
lui lo sguardo; ma sedeva come sotto un incanto e i sorrisi
si succedean sulle sue labbra e la maraviglia saccupiva
nei suoi oscuri occhi.
Infine, la Realt entr nella sala, con la livrea
dellepoca, sotto figura di un servo che annunzi alla
duchessa che la vettura laspettava. Essa si torse le mani
con finta disperazione. Che noia! esclam. Devo
andarmene. Bisogna proprio che vada a prender mio
marito al Club per accompagnarlo ad un assurdo congresso
chei deve presiedere, a Willis Rooms. Se tardo,
certo sar furioso e non posso sostenere una scenata con
questo cappellino.  troppo fragile. Una dura parola lo
manderebbe in bricioli. No. Devo andare, cara Agata.
Addio, Lord Enrico; voi siete deliziosissimo e terribilmente
demoralizzante. Non so proprio cosa dire delle
vostre idee. Venite a pranzo con noi qualche sera. Marted?
Siete libero marted?
Per voi rinunzierei al mondo intero, duchessa, disse Lord Enrico inchinandosi.
Oh! Questo  cortesissimo, ma molto falso!
ella esclam. Pure ricordatevi di venire. Ed ella scivol
via dalla stanza, seguta dalla signora Agata e dalle
altre signore.
Quando Lord Enrico risiedette, il signor Erskine gli
si avvicin e prendendo una sedia presso di lui, gli pose
la mano sul braccio.
Voi parlate come un libro, disse. Perch non
ne scrivete?
Amo troppo leggerli, per pensare a scriverne, signor
Erskine; ma certo mi piacerebbe fare un romanzo...
un romanzo che dovrebbe essere innamorante come un
tappeto indiano e cos irreale. Ma non vi  pubblico in
Inghilterra per la letteratura, eccetto quella dei giornali,
dei preti e delle enciclopedie. Fra tutti i popoli del mondo
lInglese  quello che meno possiede il senso della
bellezza letteraria.
Temo che abbiate ragione, rispose il signor Erskine.
Io stesso avevo ambizioni di scrittore; ma vi ho
rinunziato da molto tempo. Ed ora, caro mio giovane
amico, se mi permettete di chiamarvi cos, posso chiedervi
se veramente pensate tutto ci che ci avete detto al
lunch?
Ho dimenticato del tutto quanto ho detto, sorrise
Lord Enrico. Era molto cattivo?
Molto cattivo certo. Ed io vi considero estremamente
pericoloso e se qualcosa succedesse alla nostra
buona duchessa vi riterremo tutti come il principale responsabile.
Ma amerei parlare con voi sulla vita. La generazione
con cui sono nato era noiosa. Un giorno,
quando siate stanco di Londra, scendete a Treadley e
spiegatemi la vostra filosofia del piacere, sovra un ammirevole
vin di Borgogna che son fortunato di possedere.
Sar io fortunatissimo. Una visita a Treadley 
un grande privilegio. Vi  un ospite perfetto e una perfetta
biblioteca.
Li completerete voi, rispose il vecchio signore
con un cortese inchino. Ed ora devo dar laddio alla
vostra eccellente zia. Mi aspettano allAteneo.  lora in
cui noi vi dormiamo.
Tutti, signor Erskine?
Quaranta, in quaranta seggi. Stiamo lavorando
per una Accademia Letteraria Inglese.
Lord Enrico rise e salz. Io me ne vado al Parco!
esclam.
E mentre usciva Dorian Gray gli batt sul braccio.
Vengo con lei? mormor.
Ma pensavo che lei avesse promesso a Basilio
Hallward di andare a trovarlo, rispose Lord Enrico.
Preferirei venire con lei. S: sento che non posso
farne a meno. Me lo permetta. E mi promette di parlarmi
sempre? Nessuno parla cos maravigliosamente.
Ah! Ho parlato abbastanza, per oggi, disse sorridendo
Lord Enrico. Non ho altro bisogno che di osservare
la vita. Lei pu venire ad osservarla con me, se ci le piace.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Un pomeriggio del mese dopo, Dorian Gray se ne
stava adagiato in una lussuosa poltrona, nella piccola
Biblioteca del palazzo di Lord Enrico a Mayfair. Era
una saletta graziosissima, con i suoi assiti a gran quadri
di querce dalle macchie olivastre; con i suoi fregi color
crema, il soffitto a cassettoni in rilievo e il tappeto di
feltro color polvere di mattone, ricoperto di tappetini
persiani di seta, dalle lunghe frange; sopra un tavolino
di legno satin stava una statuetta di Clodion di Les cent
nouvelles rilegato da Clovis Eve per Margherita di Valois,
e seminato di quelle dorate margheritine che la Regina
sera scelta per emblema. Grandi giarre azzurre di
Cina con tulipani multicolori come pappagalli erano allineate
sopra la cappa del caminetto; attraverso ai piccoli
vetri quadrati della finestra entrava a gran fiotti la luce
color dalbicocca dun giorno destate a Londra.
Lord Enrico non era ancora entrato perch egli tardava
sempre per un suo principio: che la puntualit  un
furto fatto al tempo. Cos il giovinetto se ne stava piuttosto
annoiato, sfogliando con svogliate dita una edizione
della Manon Lescaut preziosamente illustrata,
chegli aveva trovato in uno degli scaffali.
Il formale monotono tictac dellorologio Louis
quatorze lo infastidiva. Una, due volte pens di andarsene.
Finalmente ud un passo fuor della porta, e la porta sapr.
Come hai tardato, Enrico! mormor.
Mi dispiace di non essere Enrico, signor Gray, rispose una limpida voce.
Egli volse gli occhi rapidamente e salz in piedi.
Vi chiedo scusa. Pensavo...
Pensavate che fosse mio marito. Invece  soltanto
sua moglie. Bisogna che mi permettiate di presentarmi.
Io vi conosco perfettamente dalle vostre fotografie:
credo che mio marito ne abbia diciassette.
Diciassette no, signora!
Bene, allora diciotto. E poi vi ho visto la notte
scorsa allOpera. Ella rideva nervosamente, parlando,
e lo guardava con i suoi vaghi occhi di miosotide. Era
una curiosa donna; i cui abiti sembravano disegnati in
un momento di rabbia e indossati durante una tempesta.
Ella era per solito innamorata di qualcheduno e, siccome
la sua passione non veniva mai corrisposta, aveva
conservato tutte le sue illusioni. Cercava anche di apparire
originale; ma riusciva solo ad essere disordinata. Si
chiamava Vittoria ed aveva una vera mana di andare in chiesa.
Al Lohengrin, credo, signora.
S, al caro Lohengrin. Io amo la musica di Wagner
pi che quella di ogni altro.  cos rumorosa che si
pu parlare durante tutto lo spettacolo senza che nessun
altro senta ci che si dice.  un gran vantaggio! non vi
pare, signor Gray?
Lo stesso riso nervoso e staccato, ruppe dalle sue
piccole labbra, mentre le dita cominciavano a giocherellare
con un lungo tagliacarte di tartaruga.
Dorian sorrise e croll il capo. Mi dispiace di non
pensarla come voi, signora. Io non parlo mai mentre
suona la musica; o almeno quando suonano della buona
musica; ma certo se uno ascolta quella cattiva, si ha il
dovere di attrarlo in conversazione.
Oh, questo  un giudizio di Enrico, non  vero,
signor Gray? Io bisogna che li ascolti dai suoi amici:  il
solo modo per conoscerli. Ma non pensate che la buona
musica non mi piaccia: ladoro; per mi dispiace perch
mi rende troppo romantica. Io ho sempre semplicemente
adorato i pianisti; fin due per volta, mi dice spesso Enrico!
Non so cosa abbiano; forse dipende dal fatto che
sono stranieri. Non  vero che lo sono tutti? Anche quelli
nati in Inghilterra dopo un poco diventano forestieri;
non  vero? E sono cos abili in questo! Ed  un omaggio
tale per larte!... Ci la rende perfettamente cosmopolita;
non  vero? Voi non siete mai stato ad un mio ricevimento,
non  vero, signor Gray? Dovete venirci.
Non posso offrirvi delle orchidee, ma non bado a spese
in fatto di stranieri. Essi fanno apparire cos pittoresco il
salotto! Ma ecco Enrico! Enrico, ero venuta a cercarti
per chiederti qualcosa... me ne sono dimenticata... e ho
trovato qui il signor Gray. Abbiamo fatto due piacevoli
chiacchiere sulla musica; abbiamo proprio le stesse
idee... No... credo che siano tutto lopposto. Ma egli 
stato assai simpatico. Son cos felice di averlo veduto!...
Ne son lietissimo, amor mio; lietissimo, disse
Lord Enrico, alzando le oscure sopracciglia ad arco e
guardandoli tutti e due con un sorriso di divertimento.
Mi spiace di aver tardato, Dorian. Sono andato a
cercare un pezzo di vecchio broccato in via Wardour e
ho dovuto contrattare per delle ore intere. Oggi la gente
sa il prezzo di tutto e il valore di nulla.
Mi spiace di dovermene andare, esclam la signora,
rompendo un silenzio imbarazzato col suo improvviso
stupido riso. Ho promesso alla duchessa di
farle compagnia in carrozza. Addio, signor Gray. Addio,
Enrico. Voi pranzate fuor di casa, forse? Anchio.  probabile
che ci si veda dalla signora Thorubury.
Lo credo, mia cara, disse Lord Enrico, chiudendo
la porta dietro di lei, appena ella, come un uccello
del paradiso che avesse passata la notte sotto la pioggia,
se ne fu fuggita via dalla stanza, lasciandovi un sottile
odor di frangipane; poi accese una sigaretta e sallung sul divano.
Non sposare mai una donna dai capelli color paglia,
Dorian, disse dopo qualche boccata.
Perch, Enrico?
Perch sono troppo sentimentali.
Ma io adoro le sentimentali.
Non sposarti mai, Dorian. Gli uomini si sposano
perch sono stanchi; le donne perch sono curiose; e tutti e due ne restano delusi.
Non credo sia facile che mi sposi, Enrico. Son
troppo innamorato. Questo  uno dei tuoi aforismi ed io
sto mettendolo in pratica, come faccio dogni cosa che dici.
Sei innamorato? E di chi? chiese Lord Enrico
dopo un momento.
Duna attrice, rispose Dorian Gray arrossendo.
Lord Enrico si strinse nelle spalle.
 un debutto piuttosto comune.
Non lo diresti se lavessi veduta, Enrico!
Chi ?
Si chiama: Sibilla Vane.
Non lho mai sentita nominare.
Ma nessuno... Tuttavia la nomineranno un giorno.
Essa  un genio.
Caro ragazzo mio, nessuna donna  un genio. Le
donne sono un sesso decorativo. Esse non hanno mai
nulla da dire; ma lo dicono in modo affascinante. Esse
rappresentano il trionfo della materia sullintelletto; proprio
come gli uomini rappresentano il trionfo dellintelletto
sopra la moralit.
Enrico, come puoi!...
Caro Dorian,  verissimo. Sto proprio adesso
analizzando le donne e dovrei quindi conoscerle. Il soggetto
infatti non  cos astruso, come temevo; ho trovato
anzi, da poco, che vi sono solo due tipi di donne: il tipo
naturale e quello imbellettato. Le donne naturali sono
molto utili. Se vuoi acquistar fama per via della rispettabilit,
non hai che ad invitarle a cena. Le altre sono assai
affascinanti; tuttavia commettono tutte un errore: si imbellettano
per cercare di sembrar giovani. Come le nostre nonne si imbellettavano per apparir pi brillanti in
conversazione: il rosso e lesprit andavan di buon accordo.
Oggi  tutto mutato. Finch una donna pu parere
pi giovane di dieci anni che sua figlia, essa  perfettamente
soddisfatta. Quanto poi alla conversazione, non ci
sono a Londra che cinque donne degne che si parli con
esse, e due inoltre non possono venire accolte in una societ
che si rispetti. Ma via... parlami del tuo genio! Da
quanto tempo la conosci?
Enrico, le tue idee mi spaventano.
Non pensarci. Da quanto tempo la conosci?
Da tre settimane circa.
E dove lhai incontrata?
Ti racconter, Enrico... ma non devi prendermi
in giro... Dopo tutto, ci non mi sarebbe accaduto, se
non avessi fatto la tua conoscenza. Tu mi hai riempito di
un selvaggio desiderio di saper tutto ci che  la vita.
Per molti giorni, dopo, sembr che un nuovo sangue
pulsasse nelle mie vene... Quando me ne andavo vagando
per il Parco o passeggiavo per Piccadilly, guardavo
tutti quelli che mi passavano a fianco, con una pazza curiosit...
di sorprendere quale fosse la loro vita.
Alcuni mi piacevano tanto; altri mi riempivano di
terrore... E uno squisito veleno era nellaria. Ogni sensazione
destava in me un incendio... Bene, una sera, verso
le sette, mi decisi ad andare in cerca duna avventura.
Sentivo che questa grigia e mostruosa Londra, con le
sue miriadi di abitanti, i suoi sordidi mendichi e i suoi
splendidi peccati, come una volta tu la descrivesti, doveva 
avere qualcosa in serbo per me.
Immaginavo mille cose. Il minimo pericolo mi dava
un senso di piacere; ricordavo ci che mi dicesti in quella
maravigliosa sera che per la prima volta cenammo insieme...
s... che la ricerca della bellezza  il vero segreto
della vita. Non so cosa mi aspettassi; ma uscii, vagabondai
verso lEst, perdendo presto la via in un labirinto
di sudice straduzze e di neri spiazzi senza erba.
Alle otto e mezzo circa passavo davanti ad un assurdo
teatrino dalle grandi lampade a gas sfavillanti e dai
manifesti sfarzosi. Un sozzo ebreo col pi sorprendente
panciotto che abbia mai visto in vita mia stava
sullingresso, fumando un sigaraccio. Aveva degli unti
riccioli e un enorme brillante splendeva in mezzo al petto
della sua sporca camicia.
Volete un palco, milord? disse, quando mi vide,
scappellandosi con unaria di magnifica servilit.
Vera qualcosa in lui, Enrico, che mi divert: era un
tal mostro! Tu ne riderai, lo so; ma io entrai davvero e
pagai nientemeno che una ghinea per il palco di proscenio.
Oggi non saprei dire perch entrassi, e pure... e
pure, caro Enrico, se non fossi andato, avrei perduto la
pi grande avventura della mia vita. Ma tu ridi! Oh!
come sei cattivo...
Non rido, Dorian; o almeno non rido di te. Ma
perch dici la pi grande avventura della mia vita? Tu
sarai sempre amato e amerai sempre lamore. Una grande
passione  il privilegio di chi non ha nulla da fare: 
lunico modo di impiegare le classi oziose di un paese.
Non temere. Squisite cose sono in serbo per te e questo
non  che il principio.
Credi tu cos frivolo il mio carattere! esclam
Dorian Gray irosamente.
No: credo che sia molto profondo.
Cosa vuoi dire?
Caro ragazzo mio, la gente che ama una volta
sola nella vita: ecco veramente la gente futile. Ci che
chiamano lealt e fedelt, io la chiamo invece il letargo
dellabitudine o lassenza dellimmaginazione. La fedelt
sta alla vita emotiva come la coerenza alla vita
dellintelletto: semplicemente una confessione di disfatte.
Fedelt! Io lanalizzer un giorno. V in essa la passione
per la propriet e molte altre cose che noi getteremmo
via se non temessimo che gli altri ce le prendessero.
Ma non voglio interrompere il tuo racconto. Continua.
Bene. Mi trovai seduto in un orribile palchetto,
con un volgare sipario da intermezzo che mi lustreggiava
davanti. Cominciai a guardar fuori, dietro le cortine e
osservai la sala. Era una sala rossa goffamente sfarzosa,
tutta Cupidi e Cornucopie, simile a una torta per uno
sposalizio di terzordine. Galleria e platea eran gremite;
ma le due file di sudice poltrone eran completamente
vuote e cera appena uno spettatore in quella che supposi
fosse la Loggia Nobile.
Delle donne andavano attorno a vendere aranci e
birra di zenzero; ma si faceva specialmente un terribile
consumo di noci.
Deve essere stato proprio come ai bei tempi del
Dramma Inglese.
Proprio cos, mi immagino; insomma una cosa
assai deprimente.
Incominciavo gi a pensare a cosa diavolo avrei mai
fatto per passare il tempo, quando mi cadde sottocchi
un manifesto.
Cosa credi che si desse quella sera, Enrico?
Penserei al Ragazzo Idiota o Muto e Innocente. I
nostri padri amavano questo genere di drammi, credo.
Pi a lungo vivo, Dorian, pi profondamente mi convinco
che tutto ci che piaceva ai nostri padri, non  pi abbastanza
buono per noi. In arte, come in politica, les
grande pres ont toujours tort.
Quel dramma era abbastanza buono per noi, Enrico.
Era Romeo e Giulietta... Devo confessare che
lidea di veder Shakespeare in quella scellerata spelonca
piuttosto mi dispiacque; eppure, in certo modo, mi interess.
Sicch decisi di aspettare il primo atto.
Vi era una spaventosa orchestra, diretta da un giovane
Ebreo che sedeva ad un pianoforte sgangherato, che
quasi mi costrinse a fuggire; ma finalmente salz il sipario
e il dramma incominci.
Romeo era un grassoccio signore attempato dalle
sopracciglia annerite col sughero, una rauca voce da tragedia
e una figura da barilotto di birra. Mercutio era
quasi altrettanto perfido: un volgar commediante, che
aggiungeva alla parte le sciocchezze di sua invenzione
ed era in amichevoli rapporti con la platea. Ambedue insomma 
erano grotteschi come lo scenario e parevano
usciti allora allora da un baraccone di fiera.
Ma Giulietta! Enrico, immagina una fanciulla appena
diciassettenne, con un viso minuto che pare un fiore,
una testolina greca a cui savvolgono le treccie color castano
scuro, due occhi che son due violette, fonti di passione
e le labbra: petali di rosa! Essa era la pi amabile
cosa che avessi mai veduto.
Mi dicesti una volta che il patetico ti lasciava freddo
e che solo la bellezza poteva farti piangere. Bene: io ti
dico, Enrico, che potei appena vedere quella fanciulla
per il velo di lacrime che me la nascose.
E la sua voce! non ho udito mai una simile voce.
Era assai bassa dapprima, con profonde e molli intonazioni
che parevan cadere ad una ad una nellorecchio
mio; poi sinnalz un poco e suon come un flauto o un
corno lontano; ma nella scena del giardino acquist tutta
la trepida estasi che si ascolta appena sul far dellalba,
quando cantano gli usignuoli; e vi furon momenti, poi,
che essa ebbe la selvaggia passione dei violini.
Tu sai come la voce possa commuovere: la tua voce
e quella di Sibilla Vane sono le due sole cose che non
dimenticher. Quando chiudo gli occhi le ascolto e
ognuna dice qualcosa, di differente; non so quale seguire...
Oh! Perch non dovrei amarla? Enrico, io lamo!
Essa  tutto nella mia vita! Sera per sera io vado a sentirla
recitare e una sera essa  Rosalinda e la volta dopo
 Imogene; lho veduta morire nellorrore dun sepolcro
italiano, suggendo il veleno dalle labbra dellamante;
lho spiata vagabondare nella foresta delle Ardenne, travestita
da bel fanciullo, in calze, giubbetto e berrettino;
ella  stata pazza ed  venuta al cospetto dun re colpevole
e gli ha dato ruta per vestire e amare erbe da gustare;
ella  stata innocente e le nere mani della gelosia
hanno premuto il suo collo esile come una canna; lho
veduta in ogni et e in ogni costume.
Le donne ordinarie,  vero, non interessano mai la
nostra immaginazione; esse son limitate alla loro epoca;
nessun incanto docchi le trasfigura mai; si pu conoscerne
la mente, con la stessa facilit che i loro cappelli;
si pu sempre trovarle e in nessuna desse si trover un
mistero: esse cavalcano nel Parco, il mattino, e ciarlano
prendendo il th nei salotti, al pomeriggio ed han sempre
il loro stereotipato sorriso e le loro maniere alla
moda... S! sono perfettamente insignificanti. Ma
unattrice! Come  diversa unattrice! Enrico, perch
non mi dicesti che la sola cosa degna damore  unattrice?
Perch ne ho amate troppe, Dorian.
Oh s! Orribile gente dai capelli tinti e le facce
imbellettate.
Non disprezzare n gli uni n le altre: hanno talvolta
uno straordinario fascino, disse Lord Enrico.
Quasi quasi vorrei non averti detto una parola di
Sibilla Vane!
Non avresti potuto trattenerti, Dorian. Sempre
nella tua vita mi dirai tutto ci che farai.
S, Enrico; credo sia vero. Non posso trattenermi
dal dirti tutto. Tu hai un curioso fascino su di me. Se
mai avessi commesso un delitto, sarei venuto a confessartelo.
Tu mi avresti compreso.
La gente come te, razzi di sole creati a posta per
la gioia della vita, non commette delitti, Dorian. Ma in
ogni modo ti sono gratissimo del complimento. Ed ora
dimmi, prgimi i cerini; da bravo, grazie, a che punto
sono oggi le tue relazioni con Sibilla Vane?
Dorian Gray balz in piedi, rosso alle guance, con
gli occhi ardenti.
Enrico! Sibilla Vane  sacra!
Soltanto le cose sacre sono degne di essere toccate,
Dorian, disse Lord Enrico con uno strano senso di
pathos nella voce. E poi, perch dovrebbe spiacerti,
ci che ti ho detto? Suppongo che ella sar tua un giorno.
Quando si ama, si comincia sempre con lingannar
se stessi e si termina sempre con lingannare gli altri: ed
ecco ci che il mondo chiama un romanzo damore.
Ma almeno la conosci, spero!
Certo, la conosco. La prima sera che andai in
quel teatro, il vecchiaccio ebreo venne a gironzare attorno
al mio palco, quando lo spettacolo stava per finire, e
mi propose di accompagnarmi in palcoscenico e di presentarmi
a lei. Io mi infuriai con lui e gli dissi che Giulietta
era morta ormai per centinaia danni e che il suo
corpo giaceva in una tomba di marmo a Verona. Capii
dal suo sguardo bianco di stupore, che egli ebbe
limpressione chio avessi bevuto troppo champagne o
qualcosa di simile.
Non mi sorprende.
Poi mi chiese se scrivevo in un giornale e gli dissi
che non li avevo neanche mai letti; mi apparve assai
deluso; ma mi confess poi che tutti i critici drammatici
cospiravano contro di lui e che bisognava comperarli ad
uno ad uno.
Non potrei dire se egli avesse completamente ragione
nella prima confidenza; ma, quanto alla seconda,
a giudicar dallapparenza, la maggior parte dei critici
non deve costar gran che.
Bene; mi parve per chegli li stimasse troppo
cari per lui, rise Dorian, ma proprio allora si spensero
le lampade in teatro e me ne dovetti andare dopo che
egli ebbe tentato invano di offrirmi dei sigari che vant
eccellenti. La sera dopo, naturalmente, ritornai al mio
posto e quando lebreo mi vide; mi fece un profondo inchino
e mi assicur chio ero un munifico patrono
dellarte. Era un orribile bruto, bench avesse una
straordinaria passione per Shakespeare; mi disse una
volta con aria di orgoglio che i suoi cinque fallimenti
eran tutti dovuti al Bardo, come insisteva nel chiamarlo
e gli pareva un gran merito.
Lo era, caro Dorian; e grande. La pi gran parte
della gente giunge al fallimento per aver troppo guazzato
nella prosa della vita; ma rovinarsi per la poesia  un
onore. E quando parlasti la prima volta con Sibilla
Vane?
La terza sera. Essa avea recitato la parte di Rosalinda
e non potei fare a meno di avvicinarmi a lei; sia
perch le avevo gettato dei fiori ed ella mi aveva guardato
o almeno me lo immaginai; sia perch il vecchio
ebreo era ostinatissimo e pareva deciso a condurmi
dietro le quinte; cos vi consentii. Era curioso da parte
mia il non volerla conoscere; non  vero?
No; non mi pare.
Caro Enrico, perch?
Te lo dir unaltra volta; ora voglio conoscer tutto
ci che riguarda la ragazza.
Sibilla? Oh! Ella fu cos timida e cos gentile! Vi
 in lei qualcosa di fanciullesco. I suoi occhi sapriron
tutti con squisita maraviglia quando le dissi che ero rimasto
colpito dalla sua esecuzione ed ella mi apparve
del tutto inconscia della sua forza.
Credo che ambedue fossimo un po nervosi. Il vecchio
ebreo se ne stava sogghignando nel corridoio del
polveroso ridotto ed arzigogolando elaborati discorsi intorno
a noi due, mentre noi ci guardavamo come due
fanciulli; e sostinava a chiamarmi, Milord,, tanto che
dovetti assicurar Sibilla che io non ero per nulla un
Lord. Ella allora disse semplicemente:, Voi sembrate
un principe. Bisogna che vi metta il nome di Principe
Grazioso.
Parola donore, Dorian, la signorina Sibilla
sintende assai di complimenti.
Non la comprendi, Enrico. Ella mi considerava
semplicemente come un protagonista di commedia; ella
non conosce nulla della vita: vive con sua madre, una
donna appassita e stanca che sosteneva la parte di Signora 
Capuleto con una specie di accappatoio color rosso
magenta addosso, la prima sera che vi andai, ed ha
laspetto di aver veduto giorni migliori.
Conosco questo aspetto: e mi scoraggia sempre, mormor Lord Enrico osservandosi gli anelli.
Lebreo voleva dirmi la sua storia, ma gli risposi
che non minteressava.
Avevi tutte le ragioni: vi  sempre qualcosa di infinitamente
piccolo nelle tragedie degli altri.
Sibilla  lunica cosa cui penso. Che mimporta
donde sia venuta? Dalla sua testolina al suo piedino
essa  assolutamente, interamente divina. Ogni sera della
mia vita io vado a vederla recitare ed ogni sera ella 
pi maravigliosa.
Ecco, ecco perch non venivi pi a cenare con
me. Avevo ben immaginato, che tu avevi qualche storia
curiosa per le mani! Infatti... ma non  proprio questo
chio mi aspettavo.
Caro Enrico, ma noi pranziamo o facciamo colazione
insieme ogni giorno! E sono stato un mucchio di
volte allOpera con te! disse Dorian, spalancando gli
occhi azzurri, maravigliato.
Vieni sempre cos spaventosamente tardi!
Bene. Come potrei non andare a veder Sibilla?
esclam egli. Sia pure per un atto solo? Ho fame di lei;
e quando penso alla maravigliosa anima che  nascosta
in quel corpicino davorio, mi sento pieno di timore.
Potrai almeno cenar con me questa sera, Dorian; no?
Egli croll il capo. Questa sera ella  Imogene, 
rispose, e domani sera sar Giulietta.
E quando  dunque Sibilla Vane?
Mai.
Me ne congratulo con te.
Come sei cattivo! Ella contiene in s tutte le
grandi eroine del mondo. Non  una personalit sola! Tu
ne ridi; ma io ti dico che  un genio. Ed io lamo e bisogna
chella mi ami. Ah! Tu che conosci tutti i secreti
della vita, dimmi: come indurre Sibilla Vane ad amarmi?
Io voglio rendere Romeo geloso; voglio che i morti
amatori del mondo intero odano il nostro riso e se ne
rattristino; voglio che un soffio della nostra passione
commuova ed animi la loro polvere; voglio che si ridestino
nel dolore. Dio mio, Enrico, come, ladoro!
Passeggiava su e gi per la stanza parlando, e delle
macchie di rossore malaticcio bruciavano le sue guance:
era terribilmente eccitato.
Lord Enrico lo mirava con un sottil senso di piacere.
Come diverso egli era oggi, dal timido ragazzo spaventato
che aveva incontrato nello studio di Basilio Hallward!
La sua natura sera aperta come una corolla; avea
generato fiori di fiamma viva. Fuor dai penetrali era scivolata
via la sua anima e il desiderio le era venuto incontro.
E cosa mi proponi di fare? chiese finalmente
Lord Enrico.
Tu e Basilio dovete venire una sera a vederla recitare.
Non ho la minima paura del vostro esame, perch
son certo che riconoscerete il suo genio, e poi dovrete
liberarla dalle mani dellebreo. Ella gli  legata per tre
anni, o almeno per due anni e otto mesi, da oggi; ed io
naturalmente dovr pagargli qualcosa. Ma, quando tutto
sar regolato, affitter per lei un teatro a West End e la
presenter degnamente alla scena ed ella render pazzo
il mondo, allora, come ha reso pazzo me.
Impossibile, caro ragazzo.
S, lo far. Ella non possiede soltanto larte,
listinto consumato dellarte; ma ha anche una sua originalit
e tu hai spesso ripetuto che solo le personalit e
non i princip muovono le et.
Bene. E quale sera verremo?
Vediamo un po. Oggi  marted. Possiamo domani.
Domani ella  Giulietta.
Benissimo al Bristol alle otto. Condurr Basilio.
Alle otto no, Enrico, ti prego. Alle sei e mezzo.
Dovremo esser l prima che salzi il sipario. Bisogna
che la vediate nel primo atto, quando incontra Romeo.
Alle sei e mezzo? Che ora! Come se si trattasse
di prendere il th o di leggere un romanzo inglese! Facciamo
almeno le sette! nessun gentiluomo cena prima
delle sette... Oh! vedi tu Basilio prima di domani? O
devo scrivergli io?
Quel caro Basilio! Non lo vedo da una settimana:
ed  piuttosto cattivo da parte mia, perch mi ha spedito
il ritratto con la pi magnifica cornice, disegnata apposta
da lui, e, bench sia un po geloso di quel quadro che
 dun mese intero pi giovane di me, non posso a meno
di confessare che  una vera delizia. Forse  meglio che
tu gli scriva: bisogna che non lincontri da solo a solo:
dice tante cose noiose! mi d perfino dei buoni consigli!
Lord Enrico sorrise. Spesso si ha la mania di dar
via quello di cui si ha tanto bisogno.  ci chio chiamo:
gli abissi della generosit.
Oh! Basilio  il migliore degli amici; ma mi pare
un pochino filisteo: ho sentito questo da che ti conosco.
Basilio, caro ragazzo mio, mette nellopera sua
tutto ci che vi  in lui di simpatico e per conseguenza
non gli  rimasto nella sua vita altro che i suoi pregiudizi,
i suoi princip e il suo senso comune.
I soli artisti che io abbia conosciuto come persone
deliziose, sono i cattivi artisti; ma i grandi esistono semplicemente
in ci che fanno, ed appaion quindi nella vita
degli esseri del tutto insignificanti. Un grande poeta, 
ma veramente grande,  il meno poetico di tutte le
creature; ma i minori sono proprio affascinanti. Peggio
scrivono versi, e pi appaiono pittoreschi; il solo fatto di
aver pubblicato un libro di mediocrissimi sonetti crea
lirresistibilit di un uomo. Egli vive la poesia che non
pu scrivere; gli altri scrivono la poesia che non osano
tradurre in realt.
 proprio cos, Enrico, disse Dorian Gray stillando
del profumo nel fazzoletto, da una gran fiala dal
tappo doro, chera l sul tavolo.
Deve essere se tu lo dici. Ed ora io me ne vado.
Imogene mi aspetta. Non dimenticarti di domani. Addio.
Appena egli fu uscito, le pesanti palpebre di Lord
Enrico ricaddero ed egli cominci a pensare.
Certo pochi lo avevano mai interessato come Dorian
Gray, eppure la pazza adorazione del giovane per un altro
non gli aveva causato il minimo senso di fastidio, o
di gelosia ed egli se ne compiacque: ci aumentava
linteresse che aveva lo studio di s stesso, poich egli
sera sempre appassionato pei metodi delle scienze naturali,
ma, come il soggetto ordinario di esse gli era apparso
volgare e insignificante, aveva incominciato col
vivisezionare se stesso per finire col vivisezionare gli altri.
La vita umana: ecco lunica cosa degna desame, e
nulla le si poteva paragonare in valore. Ma chi analizza
la vita nel suo curioso crogiolo di dolori e di piaceri,
non pu sopportar sul volto la maschera di vetro del chimico,
n impedire ai fumi di zolfo di turbarsi il cervello
e di intorbidare di mostruose fantasie e dincomposti sogni
la sua immaginazione. E poi vi son veleni cos sottili
che a conoscerne le propriet sarebbe necessario provarli
sopra se stesso; vi son malattie cos strane che bisognerebbe
soffrirle per giungere a penetrarne la natura;
ma pure qual compenso se ne riceverebbe! Come diverrebbe
maraviglioso il mondo intero! Notare la curiosa e
tortuosa logica della passione, e la colorita vita emotiva
dellintelletto; osservare quando si incontrino e quando
si separino e a che punto coincidano e in che punto discordino;
quale diletto in tutto ci! cosa importa quanto
esso costi? Non si potrebbe pagar mai troppo cara la minima
sensazione.
Egli era conscio, e tal coscienza accendeva un lampo
di piacere nei suoi occhi dagata bruna, che per
mezzo di certe sue parole, musicali parole dette con ritmo
di musica, lanima di Dorian Gray sera rivolta a
questa bianca fanciulla e le sera inginocchiato davanti
in adorazione. In un senso largo, il giovinetto era una
sua propria creazione: egli lo aveva fatto prematuramente
e ci era qualcosa, perch la gente comune aspettava
che la vita le schiudesse i suoi secreti, e solo a pochi, 
agli eletti,, questi misteri venivano rivelati prima che
fosse strappato il velo. Qualche volta ci era effetto
dellarte e specie della Letteratura, che agisce direttamente
sulle passioni e sulla intelligenza; ma talora una
complessa personalit assumeva essa stessa i compiti
dellarte e creava in tal modo una opera artistica, perch
la vita ha i suoi elaborati capolavori, come la poesia, la
scoltura o la pittura.
S, il giovinetto era precoce; egli andava mietendo
la sua messe ed era ancora primavera: lo stimolo e la
passione della giovinezza si univano in lui con la coscienza
e comera delizioso osservarlo! Col suo bel volto
e la sua bella anima egli era una stupefacente cosa.
Che mai poteva importare che ci finisse come era suo
destino? Egli non era che una di quelle graziose figurine
degli spettacoli di teatri, le cui gioie, ci sono lontane, ma
i cui dolori commuovono il nostro senso di bellezza e le
cui ferite son come rosse rose.
Anima e corpo. Corpo e anima. Come misteriosi!
V un animalismo nellanima e il corpo ha i suoi momenti di spiritualit.
I sensi possono affinarsi, e lintelletto degradarsi.
Chi pu mai dire ove cessi limpulso della carne e dove
cominci quello della psiche? E come son misere le arbitrarie
definizioni dei soliti psicologi! E come  difficile
decidere fra le teorie delle varie scuole!  lanima
unombra rinchiusa nella casa del peccato? O il corpo 
nellanima come pensava Giordano Bruno? La separazione
e la congiunzione dello spirito e della materia rimangono
pur sempre un mistero.
Egli cominci a fantasticare in qual modo si potesse
rendere la psicologia una scienza cos assoluta da poter
rivelarci ogni pi piccolo impulso della vita. Infatti noi
non possiamo che sempre ingannarci e raramente comprendere
gli altri, perch lesperienza non possiede un
valore morale: essa non  che il nome che gli uomini
danno ai loro errori; ma i moralisti di solito lhan considerata
come un mezzo di educazione e le hanno attribuito
una sicura efficacia etica nella formazione del carattere;
lhanno anche lodata come qualcosa che ci insegni
ci che  da seguire e ci indichi ci che  da evitare;
mentre nellesperienza non ha nessun potere attivo o ne
ha tanto poco quanto la stessa coscienza. E tutto ci che
si pu realmente dimostrare  che il nostro futuro sar
eguale al nostro passato e che il peccato che una volta
facemmo con disgusto, lo rifaremmo pi volte e con
gioia.
E gli appariva chiaro che solo il metodo sperimentale
poteva dare il mezzo per giungere ad una analisi
scientifica delle passioni; ora Dorian Gray era certamente
un soggetto nato per questo, e pareva promettere ricchi
e fruttuosi risultati. Il suo improvviso e folle amore
per Sibilla Vane era un fenomeno psicologico di non
poco interesse. Certo la curiosit vi aveva gran parte; la
curiosit  il desiderio di nuove esperienze; ma questa
non era una passione semplice: anzi assai complessa,
perch quanto era rimasto in lei dellistinto puramente
sessuale della adolescenza, era stato trasformato dal lavoro
della immaginazione in qualcosa che pareva al giovinetto
ben lontana dal senso e che, appunto per ci, diveniva
tanto pi pericolosa.
Poich quelle passioni ci dominano pi fortemente,
sulla cui origine ci inganniamo noi stessi. I nostri istinti
pi deboli sono proprio quelli della cui natura siamo
consci e spesso avviene invece che, proprio quando pensiamo
di non fare altro che esperimentare su degli estranei,
allora veramente esperimentiamo sovra noi stessi.
Mentre Lord Enrico sedeva fantasticando di ci, un
colpo alla porta e il servo entr a ricordargli che era ora
di vestirsi per la cena. Egli salz e guard gi nella via.
Il tramonto placcava doro rosso le alte finestre delle
case di faccia; i vetri erano incandescenti come lastre di
metallo rovente; il cielo alto pareva una pallida rosa.
Egli pens alla giovane vita dai colori ardenti dellamico,
e si domand come mai sarebbe finita.
Quando rincas, a mezzanotte e mezzo circa, scorse
sulla tavola dellanticamera un telegramma; lapr e vide
che veniva da Dorian Gray.
Gli diceva che aveva promesso a Sibilla Vane di farla sua sposa.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Mamma, mamma, come sono felice! sussurr
la fanciulla seppellendo il viso nel grembo della donna
appassita e stanca, che sedeva nellunica poltrona del
sudicio salotto, volgendo le spalle alla viva luce importuna.
Come sono felice! E anche tu devi esser felice!
La signora Vane si trasse indietro e pos le piccole
mani imbiancate dal bismuto sulla testa dalla fanciulla.
Felice! ripet. Io sono felice, Sibilla mia, solo quando
ti vedo recitare. Non pensare ad altro. Il signor Isaacs
 stato buono con noi e gli dobbiamo tanto danaro!...
La ragazza alz il viso imbronciata. Danaro, mamma?
E che importa il danaro. Lamore  ben pi del danaro.
Il signor Isaacs ci ha anticipato cinquanta sterline
per pagar tutti i nostri debiti e per vestire a nuovo James;
non dimenticarlo, Sibilla. Cinquanta sterline sono
una grossa somma e il signor Isaacs  stato pieno di riguardi.
Egli non  un gentiluomo, mamma, e non posso
soffrire il modo con cui mi parla, disse la ragazza alzandosi
e avvicinandosi alla finestra.
Ma come riusciremmo a vivere senza di lui? rispose
la vecchia madre, lamentosamente.
Sibilla Vane croll il capo e rise. Abbiamo forse
bisogno ancora di lui, mamma, da che il Principe Grazioso 
regge la nostra vita? Poi tacque; un rossore le
agit il sangue e le oscur le gote; il frequente respiro
dischiuse i petali delle sue labbra e tremarono. Un affocato
vento di passione linvest, parve sconvolgere le
delicate pieghe della sua veste. Io lamo, disse ella,
semplicemente.
Pazza! Pazza! fu la risposta, in un tono di pappagallo.
E il gesto delle adunche dita ingioiellate aggiunse
un grottesco senso alle parole. La fanciulla rise
ancora. Nella sua voce era la gioia dun uccello in gabbia
e fin gli occhi suoi ne rapirono la melodia per renderla
in tanta luce; poi si chiusero per un attimo, come a
custodirne il secreto, e appena si riaprirono, la nebbia
dun sogno era passata su di essi.
La saggezza dalle sottili labbra parlava a lei intanto
dalla vecchia poltrona, cercando di persuaderla alla prudenza
e citando quel famoso Libro della Vigliaccheria di
cui lautore si maschera col nome di Senso Comune; ma
ella non lascoltava. Ella era libera nella sua prigione di
passione; il suo principe, il Principe Grazioso, era con
lei. Ella aveva chiamato a raccolta tutte le forze della
memoria per rifarlo entro il suo cuore; ella avea mandato
la sua anima in cerca di lui; ed essa glielavea riportato
e la bocca le bruciava ancora del bacio dellamato; le
sue palpebre erano calde del respiro di lui.
Allora la saggezza mut metodo e parl di informazioni
e di ricerche. Questo giovanotto potrebbe esser
ricco e allora si penserebbe al matrimonio... Ma contro
la conchiglia dellorecchio di Sibilla Vane si rompevano
le onde di tutta lastuzia del mondo; le sue freccie rimbalzavano...
Finalmente la fanciulla saccorse che le sottili labbra
sagitavano e sorrise... e improvvisamente sent il
bisogno di parlare perch il silenzioso monologo della
madre la turbava. Mamma! Mamma! esclam, perch
mi ama egli cos? Io so perch lamo; perch 
come lo stesso Amore; ma cosa vede egli in me? Io non
sono degna di lui. Eppure, non so per qual ragione, non
mi sento umiliata di sapermi tanto inferiore a lui; anzi
son fiera: terribilmente fiera. Mamma, hai amato tu mio
padre, come io amo il Principe Grazioso?
La vecchia impallid sotto la grossa patina di cipria
che le intonacava le gote, e le secche labbra si contrassero
con un penoso sforzo.
Sibilla si gett su lei, le allacci le braccia intorno al
colo e la baci. Perdono, mamma, perdono. Lo so
quanto ti addolora parlare di pap nostro, perch lo hai
amato troppo. Non guardarmi cos triste! Son tanto felice
oggi, come eri tu ventanni fa! Ah! Essere felici per
sempre!
Bambina mia, sei troppo giovane per pensare ad
innamorarti. E poi cosa sai di questo giovanotto? Io non
conosco ancora il suo nome! Ora tutto ci  assai sconveniente
e, proprio adesso che James sta per andare in
Australia e che ho tante cose a cui pensare bisogna che
ti dica che dovresti mostrare un po pi di giudizio. Tuttavia,
come ti ho detto prima, se  ricco...
Ah! mamma, mamma, lascia chio sia felice!
La signora Vane le lanci unocchiata e con uno di quei
gesti studiati, da teatro, che cos spesso diventano come
una seconda natura degli attori, la strinse nelle braccia.
In quel momento sapr la porta e un giovinotto dai
capelli bruni ed irsuti entr nella stanza.
Egli era grossamente piantato di persona, con gran
piedi e gran mani e qualcosa di goffo nel muoversi, n
era allevato finemente come la sorella; tanto che sarebbe
stato difficile indovinare la stretta parentela che li univa.
La signora Vane fiss gli occhi su di lui ed intensific
il sorriso: ella mentalmente elevava il figlio alla dignit
di uno spettatore; certa che il tableau era assai interessante.
Dovresti serbarne a me un po dei tuoi baci, Sibilla;
mi pare! disse il giovinotto con un bonario brontolio.
Ma se ti dispiace desser baciato, Jim! esclam
ella. Sei un terribile vecchio orso! e corse attraverso
la stanza ad abbracciarlo. James Vane guard in volto la
sorella con tenerezza. Devi uscir con me a fare quattro
passi, Sibilla. Credo che non rivedr mai pi questa orribile
Londra e son sicuro che non ne sentir la mancanza.
Figlio mio, non dire queste cattive cose, mormor
la signora Vane, raccogliendo con un sospiro un
ricco e cencioso abito da teatro e cominciando a rammendarlo.
Essa era un po stizzita di non aver potuto
unirsi al gruppo: ci avrebbe accresciuto il pittoresco
teatrale della situazione.
Tornerai dallAustralia con una ricca posizione, e credo che laggi
in colonia non vi sia buona societ di nessuna specie,
nulla di simile a ci che si chiama societ; cos,
quando avrai raggiunto la fortuna, devi ritornare a vivere
a Londra, secondo la tua nuova condizione.
Societ, mormor il giovanotto. Io non ho bisogno
di conoscer nulla di questa specie. Mi basterebbe
far su dei soldi per portar te e Sibilla via dal palcoscenico.
Lo odio.
Oh, Jim, disse Sibilla ridendo. Come sei scortese!
Vuoi proprio uscire a passeggio con me? Sar carino!
Temevo che te ne andassi a dire addio a qualcuno
dei tuoi amici... A Tom Hardy, che ti dette quella orribile
pipa, o a Ned Langton, che ti prende in giro quando vi
fumi dentro. Oh! ma  assai gentile da parte tua il concedermi
il tuo ultimo pomeriggio. Dove andremo? Andiamo
al Parco.
Sono troppo mal vestito, rispose egli accigliandosi.
Solo gli eleganti vanno al Parco.
Non dire sciocchezze, Jim, sussurr ella carezzandogli
una manica del vestito.
Egli esit, poi:, Benissimo, disse. Ma fa presto
a vestirti.
Ed ella se ne fugg via danzando e si pot udirla
cantare su per le scale e battere i piedini sul pavimento
del piano superiore.
Egli cammin due o tre volte su e gi per la stanza;
poi si volse alla madre, che ancora sedeva nella poltrona.
Mamma,  pronta la mia roba? chiese.
Tutto a posto, James, rispose, tenendo fissi gli
occhi sul lavoro.
Da alcuni mesi essa si sentiva impacciata ogni volta
che rimaneva sola con questo suo ruvido e brusco figliolo;
la sua frivola anima si turbava, quando i loro occhi si
incontravano: essa pensava sempre che egli sospettasse
di qualcosa, tanto che il silenzio, poich egli non dicea
parola, le diveniva intollerabile ed essa incominci a lamentarsi,
come fan sempre le donne, che si difendono
da un attacco, nel modo stesso con cui attaccano, cio
con improvvise e strane capitolazioni. Spero che sarai
contento, James, della tua vita di oltremare, disse, ma
ricordati che tu solo lhai scelta. Oh! avresti fatto meglio
ad entrare in uno studio di avvocato. Gli avvocati sono
una classe rispettabilissima e in campagna pranzano anche
in casa delle prime famiglie.
Odio gli impieghi e gli impiegati, rispose egli.
Ma tu hai molta ragione. Io stesso ho scelto la mia vita.
Tutto ci che ti dico  di vegliare sopra Sibilla. Non farle
capitare una disgrazia. Mamma, tu devi vegliare su di
lei!
James, sai che parli in un modo strano? Ma  naturale
che io la sorvegli.
So che un gentiluomo viene ogni sera a teatro,
fin dentro le scene, per parlare con lei.  vero? Cosa
puoi dirmi?
Tu parli di cose che non comprendi, James. Ma
pensa che noi, nella nostra carriera, siamo abituate a ricevere
una gran quantit di omaggi. Io stessa ebbi in
dono molti mazzi di fiori ogni volta che il modo di recitare
fu veramente apprezzato. Per quanto riguarda Sibilla,
ora io non so se il suo attaccamento sia serio o no;
ma non aver dubbi, il giovanotto di cui parli  un perfetto
gentiluomo ed  sempre pi che cortese con me; e poi
sembra ricco e i fiori che ci offre sono deliziosi.
Ma se non sai neanche il suo nome! disse il
giovane iroso.
No, rispose la madre placidamente. Non ci ha
ancora svelato il suo vero nome.  una cosa molto romantica
da parte sua.  forse un membro dellaristocrazia.
James Vane si morse le labbra. Veglia su Sibilla,
mamma; veglia su di lei.
Figlio mio, tu mi affliggi tanto! Sibilla  sempre
sotto i miei occhi, ma, certo, se quel gentiluomo  ricco,
non c ragione dimpedirgli di sposarla. Io son sicura
che  uno dellaristocrazia: bisogna proprio dire che ne
ha tutto laspetto. Chi sa? Potrebbe essere per Sibilla un
matrimonio pi che brillante e che bella coppia farebbero!
Il portamento di lui  veramente notevole: ognuno
lha osservato.
Il ragazzo borbott qualcosa fra s e tamburell con
le grosse dita sui vetri della finestra; sera appena volto
per parlare quando la porta si spalanc ed entr Sibilla.
Come siete seri tutti e due! esclam. Cos
successo?
Nulla, rispose il fratello. Suppongo che sia
permesso dessere seri qualche volta. Addio, mamma.
Pranzer alle cinque. Tutto  a posto nelle valigie, fuorch
le camicie. Cos  inutile che ti disturbi.
Addio, figlio mio, rispose essa con un gesto
sforzato di dignit.
Essa era assai infastidita per il tono che il figlio aveva
usato parlandole e vi era nello sguardo di lui qualcosa
che la faceva temere.
Dammi un bacio, mamma, disse la fanciulla; e
le sue labbra di fiore sfiorarono la gota gelida e appassita
della madre quasi ad accenderla.
Bambina mia! Bambina mia! esclam la signora
Vane, guardando il soffitto in cerca di un immaginario
loggione.
Vieni, Sibilla, disse il fratello, impaziente, che
odiava le affettazioni materne, ed uscirono nella tetra
via Euston, sotto la tremante luce del sole, dilatata dal
vento.
I passanti guardavano con stupore quel volgare giovanotto,
cupo nel viso, che, in grossi abiti malfatti accompagnava
una fanciulla tanto graziosa e di fine aspetto:
era come un rustico giardiniere che andasse con una
rosa in mano.
Jim saccigliava di tanto in tanto, quando sorprendeva
lo sguardo penetrante di qualche ignoto, poich egli
soffriva il fastidio di esser guardato da tutti, cui tardi
giungono i gen nella loro vita, ma che sempre provano
le persone volgari; Sibilla invece era completamente inconscia
delleffetto che produceva.
Lamor suo le tremava come un riso sulle labbra.
Ella pensava al Principe Grazioso e per poter pensare
pi compiutamente, ella non parlava di lui, ma ciarlava
del piroscafo che Jim avrebbe preso per il viaggio;
delloro che avrebbe certo trovato; della meravigliosa
ereditiera cui egli avrebbe salvato la vita, liberandola da
selvaggi bushrangers dalle camicie rosse. Poich egli
non sarebbe rimasto un marinaio o impiegato su bastimenti
e nullaltro di simile; oh no! La vita del marinaio
era terribile. E nella fantasia della fanciulla il fratello
appariva ficcato in fondo alla stiva dun orribile veliero,
con le aspre e gobbe ondate che cercan di raggiungervelo
e un nero vento che schianta gi gli alberi e lacera le
vele in lunghi nastri stridenti! Egli sarebbe sbarcato a
Melbourne; avrebbe dato un cortese addio al capitano e
sarebbe subito partito per i campi doro; e prima che
fosse trascorsa una settimana, egli avrebbe trovato un
gran filone doro puro, il pi gran filone che fosse mai
stato scoperto e lavrebbero portato alla costa in un vagone
scortato da sei poliziotti a cavallo. I Bushrangers
lavrebbero assalito tre volte e sarebbero stati sconfitti
con immensa strage... Anzi, no! Egli non sarebbe andato
per nulla nei campi doro. Erano posti orribili, dove gli
uomini si avvelenano e si sparano addosso nelle taverne
e parlano in modo sconcio. Egli sarebbe divenuto un
magnifico allevatore di pecore e una sera, cavalcando
verso casa, avrebbe visto la bella ereditiera trascinata
via da un ladro sopra un cavallo nero e lavrebbe inseguita
e liberata. Naturalmente ella si sarebbe innamorata
di lui ed egli di lei; cos, appena sposati, e ritornato in
patria, avrebbero vissuto in un immenso palazzo a Londra.
S: vi erano in serbo deliziose cose per lui; ma egli
doveva essere molto buono, non perdere il sangue freddo
e non buttar via i soldi pazzamente. Ella aveva solo
un anno pi di lui; ma conosceva assai meglio la vita...
ed egli doveva prometterle anche di scriverle ad ogni
posta che avesse incontrato e di dir le sue preghiere ogni
sera, prima di addormentarsi. Dio era molto buono e veglierebbe
su di lui. Ella anche avrebbe pregato per lui e
dopo pochi anni egli sarebbe ritornato completamente
ricco e felice.
Il giovanotto lascolt stizzito, e non rispose. Gli faceva
male al cuore di lasciar la sua casa; e poi non era
questo solo che lo rendeva cupo ed iroso. Bench inesperto,
aveva gi un concetto preciso di quanto pericolosa
fosse la situazione di Sibilla. Questo giovane elegante
che faceva lamore con lei poteva farle assai male. Egli
era un gentiluomo e Jim lo odiava gi per questo, quasi
per un curioso istinto di razza, di cui non si rendeva
conto, ma che per ci pi che ogni altro dominava il suo
spirito. E poi egli conosceva la frivolezza e la vanit del
carattere di sua madre, ed anche in questo vedeva una
ragione dinfiniti pericoli per Sibilla e per la sua felicit.
I fanciulli cominciano con lamare i loro genitori;
crescendo li giudicano; qualchevolta perdonan loro.
Sua madre! Egli aveva in mente qualcosa da chiederle, 
qualcosa che egli aveva covato per lunghi mesi in
silenzio. Una frase per caso udita a teatro, uno scherzo
sussurrato che gli era giunto allorecchio, una sera che
laspettava, alla porta del palcoscenico, avevan destato
in lui un sguito di orribili pensieri. Egli ricordava tutto
ci, come un colpo di frustino da caccia che gli avesse
sferzato il viso. Le sue ciglia saggrottarono in un solco
che parve un cuneo; e con una dolorosa contrazione si
morse il labbro.
Ma tu non ascolti una parola di quello che dico
Jim! esclam Sibilla, e io che stavo facendo i pi deliziosi
piani per il tuo avvenire!... Dimmi qualcosa.
Che vuoi che ti dica?
Oh! che sarai un bravo ragazzo; che non ti dimenticherai
di noi, rispose ella, sorridendogli.
Egli si strinse nelle spalle:,  pi facile che tu dimentichi
me, che non io te, Sibilla.
Ella arross. Che vuoi dire, Jim? chiese.
Tu hai un nuovo amico, ho sentito. Chi ? Perch
non me ne hai detto nulla? Egli non ti vuol bene.
No, Jim! ella esclam. Taci! non parlar male
di lui. Io lamo.
Ma come puoi, se non sai neanche il suo nome?
rispose il giovanotto. Chi ? Ho diritto di saperlo.
Io lo chiamo Principe Grazioso. Non ti piace il
nome? Oh! cattivo. Non dovresti mai dimenticarlo. Se
lo vedessi una volta sola, diresti che  la pi maravigliosa
persona del mondo. Un giorno lincontrerai, quando
ritornerai dallAustralia, e gli vorrai tanto bene. Ognuno
gli vuol bene... e io lamo. Vieni a teatro questa sera;
egli vi sar ed io reciter Giulietta. Oh come reciter!
Pensa Jim. Essere innamorata e recitare Giulietta! E
averlo seduto l davanti! Recitare per il suo piacere! Ho
timore di spaventare il pubblico, di spaventare o di conquistarlo.
Essere innamorati vuol dire superare se stessi.
Quel povero e orribile signor Isaacs grider, genio!
forte come un colpo di cannone a tutti i fannulloni del
Caff. Egli mi ha predicata come un dogma, ma questa
sera mi annunzier come una rivelazione; lo sento. E
tutto questo per lui, per lui solo! Principe Grazioso, mio
maraviglioso amante, mio dio di grazia, ma io sono povera
di fronte a lui... Povera? Che importa! Quando la
povert sinsinua per la porta lamore entra per la finestra.
I nostri proverbi bisogna rifarli. Essi furono scritti
dinverno ed ora  estate:  primavera per me. Lo sento!
Una vera danza di fiori nei cieli azzurri.
Egli  un gentiluomo, disse il giovanotto ostinatamente.
Un principe, ella esclamo musicalmente. Che
vuoi di pi?
Vuole renderti schiava.
Io tremo di terrore al pensiero dessere libera.
Devi guardarti da lui.
Vederlo  adorarlo; conoscerlo  aver fede in lui.
Sibilla, tu ne sei pazza!
Ella rise e gli si avvinghi al braccio, Caro vecchio
Jim. Tu parli come se avessi cento anni. Un giorno anche
tu ti innamorerai: allora saprai cosa vuol dire. Non
guardarmi cos irosamente. Dovresti esser contento invece,
che, bench tu parta, tu mi lasci pi felice che mai.
La vita  stata dura per ambedue: terribilmente dura e
difficile; ma ora sar ben diversa. Tu vai in un nuovo
mondo ed io ne ho trovato uno. Ecco due sedili. Sediamoci
e guardiamo la gente elegante che passa. Sedettero
fra una folla di curiosi. Le aiole di tulipani lungo il
viale fiammeggiavano come palpitanti corone di fuoco.
Una polvere bianca, tremula nube di gigli celesti, sembrava
sospesa nellaria ondeggiante e gli ombrellini dai
colori vivaci danzavano e si tuffavano come mostruose
farfalle.
Ella indusse il fratello a parlar di s, delle sue speranze,
dei suoi progetti. Egli parlava a voce bassa e con
sforzo: si scambiavano le parole come giocatori che si
passano i gettoni. Sibilla si sent triste. Ella non poteva
comunicar la sua gioia. Un pallido sorriso che incurvava
quelle irose labbra era lunica eco chella potesse ottenere.
Dopo un poco ella tacque, ma di improvviso sorprese
un lampo di capelli doro e di labbra ridenti e in
una carrozza aperta Dorian Gray pass via, in compagnia
di due signore.
Ella balz in piedi.
Eccolo, esclam.
Chi? chiese Jim Vane.
Il Principe Grazioso, ella rispose con gli occhi
fissi sulla vittoria.
Egli salt su e le afferr villanamente il braccio.
Mostramelo! Chi ? segnalo con la mano! Devo vederlo!
, esclam; ma in quel momento il tiro a quattro del
Duca di Berwick pass fra loro e la vittoria, e quando
si pot di nuovo vedere di l, essa sera gi allontanata
fuori del Parco.
 andata via, mormor tristamente Sibilla; avrei avuto piacere che tu lavessi visto.
Anchio, perch, come  vero che c Dio in cielo,
se ti far mai del male, io luccider.
Ella lo guard atterrita. Egli ripet le parole che tagliarono
laria come un pugnale. La gente intorno cominci
a guardarli a bocca aperta. Una signora chera
vicino a lei, sogghign.
Vieni via, Jim. Vieni via, ella sussurr ed egli la
segu come un cane, attraverso la folla. Era lieto di ci
che le aveva detto.
Quando furon giunti alla statua dAchille ella le gir
attorno e la piet che era nei suoi occhi divenne riso sulle
sue labbra. Ella croll il capo al fratello. Tu sei pazzo,
Jim! Completamente pazzo. Sei un ragazzo dal temperamento
cattivo, ecco. Come puoi dire quelle orribili
cose! Tu non conosci colui di cui parli. Sei geloso, semplicemente
geloso e villano. Ah! Non ti auguro altro che
di innamorarti. Solo lamore rende buona la gente, e ci
che mi hai detto era malvagio.
Ho sedici anni, egli rispose, e so quello che
sono. La mamma non ti sorveglia: essa non capisce il
modo con cui deve sorvegliarti. Oh! adesso non vorrei
pi dover partire per lAustralia! Ho una gran voglia di
mandare tutto allaria; ma i miei passaporti sono gi 
stati firmati.
Non essere cos serio, Jim. Sembri un eroe di
quello stupido melodramma che mamma aveva la mana
di recitare. Ma non desidero proprio bisticciarmi con te.
Io lho veduto e... oh! vederlo  una perfetta felicit. Ma
non ci bisticciamo. Io so che tu non faresti mai del male
a chi mi ama; non  vero?
No, finch ti ama, credo, fu la rude risposta.
Io lamer per sempre, ella esclam.
Ed egli?
Anche egli, per sempre.
Far bene.
Ella si distacc da lui, poi rise e gli si attacc ancora
al braccio. Non era che un ragazzo!
Allarco di marmo salirono in un omnibus, che li lasci
presso la sudicia casa di via Euston. Erano le cinque
passate e Sibilla doveva riposare due ore prima di
recitare. Jim insist perch ella lo facesse, dicendo di
preferire di separarsi da lei, ora che la mamma non
cera. Ella avrebbe fatto certo una scena ed egli odiava
la scene di ogni genere.
Si dettero laddio nella stanza di Sibilla; e nel cuor
del ragazzo vera gelosia e un fiero odio sanguinario per
lestraneo che gli pareva fosse venuto a mettersi fra di
loro. Tuttavia, quando le braccia di lei gli circondarono
il collo e le sue dita gli solcarono i capelli, egli sintener
e la baci con profondo affetto. Quando usc dalla
stanza, aveva le lacrime agli occhi. La mamma lo aspettava
da basso e stava borbottando per la sua poca puntualit, 
quando il figliolo entr. Non le rispose; sedette
al magro pasto. Le mosche ronzavano attorno alla tavola
e strisciavano sulla sudicia tovaglia. Attraverso il rombo
degli omnibus e il chiasso delle vetture, egli poteva udire
la assidua intima voce che divorava ogni minuto che
gli era rimasto.
Dopo un poco, respinse il piatto e appoggi la testa
alle mani; e sent che aveva il diritto di sapere e che gi
prima sua madre avrebbe dovuto dirglielo, se la cosa era
come egli sospettava. Oppressa della paura la madre lo
spiava; parole le sfuggirono meccanicamente dalle labbra;
le sue dita torcevano un cencioso fazzoletto di trina.
Quando lorologio batt le sei egli salz e savvicin
alla porta, poi si rivolse e la guard: i loro occhi si incontrarono.
In quelli di lei egli vide una selvaggia preghiera,
e ci lo rese ancor pi iroso.
Mamma, ho qualcosa da chiederti, disse. Gli
occhi di lei giravano vagamente per la stanza.
Ella non rispose.
Dimmi la verit. Ho diritto di saperla. Tu... eri
sposata a mio padre?
Ella gett un profondo sospiro: era un sospiro di
sollievo. Il terribile momento, il momento che, notte e
giorno, per settimane e mesi ella aveva temuto, era finalmente
venuto, eppure essa non ne provava terrore.
Anzi, in certo modo, si sent delusa. La domanda volgare
e diretta chiedeva una precisa risposta. La situazione
non era stata condotta a poco a poco fino al massimo
delleffetto. Era crudele. Le pareva una cattiva prova.
No, rispose, stupendosi essa stessa della volgare
semplicit della vita.
Mio padre era un mascalzone, allora? esclam
il ragazzo, serrando i pugni.
Ella scosse il capo. Lo conobbi quando non era
pi libero. Ci amammo assai. Se egli avesse vissuto,
avrebbe provveduto a voi due. Non parlare contro di lui,
figlio mio. Egli era tuo padre e un gentiluomo. E aveva
poi delle alte parentele.
Una bestemmia ruppe dalle sue labbra. Non
mimporta di me, esclam, ma non lasciar che Sibilla...
 un gentiluomo, non  vero, che lama o dice di
amarla? Anche lui con alte parentele,  vero?
Per un attimo un terribile senso di umiliazione prostr
la donna.
Essa chin il capo e si pass sugli occhi le tremanti
mani. Sibilla ha una madre, mormor, ed io non ne
avevo.
Il ragazzo fu commosso; corse a lei e, chinatosi, la
baci. Mi duole di averti addolorato per causa di mio
padre, disse, ma non potei farne a meno. Ora devo andare.
Addio. Non dimenticare che ora avrai una figlia
sola da vegliare, e... credi che, se quelluomo fa del
male a mia sorella, io trover chi , lo pediner e lo ammazzer
come un cane. Te lo giuro!
Lesagerata pazzia della minaccia, il gesto appassionato
che laccompagnava, le folli melodrammatiche parole,
le fecero apparire pi vivida la vita. Questa atmosfera
le era pi familiare. Essa respir pi liberamente e
per la prima volta in tanti mesi essa ammir veramente
suo figlio. E le sarebbe assai piaciuto che la scena continuasse
sulla stessa scala emozionante; ma egli la tagli
di colpo.
Le valigie erano state portate gi e le coperte da
viaggio mandate a prendere. Si dovette contrattare con il
vetturino. Il faccendiere della locanda si dette attorno e
dentro e fuori; il momento si perse in particolari volgari
e fu con rinnovato senso di delusione che essa sventol
il fazzoletto lacero dalla finestra, mentre il figlio
sallontanava in carrozza. Essa era conscia che una
grande occasione era stata perduta; si consol dicendo a
Sibilla quanto desolata essa sentiva che sarebbe stata la
sua vita, ora che aveva solo una figlia da vegliare. Ricordava
la frase che tanto le era piaciuta; ma della minaccia
non parl.  vero: le era rimasta vivamente,
drammaticamente impressa; ma sentiva che essi ne
avrebbero tutti riso insieme un giorno.
...
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...
CAPITOLO 6.
...
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...
Sai la novit, Basilio? disse Lord Enrico, quella
sera, appena Hallward apparve nella piccola sala del
Bristol, ove era stato preparato il pranzo per tre.
No, Enrico, rispose lartista, porgendo cappello
e soprabito al cameriere che sinchinava. Cosa c?
Spero che non si tratti di politica:  cos poco interessante!
Non vi  forse nessuno nella Camera dei Comuni che
sia degno chio gli faccia il ritratto; bench molti onorevoli
abbiano gran bisogno dun po di imbianchitura.
Dorian Gray  promesso sposo, disse Lord Enrico,
osservandolo mentre gli parlava.
Hallward trasal e saccigli. Dorian promesso
sposo? esclam.  impossibile!
 perfettamente vero.
Con chi?
Con una piccola attrice o qualcosaltro di simile.
Non posso crederlo. Dorian ha troppo buon senso.
Dorian  troppo savio per non fare delle pazzie,
qualche volta, caro il mio Basilio.
Ma il matrimonio non  una cosa che possa farsi
di tanto in tanto, Enrico.
S: lo  in America, replic Lord Enrico languidamente.
Per non ti ho detto che egli si  gi sposato; ti
ho detto che  promesso sposo; e v una gran differenza. Io, per esempio, ho il preciso ricordo di essermi sposato;
ma non ne ho per nulla di essere stato fidanzato;
sono anzi propenso a credere di non esserlo stato mai.
Ma pensa alla nascita di Dorian, alla sua posizione,
alla sua fortuna! Sarebbe assurdo chegli si prendesse
una tanto al disotto di lui!
Se vuoi che egli sposi quella fanciulla, non hai
che a dirgli questo, Basilio. Egli  deciso a farlo. Ogni
qualvolta un uomo fa una cosa affatto stupida, la fa sempre
per i pi nobili motivi.
Spero, almeno che sia una buona ragazza, Enrico.
Non vorrei proprio veder Dorian legato ad una creatura
volgare, che potesse degradarne il carattere e rovinarne
lo spirito.
Oh, essa  pi che buona:  bella, mormor
Lord Enrico, sorseggiando un bicchiere di vermouth con
amaro di arancio. Dorian dice che essa  bella e si sbaglia
cos difficilmente in giudizi di tal genere! Il ritratto
che gli hai dipinto ha avuto fra gli altri questo eccellente
effetto: che ha affinato in lui il gusto della altrui bellezza.
E noi stasera andremo a vederla, se quel benedetto
ragazzo non si dimentica dellappuntamento.
Parli sul serio?
Serissimamente, Basilio. Sarei un miserabile se
credessi di poter mai essere pi serio di quello che sono
adesso.
Ma tu approvi tutto ci dunque, Enrico? chiese
il pittore camminando concitato su e gi per la stanza e
mordendosi il labbro.
Tu non puoi approvarlo.  impossibile.  una
pura, semplice infatuazione.
Io da un tempo in qua non approvo n disapprovo
mai alcuna cosa: di fronte alla vita questo  un atteggiamento
assurdo, perch noi non siamo venuti al mondo
per dar aria ai nostri pregiudizi morali; n mi sono
mai interessato di ci che dice la gentucola e di ci che
fa la gente distinta. Se una personalit mi affascina,
qualsiasi modo desprimersi ella abbia, mi sar sempre
del tutto deliziosa. Dorian Gray si innamora di una bella
ragazza che recita Giulietta e le offre di sposarla? Perch
no? Se egli sposasse Messalina, sarebbe per ci
meno interessante? Tu sai che io non sono mai stato paladino
del matrimonio. Il vero guaio del matrimonio 
che ci rende altruisti e la gente altruista  gente senza
colore, priva di individualit. Tuttavia alcuni temperamenti
son resi dal matrimonio pi complessi: essi mantengono
il loro egoismo e vi aggiungono molti altri
ego... Son forzati ad aver pi che una vita; divengono
organismi superiori, e questo , secondo me, lo scopo
della vita delluomo. E poi ogni esperienza ha il suo valore
e, checch si possa dire contro il matrimonio, esso
resta pur sempre una esperienza. Ora io spero che Dorian
Gray faccia sua questa fanciulla, ladori appassionatamente
per sei mesi e poi di colpo sinnamori
dunaltra. Che meraviglioso soggetto per il mio studio!
Tu non pensi una sola parola di tutto ci, Enrico;
no e poi no! Se la vita di Dorian Gray fosse rovinata,
nessuno pi di te se ne dorrebbe. Tu sei assai migliore di
quello che vuoi apparire.
Lord Enrico rise. La ragione per cui noi amiamo
pensare tanto bene degli altri : che abbiamo terrore di
noi stessi. La base dellottimismo  il puro terrore. Noi
pensiamo di essere generosi perch facciamo credito al
vicino del possesso di quelle virt che sono fatte a posta
per il nostro benefizio. Lodiamo il banchiere perch
speriamo di poter col suo aiuto centuplicare le rendite; e
troviamo buone qualit in un brigante con la speranza
che risparmi le nostre tasche. Io penso tutto ci che ho
detto. Ho il pi gran disprezzo per lottimismo. Quanto
poi alla vita rovinata, non  tale che quella il cui crescere
si arresta. E quanto al matrimonio, infine, sarebbe
certo una sciocchezza; ma vi sono altri e pi interessanti
legami fra uomini e donne ed io non mancher di incoraggiarvi
Dorian. Se non altro questi hanno il merito di
esser di moda. Ma ecco Dorian! Egli ti dir pi chio
non possa.
Caro Enrico, caro Basilio, dovete congratularvi
tutti e due con me, disse il giovanotto, gettando il mantello
da sera foderato di satin e stringendo le mani degli
amici. Non sono mai stato tanto felice. Certo  una
cosa tanto improvvisa... Come tutte le cose deliziose. E
mi pare di non aver cercato altro per tutta la vita. Egli
arrossiva di eccitamento e di piacere ed era straordinariamente
bello.
Spero che sarai sempre felicissimo, Dorian, disse
Hallward, ma non ti perdono di avermi tenuto nascosto
questo legame. Non hai fatto cos con Enrico!
Ed io ti perdoner desser giunto tardi a cena, 
interruppe Lord Enrico, posando la mano sulla spalla
del giovine e sorridendogli. Vieni; sediamo e proviamo
quanto valga il nuovo cuoco; poi ci dirai come tutto
questo  avvenuto.
Veramente non vi  molto da dire, esclam Dorian,
mentre sedevano attorno al tavolino rotondo.
Non  avvenuto che questo: Dopo di averti lasciato ieri
sera, Enrico, mi vestii per pranzare alla solita piccola
Trattoria Italiana in via Rupert, che mi facesti conoscere
tu, e me ne uscii di l alle otto per il teatro. Sibilla recitava
la parte di Rosalinda. Certo lo scenario era orribile e
Orlando assurdo. Ma Sibilla! Avreste dovuto vederla.
Quando entr in veste di fanciullo, ellera semplicemente
maravigliosa. Indossava un giustacuore di velluto color
muschio con maniche color cinnamomo e svelti
gambali bruni con legacci in croce, un bel cappellino
verde con la penna di falco fermata da una gemma, e un
mantello col cappuccio, listato di rosso cupo. Non mi
era mai parsa pi squisita: aveva tutta la delicata grazia
di quella figuretta di Tanagra che  nel tuo studio, Basilio,
e i suoi capelli le si aggrappolavano intorno al viso
come oscure fronde intorno ad una pallida rosa. E il suo
modo di recitare! Ah! La vedrete questa sera! Ella  una
artista nata. Io me ne stavo in quel sudicio palco completamente
conquistato; mi dimenticai di essere a Londra,
nel diciannovesimo secolo; mero perduto col mio
amore in una foresta mai veduta da occhi duomo...
Dopo lo spettacolo discesi nel palcoscenico e le parlai.
E mentre sedevamo insieme, le vidi negli occhi un improvviso
sguardo che mai le avevo conosciuto; le mie
labbra mossero verso le sue e ci baciammo.
Non so descrivervi quello che allora provai. Mi parve
che tutta la mia vita si fosse acuita in un punto di gioia
color di rosa. Ella trem tutta e sussult come un
bianco narciso; poi mi cadde davanti ai ginocchi e mi
baci le mani. Sento che non vi dovrei dir tutto questo,
ma non posso tenermi. Certo il nostro legame  un secreto
di morte. Ella non lo ha detto ancora nemmeno a
sua madre. E io non so che diranno i miei tutori. Son sicuro
che Lord Radley diventer furioso; ma non me ne
importa. In meno di un anno sar maggiorenne e allora
far quanto mi piace. Ho avuto ragione, non  vero, Basilio,
di scoprire il mio amore nella poesia e di trovar la
sposa nelle commedie di Shakespeare? Labbra cui Shakespeare
ha insegnato a parlare hanno sussurrato il loro
secreto nelle mie orecchie. Io ho avuto le braccia di Rosalinda
intorno a me ed ho baciato Giulietta sulla bocca.
S, Dorian, credo che tu abbia fatto bene, disse
pianamente Hallward.
Lhai veduta, oggi? chiese Lord Enrico.
Dorian Gray scosse il capo. La lasciai nella foresta
delle Ardenne, la ritrover stasera in un orto di Verona.
Lord Enrico sorseggi il suo champagne, assorto.
A che punto preciso hai pronunziato la parola: matrimonio,
Dorian? E che rispose ella? Forse non te ne ricordi
pi.
Caro Enrico, non ho mai trattato tutto questo
come un affare o un compromesso e non ho fatto alcuna
proposta formale. Le dissi che lamavo ed ella rispose
che era indegna desser mia sposa. Indegna! Quando il
mondo intero  nulla per me, confronto a lei!
Le donne sono maravigliosamente pratiche, mormor Lord Enrico, molto pi di noi. In situazioni
simili noi dimentichiamo spesso di parlar di matrimonio
ed esse ce lo ricordano sempre.
Hallward gli appoggi una mano sul braccio. Non
dir di pi. Tu fai dispiacere a Dorian. Egli non  come
gli altri: la sua natura  troppo squisita perch egli possa
far del male a qualcuno.
Lord Enrico guard Dorian attraverso la tavola.
Dorian non si dispiace mai con me, rispose. Io
gli ho chiesto ci con la miglior ragione del mondo, con
lunica ragione che scusi veramente chi domanda qualcosa:
la curiosit. Mi son fatto una teoria, per cui sono
sempre le donne che si propongono a noi e non noi alle
donne. Fuorch naturalmente nel medio ceto, perch
esso non  moderno.
Dorian Gray rise e croll il capo. Sei proprio incorreggibile,
Enrico; ma non me la prendo.  impossibile
arrabbiarsi con te. Ma, quando vedrai Sibilla, sentirai
che luomo che le facesse del male sarebbe una belva;
una belva senza cuore. Non posso capire come si possa
cercar di disonorare la persona che si ama. Io amo Sibilla
Vane e voglio elevarla sopra un piedistallo doro e vedere
il mondo adorare la donna che  mia. Cos il matrimonio?
Un voto irrevocabile. E tu lo burli per questo!
Ah! non farlo. Esso  un voto irrevocabile che io voglio
fare. La fiducia di lei mi far fedele, la sua fede mi far
buono. Quando sono presso di lei, ho rimorso di tutto
quello che mi hai insegnato, divento differente da quello
che voi conoscete: il solo tocco della mano di Sibilla
Vane mi fa dimenticare tutte le tue affascinanti, avvelenanti,
deliziose teorie.
E quali sono? chiese Lord Enrico, servendosi
dellinsalata.
Oh! le tue teorie sulla vita, sullamore, sul piacere:
tutte le tue teorie insomma, Enrico.
Il piacere  la sola cosa degna di possedere una
sua teoria, egli rispose con la sua pigra melodiosa
voce. Ma temo di non poter esaltare questa teoria
come mia propria: essa appartiene alla Natura e non a
me. Il Piacere  la prova della Natura stessa: il suo suggello
di approvazione. Quando siamo felici siamo sempre
buoni; ma quando siamo buoni non sempre siamo
felici.
Oh! ma che intendi tu con la parola buono?
esclam Basilio Hallward.
S, aggiunse Dorian, affondandosi nella poltrona
e guardando Lord Enrico sopra i carichi grappoli degli
iris dai purpurei labbri, che sorgevano in mezzo alla
tavola. Cosa intendi tu con la parola buono?
Essere buono  essere in armonia con se stesso, rispose egli, palpando il fusto esile del suo bicchiere con
le pallide affusate dita. Ed  interiore discordia lessere
obbligati a vivere in armonia con gli altri. La propria
vita: ecco la sola cosa che importa; ch, quanto a quella
dei propri vicini, se si aspira ad essere un presuntuoso
od un puritano, si pu fare sfoggio su di essa dei propri
concetti morali; ma essa non ci riguarda. Ah! Lindividualismo
invece! Ecco davvero la pi alta mta; non
riunirsi come le genti moderne sotto la bandiera della
propria et. Poich io penso che un uomo di coltura che
accetta questa bandiera compie una azione grossamente
immorale.
Ma se uno vive soltanto per s, paga questo privilegio
a ben caro prezzo, Enrico, sugger il pittore.
S, siamo soffocati da ogni sorta di legami e di
intoppi, oggi. Io fantastico che la vera tragedia del povero
sia nel non potere permettersi altro che la rinunzia di
se stesso. I bei peccati, come tutte le cose belle, sono
privilegio dei ricchi.
Ma si pu pagare con tanti altri mezzi che il danaro.
Quali, Basilio?
Penserei piuttosto al rimorso, alla sofferenza... s,
anche alla coscienza della propria degradazione.
Lord Enrico si strinse nelle spalle. Caro mio, larte
medioevale  bellissima; ma le emozioni medioevali
sono fuor di moda. Certo si pu usarne per finzione; ma
appunto: le cose che si possono fare per finta, son proprio
quelle che non si fanno sul serio. Credimi, nessun
uomo civile rimpiange un piacere e nessun uomo civile
sa cosa sia il piacere.
Io so cosa , esclam Dorian Gray. : adorare
qualcuno.
Certo assai meglio che esserne adorati, rispose,
giocherellando con delle frutta. Essere adorati  gran
male. Le donne ci trattano proprio come lumanit tratta
i suoi dei: esse ci adorano e ci seccano sempre perch si
faccia qualcosa per loro.
Io direi che, qualsiasi cosa ci chiedano, ce lhanno
prima donata, mormor gravemente il giovine.
Esse creano lamore nelle nature nostre ed hanno il diritto
di richiedercelo.
Questo  verissimo, Dorian! esclam Hallward.
Nulla  completamente vero, disse Lord Enrico.
Questo s, interruppe Dorian, tu devi ammettere,
Enrico, che le donne danno agli uomini il pi puro
oro della loro vita.
Forse, egli sospir, ma senza fallo se lo riprendono
chiedendoci mille inezie in cambio. Ed in ci sta
la noia. Le donne, come una volta disse un francese di
spirito, ci ispirano il desiderio di fare dei capolavori, ma
ci impediscono sempre di compierli.
Enrico, sei terribile! Non so perch tami tanto!
Mi amerai sempre, Dorian, rispose. Prendete
caff, carissimi? Cameriere, caff fine, champagne e sigarette!
No: niente sigarette: ne ho. Basilio non posso
permetterti di fumare sigari. Prendi una sigaretta. La sigaretta
 il tipo perfetto del perfetto piacere:  squisita e
lascia insoddisfatti. Cosa chiederle di pi? S, Dorian, tu
sarai sempre pazzo di me: io rappresento tutti i peccati
che non hai avuto mai il coraggio di commettere.
Che sciocchezze dici mai, Enrico! esclam il
giovane, accendendosi la sigaretta ad un dragone
dargento che vomitava fuoco, recato sul tavolo dal cameriere.
Andiamo a teatro. Quando Sibilla entrer in
palcoscenico, tu muterai di punto in bianco il tuo ideale
di vita. Ella rappresenter per te ci che non hai conosciuto
mai.
Ho conosciuto tutto disse Lord Enrico con
uno sguardo stanco, ma son sempre disposto a nuove
emozioni. Temo tuttavia, che almeno per me, non succeder
nulla di simile. Pure la tua maravigliosa fanciulla
pu farmi fremere. Io amo il teatro:  tanto pi vero della
vita! Andiamo, Dorian, verrai con me. Mi dispiace assai,
Basilio, ma nel brougham c posto solo per due.
Bisogner che tu ci segua in vettura da nolo.
Salzarono e indossarono i soprabiti, sorseggiando
in piedi il caff. Il pittore taceva preoccupato: pesava su
di lui una nube di tristezza. Egli non poteva sopportare
tale matrimonio, eppure gli sembrava assai meglio che
tante altre cose che avrebbero potuto accadere. Dopo
pochi minuti discesero tutti, e, come eran daccordo,
egli guid da s una carrozzella, seguendo con locchio
le vivaci lanterne del piccolo brougham che correva davanti
a lui e uno strano senso lo prese: come di chi ha
perduto una cosa che ama. Sent che Dorian Gray non
sarebbe pi stato per lui quello chera in passato; la vita
sera frapposta fra di essi... I suoi occhi si velarono di
lacrime e non videro che a grandi macchie le offuscate
vie piene di luci. Quando la vettura sarrest davanti al
teatro, gli parve di essere invecchiato di molti anni.
...
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...
CAPITOLO 7.
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...
Per caso quella sera il teatro ora affollatissimo e il
grasso impresario ebreo, che essi incontrarono
nellatrio, raggiava da un orecchio allaltro di un untuoso
e trepido sorriso. Egli li accompagn al loro palco
con una specie di pomposa umilt, parlando con la sua
voce pi acuta e accompagnandosi con il gesto ad onda
delle grasse mani ingioiellate.
Dorian Gray ne ebbe pi schifo che mai: gli parve
dessere come colui che viene a veder Miranda ed incontra
Calibano. A Lord Enrico sembrava invece piacesse,
tanto chei fu costretto a dichiararlo ed insist per
stringergli la mano, assicurandolo che egli era orgoglioso
di conoscere un uomo che aveva scoperto un vero genio
e che sera ridotto al fallimento per un poeta. Hallward
si divertiva intanto osservando i tipi che erano in
platea. Il caldo era soffocante e limmenso lampadario
fiammeggiava come una mostruosa dalia dai petali di
fuoco giallo. I giovinastri del loggione seran tolte giacche
e panciotti e li avevano appesi al parapetto; poi si
dettero a chiamarsi da una parte allaltra del teatro e a
divider gli aranci con le goffe e sgargianti ragazze che
sedevano loro a fianco. Vennero dalla platea risa di donne:
orribilmente acute e discordi; e dal caff il suono dei
tappi di bottiglie che si sturavano.
Che razza di posto per trovarsi la propria divinit! disse Lord Enrico.
S, rispose Dorian Gray, qui io la trovai, ed
ella  divina pi che ogni cosa vivente. Quando reciter,
dimenticherai tutto; quando essa entrer nel palcoscenico,
questa gente volgare e villana, con le sue ruvide faccie,
con i suoi gesti brutali, si muter di colpo, sieder
muta a guardarla e rider e pianger secondo chella
vuole; perch ella se ne impadronisce come farebbe di
un violino; ella giunge a spiritualizzarla, questa gente, e
non si pu a meno di sentire che essa ha la stessa carne e lo stesso sangue nostro.
La stessa carne e lo stesso sangue nostro? Oh!
Spero bene di no, esclam Lord Enrico, che scrutava
attraverso il binocolo gli spettatori del loggione.
Non badargli, Dorian, disse il pittore. Io ti capisco
e ho fede in questa fanciulla. Chiunque tu ami non
pu non essere maraviglioso e ogni fanciulla che pu
produrre leffetto che mi descrivi, non pu non essere
squisitamente nobile. Spiritualizzare la nostra epoca, ecco una cosa degna di farsi! E se questa fanciulla pu
dare unanima a quelli che ne han vissuto senza, se ella
pu far conoscere il senso della bellezza in questa gente
dalle vite sordide e brute, se ella pu denudarla del suo
egoismo e prestarle lacrime per dolori che non sono
suoi, bene: ella  degna di tutta ladorazione tua e del
mondo. Questo matrimonio  pi che giusto. Io non
pensavo cos, prima; ma devo ora ammetterlo. Gli Dei
han fatto per te Sibilla Vane: senza di lei tu saresti incompleto.
Grazie, Basilio, rispose Dorian Gray, stringendogli
la mano. Sapevo bene che tu mi avresti compreso.
Enrico  cos cinico che mi spaventa. Ma ecco
lorchestra.  spaventosa; per dura solo cinque minuti.
Poi salzer il sipario e vedrete colei cui sto per dare tutta
la mia vita; cui ho gi dato quanto ho di buono in me.
Un quarto dora dopo, fra uno scrosciare straordinario
di applausi, Sibilla Vane entrava in scena.
S, ella era veramente bella; una delle pi belle creature
chegli avesse mai visto, pensava Lord Enrico.
Vera qualcosa che ricordava il cerbiatto nella sua
timida grazia e nei suoi spaventati occhioni, mentre un
leggero rossore, simile allombra di una rosa in uno
specchio dargento, saliva alle sue gote, come ella abbracciava
con uno sguardo laffollata entusiastica sala;
ella indietreggi di qualche passo: le sue labbra parevan
tremare. Basilio Hallward balz in piedi e lapplaud per
primo. Immobile, come in sogno, Dorian Gray sedeva a
mirarla. Lord Enrico la scrutava attraverso il binocolo,
mormorando: Deliziosa, deliziosa.
La scena mostrava una sala del palazzo di Capuleto,
e Romeo in vesti di pellegrino era gi entrato con Mercutio
e gli altri amici.
La musica, quella orribile orchestra, attacc poche
battute e la danza incominci. In mezzo alla folla dei
goffi e cenciosi attori, Sibilla Vane si moveva come una
creatura venuta da un pi bel mondo. Il suo corpo si piegava
alla danza come uno stelo nellacqua e le curve
della sua gola eran quelle dun candido giglio; le sue
mani parevan fatte di freddo avorio. Pure ella era curiosamente
indifferente: non mostrava segno di gioia quando
i suoi occhi sindugiavano su Romeo. Le poche parole
chella avea da parlare:
Buon pellegrino, tu fai troppo male alla tua mano,
che ha sempre mostrato cortese devozione;
poich anche mani di santi toccan le mani del pellegrino,
e palma contro palma  il bacio del santo vatore,
col breve dialogo seguente, furon dette in modo piuttosto
artificioso. La sua voce era squisita; ma il tono era
del tutto falso: mancava il colore e ci toglieva tutta la
vita al verso: rendeva la passione irreale. Dorian Gray
impallid scorgendola, confuso e ansioso; ma nessuno
degli amici os dirgli parola poich essa apparve loro
assolutamente inadatta e si sentirono terribilmente delusi.
Tuttavia sentivano, che la prova del fuoco per ogni
Giulietta era la scena del balcone al secondo atto; e
laspettarono. Se ella lavesse mancata, non ci sarebbe
stato pi nulla in lei.
E affascinante ella parve quando usc sotto la luce
lunare, nessuno avrebbe potuto negarlo; ma lesitazione
sua fu insopportabile, e pi crebbe durante la recitazione.
Il suo gestire divenne assurdamente artificiale;
ella sovraccaricava denfasi ogni frase. Il bel passaggio:
Tu sai che la maschera della notte  sul mio volto,
ch, se no, un verginale rossore colorirebbe le mie guancie,
per quello che mi hai udito dire questa notte...
fu declamato con la penosa precisione duna scolara cui
abbia insegnato a recitare un maestro di secondordine.
E quando ella si sporse dal balcone e giunse a quei
maravigliosi versi:
Bench io gioisca in te,
non mi  di gioia in questa notte il nostro incontro damore:
troppo esso  arduo, imprevisto, improvviso;
troppo simile al lampo che  gi scomparso
prima che possa dirsi, Risplende! Dolce amico, buona notte,
questo bocciol damore pel maturante respiro dellEstate
pu divenir uno splendido fiore, la prossima volta che noi ci incontreremo...
ella pronunzi le parole come se non contenessero senso
e ci non per una deprimente nervosit; poich ella era
consapevolissima di s, ma semplicemente per mancanza
darte. Ella era una completa delusione.
Perfino il volgar pubblico senza gusto darte della
platea e del loggione perse ogni interesse pel dramma;
sannoi, cominci a parlar forte ed a fischiare. Limpresario
ebreo, ritto fuor dellabbigliatoio, pestava i piedi, e
bestemmiava di rabbia.
La sola persona placida e fredda era Sibilla.
Quando cal il sipario del secondo atto fra un coro
di fischi, Lord Enrico salz dalla poltrona e indoss il
soprabito. Ella  bellissima, Dorian, disse, ma non sa recitare. Andiamo.
Io voglio assistere a tutto lo spettacolo, rispose
il giovinetto con una rauca amara voce. Mi spiace tanto
daverti guastato la serata, Enrico. Vi chiedo scusa a tutti e due.
Ma, caro Dorian, io credo che la signorina Vane
sia indisposta, noi verremo unaltra sera.
Cos fosse, replic egli, ma essa mi sembra
soltanto insensibile e fredda. Non  pi lei. Ieri sera era
una grande artista, questa sera  appena una volgare mediocrissima attrice.
Non parlar cos di una che tu ami, Dorian.
Lamore  cosa ben pi maravigliosa dellarte.
Non sono ambedue che forme di imitazione, osserv
Lord Enrico, ma andiamo via. Dorian, tu non
devi rimanertene pi qui. Non giova certo ai nostri costumi
lassistere a una cattiva recita. E poi, non credo
che tu voglia che tua moglie reciti e quindi che ti importa
se ella recita Giulietta come farebbe una bambola di
legno? Essa  veramente adorabile e se essa conosce
tanto poco la vita come larte della scena, sar una deliziosa
esperienza. Due generi di persone son sopratutto
affascinanti, quelle che sanno tutto e quelle che non
sanno niente. Dio mio, caro ragazzo, non fare un viso
cos tragico! Il segreto per conservarsi giovani sta nel
non provar mai emozioni sconvenienti. Vieni al Club
con Basilio e con me. Fumeremo e berremo alla bellezza
di Sibilla Vane. Essa  bella: che vuoi di pi?
Va via, Enrico, esclam il giovinetto. Voglio
restar solo. Basilio, devi andartene anche tu. Oh! Non
vedete che il mio cuore se ne va in pezzi? Calde lacrime
gli gonfiarono gli occhi, le sue labbra tremavano e
gettandosi nel fondo del palco egli sappoggi contro il
muro, celando la faccia nelle mani.
Andiamo, Basilio, disse Lord Enrico con una
strana tenerezza nella voce, ed entrambi uscirono insieme.
Pochi attimi dopo la ribalta sillumin e salz il sipario
sul terzo atto. Dorian Gray ritorn al suo posto,
Era pallido, orgoglioso e indifferente. Il dramma si trascinava:
pareva non dovesse finir mai. Met del pubblico
usc, con grasse risa e scalpiccio di pesanti scarpe. Il
fiasco era completo. Lultimo atto fu recitato a teatro
vuoto e il sipario cal fra una sghignazzata e qualche
brontolo. Appena dopo, Dorian Gray si precipit dietro
le scene, nel ridotto. La fanciulla era l sola con unaria
di trionfo nel viso. Gli occhi le ardevano duno squisito
fuoco e tutto intorno ella raggiava: le sue labbra semichiuse
sorridevano ad un loro nascosto segreto.
Quando egli entr, ella lo circond con lo sguardo e
una espressione di gioia infinita le illumin il viso.
Come ho recitato male questa sera, Dorian! ella esclam.
Orribilmente, egli rispose, fissandola stupito.
Orribilmente. Era una cosa spaventosa. Stai male? Non
hai idea di cosa fosse; non hai idea di cosa ho sofferto!
La fanciulla sorrise. Dorian, rispose indugiandosi
sul suo nome con una lunga musica nella voce, come se
fosse pi dolce che miele per i rossi petali della sua bocca. 
Dorian, tu avresti dovuto capire. Ma ora comprendi,
non  vero?
Cosa devo capire? egli chiese iroso.
Perch ero cosa cattiva attrice questa sera. Perch
sar sempre cos ormai. Perch non potr pi mai
recitar bene.
Egli si strinse nelle spalle. Tu stai male, credo; ma
non dovevi recitare. Ti rendi ridicola. I miei amici erano
annoiati. Anchio!
Ella non parve ascoltarlo: era trasfigurata dalla gioia:
una estasi di felicit linvase.
Dorian, Dorian, grid, prima chio ti conoscessi,
recitare era la sola realt della mia vita: io non vivevo
che nel teatro e pensavo che tutto in esso fosse vero.
Una sera ero Rosalinda e Porzia laltra sera. La gioia di
Beatrice era la mia gioia, e i dolori di Cordelia erano i
miei dolori. Io tutto credevo e le comparse che recitavano
con me sembravano degli dei: le scene di carta dipinta
erano il mio mondo; io non conoscevo che ombre e le
credevo realt. Ma tu venisti, o mio bello amore! e tu
liberasti dalla prigione lanima mia. Tu mi insegnasti la
reale realt quale era. E questa sera, per la prima volta
nella mia vita, ho visto la falsit, la vergogna, la sciocchezza
del vuoto spettacolo in cui avevo sempre recitato;
questa sera per la prima volta, divenni conscia che
Romeo era orribile e vecchio e dipinto, che la luce della
luna sullorto era falsa, che lo scenario era volgare e che
le parole che dovevo dire erano irreali: non erano le mie
parole; non erano quelle che io volevo dire.
Ma tu mi hai portato qualcosa di pi alto, qualcosa
di cui larte non  che un riflesso. Tu mi hai fatto comprendere
cosa  veramente amore. O amor mio! amor
mio! Principe Grazioso! Principe di vita. Io sono stanca
di ombre. Che minteressan pi i fantocci duna commedia?
Tu sei per me pi che larte intera.
Quando entrai in scena questa sera, non potevo sapere
come tutta la mia forza dartista mavesse abbandonata;
credevo che sarei apparsa maravigliosa. E mi accorsi,
invece che non ero pi nulla. Ma dimprovviso mi
balen nellanima tutto il significato di ci e tal rivelazione
fu squisita per me. Li udivo fischiare e sorridevo;
che potevan essi sapere dun amore come il nostro? Portami
via, Dorian, portami via con te, dove saremo soli,
soli. Non voglio pi rivedere il teatro; perch potrei ben
fingere una passione che non ho, ma non quella che mi
brucia come fuoco. Oh, Dorian, Dorian, tu sai ora il perch:
anche se io potessi recitare, non sarebbe un profanare
lamor mio? E sei tu che mhai fatto sentir ci.
Egli si sdrai sul divano e rivolse da lei il volto.
Tu hai ucciso il mio amore, mormor.
Ella lo guard maravigliata e rise; e, come egli non
rispose, and a lui; con le piccole dita gli accarezz i capelli;
poi singinocchi e premette le labbra sulle sue
mani. Egli le ritrasse con un brivido, salz e mosse verso
la porta.
S, esclam, tu hai ucciso il mio amore, tu che
prima commuovevi la mia fantasia, non dsti pi ora
neppure la mia curiosit: non hai pi effetto su me. Io
tamavo perch eri maravigliosa, perch avevi il genio e
lintelletto che ti facean realizzare i sogni dei grandi
poeti e dar forma e sostanza alle ombre dellarte; ma tutto
hai gettato via e sei rimasta frivola e sciocca. Dio
mio! Ed io sono stato cos folle damarti! Che pazzo!
Ma ora tu non sei pi nulla per me; non ti vedr pi;
non ricorder pi il tuo nome...
Ah! Tu non sai cosa eri per me, allora. Perch, allora...
No! Non posso pensarci! Cos non avessi mai posato
gli occhi su di te! Tu hai distrutto il romanzo della
mia vita. E come piccinamente conosci lamore, se dici
chesso distrugge larte tua! Senza di questa tu non sei
pi nulla. Invece io tavrei resa famosa, splendida, magnifica;
il mondo tavrebbe adorato e tu avresti portato
il mio nome. Mentre ora cosa sei tu? Una graziosa attrice
di terzo ordine.
La fanciulla impallid; tremando congiunse le mani
e con voce serrata nella gola:, Ma tu scherzi, Dorian?
mormor. Tu reciti.
Io recito? Lo farai tu, che vi riesci tanto bene!
rispose egli amaramente.
Ella salz di ginocchio e con una pietosa espressione
dangoscia, venne a lui, gli pos la mano sul braccio,
lo guard dentro negli occhi. Egli indietreggi:, Non
toccarmi, grid.
Ella ruppe in un profondo singhiozzo e cadde ai
suoi piedi come un fiore calpestato. Dorian, Dorian,
non abbandonarmi! alit. Sapessi come mi duole di
aver recitato male! Ma fu perch non pensavo che a te.
Mi prover, ti giuro, mi prover ancora: fu lamor di te
che mi colse cos dimprovviso! Pensavo che io non
lavrei mai conosciuto, lamore, se tu non mi avessi baciata,
se noi non ci fossimo baciati. Baciami ancora,
amor mio. Non partirti da me. Io non potr sopportarlo.
Oh! Non andartene. Mio fratello... No. Non pensiamoci.
Egli non voleva dir ci. Era uno scherzo. Ma tu, oh,
puoi dimenticarti di me per questa sera? Lavorer, lavorer
cos intensamente... prover ancora. Non esser crudele
con me perch tamo pi che tutto al mondo. Dopo
tutto, ti sono dispiaciuta una volta sola! ma tu sarai contento,
Dorian. Avrei dovuto mostrarmi pi ancora che
artista: fu una pazzia la mia e pure non potei resistervi.
Oh! non abbandonarmi, non abbandonarmi! Uno
scoppio di appassionati singhiozzi la squass. Sabbandon
per terra come una cosa ferita, e Dorian Gray, con
i suoi begli occhi la guardava, e le sue cesellate labbra si
curvavano con squisito disprezzo. Vi  sempre qualcosa
di ridicolo nelle emozioni di coloro per cui non si prova
pi amore, e Sibilla Vane gli parve assurdamente melodrammatica.
Le sue lacrime e i suoi singhiozzi linfastidirono: Me ne vado, disse finalmente con voce calma e chiara.
Non voglio essere scortese, ma non vi rivedr pi. Voi
mi avete deluso.
Ella piangeva in silenzio e non rispose, ma strisciando
gli si appress; le sue piccole mani si protesero ciecamente
a cercarlo. Egli gir sui tacchi e lasci la stanza.
Dopo poco usciva dal teatro.
Dove and? Quasi non seppe. Ricord daver vagato
per vie oscure, di esser passato per ossuti e foschi archi,
davanti a case dallaspetto malvagio. Femmine dalle
rauche voci e dalle grosse risa avean chiamato dietro i
suoi passi. Ubriaconi avean barcollato bestemmiando,
vicino a lui, e brontolando a se stessi come scimmie mostruose.
Aveva veduto grotteschi fanciulli affollati sulle
soglie, e udito grida e bestemmie venir da foschi cortili.
Allo spuntar dellalba si trov presso il Covent Garden.
Lombra si sollevava e sarrossava di leggeri fuochi,
e il cielo sincav in una perfetta perla. Grossi carri carichi
di accennanti gigli, rombavano lentamente sulla netta
via deserta. Laria era greve del profumo dei fiori e la
loro bellezza pareva portargli un calmante alla sua pena.
Egli li segu fino al mercato e osserv i facchini che
scaricavano le vetture. Un carrettiere in camiciotto bianco
gli offr delle ciliegie.
Lo ringrazi maravigliandosi chei rifiutasse del danaro
in cambio; cominci a mangiarle distratto. Erano
state colte a mezzanotte e il gelo della luna era entrato
in esse. Una lunga fila di ragazzi che recavan cesti di tulipani
striati e di rose gialle e rosse, pass davanti a lui,
attraverso le pile di ortaggi dun verde dagata. Sotto il
porticato dai grigi pilastri sbiancati dal sole, un gruppo
di ragazze infangate, a testa nuda si divertivano aspettando
lapertura della vendita.
Altre saffollavano intorno alle porte del caff della
Piazza, godendosi a farle girare. Gli enormi cavalli da
traino scivolavano e scalpitavano sulle pietre or liscie or
scabre, scuotendo i campanelli e i finimenti. Qualche
carrettiere dormiva sdraiato su una pila di sacchi. I piccioni
dal collo iridato e dalle zampe di corallo volavano
in giro a beccar chicchi di grano.
Dopo alcun po, egli sal in vettura e si fece condurre
a casa. Pochi momenti ancora sindugi sulla soglia,
a mirare intorno la piazza silenziosa con le sue pallide
finestre chiuse e le persiane che guardano fissamente. Il
cielo era adesso una pura opale e, contro, i tetti delle
case gli luccicavano come argento. Da un camino di
fronte salzava un esile respiro di fumo, e savvolgeva, violetto nastro, nellaria di madreperla.
Nella grande Lanterna veneziana dorata, resto della
gondola di un Doge, che pendeva dal soffitto della grande
anticamera rivestita di querce, tre fiammelle ondeggianti
di luce bruciavano ancora: simili ad esili petali
azzurri di fiamma, orlati di bianco fuoco.
Egli li spense e, gettati soprabito e cappello sulla tavola,
pass per la libreria verso la porta della stanza da
letto, una gran camera ottagonale a pian terreno, che, pel
nascente gusto del lusso, aveva da poco decorato egli
stesso, appendendovi alcune strane tappezzerie del Rinascimento
chegli avea scoperto, riposte in una vecchia
soffitta della sua tenuta di Selby Royal.
Mentre girava la maniglia della porta gli cadde
locchio sul ritratto che Basilio Hallward gli aveva dipinto
e trasal sorpreso, poi entr nella sua stanza, con
aria dubitosa. Infatti aveva appena slacciato il primo
bottone del suo vestito, che parve esitare e si decise infine 
a ritornare indietro: giunse di fronte al ritratto e lesamin.
Nella poca sommessa luce che forzava le tendine di
seta color crema, il volto del quadro gli apparve un po
alterato, o almeno lespressione ne era mutata: si sarebbe
detto che vi era un tocco di crudelt sulla bocca: ci
era assai strano.
Egli si volse, and presso la finestra e ne sollev le
tendine. Il chiaror dellalba inond la stanza e fug le
ombre fantastiche negli angoli oscuri, ove giacquero tremanti.
Ma la strana espressione chegli avea notato nel
volto del ritratto sembrava indugiarvisi, anzi intensificarsi.
La palpitante viva luce gli mostrava attorno alla
bocca segni di crudelt come se egli si fosse guardato in
uno specchio, dopo aver fatto una orribile cosa.
Egli indietreggi e, raccolto dal tavolo uno specchio
ovale incorniciato in Cupidi davorio, dono di Lord Enrico,
si scrut attentamente nelle sue limpide profondit.
Nessuna linea che deformasse le sue rosse labbra. Che
voleva dir ci?
Si freg gli occhi e savvicin ancor pi al quadro:
lo esamin ancora. Non veran traccie di mutamento in
esso; ma senza dubbio tutta la espressione ne era alterata.
E non era un sogno della sua fantasia malata. La cosa
era orribilmente evidente.
Egli si lasci cadere in una poltrona e cominci a
pensare; e improvvisamente gli balen nella mente il ricordo
di quanto egli stesso aveva detto nello studio di
Basilio Hallward, quel giorno che egli finiva il ritratto.
S: se ne ricord perfettamente. Egli aveva espresso il
folle desiderio di poter rimaner sempre giovane e che
solo il ritratto invecchiasse; che la sua bellezza rimanesse
intatta e che la faccia chera sulla tela sopportasse invece
il peso delle passioni e dei peccati; che limmagine
dipinta fosse via via segnata dal dolore e dal pensiero e
chei potesse mantenere tutto il delicato fior di bellezza
della sua appena allora conscia adolescenza.
Ma il suo voto come avrebbe potuto essere esaudito?
Esso era nato fra le cose impossibili ed era gi mostruoso
il pensarlo. Eppure il ritratto gli era davanti ed
aveva una smorfia di crudelt sulla bocca.
Crudelt. Era dunque stato crudele? Ma la colpa era
della fanciulla; non sua: egli avea sognato chella fosse
una grande artista: le aveva dato il suo amore perch
laveva creduta tale; ma ella, poi, laveva deluso. Sera
dimostrata frivola e indegna!
Eppure un sentimento di rimorso infinito lo invadeva,
come egli la ripensava gettata ai suoi piedi singhiozzando
come una fanciullina. E ricordava la durezza con
cui egli laveva guardata. Perch aveva egli una natura
simile? Perch unanima tale gli era stata data? Poich
anchegli soffriva: durante le tre terribili ore che avea
durato lo spettacolo, egli aveva vissuto secoli di angoscia,
eternit su eternit di torture. La sua vita non era
forse ben degna di quella di lei? Se egli laveva ferita
per lunghi anni, non laveva ella umiliato per un momento?
E poi non  vero che le donne san per natura
meglio sostenere i dolori, che gli uomini non sappiano?
E che, quando esse si prendono un amante, non lo fanno
che per aver qualcuno a cui poter fare delle scenate?
Lord Enrico glielo aveva detto e Lord Enrico conosceva
a fondo le donne. Perch doveva egli impensierirsi per
Sibilla Vane? Ora, essa non era che nulla, per lui.
Ma il ritratto? Che poteva pensarne mai? Esso possedeva
il secreto della sua vita; esso diceva la sua storia;
esso gli aveva insegnato ad amare la sua bellezza; gli
avrebbe dunque anche insegnato ad odiare la sua anima?
E lavrebbe egli mai pi guardato?
No; non poteva esser che una illusione dei sensi turbati.
Lorribile notte che egli aveva passato, avea lasciato
dietro di s dei fantasmi. E, dimprovviso, sera distesa
sopra il suo cervello quella piccola macchia scarlatta
che rende pazzi gli uomini. Il ritratto non era mutato.
Era una follia il pensarlo.
Eppure esso stava guardandolo ed avea la sua bella
faccia corrotta e il suo crudele sorriso. I suoi luminosi
capelli raggiavano nel mattutino sole e i suoi occhi azzurri
incontraron quelli di Dorian.
Un senso dinfinita piet, non per s, ma per la sua
immagine dipinta, lo prese: essa era gi alterata e si andrebbe
mutando ancor pi. Il suo oro sarebbe appassito
in color grigio; le sue rose rosse e bianche sarebbero
morte; per ogni peccato chegli avrebbe commesso, una
bellezza. Ah! ma egli non avrebbe peccato pi; il ritratto,
mutato o no, sarebbe rimasto per lui lemblema visibile
della coscienza; egli avrebbe resistito ad ogni tentazione; 
non avrebbe pi veduto Lord Enrico; o non
avrebbe, almeno, ascoltato pi quelle teorie sottili e avvelenanti
che nel giardino di Basilio Hallward avevano
suscitato in lui la passione delle cose impossibili; sarebbe
ritornato a Sibilla Vane; avrebbe ottenuto il suo perdono;
lavrebbe sposata; avrebbe cercato di amarla ancora.
S: questo era il suo dovere. Come ella deve aver
sofferto: ben pi di lui! Povera fanciulla! E come egli
era stato egoista e crudele! Il fascino chella aveva per
lui, sarebbe ritornato. Essi sarebbero stati felici insieme;
e la sua vita con lei sarebbe stata bella e pura.
Egli si alz dalla poltrona e distese un gran paravento
davanti al ritratto, rabbrividendo mentre lo guardava.
Orribile! mormor a s stesso e corse a spalancar la
vetrata. Quando discese sullerba, trasse un profondo respiro.
La fresca aria del mattino sembr spogliar lanima
sua da tutte le sue fosche passioni ed egli non pens
pi che a Sibilla. Una debole eco del loro amore si ripercosse
in lui. Egli prov a ripetere il suo nome pi volte e
ancora e ancora... e gli uccelli che cantavano nel giardino molle di rugiada parve parlassero di lei ai fiori.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Quando si ridest era gi pieno pomeriggio. Il servo
sera gi affacciato varie volte, in punta di piedi, nella
stanza per vedere se egli si alzasse e andava fantasticando
su cosa facesse dormir tanto il giovane padrone. Finalmente
il campanello suon e Victor entr senza far
rumore con una tazza di th e un mucchio di lettere sopra
un piccolo vassoio di vecchia china Svres: poi ritir
i cortinaggi di satin color doliva arabescato di disegni
azzurri sospesi davanti alle tre ampie finestre.
Monsieur ha dormito bene questa mattina, disse, sorridendo.
Che ora , Victor? chiese Dorian Gray, ancor sonnacchioso.
Luna e un quarto, Monsieur.
Come era tardi! Egli si rizz a sedere e, sorbito un
po di th, sfogli la posta. Vera una lettera di Lord Enrico,
recata a mano quel mattino stesso. Egli esit un attimo
poi la ripose. Le altre apr distrattamente: era la solita
collezione di biglietti, dinviti a pranzo, di biglietti
per mostre private, di programmi di concerti per beneficenza,
e simili, che piovon sempre addosso ai giovani
alla moda, tutte le mattine nel corso della Stagione.
Vi era un conto piuttosto grave per un servizio da toilette
Louis quinze dargento cesellato, che non aveva ancor
avuto il coraggio di mandare ai suoi tutori, gente terribilmente 
fuor di moda e che non comprendeva che noi
viviamo in una et, dove le cose inutili sono le nostre
sole necessit; vi erano alcune cortesissime comunicazioni
degli usurai di Jermyn Street, che gli offrivano
qualsiasi somma in prestito quando gli fosse piaciuto e
col pi ragionevole interesse.
Dieci minuti dopo si alz e, indossato un complicato
pijama di lana di cachemire ricamata in seta, pass nella
stanza da bagno dal pavimento donice.
Lacqua fredda lo rinfresc dal lungo sonno e parve
che egli avesse dimenticato quanto gli era avvenuto;
solo una o due volte pass su di lui un oscuro senso di
aver preso parte ad una strana tragedia; ma con tutta
lirrealt del sogno.
Appena vestito, pass nella libreria e sedette per una
leggera colazione francese, imbandita per lui su dun tavolinetto
rotondo presso la finestra aperta. Che squisita
giornata! Laria calda pareva pregna di aromi; unape
vol dentro la stanza e ronz intorno alla caraffa azzurra
dun bleudragon, che gli stava davanti carica di rose di
un giallo zolfo. Egli si senti perfettamente felice.
Ma di colpo gli cadde locchio sul paravento che
egli avea messo davanti al ritratto e trasal.
 troppo fresco per Monsieur? chiese il servo,
che stava posandogli una omelette sulla tavola. Chiudo
la finestra?
Dorian scosse il capo. Non ho freddo, mormor.
Dunque tutto  vero? Il ritratto era veramente mutato?
O non era stata che la sua immaginazione a fargli
vedere una espressione malvagia dove non cera stato
che un senso di gioia? E come infatti avrebbe potuto alterarsi
un pezzo di tela dipinta? La cosa era assurda. Un
giorno lavrebbe narrata a Basilio come una fiaba:
lavrebbe fatto sorridere.
Eppure, come si ricordava egli nettamente di tutto!
Prima nella penombra, poi al chiaror della mattina egli
aveva veduto il marchio della crudelt intorno alle contorte
labbra. E giunse a temere il momento in cui il servo
avrebbe lasciato la stanza, perch, appena solo, egli
sapeva che sarebbe corso ad esaminare il ritratto: aveva
paura della certezza.
Quando il caff e le sigarette furori serviti e il servo
si volse per andarsene, egli sent il selvaggio desiderio
di dirgli di restare e appena la porta si stava chiudendo
dietro di lui, egli lo richiam. Il servo si ferm aspettando
gli ordini. Dorian lo guard per un momento. Non
sono in casa per nessuno, Victor, disse, con un sospiro.
Il servo sinchin ed usc.
Salz allora dalla tavola, accese una sigaretta, e si
sdrai su un letto di lussuosi cuscini chera in faccia al
paravento.
Era il paravento assai antico, di cuoio dorato di Spagna,
stampato e lavorato con uno stile Louis Quatorze
piuttosto ricco.
Egli lo esamin curiosamente, fantasticando se mai
prima esso avesse celato il segreto della vita di un
uomo.
Dopo tutto, perch avrebbe dovuto toglierlo? Perch
non lasciar cos? Qual vantaggio gli avrebbe dato il sapere?
Se la cosa era vera, essa era terribile e se non era
vera, perch turbarsene? Ma cosa sarebbe avvenuto se,
per destino o per un pi funesto caso, altri occhi che i
suoi avessero spiato l dentro e visto lorribile mutamento?
Cosa avrebbe egli fatto se Basilio Hallward fosse
venuto e gli avesse chiesto di vedere il suo ritratto?
Ed egli lavrebbe fatto certamente. No: bisognava pensarvi,
e subito. Tutto era preferibile a questa orribile incertezza.
Egli salz e chiuse le sue porte a chiave: almeno
egli sarebbe stato solo a guardare la maschera della sua
vergogna. Poi tolse da parte il paravento e vide se stesso
faccia a faccia. Era perfettamente vero: il ritratto era alterato.
Come egli spesso ricord poi, e sempre con non
poca maraviglia, egli saccorse di osservare sulle prime
il ritratto con un sentimento dinteresse quasi scientifico.
Che tal mutamento avesse potuto aver luogo gli pareva
ancora incredibile. E pure esisteva. Vera dunque
una sottile affinit fra gli atomi chimici che si aggruppavano
in forme e colori sulla tela, e lanima che era dentro
di lui? Poteva dunque esser successo che essi realizzassero
ci che quellanima pensava? Che essi rendessero
vero ci che quellanima sognava? O vera unaltra e
pi terribile ragione? Egli rabbrivid spaventato.... e indietreggi
fino al divano e vi si lasci cadere mirando il
ritratto con un orrore di nausea.
Egli sentiva tuttavia che tutto ci provocava una
precisa reazione entro se stesso: lo rendeva cosciente di
quanto egli era stato ingiusto e crudele verso Sibilla
Vane e che non era ancor troppo tardi per potervi porre
riparo. S, ella poteva pur sempre divenire sua sposa. E
lirreale egoista amore chegli aveva provato per lei
avrebbe ceduto ad una potenza pi alta: si sarebbe trasformato
in una pi nobile passione, e il ritratto che di
lui aveva dipinto Basilio Hallward sarebbe stata la sua
guida attraverso la vita: quello che ad altri  la fede, o la
coscienza, e per tutti noi il terrore di Dio. Vi sono, s,
degli oppii per il rimorso, dei narcotici per cullare al
sonno il senso morale: ma qui, in questo quadro vera il
visibile simbolo della degradazione cui traeva il peccato:
un segno sempre presente della rovina che gli uomini
attirano sulle anime loro.
Suonarono le tre, e le quattro, e la mezzora batt il
suo duplice tocco di campanello, ma Dorian Gray non li
avvert.
Egli stava cercando di raccogliere le fila scarlatte
della vita, e di ordirsene una trama; di trovarsi la via pel
sanguigno labirinto della passione, nel quale si trovava
errante. Non sapeva che fare, n che pensare, finalmente
sedette al tavolo e scrisse una appassionata lettera alla
fanciulla che egli aveva amata, implorandone il perdono,
e accusandosi di follia: ricoperse pagina dietro pagina
di selvagge parole di corruccio e di pi selvagge parole
di angoscia.
Vi  un senso di volutt nellaccusarsi: se noi ci incolpiamo,
ci pare che nessun altro abbia diritto di farlo.
 la confessione, non il prete, che ci assolve. E quando
Dorian ebbe chiusa la lettera, sent dessere gi stato
perdonato.
Dun tratto si batt alla porta, ed egli ud fuori la
voce di Lord Enrico. Caro ragazzo mio, devo vederti.
Lasciami entrare. Non posso vederti chiuso in casa in tal
modo.
Egli dapprima non rispose e rimase immobile, ma i
colpi alla porta continuarono, pi forti. S, era meglio lasciar
entrare Lord Enrico, e spiegargli quale sarebbe stata
la sua nuova vita; bisticciarsi con lui, se fosse stato
necessario; separarsi da lui per sempre, se ci era inevitabile.
Balz in piedi, addoss il paravento in fretta contro
il quadro, e apr la porta.
Sono profondamente addolorato di quanto  successo,
Dorian, disse Lord Enrico, entrando, ma tu non
devi pensarci troppo.
Parli di Sibilla Vane? chiese il giovane.
S, naturalmente, rispose Lord Enrico, adagiandosi
in una poltrona e lentamente togliendosi i guanti
gialli.  terribile, da un certo punto di vista; ma non 
tua colpa. Dimmi, andasti a trovarla, quando termin lo
spettacolo?
S.
Ne ero certo. E... le facesti una scena?
Fui brutale, Enrico, completamente brutale. Ma
ora tutto sar rimediato. Non mi dolgo di quanto  successo,
ci mha insegnato a conoscermi meglio.
Ah, Dorian, son tanto felice che tu la prenda in
questo modo. Temevo di trovarti oppresso dai rimorsi,
che strappavi i tuoi bei capelli ricciuti.
No. Tutto  passato, disse Dorian, scuotendo il
capo e sorridendo. Ora son perfettamente felice e, per
cominciare, so cosa  la coscienza. Non  ci che tu mi
hai detto.  la cosa pi divina che sia in noi. Non prendermi
in giro per questo, Enrico, o almeno non lo fare
davanti a me. Io devo esser buono perch non posso soffrire
lidea che la mia anima sia odiosa.
Che bella base artistica per la morale, Dorian!
Me ne congratulo con te. Ma... e cosa farai, per incominciare?
Sposer Sibilla Vane.
Sposerai Sibilla Vane? esclam Lord Enrico,
saltando in piedi e fissandolo fra il dubbio e la sorpresa.
Ma, caro Dorian...
S, Enrico; so gi cosa vuoi dirmi: qualcosa
dorribile sul matrimonio. No, non dirlo! Non dirmi pi
cose simili! Due giorni fa io ho chiesto Sibilla in moglie
e non romper la mia promessa. Essa sar mia moglie!
Tua moglie? Dorian... Ma non hai avuto la mia
lettera? Questa mattina io ti ho scritto una lettera e te
lho mandata pel mio servo!
La tua lettera? Ah, s... ricordo. Non lho letta
ancora, Enrico: temevo vi fosse qualcosa che mi dovesse
dispiacere. Tu tagli la vita a pezzi con i tuoi epigrammi.
Ma allora non sai nulla?
Di cosa parli?
Lord Enrico attravers la stanza e sedendo a fianco
di Dorian Gray, gli prese le mani e le strinse forte nelle
sue. Dorian, la mia lettera, non spaventarti! ti diceva
che Sibilla Vane  morta.
Un grido di angoscia ruppe dalle labbra del giovane.
Egli balz in piedi, strappando le mani alla stretta di
Lord Enrico. Morta? Sibilla morta? Non  vero!  una
orribile menzogna. Come osi tu dir ci?
 verissimo, Dorian, disse Lord Enrico, gravemente.
Lannunziano tutti i giornali del mattino. Io ti
scrissi per dirti di non veder nessuno finch io non fossi
venuto. Vi sar certo una inchiesta e tu non devi esservi
mescolato, perch simili cose rendono di moda un uomo
a Parigi, ma in Londra ci sono ancora troppi pregiudizi:
qui, non si deve mai fare il proprio dbut con uno scandalo;
si pu solo riservarsene uno per rendere interessante
la propria vecchiezza. Credo che nessuno conosca
il tuo nome a teatro; non  vero? Se non lo sanno, tutto
va bene. E di, tha visto qualcuno girare intorno al suo
camerino? Questo  assai importante.
Dorian per alcuni istanti non rispose: era istupidito
dallorrore. Finalmente balbett con voce soffocata:
Enrico, tu parli duna inchiesta? Che vuol dire?
Forse Sibilla?.... Oh! Enrico, non ho cuore di sopportarlo!
Presto. Dimmi sbito ogni cosa...
Certamente, Dorian, non fu un accidente, bench
bisogna presentare laccaduto al pubblico, come se fosse
stato cos. Pare che, mentre ella stava uscendo dal teatro
con la madre, circa mezzanotte e mezzo, ella abbia detto
daver dimenticato qualcosa di sopra. Essi laspettarono
a lungo, ma ella non ritornava. Infine la trovarono distesa
sul pavimento del suo camerino morta. Ella aveva ingoiato
qualcosa per isbaglio, una di quelle terribili misture
di belletti che usano in teatro. Non so cosa; ma
parmi che contenesse dellacido prussico o del bianco di
piombo. Credo proprio dellacido prussico, perch ella
appare morta di colpo.
Ah! Enrico, Enrico,  terribile! gemette il giovanetto.
S; tutto questo  certo assai tragico; ma tu non
devi esservi immischiato. Ho letto nello Standard che
aveva diciassette anni: avrei creduto che fosse pi giovane
ancora: pareva una bimba e sembrava conoscer
cos poco dellarte della scena. Dorian, ma tu non devi
impressionarti. Vieni anzi a cenare con me, e dopo andremo
insieme allOpera.  una serata donore della
Patti e ci saran tutti. Puoi venir con me nel palco di mia
sorella, che sar in compagnia di alcune dame.
E cos io ho assassinato Sibilla Vane, disse Dorian
quasi a se stesso. Lho assassinata come se le
avessi tagliato con un coltello la sua piccola gola. Eppure
le rose non son meno belle per questo. Gli uccelli
cantano con la stessa felicit dei giorni avanti, nel mio
giardino. E questa sera io cener con te, e poi ti accompagner
allOpera, e dopo, ne son sicuro, andremo a
bere qualcosa.
Come  straordinariamente drammatica la vita! Se
io avessi letto questa storia in un libro, Enrico, vi avrei
pianto sopra. Invece, ora che  successa oggi, e a me, mi
sembra troppo maravigliosa per piangerne. Ecco la prima
appassionata lettera damore che io abbia scritto in
vita mia e, strano! essa  indirizzata ad una fanciulla
morta. Ah! quelle bianche silenziose cose che noi chiamiamo
i morti, posson forse sentire? Pu essa sentire,
sapere, ascoltare?
Sibilla! Oh, Enrico, come lamavo una volta: mi
pare anni e anni fa! Ella era tutto per me. Poi giunse
quella terribile notte, fu veramente la notte scorsa?
quando ella recit tanto male, e il mio cuore quasi si
ruppe. Ella mi spieg tutto: una cosa terribilmente patetica,
ma non mi commosse. La credetti sciocca.
E di colpo accadde una cosa che mi fece paura: non
posso dirti quale fosse, ma era terribile. Io le dissi che
lavrei lasciata. Ah! sentivo di far male. Ed ora  morta.
Dio, mio! Dio mio! Enrico, che far? Tu non sai il pericolo
che mi sovrasta e non c nulla che mi sorregga. Ed
ella s, mi avrebbe sorretto: non aveva, no, diritto di uccidersi.
Il suo  stato egoismo.
Caro Dorian, rispose Lord Enrico, estraendo
una sigaretta dal portasigarette e una scatola di fiammiferi
placcata in oro. Il solo mezzo con cui una donna
pu trasformare un uomo  quello di annoiarlo tanto che
egli perda ogni interesse possibile alla vita. Se tu avessi
sposato quella fanciulla, saresti stato disgraziato.
Certo, tu lavresti trattata con ogni cortesia, Si pu
esser sempre gentili con coloro di cui non ci importa
niente; ma ella si sarebbe accorta ben presto, che tu le
eri assolutamente indifferente. E quando una donna trova
ci riguardo a suo marito, ella diviene terribilmente
goffa, o prende la abitudine di portare elegantissimi cappelli,
che le paga il marito... di unaltra donna. E nota
che io non parlo delladulterio, che sarebbe stato abbietto,
che infine io non avrei permesso, ma ti assicuro tutta
la storia sarebbe precipitata in un disastro completo.
Forse s, mormor il giovinetto passeggiando su
e gi per la stanza, orribilmente pallido. Ma pensavo
che era mio dovere ormai sposarla. E non  colpa mia se
questa terribile tragedia ha impedito chio facessi il mio
dovere. Ricordo che tu mi dicesti una volta che vi  una
fatalit che pesa sulle buone risoluzioni.
Le buone risoluzioni non han che fare contro le
leggi scientifiche. La loro origine  di pura vanit e il
loro risultato  assolutamente nullo. Non servono che a
darci di tanto in tanto delle voluttuose e sterili commozioni
che hanno una specie di fascino per gli spiriti deboli.
E non si pu trarre nullaltro da loro: non sono che
chques girati sopra una banca che non d acconti.
Enrico, esclam Dorian Gray, venendo a sederglisi
a fianco, perch non posso sentire questa tragedia
come vorrei? Io non sono un senza cuore? Non  vero?
Hai fatto troppe pazzie nei quindici giorni scorsi
per potere arrogarti un nome simile, Dorian, rispose
Lord Enrico col suo dolce e melanconico sorriso.
Il giovinetto saccigli. Non mi piace questa risposta,
Enrico, replic. Ma son felice che tu non mi
creda senza cuore. Perch io non lo sono: oh! del tutto: e
so di non esserlo. Eppure devo confessarti che questa
cosa che  successa non mi commuove come dovrebbe:
mi pare soltanto il maraviglioso finale duna maravigliosa
tragedia: ha tutta la terribile bellezza di un dramma
greco, di un dramma in cui ho sostenuto una gran
parte, ma nel quale non son rimasto ferito.
 una questione davvero interessante, disse
Lord Enrico, che provava un gusto squisito a far giocare
linconscio egotismo del giovinetto, una questione
davvero interessante. Penso che la vera spiegazione sia
questa. Avviene spesso che le tragedie della vita si svolgono
in una maniera cos inestetica da urtarci per la loro
cruda violenza, la assoluta incoerenza, lassurda mancanza
di significato, e la completa deficienza dello stile.
Ci commuovono come ci commuove la volgarit stessa
lasciandoci una impressione di pura forza bruta che ci fa
rivoltare contro di esse. Ma qualche volta una tragedia
che possiede artistici elementi di bellezza attraversa la
vita nostra e, se questi elementi di bellezza sono reali,
tutta la tragedia fa appello al nostro senso delleffetto
drammatico; s che ci accorgiamo ad un tratto di non esserne
pi gli attori, ma gli spettatori; o piuttosto e gli uni
e gli altri: osserviamo noi stessi e la semplice maraviglia
che lo spettacolo ci imprime, riesce a rapirci. Nel tuo
caso, cosa  realmente successo? Una si  uccisa per
amore di te. Vorrei aver avuto io una simile esperienza!
mavrebbe fatto innamorare dellamore per tutto il resto
della mia vita. La gente che mi ha adorato,, non  stata
molta; ma ce n stata, ha sempre insistito nel continuare 
a vivere a lungo, dopo che io avevo cessato di curarmi
di essa o che essa aveva cessato di curarsi di me.
Son diventate tutte grasse e noiose e quando le incontro
si abbandonano in braccio ai ricordi. Oh, spaventosa
memoria della donna. Che temibile cosa essa ! E qual
profondo ristagno intellettuale rivela! Si dovrebbe assorbire
nel proprio ricordo il colore della vita, ma non rammentarne
mai i particolari! Essi sono sempre volgari.
Seminer papaveri nel mio giardino, sospir
Dorian.
Non c bisogno replic il compagno. La vita
ha sempre papaveri nelle sue mani. Certo, qualche volta
essa sindugia. Io una volta non portai che violette
allocchiello per tutta una stagione, come una specie
dartistico lutto per una passione che non voleva morire.
Finalmente mor e non mi ricordo pi cosa luccise. Forse
fu il suo stesso proposito di sacrificare per me il mondo
intero.
Ah! questo  sempre un momento terribile! Ci riempie
del terrore delleternit.
Bene, ci crederesti? una settimana fa, in casa di
Lady Hampshire, mi trovai seduto a tavola a fianco della
signora in questione ed ella insist per ripassare insieme
con me nella memoria tutta la nostra storia: rinvangando
il passato e perscrutando il futuro.
Io avevo sotterrato la mia passione in un letto di
asfodeli. Essa lo riesum e mi afferm che io le avevo
distrutta la vita; ma come fui costretto a constatare che
ella poteva ancor divorare un enorme pranzo, non ne
provai nessun rimorso. Ma che mancanza di gusto dimostr
ella! Il solo fascino del passato  che esso  il
passato. Ma le donne non sanno mai quando si cala il sipario:
han sempre bisogno dun sesto atto, e vorrebbero
che continuasse la rappresentazione, proprio quando
lintreccio ha perduto ogni interesse. E se noi permettessimo
loro di continuare tutte le commedie avrebbero una
tragica fine e tutte le tragedie culminerebbero con una
farsa. Ah! Esse sono affascinantemente artificiali; ma
non hanno il minimo senso darte!
Ora tu sei pi fortunato di me. Te lo assicuro, Dorian:
nessuna delle donne che ho conosciuto avrebbe fatto
per me quello che per te ha fatto Sibilla Vane. Per solito
le donne si consolano sempre: alcune poi acquistano
anche una fisionomia sentimentale.
Non creder mai ad una donna che veste color marrone,
qualsiasi et ella abbia; n ad una donna sopra i trentacinque
che vada pazza per i nastri rosa: ci significa
sempre che esse hanno avuto una storia. Altre trovano
gran consolazione scoprendo dimprovviso le buone
qualit dei loro mariti e vi sfoggiano in faccia la loro felicit
coniugale, come se fosse il pi affascinante dei
peccati.
Altre si consolano con la religione, che ha nei suoi
misteri tutto il fascino del flirt, come una volta mi disse
una donna; e ci posso comprenderlo pienamente.
Inoltre nulla accarezza pi la vanit nostra della
fama di peccatori. La coscienza fa di noi tutti degli egoisti.
S, veramente le consolazioni che le donne trovano
nella vita moderna non hanno fine... ma non ho ricordato
la pi importante.
Quale, Enrico, chiese il giovanetto svogliatamente.
Oh! la pi ovvia: prendersi un altro ammiratore,
quando si  perduto il primo: ci nella buona societ rimette
a nuovo una donna. Ma in verit, Dorian, come
doveva essere differente da tutte le donne che sincontrano
comunemente, Sibilla Vane! La sua morte mi d
un senso di pura bellezza. Son felice di vivere in un secolo
in cui avvengono simili maraviglie. Esse ci fan credere
alla realt delle cose che tutti recitiamo: lavventura,
la passione, lamore.
Io fui terribilmente crudele con lei. Tu lhai dimenticato.
Temo che le donne apprezzino la crudelt, la
vera crudelt, pi che ogni altra cosa. Esse conservano
maravigliosamente gli istinti primitivi; bench noi le abbiamo
emancipate, esse rimangono pur tuttavia schiave
in cerca del padrone. Son certo che tu fosti splendido: io
non tho mai veduto veramente assolutamente irato, ma
posso immaginare come dovevi esser delizioso.
E dopo tutto, tu mi dicesti laltro ieri qualcosa che
mi parve allora pura fantasticheria, ma che maccorgo
ora chera assolutamente vera, ed in essa  la chiave di
tutto.
Quale, Enrico?
Mi dicesti che Sibilla Vane rappresentava per te
tutte le ironie dellavventura damore, ella era Desdemona 
una sera, e Ofelia laltra, e se ella moriva Giulietta,
rinasceva Imogene.
Ora ella non torner pi alla vita, mormor il
giovinetto, coprendosi la faccia con le mani.
No, ella non torner pi alla vita. Essa ha rappresentato
la sua ultima parte, ma tu devi pensare a quella
solitaria morte nel camerino volgarmente sfarzoso,
come se fosse uno strano lugubre frammento di tragedia
Giacobiana, come una maravigliosa scena di Wehster, di
Ford, di Cyril Tourneur.
Quella fanciulla non ha mai realmente vissuto, e
non  mai veramente morta. Per te non era in fondo che
un sogno, un fantasma che compariva nei drammi di
Shakespeare a renderli pi belli con la sua presenza, una
zampogna attraverso la quale la musica shakespeariana
suonava pi ricca, pi colma di gioia. Piangi Ofelia, se
vuoi; gettati cenere sul capo perch Cordelia  stata
strangolata; grida contro il cielo perch la figlia di Brabantio
 morta, ma non perder le tue lacrime per Sibilla
Vane. Ella era meno reale di tutte queste.
Vi fu silenzio. La sera oscurava la stanza. Senza far
rumore, con piede dargento, le ombre si insinuavano
dentro, dal giardino. I colori avvizzivano, penosamente,
abbandonando le cose.
Dopo un poco Dorian Gray alz gli occhi. Tu mi
hai chiarito a me stesso, Enrico, mormor, con una
specie di sospiro di sollievo. Io sentivo quanto mhai
detto, ma lo temevo e non potevo esprimerlo a me stesso.
Ah! come tu mi conosci! non parliamo pi di ci che
 successo.  stata una maravigliosa esperienza. Non altro.
Penso se la vita ha ancora in serbo simili maraviglie
per me!
La vita ha tutto in serbo per te, Dorian. Non vi 
nulla che tu, con la tua straordinaria bellezza, non possa
riuscire a fare.
Ma pensa, Enrico, chio diventer ridicolo, vecchio,
rugoso! E allora?
Ah, allora, disse Lord Enrico, alzandosi per
uscire, allora, mio caro Dorian, dovrai combattere per
le tue vittorie, che ora ti si fanno incontro, da sole. No,
tu devi difendere la tua bellezza. Noi viviamo in unepoca
che legge troppo per esser saggia, e che pensa troppo
per esser bella. Noi non possiamo fare a meno di te. Ed
ora faresti bene a vestirti e a venir con me in vettura al
club;  gi piuttosto tardi.
 meglio che ti raggiunga allOpera. Enrico; mi
sento troppo stanco per mangiar qualcosa. Quale  il numero
del palco di tua sorella?
Ventisette, credo, in prima fila. Vedrai il suo
nome sulla porta. Ma mi dispiace che tu non venga a
cena con me.
Non ne ho voglia, disse Dorian, svogliatamente.
Ma ti sono infinitamente grato per tutto ci che mi hai
detto. Tu sei veramente il mio migliore amico: nessuno
mi ha mai compreso come te.
Siamo soltanto al principio dellamicizia nostra,
Dorian, rispose Lord Enrico, stringendogli la mano.
Addio. Spero di vederti prima delle nove e mezzo. 
Ricordati: canta la Patti.
Appena egli ebbe rinchiuso la porta dietro di s, Dorian
Gray suon il campanello e dopo poco apparve Victor
con i lumi e serr le persiane.
Egli aspettava con impazienza che il servo se ne andasse:
e questi parea facesse ogni cosa con interminabile
lentezza.
Appena uscito, si precipit verso il paravento, e lo
trasse via. No: nessuna nuova alterazione nel ritratto;
esso aveva ricevuto la notizia della morte di Sibilla
Vane prima ancora chegli stesso ne sapesse nulla; esso
rispecchiava gli eventi della vita nello stesso istante
chessi accadevano e il marchio di viziosa crudelt, che
corrompeva le delicate linee della bocca, era apparso
certamente nellattimo stesso che la fanciulla aveva ingoiato
il veleno.... O forse esso era indifferente agli
eventi e rispecchiava soltanto quello che passava
nellanima? E fantasticando prevedeva che un giorno
egli avrebbe visto effettuarsi il mutamento proprio davanti
agli occhi suoi: e tale pensiero lo faceva tremare.
Povera Sibilla! Che romanzo era stato tutto ci! Ella
che aveva cos spesso simulata la morte sul palcoscenico,
era stata ella stessa toccata e rapita via dalla vera
morte! Come aveva ella rappresentata quellultima terribile
scena? Laveva maledetto, morendo? No: essa era
morta per suo amore e questo amore dora in avanti sarebbe
stato sempre come un sacramento per lui. Ella
aveva tutto espiato col sacrifizio della vita; ed egli non
avrebbe pi ricordato quanto ella lavea torturato quella
sera a teatro; ma ogni volta che avesse pensato a lei, gli
sarebbe apparsa come una maravigliosa tragica figura
mandata sulla scena del mondo a mostrare la suprema
realit dellAmore.
Una maravigliosa tragica figura?
E lacrime gli colmarono gli occhi al ricordo del suo
viso fanciullesco, delle sue ridenti e capricciose maniere,
della sua selvaggia e trepida grazia. Ma con violenza
soffoc queste dolci immagini e con altri occhi ormai
contempl la pittura.
S: sent desser giunto al bivio. Ma la sua scelta
non era gi stata fatta? S, la vita stessa aveva deciso per
lui: la vita e la propria infinita curiosit di vivere. Eterna
giovinezza, infinita passione, piaceri sottili e secreti, selvagge
gioie e pi selvaggi peccati: ecco tutto ci chegli
voleva.
E il ritratto avrebbe sopportato il peso della sua vergogna.
Non altro. Ma un sentimento di dolore gli sinsinu
nellanima: la bella faccia dipinta sulla tela qual
profanazione avrebbe subto!
Una volta, scimmieggiando fanciullescamente Narciso,
egli aveva baciato, o forse finto di baciare, quelle
labbra che ora gli sorridevano cos crudelmente; e ogni
mattina egli sera seduto davanti al quadro, stupendosi
della sua bellezza, innamorandosene quasi, gli parve talora.
Ed esso doveva alterarsi ora secondo ogni capriccio
cui egli si fosse arreso. Sarebbe divenuto una cosa
mostruosa e sozza, da nascondersi in una oscura stanza
chiusa a chiave, fuor dalla luce del sole che tante volte
aveva reso pi lucido loro della ondeggiante maraviglia
dei suoi capelli? Che peccato! Che peccato!
Per un istante gli pass per la mente di chiedere per
grazia che lorribile legame di simpatia che esisteva fra
lui e il quadro, cessasse per sempre. Come esso era sorto
per una preghiera, forse unaltra preghiera poteva distruggerlo.
Eppure, quale uomo, che conoscesse solo un po
della vita, avrebbe rifiutato la fortuna di una eterna giovinezza,
per quanto questa fortuna potesse esser fantastica
e comperata a prezzo di conseguenze fatali?
Ma inoltre, dipendeva ci proprio da lui? Era stata
davvero la sua preghiera che aveva prodotto quella sostituzione?
O forse tutto ci aveva una qualche strana
ragione scientifica? Se il pensiero poteva imporre il suo
influsso ad organismi viventi, perch non avrebbe dovuto
agire egualmente su cose inorganiche e morte? O meglio,
lasciando da parte il pensiero o una consapevole
disposizione, non potevano le cose esterne a noi vibrare
allunisono con le nostre voglie e le nostre passioni; atomo
che attrae atomo per la strana affinit di un secreto
amore? Ma che importava conoscerne la ragione? Egli
non avrebbe mai pi tentato con la preghiera una tanto
terribile potenza. Se la pittura mutava, ebbene, mutasse
pure! Che poteva egli farci? Perch indagarne troppo
profondamente il mistero?
Egli avrebbe gustato lo squisito piacere di osservarlo;
avrebbe potuto seguire il suo spirito nei pi secreti
penetrali. Il ritratto non sarebbe stato altro che il pi 
magico suo specchio: come gli aveva rivelato il suo corpo,
gli avrebbe rivelato anche lanima intera. E quando
linverno sarebbe disceso su di esso, egli sarebbe ancora
l dove la primavera trema al limitar dellestate: quando
il sangue avrebbe abbandonato il volto del ritratto, lasciandovi
una pallida maschera di gesso con occhi
plumbei, egli, egli avrebbe ancor negli occhi lincantante
luce delladolescenza. Non un fiore della sua bellezza
sarebbe appassito; non una pulsazione della sua vita
avrebbe perduto il suo vigore; come gli Dei Greci egli
sarebbe stato forte presto e gioioso. Cosa gli importava
ci che sarebbe avvenuto allimmagine colorita sulla
tela? Egli sarebbe stato salvo. Questo era tutto.
Trasse il paravento, come prima laveva posto, davanti
al quadro, sorridendo, e pass in camera da letto, dove il servo lo aspettava.
Unora dopo era allOpera e Lord Enrico si appoggiava sul dorso della sua poltrona.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Mentre egli sedeva per far colazione, la mattina
dopo, Basilio Hallward entr nella stanza.
Son felice di trovarti, Dorian, disse egli, gravemente.
Tho cercato tanto ieri sera e mi dissero che eri
allOpera. Capii chera impossibile; ma avrei desiderato
che tu avessi lasciato detto dove veramente andavi. Che
terribile sera ho passato! Temevo che unaltra tragedia
seguisse la prima. Ah! Dovevi telegrafarmi appena ne
avesti notizia: lo lessi per caso in unultima edizione del
Globe, che raccattai al Club. Corsi qui subito e immagina
il mio tormento per non averti trovato: non so dirti
come tutto ci mha spezzato il cuore: so che devi soffrire...
Ma dove eri? Andasti a veder la madre della fanciulla?
Pensavo quasi di raggiungerti l: cera lindirizzo
sul giornale: in via Euston, non  vero? Ma temevo di
essere un intruso presso un dolore cui non potevo dar
sollievo. Povera donna! In che condizione deve essere.
Lunica figlia! Cosa disse ella di tutto ci?
Caro Basilio, che vuoi che ne sappia? mormor
Dorian Gray, sorseggiando un vino pallidamente giallo
in una delicata bolla di vetro di Venezia, perlata doro,
con unaria terribilmente tediata. Io ero allOpera.
Avresti dovuto venirci. Incontrai per la prima volta Lady
Guendalina, la sorella dEnrico. Eravamo nel suo palco.
Ah! come  perfetta nel suo fascino! E la Patti come
cant divinamente! Non parliamo di soggetti lugubri. Se
non si parla di una cosa, essa non  mai successa. Come
Enrico suol dire, solo lespressione d realt alle cose.
Posso dirti per che essa non era la sola figlia di quella
donna: ha anche un figlio, un bravo e simpatico giovane,
credo; ma non recita:  marinaio o qualcosaltro di
simile. Ed ora, dimmi di te: cosa stai dipingendo?
Tu sei andato allOpera? disse Hallward lentamente,
con costretto senso di angoscia nella voce. Tu
sei andato allOpera mentre Sibilla Vane giaceva morta
in qualche sudicio albergo? E puoi parlarmi di altre donne;
dirmi cherano affascinanti, che la Patti cantava divinamente,
prima che la fanciulla che amavi abbia la pace
di una tomba, ove dormire? Perch, tu, uomo, ricordati
che orrori aspettano quel suo bianco corpicino!
Basta, Basilio! Non voglio saperlo! grid Dorian,
alzandosi. Non dirmi queste cose. Ci che  stato
 stato. Ci che  passato  passato.
Ieri  il passato per te?
Cosa centra con tutto questo loggi o lieri? Solo
la gente frivola ha bisogno di anni per liberarsi duna
emozione. Un uomo che  padrone di s deve saper imporre
una fine al suo dolore, con la stessa facilit con
cui si crea un piacere. Io non voglio esser in bala delle
mie emozioni. Voglio servirmene, renderle piacevoli,
dominarle.
Dorian, ma ci  orribile! Tu sei completamente
mutato. Conservi s perfettamente laspetto di quel maraviglioso
fanciullo che, per molti giorni, pos nel mio
studio per il suo ritratto; ma non sei pi come allora,
semplice, naturale, affettuoso, la pi incorrotta creatura
del mondo. Non so, non so cosa ti abbia preso: parli
come se tu fossi senza cuore, senza piet. Questa  tutta
opera di Enrico. Lo vedo.
Il giovinetto arross, e saffacci per pochi istanti
alla finestra, sul verde giardino tremolante, sferzato dal
sole. Io devo assai ad Enrico, Basilio, egli disse infine
pi che a te. Tu mi insegnasti solo ad esser vanitoso.
Oh! ne son ben punito, Dorian, o lo sar, un
giorno.
Non so cosa tu voglia dire, Basilio, esclam
egli, voltandosi. Non so cosa tu voglia. Che vuoi?
Voglio quel Dorian Gray cui io feci il ritratto, disse tristemente lartista.
Basilio, disse il giovinetto, avvicinandoglisi e
posandogli una mano sulla spalla. Tu sei venuto troppo
tardi. Ieri quando seppi che Sibilla Vane sera uccisa...
Uccisa, Santo Dio! ne sei sicuro? esclam
Hallward, guardandolo con orrore.
Ma, caro Basilio! Non crederai che sia stato un
volgare accidente. Certo ella si  uccisa.
Il pittore si cel il viso nelle mani.  spaventevole!
mormor rabbrividendo.
No, disse Dorian Gray,, non vi  nulla di spaventevole
in ci.  soltanto una delle pi grandi tragedie
romantiche del tempo. Per solito, la gente che recita
conduce una vita delle pi comuni: son buoni mariti; o
fedeli mogli o qualcosaltro di noioso. Tu sai cosa voglio
dire, la virt delle classi medie e via di seguito.
Ma Sibilla come era diversa!
Lultima sera che ella recit, la sera che tu la vedesti
ella recit male perch aveva conosciuto la realt
dellamore. Quando ella conobbe la sua irrealt, mor,
come avrebbe potuto morire Giulietta.  ritornata cos
nella sfera dellarte.
Intorno a lei vi  come una aureola di martirio: la
sua morte ne ha tutta la patetica inutilit, tutta la sprecata
bellezza. Ma, come ti dicevo, non devi credere chio
non abbia sofferto.
Se ieri tu fossi venuto alle cinque e mezzo precise,
forse, o alle cinque e tre quarti, mi avresti trovato a
piangere. Anche Enrico che fu qui, che mi port la notizia,
infatti, non si rese conto di ci che soffrivo. Ah! soffrivo
immensamente; ma poi pass e non potrei risentire
quella commozione: nessuno lo potrebbe, fuorch un
sentimentale. E tu sei molto ingiusto con me, Basilio.
Sei venuto a consolarmi e ci  assai gentile; ma sei furioso,
perch mhai trovato gi consolato. Che simpatica
persona! Mi ricordi una storiella che Enrico mi disse un
giorno di un tal filantropo che sprec venti anni di vita
per far ottenere la riparazione di un qualche torto, o per
correggere una ingiusta legge, non so pi quale; e che,
essendovi finalmente riuscito non riusc a vincere la sua
delusione perch non aveva pi nulla da fare e quasi
moriva di noia, e fin col diventare un convinto misan
tropo.
Ma, via, caro il mio vecchio Basilio, se vuoi veramente
consolarmi, insegnami piuttosto il modo di dimenticare
ci che  accaduto, o a vederlo da un conveniente
punto di vista artistico. Non fu Gautier che scrisse
qualcosa sulla consolation des arts? Ricordo daverlo
leggiucchiato un giorno in un libriccino rilegato in cartapecora
chera nel tuo studio, ove scoprii per caso questa
deliziosa frase.
Perch daltronde, io non sono quel giovane di cui
tu mi parlasti quando andammo a Marlow insieme, che
solea dire che il satin giallo lo consolava di tutte le miserie
della vita; ma amo le cose belle che si posson toccare
e possedere: vecchi broccati, bronzi verdi, lavori in
lacca, avorii scolpiti, squisiti oggetti che ci circondino,
lusso, pompa, perch da tutte queste cose c molto da
apprendere.
E pi ancora apprezzo il temperamento artistico
chesse creano o tuttal pi rivelano. S, lunico mezzo
per sfuggire alla sofferenza di vivere  di divenire lo
spettatore della propria vita; anche Enrico lo dice. Io so
che tu resterai sorpreso chio ti parli cos; ma tu non ti
sei reso conto di come io mi sia sviluppato. Quando mi
conoscesti ero uno scolaretto ed ora sono un uomo con
passioni nuove, pensieri nuovi, idee nuove. Son differente
da allora; ma non per questo devi volermi meno
bene; son mutato ma tu devi rimanermi amico. Certo
amo molto Enrico; ma so che tu sei assai migliore di lui;
sei meno forte, temi troppo la vita, ma sei pi buono.
Come eravamo, felici insieme! Non lasciarmi, Basilio, e
non bisticciarti con me. Io sono chi sono. Non c altro
da dire.
Il pittore fu stranamente commosso. Il giovinetto gli
era infinitamente caro e la sua personalit era stata il
gran punto di sviluppo dellarte sua. Quasi non poteva
sopportare il pensiero di rimproverarlo ancora.
Dopo tutto la sua indifferenza non era probabilmente
che una posa, di cui si sarebbe stancato e invece vera
tanta bont, tanta nobilt in lui!
S, Dorian,, disse infine con un triste sorriso.
Non ti parler pi di questa orribile cosa, doggi in poi.
Spero solo che tu non sia implicato in questa storia.
Linchiesta avviene oggi, in questo stesso pomeriggio: ti
han fatto chiamare?
Dorian scosse il capo con una espressione di tedio,
udendo la parola inchiesta. In ogni cosa simile vera
qualcosa di crudele e di volgare.
No, non sanno il mio nome, rispose.
Ma essa s?
Solo il mio nome di battesimo e poi son sicurissimo
che non lha mai detto a nessuno; mi raccont una
volta che tutti eran curiosi di sapere chio fossi, e che
ella ripeteva sempre loro che il mio nome era Principe
Grazioso. S, una cosa assai gentile. Devi farmi un disegno
di Sibilla, Basilio. Vorrei aver qualcosa di lei pi
che la memoria dei pochi baci e delle rotte parole tristi.
Cercher di far qualcosa, Dorian, se ti piacer.
Ma tu devi venire a posare ancora. Non posso fare a
meno di te.
Non poser mai pi per te, Basilio.  impossibile!
egli esclam, trasalendo.
Il pittore lo guard in viso. Caro ragazzo mio, che
sciocchezza! esclam. Vuoi forse intendere che non
ti piace ci che ho fatto di te? Dove ? Perch vi hai
spinto il paravento davanti? Lasciamelo vedere!  la pi
bella cosa che io abbia mai fatta. Togli il paravento, Dorian.
 proprio spiacevole che il tuo servo nasconda cos
la mia opera. Mi pareva bene, entrando, che cera qualcosa
di cambiato in questa stanza.
Il mio servo non centra, Basilio, non penserai
che io gli lasci fare e disfare nella mia stanza? Egli qualche
volta dispone i fiori: non altro. No: io stesso ho fatto
ci. La luce era troppo viva per il ritratto.
Troppo viva! ma no, caro mio.  in un posto stupendo!
Lasciamelo vedere. E Hallward si mosse verso
langolo della stanza.
Un grido di terrore ruppe dalle labbra di Dorian
Gray, ed egli si precipit fra il paravento e il pittore.
Basilio, disse, pallidissimo, non devi guardarlo. Non
voglio!
Non devo guardare il mio quadro! Tu scherzi. E
perch? esclam Hallward ridendo.
Se tenti di guardarlo, Basilio ti giuro che non ti
parler pi per tutta la vita. Non scherzo, no. N voglio
spiegarti il perch, n tu devi chiedermelo. Ma, ricordati,
se tocchi quel paravento, tutto  finito fra noi due.
Hallward era atterrito. Guardava Dorian Gray assolutamente stupefatto. Mai, prima, laveva veduto cos.
Egli era pallido di rabbia, con le mani contratte e le pupille
come dischi di fuoco azzurro. Tremava per tutto il
corpo.
Dorian!
Non parlare!
Ma cosa  avvenuto? No, non lo guarder, se tu
non vuoi, egli disse piuttosto freddamente, girando sui
tacchi e andandosene davanti alla finestra. Ma, in verit,
mi pare un po assurdo che io non debba vedere il
mio quadro, proprio ora che voglio esporlo nellautunno
a Parigi. Gli dovr forse dare unaltra mano di vernice
sopra, e quindi dovr ben vederlo una volta: perch no,
oggi stesso?
Esporlo? Tu vuoi esporlo? esclam Dorian
Gray mentre uno strano senso di terrore si insinuava in
lui. Il mondo avrebbe dunque conosciuto il suo secreto?
Dovea la gente mirare a bocca aperta il secreto della sua
vita? Era impossibile. Egli non sapeva che cosa; ma bisognava
fare qualcosa per impedirlo.
S, non credo che troverai nulla in contrario.
Georges Petit sta raccogliendo tutte le mie pitture migliori
per una mostra speciale in Rue de Seze, che sar
aperta nella prima settimana di ottobre. Il ritratto non
star via che un mese. E credo che tu possa agevolmente
separartene per questo tempo. Certo, tu sarai via di citt.
E poi, se lo tieni sempre dietro un paravento, non mi
pare che te ne curi troppo.
Dorian Gray si pass la mano sulla fronte: grondava
di sudore. Sent desser sullorlo di un terribile pericolo.
Mhai detto un mese fa che non lavresti mai esposto
esclam. Perch hai cambiato idea? Voialtri che volete
esser coerenti avete tutti i capricci degli altri. La
sola differenza  che i vostri son quasi sempre inscusati.
Ma tu non devi esserti dimenticato di quello che solennemente
mhai promesso: che nulla al mondo tavrebbe
indotto a mandarlo ad una Esposizione. E lo stesso hai
ripetuto ad Enrico!
Si ferm dun tratto e un baleno di luce gli pass negli
occhi: rammentava che Lord Enrico gli aveva detto
una volta, fra il serio e il faceto:, Se vuoi passare uno
strano quarto dora, persuadi Basilio a dirti perch egli
non vuole esporre il tuo ritratto. Egli me lo disse, e fu
una rivelazione per me. S, forse anche Basilio aveva il
suo secreto. Ed egli doveva cercare di saperlo.
Basilio, disse; avvicinandoglisi e guardandolo
fisso in volto, noi abbiamo ambedue un secreto. Dimmi
il tuo ed io ti dir il mio. Perch tu non volevi esporr
il mio ritratto?
Il pittore rabbrivid suo malgrado. Dorian, se te lo
dicessi, tu mi ameresti assai meno e rideresti certamente
di me. Ora io non posso soffrire che tu faccia luno o
laltro. Se tu vuoi che io non guardi pi il tuo ritratto, io
son contento, perch mi rester te da guardare. Se tu
vuoi che la migliore opera mia sia nascosta al mondo, io
son soddisfatto. La tua amicizia mi  pi cara che qualsiasi
gloria o fama.
No, Basilio, tu devi dirmelo, insistette Dorian
Gray. Credo davere il diritto di conoscerlo. Il suo
sentimento di terrore era scomparso; la curiosit laveva
sostituito. Egli era deciso a conoscere il mistero di Basilio
Hallward.
Sediamo, Dorian, disse il pittore, turbato. Sediamo.
E prima rispondi, alla mia domanda. Hai osservato
nel ritratto qualcosa di curioso? qualcosa che forse,
sulle prime, non ti colp, ma che ti si rivel subitaneo?
Basilio, esclam, il giovinetto, serrando i braccioli
della poltrona in cui sedeva, con mani tremanti e
guardandolo con sbarrati occhi selvaggi.
Vedo di s. Non parlare. Aspetta che io ti abbia
detto tutto. Dorian, dal momento che io tincontrai, la
tua personalit ebbe su di me il pi straordinario influsso.
Io fui dominato da te: anima, cervello e volont. Tu
divenisti per me la visibile incarnazione di quellinvisibile
ideale la cui memoria assilla noialtri artisti, come
un sogno squisito. Ti adorai; provai il bisogno di averti
tutto per me. Divenni geloso di colui cui tu parlavi; fui
felice solo quando ti avevo vicino a me; e quando tu te
ne andavi, rimanevi ancor presente nella mia arte... Certo
io non ti confessai nulla di tutto ci; sarebbe stato impossibile
e tu non mi avresti compreso perch appena io
riuscivo a comprenderlo. Seppi solo che avevo veduto la
perfezione a faccia a faccia, e che il mondo era divenuto
maraviglioso agli occhi miei: troppo maraviglioso, forse,
perch vera un pericolo in quella mia pazza adorazione:
quello di perderla; oltre che daverla presa... Settimane
e settimane passarono ed io mi assorbivo sempre
di pi in te. Allora successe un nuovo sviluppo. Ti avevo
disegnato sotto le spoglie di Paride in graziosa armatura,
e in sembianze di Adone con veste di cacciatore e
nitido spiedo da cinghiali; tu avevi posato per me seduto
sulla prora della trireme di Adriano, coronato di enormi
fiori di loto e con lo sguardo perduto nel verde torbido
Nilo; ti eri sdraiato sullorlo dun puro stagno dun paese
di Boschi della Grecia ed avevi contemplato nel silenzioso
argento delle acque la maraviglia del tuo stesso
viso.
E tutto questo come larte deve essere: inconscio,
ideale, remoto.
Un giorno, che spesso ripensandoci mi apparve fatale,
mi decisi a dipingere il tuo ritratto, di quello che oggi
tu sei, nel tuo tempo e col tuo costume, e non sotto le
spoglie di morte et.
Non so se fosse il Realismo del metodo, o la pura
maraviglia della tua personalit che cos dirittamente mi
si presentava, senza apparati, senza velo: non potrei dirlo;
ma mi accorsi che mentre lavoravo a quel ritratto,
ogni squama, ogni particella di colore pareva rivelare il
mio segreto. E temetti allora, temetti che gli altri conoscessero
la mia idolatria; sentii, Dorian, che avevo detto
troppo; che in quellopera avevo messo troppa parte di
me e risolsi di non esporla mai. Tu te ne spiacesti un
poco; Enrico, cui confessai la cosa, rise di me; ma non
ci badai. E quando la pittura fu finita e sedetti solo a
contemplarmela, sentii di aver avuto ragione... Ma
quando dopo pochi giorni essa abbandon il mio studio,
appena liberatomi dallinsopportabile fascino della sua
presenza, mi parve dessere stato pazzo a immaginare
davervi veduto tutto ci, oltre la tua estrema bellezza, e
oltre ci che non sia semplicemente pittura, ed anche
adesso non posso a meno di sentire che fu un errore il
credere che la passione che noi artisti soffriamo nel
creare, sia veramente rivelata dallopera creata. La forma
e il colore non ci parlano che di forma e colore: non
altro; e spesso anzi, mi pare, larte nasconde pi assai
che non riveli lartista. Fu per questo che, quando mi
giunse lofferta da Parigi decisi di fare del tuo ritratto il
caposaldo della mia mostra. N mi pass per la mente
che tu avresti ricusato. Vedo ora per che tu hai ragione.
Non adirarti con me, Dorian, di quanto tho detto. Come
osservai un giorno ad Enrico, tu sei fatto per essere adorato.
Dorian Gray trasse un lungo respiro; il colorito ritorn
sulle sue gote, e un sorriso gli giocava sulle labbra.
Il pericolo era scomparso, egli era salvo per sempre.
Eppure non poteva a meno di provare una infinita piet
per il pittore che gli aveva appena allora fatto tale strana
confessione mentre fantasticava se egli stesso sarebbe
mai stato cos dominato dalla personalit dun amico.
Lord Enrico aveva il fascino dessere assai pericoloso;
ma nullaltro. Egli era troppo abile e troppo cinico per
appassionare. Vi sarebbe stato mai qualchedun altro che
avrebbe pervaso lui stesso di questa strana idolatria?
Forse la vita gli riserbava anche questo?
Mi pare straordinario, Dorian, disse Hallward, che tu abbia veduto tutto ci nel ritratto. Lhai veduto
davvero?
S; rispose egli. vi ho visto qualcosa; qualcosa
che mi parve assai curioso.
E adesso mi permetterai di guardarlo; no?
Dorian croll il capo. Non devi chiedermi questo,
Basilio. Mi  impossibile di lasciarti in faccia a quel ritratto.
Ma lo farai un giorno?
Mai.
Forse hai ragione. Ed ora, addio, Dorian Tu sei
stata lunica persona nella mia vita, che abbia profondamente
influito sullarte mia. Tutto ci che io ho fatto di
buono, lo devo a te. Ah! Tu non sai cosa mi costi di dirti
tutto quello che tho detto!
Caro Basilio, disse Dorian, che cosa mi hai
detto? Soltanto che tu sentivi di ammirarmi troppo; e
questo non  neppure un complimento.
Non volevo fartene una confessione, ed ora che
te lho fatta, mi pare che qualcosa sia uscito di me stesso.
Forse non si dovrebbe trasfonder mai la propria adorazione
nelle nostre parole.
Fu una confessione che mi ha molto deluso.
Perch? Cosa ti aspettavi, Dorian? Non hai veduto
altro in quel ritratto, non  vero? Non vera altro da
vedere?
No; non vera altro da vedere. Perch me lo chiedi?
Ma non parlar pi di adorazione:  una pazzia. Noi
siamo due amici, Basilio, e dobbiamo sempre rimaner tali.
Ti resta Enrico, disse il pittore, tristemente.
Oh! Enrico! esclam il giovinetto, con un accenno
di riso, Enrico perde i suoi giorni per dire ci
che  incredibile e le sere per fare ci che  inverosimile:
 proprio il genere di vita che vorrei condurre. Ma
non ricorrerei ad Enrico, in un momento di angoscia o
di bisogno. Ricorrerei a te, Basilio.
Poserai di nuovo?
Impossibile.
Tu distruggi la mia vita dartista con questo rifiuto,
Dorian. Nessun uomo incontra due ideali. Pochi ne
incontrano uno.
Come spiegarti ci, Basilio? Ma non poser pi
mai per te. Vi  qualcosa di fatale in ogni ritratto: esso
ha una sua vita. Verr invece a bere il the con te: sar
meglio e pi piacevole.
Pi piacevole per voi, temo, mormor Hallward
con rimpianto. Ed ora, addio. Sono addolorato che tu
non mabbia lasciato vedere ancora una volta il quadro.
Ma che farci? Comprendo il tuo sentimento.
Appena egli fu uscito, Dorian Gray sorrise a se stesso.
Povero Basilio! Come poco sapeva della vera ragione!
E come era strano, che, senza esser stato costretto a
rivelare il suo secreto, egli fosse riuscito invece, quasi
per caso, a scoprirne uno nellamico! Quante cose gli
spiegava quella strana confessione! Le assurde scene di
gelosia del pittore, la sua selvaggia devozione, i suoi panegirici
stravaganti, le sue curiose reticenze, tutto ora
comprendeva e se ne rattrist. Gli parve che qualcosa di
tragico oscurasse quella amicizia tanto colorita di romanzo.
Sospir; suon il campanello. Il ritratto dovea esser
nascosto ad ogni modo. Egli non poteva correr di nuovo
il rischio dessere scoperto. Come sarebbe stato pazzo a
lasciare il quadro, ancor per unora sola in quella stanza
in cui ognuno dei suoi amici poteva da un momento allaltro entrare!
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Quando il servo entr, egli lo guard fisso, cercando
di capire se avesse pensato mai di guardare dietro il paravento;
ma esso stava impassibile aspettando gli ordini.
Dorian accese una sigaretta e, andato allo specchio, vi si
dette unocchiata: poteva scorgervi anche perfettamente
il riflesso del viso di Victor; era una placida maschera di
servilit; non cera quindi nulla da temere, da parte sua; ma era meglio stare in guardia.
Parlando con voce assai bassa gli disse di avvertire
la governante chegli voleva vederla e poi dandare dal
corniciaio e di chiedergli che gli mandasse subito due
operai. Gli parve che quando il servo lasci la stanza, i
suoi occhi si fossero diretti al paravento. O non era che una fantasia?
Dopo poco, la signora Leaf in abito di seta nera, con
le grinzose mani coperte dei mezzi guanti di maglia
alluso antico, entrava affannosamente nella libreria.
Egli le chiese la chiave della stanza da studio.
La vecchia stanza da studio, signor Dorian?
esclam ella. Perch...  piena di polvere. Bisogna
metterla in ordine e ripulirla prima che vi possiate entrare.
Non  in stato da ricevervi, signore: no davvero!
Non voglio che sia rimessa in ordine, signora Leaf. Voglio solo la chiave.
Benissimo, signore; ma se vi andate vi coprirete
di ragnatele. Perch... non  stata aperta da quasi dieci anni, da che mor sua signoria.
Egli trasal al ricordo del nonno: ne serbava odiosa
memoria. Non importa, rispose, voglio soltanto vedere la stanza. Datemi la chiave.
Ecco la chiave, signore, disse la vecchia cercandola
nel mazzo con tremule incerte mani. Ecco la
chiave; la tolgo in un momento dallanello. Ma non
avrete idea di trasportar il vostro alloggio lass, signore: state cos bene qui!
No, no! esclam egli con fare petulante: Grazie, Leaf. Va bene.
E come ella si indugiava a ciarlare di qualche particolare
riguardo al servizio della casa, egli sospir e le
disse di fare come le pareva meglio ed ella usc, avvolgendosi di sorrisi.
Appena la porta si richiuse, Dorian si mise la chiave
in tasca e guard attorno, nella stanza. Gli cadde
locchio sopra una grande coperta da letto di satin porpora
pesantemente ricamata in oro: splendido lavoro veneziano
del 17esimo secolo, che il nonno aveva trovato in un
convento presso Bologna. S: era fatta apposta per avvolgere
il terribile oggetto: chi sa quante volte aveva
servito da drappo funebre! Ora avrebbe nascosto invece
qualcosa che aveva una sua corruzione in s, peggiore di
quella della stessa morte; qualcosa che avrebbe prodotto
orrori eppure non sarebbe mai morta. Ci che i vermi
sono al cadavere, i suoi peccati sarebbero stati per
limmagine dipinta sulla tela: essi ne avrebbero corrotta
la bellezza e mangiata via poco a poco la grazia;
lavrebbero macchiata, resa infame; eppure non sarebbe
morta: sarebbe stata immortale.
Egli rabbrivid e per un attimo rimpianse di non
aver detto a Basilio la vera ragione che gli avea fatto nascondere
il quadro. Basilio lavrebbe aiutato a resistere
allinflusso di Enrico e a quelli ancor pi avvelenanti
che germinavano dalla sua stessa natura.
Lamore che Basilio gli portava, perch era vero
amore, non avea nulla di men che nobile e intellettuale.
Non era la semplice ammirazione fisica della bellezza,
nata dai sensi e che con la loro stanchezza sarebbe morta.
Era lamore che Michelangelo aveva conosciuto, e
Montaigne, e Winckelmann e lo stesso Shakespeare. S,
Basilio lavrebbe potuto salvare; ma era troppo tardi ormai.
Il passato non si poteva annientare: solo il rimorso,
il rinnegare, loblio lavrebbero fatto; ma il futuro era
inevitabile. Le passioni che sagitavano entro di lui,
avrebbero trovato il modo di prorompere terribilmente,
e i sogni cheran con esse avrebbero velato dombra la loro malvagit.
Egli tolse dal letto di cuscini la grande coperta purpurea
contesta doro, che la copriva, e reggendola sulle
mani, pass dietro il paravento. La faccia dellimmagine
dipinta sulla tela era forse divenuta pi orribile di prima?
Gli parve che nulla fosse mutato; eppure la ripugnanza
chei ne prov fu maggiore delle altre volte. I
capelli biondi, gli occhi azzurri, le labbra di rosa rossa:
tutto era rimasto. Solo lespressione sera alterata ed era
orribile nella sua crudelt. Paragonati al biasimo e al
rimprovero chei vi leggeva, come futili e di nessun valore,
apparivan le rimostranze di Basilio a proposito di
Sibilla Vane! La stessa sua anima era l, che lo guardava
dalla tela e lo chiamava al suo tribunale! Langoscia lo
prese: ed egli gett il ricco drappo mortuario sopra il ritratto.
In quel momento bussarono alla porta ed egli fece in
tempo a scivolare fuori di l, mentre il servo entrava.
Gli uomini sono qui, Monsieur.
Egli sent che doveva disfarsi subito di quelluomo.
Egli non doveva sapere dove il ritratto sarebbe stato
portato. Vera qualcosa di malizioso in lui, ed i suoi occhi
erano pensierosi e simulatori. Sedendo allo scrittoio,
Dorian Gray scarabocchi un biglietto a Lord Enrico,
chiedendogli di mandargli qualcosa da leggere e ricordandogli
che dovevano incontrarsi alle otto e un quarto
quella stessa sera.
Aspetta la risposta, disse, tendendoglielo, e fa
entrare gli operai.
Dopo due o tre minuti vi fu un altro picchio alla
porta, e il signor Hubbard in persona, il famoso corniciaio
di via Sonth Andley, entr con un rozzo giovane
suo aiuto. Il signor Hubbard era un florido ometto dai
favoriti rossi; la sua ammirazione per larte trovava un
forte intoppo alla sua espansione, nellinveterata miseria
della pi gran parte degli artisti che si servivano da lui.
Di solito non lasciava mai la bottega e aspettava che si
andasse a cercarlo; ma faceva sempre una eccezione per
Dorian Gray. Cera in Dorian qualcosa che affascinava
tutti: era una gioia vederlo.
Che posso fare per voi, signor Gray? disse egli
fregandosi le grasse lentigginose mani. Pensai di riserbarmi
in persona lonore di chiedervelo. Ho acquistato
proprio adesso un amore di cornice: lho pescata in una
vendita. Fiorentina antica, viene da Fonthill, credo.
Adatta specialmente ad un soggetto religioso, signor Gray.
Mi spiace assai che vi siate disturbato personalmente,
signor Hubbard, ma certo passer io da voi un
giorno a vedere questa cornice, bench non mi occupi
molto ora di arte religiosa; ma oggi avevo bisogno soltanto
di far trasportare un quadro in un altro angolo della
casa; per questo pensai di chiedervi di mandarmi due
vostri operai in aiuto.
Non vi disturbate per ci, signor Gray, son felice
di potervi servire. Quale  lopera darte, signore?
Eccola, rispose Dorian, tirando via il paravento
potete portarla, cos coperta come , senza toccarla?
Non voglio che si guasti salendo le scale.
 facilissimo, signore, disse il geniale corniciaio,
cominciando a staccare il quadro dalle lunghe catene
dottone cui era appeso, con laiuto del suo assistente.
Ed ora, dove dobbiamo portarlo?
Vi far io strada, signor Hubbard, se volete gentilmente
seguirmi. O forse preferite passare avanti.
Temo si tratti proprio di portarlo alla parte opposta della
casa. Passeremo per lo scalone di fronte, che  pi largo.
Egli tenne loro la porta aperta ed essi passarono
nellanticamera e cominciarono a salire. La pesante lavorata
cornice rendeva il quadro assai ingombrante, e di
tanto in tanto, a dispetto delle ossequiose proteste del signor
Hubbard, che, da vero negoziante, vedeva con gran
dispiacere un gentiluomo fare qualcosa di utile, Dorian
dette loro una mano per aiutarli.
 un vero carico, signore! balbett ansante
lometto, quando raggiunsero lultimo pianerottolo, e si
asciug la fronte stillante.
Temo di s, mormor Dorian, girando la chiave
nella porta della stanza che dovea conservare il curioso
secreto della sua vita e nascondere lanima sua agli occhi degli uomini.
Egli non entrava da pi di quattro anni in quel luogo:
cio no: da che gli avea servito la prima volta come
stanza da gioco, quando era fanciullo; e poi di studio,
quando egli crebbe con gli anni. Era una grande e bella
stanza, che era stata fatta costruire apposta dallultimo
Lord Kelso pel piccolo nipote, che per la strana somiglianza
alla madre e per molte altre ragioni, egli aveva
odiato e cercato di tener lontano.
Parve a Dorian che il luogo fosse poco mutato.
Vera ancora lenorme cassone italiano, dai pannelli
fantasiosamente dipinti e dalle tornite modanature dorate,
nel quale sera tante volte nascosto, quando era bimbo.
Vi era la libreria di legno satin piena di libri di scuola
dalle pagine accartocciate. Sul muro accanto era appeso
lo stesso arazzo fiammingo, dove un pallido re e la
regina giocavano a scacchi in un giardino, mentre una
brigata di falconieri passava sullo sfondo, sollevando sui
pugni guantati i falchetti incappucciati. Come si ricordava
bene di tutto! Ogni minuto della sua solitaria fanciullezza
ritornava a lui, mentre si guardava intorno. Rimpianse
la purezza senza macchia di quella vita di allora,
e gli sembr orribile nasconder proprio l dentro il fatale
ritratto. Come poco egli aveva pensato, in quei morti
giorni, a tutto quello che lavrebbe aspettato!
Ma non vera altro posto in tutta la casa che fosse
cos sicuro dagli sguardi indiscreti. Egli ne teneva la
chiave e nessuno avrebbe potuto entrarvi. Sotto il purpureo
drappo, il volto dipinto sulla tela avrebbe potuto
diventar bestiale, sozzo, immondo. Che importava?
Nessuno lavrebbe veduto; neanche egli stesso. Infatti
perch avrebbe osservato lodiosa corruzione dellanima
sua? Gli bastava mantenere la giovinezza. E dopo tutto
la sua natura perch non sarebbe divenuta pi bella?
Non vera ragione di immaginare il futuro cos pieno di
vergogna; un amore poteva attraversare la sua vita, purificarlo
e difenderlo da quei peccati che sembravan gi
perturbarlo nello spirito e nella carne, quei curiosi peccati
mai descritti cui il solo mistero presta raffinatezza e
fascino. Forse un giorno il marchio crudele sarebbe
scomparso dalla vermiglia bocca sensitiva ed egli avrebbe
potuto esporre al mondo il capolavoro di Basilio Hallward.
Ma no: era impossibile. Di ora in ora, di settimana
in settimana quellimmagine sulla tela sarebbe divenuta
vecchia e se il peccato con la sua bruttura non lavesse
pi macchiata, le era riserbata pur sempre la bruttura
dellet. Le guancie sarebbero divenute vuote e flaccide.
Gialle zampe di gallo si sarebbero insinuate intorno agli
occhi appassiti e li avrebbero resi orribili. La chioma
avrebbe perduto la sua luminosit; la bocca sarebbe appesantita
nellatto di chi sbadiglia, volgare e ridicola
come sono le bocche dei vecchi. Che pi? Essa avrebbe
la gola grinzosa, le fredde mani venate dazzurro, il corpo
contorto come quello chegli ricordava, del nonno
che era stato cos duro con lui, durante la sua fanciullezza.
Il ritratto doveva esser nascosto. Non cera che fare.
Portatelo dentro, signor Hubbard, per piacere, egli disse penosamente voltandosi. Mi spiace di avervi
fatto aspettar tanto. Pensavo ad altro.
Sempre contento di riposarmi un momento, rispose
il corniciaio, ancora affannato. Dove lo mettiamo?
Oh! in qualsiasi posto. Qui, va bene. No: non mi
importa di appenderlo. Appoggiatelo contro il muro.
Grazie.
Si pu dare unocchiata allopera darte, signore?
Dorian trasal. Non vi interesserebbe, signor Hubbard
disse, guardandolo fisso.
Si sentiva pronto a gettarsi su di lui, e a distenderlo
a terra, se avesse osato alzare il lussuoso drappo che copriva
il secreto della sua vita.
Non vorrei incomodarvi pi oltre. Vi ringrazio
tanto per la vostra gentilezza desser venuto in persona.
Niente affatto, niente affatto, signor Gray. Sempre
pronto a fare tutto ci che vi piaccia, signore. E il
signor Hubbard se ne and gi per le scale, seguito dal
suo aiuto, che con una espressione di timida maraviglia
nella ruvida e brutta faccia si volse a guardare Dorian.
Quando il suono dei loro passi mor gi, Dorian
chiuse a chiave la porta, e si mise la chiave in tasca. Era
salvo! Nessuno avrebbe mai conosciuta lorribile cosa.
Nessun occhio diverso dal suo avrebbe mai visto la sua
vergogna.
Raggiungendo la libreria trov che erano gi le cinque
e che il th era stato servito. Sopra un tavolino di legno
oscuro profumato, fittamente incrostato di madreperla,
dono di Lady Radley, moglie del suo tutore, bella
malata immaginaria, che aveva passato il precedente inverno
al Cairo, cera un biglietto di Lord Enrico, e accanto
un libro rilegato in carta gialla, con la copertina
leggermente rotta e gli angoli sudici. Sul vassoio del th
cera una copia della St. Jamess Gazette. Era evidente
che Victor era gi tornato. Ed egli si sedette a pensare
se avesse incontrato gli incorniciatori in anticamera
mentre stavano per uscire e si fosse informato di cosa
avessero fatto. Egli si sarebbe certo accorto che il quadro
mancava, anzi senza dubbio se nera gi accorto,
mentre serviva il th. Il paravento non era stato rimesso
a posto e un vuoto appariva nel muro... Forse una sera
egli avrebbe potuto trovarlo di sopra, che cercava di forzare
la porta della stanza. Che orribile cosa avere una
spia in casa! Egli aveva udito parlare di ricchi uomini la
cui vita intera era stata assoggettata a un servo che aveva
letto una lettera, origliata una conversazione, raccolto
un biglietto con un indirizzo, o trovato sotto un cuscino
un fiore avvizzito, o un brano di merletto strappato. Egli
sospir, e, servitosi del th, apr il biglietto di Lord Enrico.
Gli diceva soltanto che gli mandava il giornale della
sera, e un libro che poteva interessarlo e che egli sarebbe
stato al Club alle otto e un quarto.
Egli apr la St. Jamess Gazette languidamente,
per darle una occhiata; e un segno di lapis rosso nella
quinta pagina attir la sua attenzione su questo paragrafo:
Inchiesta per la morte di una attrice. Stamattina
a Bell Tavern, in via Euston,  stata eseguita una inchiesta
sulla morte di Sibilla Vane, giovane attrice da poco
scritturata al Teatro Reale, Holborn, dal signor Dauby,
magistrato distrettuale, assodando che la morte era dovuta
a disgrazia. Gran simpatia  stata testimoniata alla
madre della defunta, che si mostr assai commossa,
quando venne chiamata a dare la sua deposizione e durante
quella del Dottor Birrell, che stese latto di morte
della infelice fanciulla.
Egli si rabbui in viso e stracciando in due pezzi il
giornale, li calpest pi volte e li butt via a calci fuor
della stanza. Come era brutto tutto questo! Come orribile
lo rendeva la bruttezza della realt! Prov fin stizza
contro Lord Enrico per avergli mandato quel giornale. E
in verit era stupido da parte sua laver segnato quel 
paragrafo col lapis rosso. Victor avrebbe potuto leggerlo:
egli sapeva abbastanza linglese per poterlo fare.
E chi gli diceva che non lavesse gi letto? che non
avesse gi cominciato a sospettare qualcosa? Ma che
importava? Cosa aveva Dorian Gray a fare con la morte
di Sibilla Vane? Cosa cera da temere? Dorian Gray non
laveva uccisa.
Gli cadde sotto gli occhi il libro giallo che Lord Enrico
gli aveva mandato. Cosa era mai? Si avvicin al
piccolo vassoio ottagonale dal colore di perla, e che gli
era apparso sempre come lopera di strane api egiziane
che lavorassero in argento, e prese in mano il libro; poi
si allung in una poltrona e cominci a sfogliarlo.
Dopo pochi minuti nera tutto assorbito.
Che strano libro! Come non ne aveva mai letti! Gli
parve che in vesti squisite, al delicato suono di flauti, i
peccati del mondo in tacita teoria, gli passassero davanti.
Tutto ci chegli ne aveva confusamente sognato, gli
apparve dun tratto realizzabile, reale. E a mano a mano
cose mai sognate gli si rivelavano.
Era un romanzo senza trama e con un solo personaggio:
un puro studio psicologico di un giovane parigino
che spese la vita per cercar di far rivivere nel diciannovesimo
secolo tutte le raffinate manie e le mode del
pensiero di ogni secolo, eccetto il suo proprio, e di riassumere
in se stesso i var atteggiamenti per cui era passato
lo spirito del mondo, amando di uno stesso amore
quelle rinunzie che uomini non saggi chiamarono virt e
quelle naturali ribellioni che ancora oggi i saggi chiamano 
peccato, soltanto nella loro artificiosit.
Lo stile con cui questo romanzo era scritto era quello,
curiosamente ingioiellato, vivido e oscuro ad un tempo,
pieno di argot e di arcaismi, di espressioni tecniche e
di elaborate parafrasi, che caratterizza le opere di alcuni
fra i pi squisiti artisti della scuola francese dei symbolistes.
Verano metafore mostruose come orchidee e pur
sottili come le loro tinte. La vita dei sensi era descritta
con termini di filosofia mistica e si poteva appena capire,
a volte, se si stesse leggendo le estasi spirituali di un
santo del medioevo o le morbose confessioni di un moderno
peccatore. Qual libro avvelenante! Il grave odor
dellincenso sembrava impregnarne le pagine fino a turbare
il cervello. La pura cadenza delle frasi, la sottile
monotonia della loro musica, piena di complessi ritornelli
e di movimenti elaboratamente ripresi, produceva
nello spirito del giovinetto, mentre egli passava di capitolo
in capitolo, una specie di incantamento, una malattia
di sognare, che lo rese inconscio del cader del giorno
e del sorgere delle tenebre.
Un cielo senza nubi, forato da una solitaria stella, un
cielo di verde rame effondeva il suo lucore, attraverso le
finestre. Ed egli continu a leggere a quella smorta luce,
finch pot vedere; finalmente, dopo che gi parecchie
volte il servo laveva avvertito chera tardi, salz e entrato
nella stanza vicina, depose il libro sul tavolino fiorentino
chera al suo capezzale; poi cominci a vestirsi
per la cena.
Eran quasi le nove quando raggiunse il Club, dove
trov Lord Enrico solo, nella sala grande, con unaria di
gran noia.
Mi dispiace tanto, Enrico, esclam egli, ma 
proprio colpa tua. Quel libro che mi hai mandato mi ha
preso tanto che dimenticai il trascorrere del tempo.
S, pensavo che ti sarebbe piaciuto assai, rispose
lamico alzandosi da sedere.
Non ti ho detto che mi piace, Enrico. Tho detto
che mi affascina  molto diverso.
Oh! tu hai scoperto ci? mormor Lord Enrico.
Ed entrarono nella sala da pranzo.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Per anni interi Dorian Gray non pot liberarsi
dellinflusso di quel libro. O forse sarebbe pi preciso
dire che non cerc mai di liberarsene. Se ne fece venir
da Parigi niente meno che nove copie della prima edizione
e le aveva fatte rilegare in colori diversi, che si
adattassero ai vari aspetti e alle mutevoli fantasie duna
natura, di cui egli parve, a volte, aver perduto quasi totalmente
il dominio.
Leroe, il maraviglioso giovane parigino, nel quale
le facolt romantiche serano cos stranamente fuse, divenne
per lui come un tipo che lo prefigurasse. E infatti
il libro intero gli pareva non contenesse altro che la storia
della sua vita, scritta prima che egli lavesse vissuta.
Ma in una cosa egli era pi fortunato delleroe fantastico
di quel romanzo. Egli non aveva mai conosciuta
n mai lavrebbe conosciuta quella quasi grottesca paura
degli specchi, e dei lisci metalli forbiti, e della pura acqua,
che simpadron cos presto del giovane parigino,
che era causata dal repentino cadere di quella bellezza
che era stata, apparentemente, cos notevole.
Ed era con gioia crudele, e forse in quasi ogni gioia,
come certo in ogni piacere  della crudelt, che egli
soleva leggere lultima parte del libro: il veramente tragico
racconto, se pur carico denfasi, del rimpianto e
della disperazione di un uomo che aveva perduto egli
stesso quello che negli altri e nel mondo intero aveva
pi che altra cosa apprezzato.
E infatti la maravigliosa bellezza che aveva affascinato
tanto Basilio Hallward, e molti altri dopo di lui,
sembrava non dover mai abbandonare Dorian Gray.
Anche coloro che avevan udito sul suo conto le pi
malvage storie, e infatti talora strane dicerie del suo
modo di vivere sinsinuavano nei Clubs di Londra e ne
divenivan loggetto della conversazione, non potevano
credere al suo disonore, appena lo guardavano in viso.
Egli aveva sempre laspetto di chi si  tenuto lontano
dalle sozzure del mondo. Perfino gli uomini che parlavano
di cose volgari, tacevano allapparire di Dorian
Gray nella stanza. Vera un rimprovero per essi nella
purit della sua faccia. E la sua presenza pareva richiamare
alla loro memoria quellinnocenza che essi avevano
macchiata ed essi si maravigliavano che un uomo
cos affascinante e aggraziato avesse potuto sfuggire alla
corruzione di una et ad un tempo cos sordida e cos
sensuale.
Spesso, ritornando a casa da una di quelle misteriose
e prolungate assenze che facean sorgere tante strane
congetture nella mente dei suoi amici o di coloro che si
credevano tali, egli strisciando furtivamente saliva fino
alla camera eternamente chiusa, ne apriva la porta con
quella chiave che non lo lasciava mai, e l dentro, con
uno specchio in mano, se ne stava in faccia al ritratto
che gli aveva dipinto Basilio Hallward, or guardando il
volto perfido e invecchiato della tela, ed ora il bel viso
giovanile che gli rimandava il suo riso dal lucido specchio.
La grande crudezza del contrasto affinava il suo
senso di piacere. Egli si innamorava sempre pi della
sua bellezza e si interessava sempre pi alla corruzione
della sua anima: esaminava con minuziosa cura, spesso
con una mostruosa e terribile gioia, le sozze linee che
marchiavano la rugosa fronte, o strisciavano intorno alla
pesante bocca sensuale, fantasticando qualche volta se
fossero pi orribili le impronte del peccato o i segni
dellet.
Poi poneva le bianche mani presso le mani ruvide e
gonfie del ritratto e sorrideva, beffandosi del corpo malfatto
e delle membra afflosciate.
Tuttavia, di notte, quando egli se ne giaceva insonne
nella sua camera delicatamente profumata, o in una sordida
stanza della piccola taverna di cattiva fama, chera
presso i docks, ove travestito e con un falso nome, egli
aveva labitudine di recarsi, veran dei momenti in cui il
pensiero della rovina entro la quale egli aveva tratto
come in un precipizio lanima sua, gli dava una desolazione
che, per esser puramente egoistica, non poteva esser
pi profonda; ma simili istanti erano rari.
Quella curiosit di vivere che Lord Enrico aveva destato
in lui per primo, quando seran seduti insieme nel
giardino dellamico, sembrava crescesse con lappagamento:
pi egli conosceva, pi voleva conoscere. Le sue
fauci appena soddisfatte, rinascevano maggiormente voraci.
Eppure egli non si svelava, tale, almeno nelle sue
relazioni con laristocrazia. Una o due volte al mese durante
linverno ed ogni venerd sera, alla fine della stagione,
egli apriva al mondo la sua bella casa e invitava i
pi celebri musicisti del giorno ad affascinare i suoi
ospiti con le maraviglie dellarte loro.
I suoi pranzetti, preparati sempre con laiuto di Lord
Enrico, erano famosi per laccurata scelta e per lalta
condizione degli invitati, come per lo squisito gusto della
decorazione della tavola, con la sottilmente armoniosa
disposizione di fiori esotici e di lini ricamati, e antichi
piatti doro e dargento.
E vi eran molti, giovanotti specialmente, che vedevano
o immaginavano di vedere in Dorian Gray la perfetta
realizzazione del tipo che avevan sognato ai tempi
di Oxford ed Eton; un tipo che riuniva la vera coltura
dello studente e tutta la distinta grazia e le maniere compite
di un gentiluomo di mondo. Egli pareva uno della
brigata di coloro di cui Dante parla, che avevan cercato
di rendersi perfetti con ladorazione della Bellezza;
come Gautier egli era uno per cui il mondo visibile esiste.
E certo per lui la vita era la prima e la pi grande
delle arti e tutte le altre non erano che una preparazione
ad essa. La moda, per mezzo della quale tutto ci che 
veramente fantastico diviene per un momento universale,
e il Dandismo, che, nella sua maniera,  uno sforzo
per proclamare lassoluta modernit della bellezza, agivan
su di lui con tutto il loro fascino.
Il suo modo di abbigliarsi, e lo stile speciale del portamento
che di tanto in tanto egli mutava, avevano una
profonda influenza sui giovani elegantoni dei balli di
Mayfair o delle finestre dei Clubs di Pall Mall, che copiavano
tutto ci chei facesse e cercavano di riprodurre
il fascino accidentale delle sue graziose frivolezze, sebbene
ei le facesse pi per ridere che seriamente.
Infatti, mentre aveva subito accolto la posizione offertagli
quasi subito allinizio della sua vita mondana, e
provava un vero e sottile piacere al pensiero che egli sarebbe
divenuto per la Londra dei suoi tempi, ci che alla
Roma neroniana era stato un tempo lautore del Satyricon,
pure in fondo al cuor suo egli desiderava di esser
qualcosa di pi che un semplice arbiter elegantiarum,
da consultarsi sul modo di portare un gioiello, o di fare
il nodo di una cravatta, oppure di portare la mazza: cercava
di elaborare un nuovo schema di vita con la sua ragionata
filosofia e i suoi ordinati princip e che avrebbe
trovato nella spiritualizzazione dei sensi il suo pi alto
raggiungimento.
Ladorazione dei sensi  stata spesso e con gran giustizia
condannata, perch gli uomini hanno sempre provato
un naturale istinto di terrore contro le passioni e le
sensazioni che appaion loro pi forti di se stessi e che
essi sono consci di affrontare con le pi volgari forme di
vita; ma Dorian Gray pensava che non era stata mai
compresa la vera natura dei sensi e che questi eran rimasti
selvaggi e animali soltanto perch il mondo aveva
cercato di soffocarli con il dolore, invece di mirare a farne elementi di una spiritualit nuova, della quale avrebbe
dovuto essere caratteristica precipua uno squisito
istinto della bellezza.
Appena ei si volgeva a considerare il dibattersi
dellUomo attraverso la storia, si sentiva preso da un
senso di sconfitta. Quante disfatte! E per che miseri scopi!
Verano stati rifiuti pazzi e selvaggi, mostruose forme
di autotortura e di rinunzie di se stessi, cui sola ragione
fu la paura: e ne risult una degradazione infinitamente
pi terribile che quella temuta nella immaginazione
degli uomini; alla quale, nella loro ignoranza, essi
avean cercato di sfuggire.
La natura, con la sua maravigliosa ironia, non senza
significato avea tratto lanacoreta a cibarsi insieme con
le fiere del deserto, e leremita alla compagnia delle bestie
del piano.
S, avrebbe dovuto nascere, come Lord Enrico aveva
profetizzato, un nuovo Edonismo a ricreare la vita e a
salvarla dal rozzo e sgraziato Puritanesimo che oggi ha
una curiosa reviviscenza: esso certo si sarebbe servito
dellintelletto; ma non avrebbe mai accettato una qualsiasi
teoria o sistema che comprendesse il sacrificio della
bench minima forma di esperienza passionale.
Esso stesso non era in s che pura esperienza e non i
frutti di essa, fossero pur dolci o amari; e nulla doveva
conoscere dellascetismo che annienta i sensi; n del
volgare libertinaggio che li appesantisce; doveva solo
insegnare alluomo il modo di concentrare tutto se stesso 
nei singoli istanti della sua vita, che non  essa stessa
che un istante.
Pochi di noi non si sono destati qualche volta prima
dellalba, o dopo una di quelle notti senza sogni che ci
fanno quasi innamorar della morte, o una di quelle notti
di orrore e di deforme gioia, quando nelle cellule del
cervello nostro si insinuano fantasmi pi terribili della
stessa realt, animati da quella vivida vita che si nasconde
in ogni grottesco, e che trova in s la prima sorgente
di quella eterna vitalit chha lArte Gotica, la quale potrebbe
definirsi pi specialmente larte di coloro
chebbero la mente turbata dalla malattia di sognare.
A poco a poco bianche dita si insinuano fra le cortine,
che paiono tremare; in fosche forme fantastiche, le
mute ombre strisciano ad accovacciarsi fin negli angoli
della stanza.
Fuori, ecco lagitarsi degli uccelli tra le foglie, i passi,
le voci degli uomini che vanno al lavoro, il sospiro e
il singhiozzo del vento che vien dai colli, ed erra intorno
alla silente casa, come se temesse di svegliarvi i dormienti,
finch i bisogni della vita quotidiana non richiamano
il sonno fino alla sua caverna di porpora.
A velo a velo, la fine garza oscura cade, e man
mano ritornano alle cose le forme e i colori; infine davanti
agli occhi nostri lalba rif lantico aspetto del
mondo.
Gli scialbi specchi riottengono la mimica vita; i candelabri
senza fiamma son l dove li abbiamo lasciati e
presso ecco il libro mezzo intonso come lo deponemmo
terminando di studiare; o il fiore legato a un gambo di
fil di ferro, che portammo al ballo sul nostro occhiello;
o la lettera che temevamo di leggere o che abbiamo riletto
gi troppe volte. Nulla ci sembra mutato, tutta la
vita reale che abbiamo conosciuto ritorna a noi fuor delle
irreali ombre notturne; dobbiamo cercar di riprenderla
dove la lasciammo e un terribile sentimento ci invade
della necessit che la nostra energia continui ad esser
costretta nello stesso tedioso cerchio di abitudini stereotipate,
o forse anche un desiderio selvaggio che le nostre
pupille si aprano un mattino sopra un mondo interamente
rinnovellato durante le tenebre, per la nostra gioia; un
mondo in cui le cose si rivestano di nuove forme e colori,
oppur sian mutate almeno nel loro secreto; un mondo
in cui il passato non sopravviva pi quasi, o almeno senza
nessuna forma consapevole di obbligo e di rimorso,
perch anche il ricordo della gioia ha la sua amarezza, e
le memorie del piacere la loro angoscia.
La creazione di simili mondi: ecco lunico o meglio
uno dei veri scopi della vita, per Dorian Gray; e nella
sua ricerca di sensazioni che sarebbe stata e nuova e deliziosa
ad un tempo e avrebbe posseduto quella punta di
stranezza che  tanta parte del romanzo, egli avrebbe
adottato spesso alcuni atteggiamenti di pensiero che egli
sapesse realmente alieni alla sua natura; si sarebbe abbandonato
al loro sottile influsso e, carpitone finalmente
il colore, soddisfatta la sua curiosit intellettuale, li
avrebbe lasciati con quella curiosa indifferenza che non
per nulla  incompatibile con un vero ardore di temperamento, 
e che, secondo alcuni psicologi moderni, ne 
anzi spesso una condizione essenziale.
Si mormor un giorno che egli stesse per prender la
comunione nella Religione Cattolica; e infatti il rituale
della Chiesa Romana aveva gran fascino su di lui.
Il sacrifizio quotidiano, pi terribile nella realt che
tutti i sacrifizi del mondo antico, lo commoveva profondamente
per il suo superbo disprezzo della evidenza dei
sensi e per la semplicit primitiva dei suoi elementi, oltre
alleterno pathos della tragedia umana che esso voleva
simboleggiare. Egli amava inginocchiarsi sul freddo
pavimento di marmo e mirare il prete che in rigida veste
a fiorami, scostava lentamente, con bianche mani, il
velo del tabernacolo, o innalzava lingioiellato ostensorio
simile ad una lampada, con quella pallida ostia che a
volte si sarebbe felici di credere che sia davvero il panis
coelestis, il pane degli angeli; oppure, rivestito degli
attributi della Passione di Cristo, spezzare lostia nel
calice, e battersi il petto per i suoi peccati. Gli incensieri
fumanti, che i fanciulli, in veste scarlatta e merletti, dondolavan
con aria grave nellaria come gran fiori dorati,
aveano anchessi per Dorian il loro fascino sottile. E,
uscendo, egli soleva guardar con maraviglia gli oscuri
confessionali, e sindugiava seduto nella pi fonda ombra
duno di essi, ad ascoltar uomini e donne che sussurravano
attraverso la grata consunta la vera storia della
loro vita.
Ma egli non cadde mai nellerrore di arrestare il suo
sviluppo intellettuale, con laccettare formalmente una
fede o un sistema, n in quello di prendere per una casa
in cui passar la vita, un albergo ove si pu dormire una
notte, o poche ore di una notte senza stelle e con la luna
nuova. Il misticismo col suo potere maraviglioso di rendere
strane le cose comuni e il sottile antinomismo, che,
pare, sempre lo accompagna, lo commosse per una stagione;
e per tutta unaltra egli fu attratto dalle teorie materialistiche
del movimento del Darwinismus in Germania,
trovando un curioso piacere nel rintracciare pensieri
e passioni delluomo in qualche perlea cellula del cervello,
o in qualche bianco nervo del corpo, deliziandosi
di una concezione di assoluta dipendenza dello spirito
da certe condizioni fisiche, morboso o sano, irregolare o
normale.
Tuttavia, come si  detto prima, nessuna teoria sulla
vita gli parve di tale importanza da esser paragonata alla
vita stessa. Egli si sentiva acutamente conscio di come
sterile sia ogni speculazione intellettuale quando sia separata
dallesperimento e dallazione.
Egli sapeva che i sensi, non meno dellanima, hanno
i loro spirituali misteri da rivelarci.
E cos egli volle tentare anche lo studio dei profumi:
il secreto delle loro composizioni, distillando olii dal
greve profumo e bruciando odorose gomme dOriente.
Vide che non vera atteggiamento di intelletto che
non trovasse corrispondenza nella vita dei sensi e si dette
a scoprirne le profonde relazioni, cercando cosa vi sia
nellincenso per renderci mistici; nellambra grigia, per
eccitar la nostra passione; nella violetta, s da destare la
memoria dei morti amori; nel muschio, s, che turbi il
cervello; e nel champak, che pervertisca limmaginazione.
Cerc anche spesso di elaborare una vera psicologia
dei profumi e di valutare i diversi influssi delle radici
dal soave odore e dei fiori profumati carichi di polline, o
dei balsami aromatici, e dei legni oscuri e fragranti; dello
spiganardo che fa ammalare, della honenia che rende
pazzi, e dellaloe che dicono abbia la virt di fugare
dallanima la melanconia.
Unaltra volta si dedic tutto alla musica e in una
camera a lunghi riquadri, dal soffitto rosso ed oro e dalle
pareti di lacca verde oliva, dette curiosi concerti, in cui
folli zingare traevan selvagge musiche da piccole cetre,
o gravi tunisini dai mantelli gialli strappavan note dalle
tese corde di mostruosi liuti, mentre sogghignanti negri
battevan monotoni colpi su timpani di rame, e, accovacciati
su stuoie scarlatte, svelti indiani dal gran turbante
soffiavano in lunghi pifferi di canna o dottone, incantando
o fingendo dincantare grandi colubri dal cappuccio
e orribili biscie cornute.
Le aspre pause e le acute dissonanze della musica
barbara riuscivano a commuoverlo a volte, quando la
grazia di Schubert, le belle angoscie di Chopin, e le potenti
armonie dello stesso Beethoven, cadevan trascurate
nel suo orecchio. Egli collezion da ogni parte del mondo
i pi strani strumenti che potesse trovare, sia nelle
tombe dei popoli estinti, sia fra le poche trib selvagge
che han sopravvissuto al contatto con la civilt
dellOccidente, e amava tentarli e trarne suono.
Possedeva il misterioso Juruparis degli indiani del
Rio Negro, che le donne non possono guardare e neppure
i giovani finch non han sofferto il digiuno e la flagellazione;
possedeva le giarre di creta dei peruviani che
mandan le acute grida degli uccelli, e i flauti di ossa
umane che Alfonso de Ovalle ud nel Chil e i sonori
diaspri verdi trovati presso Cuczo e che danno una nota
di singolare dolcezza.
Aveva zucche dipinte piene di ciottoli, che, scosse,
tintinnavano; il lungo clarino dei messicani, nel quale il
suonatore non soffia, ma aspira laria, il roco ture delle
trib delle Amazzoni, suonato dalle sentinelle che stanno
tutto il giorno in alto sugli alberi e che dicono si oda
a distanza di tre leghe; il teponaztli che ha due linguette
vibratili di legno e che si batte con mazze ricoperte di
gomma elastica ricavata dal latteo succo di piante; le
campane yote degli aztechi, che si appendono a gruppi
come grappoli; e un grande tamburo cilindrico, coperto
di pelli di enormi serpenti, come quello che Bernal Diaz
vide quando and con Cortes nel tempio messicano e
del suono del quale, doloroso, ci ha lasciato una descrizione
cos viva.
Il carattere fantastico di questi strumenti lo affascinava
e gli faceva provare un curioso diletto al pensiero
che lArte come la Natura ha i suoi mostri, cose di forma
bestiale e di orribile voce. Ma, dopo qualche tempo
se ne stancava e riprendeva il suo posto nel palco
dellOpera, solo o con Lord Enrico, ascoltando con rapimento il Tannhuser e vedendo nel preludio di questa
grande opera darte rappresentata la tragedia della sua
anima.
Unaltra volta lo prese la passione dei gioielli e apparve
ad un ballo in costume di Anna de Joyeuse, Ammiraglio
di Francia, in un abito coperto di cinquecentosessanta
perle. Questa passione lo tenne per anni e si
pu dir anzi che non lo abbandonasse mai pi.
Egli passava spesso una giornata intera a disporre e
ritogliere dalle loro cassette le varie pietre che aveva
raccolto, come il crisonerillo verde oliva che diventa
rosso alla luce duna lampada, il cimofane dalla striscia
dargento come fil di metallo, il peridoto color pistacchio,
i topazi rosa corallo e giallo vino, il carbonchio di
splendente scarlatto con le sue stelle a quattro raggi, le
pietre del cinamomo dun rosso fiammeggiante, gli spinelli
arancioni e violetti e le ametiste alternatamente incastonate
con rubini e zaffiri. Amava il riflesso della
pietra solare, e la bianchezza perlacea della pietra chiaro
di luna, e il rotto arcobaleno della lattea opale. Fece venir
fin da Amsterdam tre smeraldi di straordinaria grandezza
e ricchezza di colore e possedeva una turchese de
la vieille roche, che gli era invidiata da tutti i conoscitori.
E scopr anche maravigliose storie di gioielli. Nella
Clericalis Disciplina di Alphonso era ricordato un
serpente con occhi di veri giacinti, e nella romantica
Storia di Alessandro, il Conquistatore di Emathia, era
scritto che si eran trovati dei serpenti a sonagli nella valle 
del Giordano, con collari di veri smeraldi naturalmente
cresciuti sul dorso. Vera una gemma nel cervello
dun dragone, ci dice Filostrato, e questo mostro si
poteva addormentare per ucciderlo, soltanto mostrandogli
un panno rosso con delle lettere doro. Secondo Pietro
Bonifazio, il grande alchimista, il diamante rende invisibile
luomo e lagata dIndia lo fa eloquente. La cornalina
seda lira e il giacinto induce al sonno; lametista
dissipa i fumi del vino; il granato fuga i demonii,
lhydropicus priva la luna del suo splendore; la selenite
aumenta e scema di colore secondo la luna e il meloceus,
che scopre i ladri, pu essere intaccato solo dal
sangue di capretto. Leonardus Camillus aveva veduto
una pietra bianca, tolta al cervello di un rospo appena
ucciso, che era un sicuro antidoto contro i veleni. Il bezoaro,
che si trova nel cuore del daino dArabia, ha la
virt di curare le piaghe; nei nidi di alcuni uccelli arabi
si trovan le aspilates che, secondo Democrito, difendon
chi le porta da ogni pericolo del fuoco.
Il re di Ceilan cavalcava per la sua citt con un gran
rubino in mano, il giorno dellincoronazione. Le porte
del palagio di Prete Janni eran fatte di sardoniche con
incastonato nel mezzo il corno di un colubro cornuto, s
che nessun uomo potesse oltrepassarle recando un veleno
 e sul tetto veran due pomi di oro, con due carbonchi
nel mezzo perch loro lucesse di giorno e i carbonchi
di notte. Nello strano romanzo di Lodge Una
perla di America si narra che in una camera della regina
si poteva vedere tutte le caste donne del mondo, 
rivestite dargento, guardando attraverso stupendi specchi
di crisolito, di carbonchio, di zaffiro e di smeraldo verde.
Marco Polo ha veduto gli abitanti di Zipangu deporre
perle color di rosa nella bocca dei morti. Un mostro
marino si era innamorato di una perla che il pescatore
avea portato a Re Perozes; aveva ucciso il ladro e avea
pianto sette lune per la sua perdita. Quando gli Huns attrassero
il re nella gran fossa, questi disparve, ce lo
racconta Procopius, n fu mai pi trovato, bench
lImperatore Anastasius avesse offerto in cambio cinquecento
volte il suo peso in monete doro. Il Re di Malahar
aveva mostrato ad un veneziano un rosario di trecento
e quattro perle, una per ogni dio chegli adorava.
Quando il Duca di Valentinois, figlio di Alessandro
VI, visit Louis XII di Francia, il suo cavallo, secondo
Brantme, era carico di foglie doro, e il suo cappello
portava una doppia fila di rubini che gettavan gran luce.
Carlo di Inghilterra avea cavalcato in staffe che reggevan
quattrocento e ventun diamanti. Riccardo II aveva
un abito coperto di rubini, valutato trentamila marchi.
Hall descrisse Enrico VIII mentre si recava alla Torre
per lincoronazione, indossando un giubbone scintillante
doro, un piastrone ricamato di diamanti ed altre
pietre preziose, e un gran budrire, sul collo, di grossi
halosci. I favoriti di Giacomo I portavano gli orecchini
di smeraldi legati con filigrana doro. Edoardo II dette a
Piers Gaveston una completa armatura doro rosso tempestata
di giacinti, un collare di rose doro con turchesi
e una cervelliera seminata di perle. Enrico II calzava
guanti ingioiellati fino al gomito, e possedeva un guantone
di falconiere cucito con venti rubini e cinquantadue
grandi perle dOriente.
Il cappello ducale di Carlo il Temerario, ultimo duca
di Borgogna, della sua stirpe, era ricco di perle piriformi
e guarnito di zaffiri.
Qual vita squisita vera stata una volta! Quanto sfarzo
nella sua pompa e nella sua decorazione! Anche solo
leggendo le descrizioni del lusso delle morte et, come
esso appariva maraviglioso!
Poi egli si dette alla passione per i ricami e per le
tappezzerie che servono da affreschi alle gelide stanze
delle nazioni pi nordiche dEuropa; e mentre era tutto
preso da questo amore, ed era sempre sua straordinaria
facolt il divenir completamente assorbito da una passione,
nellistante che la concepiva, si rattristava quasi
del riflesso di distruzione che il tempo recava alle belle
e mirabili cose. Ma egli in ogni modo vi era sfuggito.
Estate segu estate e le gialle giunchiglie fiorirono e morirono
varie volte e notti dorrore ripeteron la storia della
loro vergogna, ma egli non mutava: nessun inverno
corrompeva il suo volto, n macchiava il suo espandersi
di fiore. Come ci era diverso dalle cose materiali!
Dove se neran fuggite? Dove era la gran veste color di
croco, per cui gli dei combatterono contro i giganti? La
veste lavorata da brune vergini per il piacere di Athena?
Dove lenorme velario che Nerone avea disteso attraverso
il Colosseo di Roma, titanica vela purpurea, ove eran
figurati gli stellati cieli ed Apollo auriga dun carro tratto
da bianchi destrieri dalle briglie doro? Come avrebbe
voluto vedere i curiosi tovaglioli lavorati per il sacerdote
del Sole, su cui eran disposte tutte le leccornie e le vivande
apprestate per la Festa; il drappo funebre di Re
Chilperic, dalle trecento api doro; le fantastiche vesti
che eccitavan lindignazione dellarcivescovo del Pontus,
istoriate di leoni, pantere, orsi, cani, foreste, roccie,
cacciatori, tutto ci infatti che un pittore pu ritrarre
dalla natura; e labito che Carlo di Orleans rivest
un tempo, sulle cui maniche eran ricamati i versi duna
canzone che cominciava: madame, je suis tout
joyeux, collaccompagnamento musicale delle parole
lavorato in filo doro e con ogni nota, che allora avea
forma quadrata, disegnata da quattro perle. Egli lesse
anche una descrizione della stanza che fu allestita nel
palazzo di Rheims alla Regina Giovanna di Borgogna,
con una decorazione di trecento e ventun pappagalli,
fatti di ricami, stemmata con le armi del re, e di sessantun
farfalle che similmente recavan sulle ali come ornamentazione
le armi della regina; tutta lavorata in oro.
Caterina dei Medici aveva un letto mortuario di velluto
nero seminato di mezzelune e di soli con cortinaggi di
damasco orlati di frangie di perle, ove su fondo doro e
dargento eran figurati festoni e ghirlande ed esso
sergeva in una stanza coronata delle imprese della regina
ritagliate in velluto nero su campo di stoffa dargento.
Louis 14 avea nel suo palazzo delle cariatidi rivestite
doro, alte quindici piedi. Il letto regale di Sobie
205sky, re di Polonia, era fatto di broccato doro di Smirne
costellato di turchesi secondo disegni raffiguranti versetti
del Corano; aveva sostegni di argento dorato, bellamente
scolpiti, e profusamente ornati di smaltati medaglioni
ingemmati; era stato preso al campo turco di fronte
a Vienna, e lo stendardo di Maometto sera levato sul
tremulo oro del suo baldacchino.
Cos per un anno intero, egli cerc di collezionare i
campioni pi squisiti che pot trovare, dellarte tessile e
del ricamo, giungendo a procurarsi fino alle delicate
mussoline di Delby, finemente lavorate a palme di filo
doro e ricamate di iridescenti ale di Scarabei; fino alle
garze di Bacca, che in Oriente per la loro trasparenza
vengon chiamate: aria tessuta, acqua corrente e rugiada
della sera; alle strane stoffe istoriate di Giava; alle
complicate tappezzerie gialle della Cina; ai libri legati in
satin fulvo o in belle sete azzurre, e lavorati a fleurs de
lys, uccelli e immagini; ai veli di lacis in punto ungherese;
ai broccati di Sicilia e ai rigidi velluti spagnuoli, ai
lavori georgiani dai lembi dorati e alle Foukonsas giapponesi
dalla tinta doro verde e dagli uccelli maravigliosamente
piumati.
Prov anche una straordinaria passione per i paramenti
ecclesiastici, come per tutto ci che serviva alla
pompa della chiesa e in lunghe casse di cedro allineate
nella galleria occidentale del suo palazzo avea raccolto
molti rari e preziosi campioni di ci che  il vero abbigliamento
della fidanzata di Cristo, che deve vestir porpora
e fini tessuti con cui nascondere il pallido corpo
consunto, macerato dalla sofferenza chella cerca e ferito
dagli spasimi chella stessa si infligge.
Possedea egli una sontuosa cappa di seta cremisina
e di damasco con tessuto doro, istoriata di un motivo
sempre ripetuto di melagrane doro poste entro fiori stilizzati
di sei petali, circondati agli angoli da quattro pigne
incrostate di perle a mo di pinoli. I frosoni eran divisi
da pannelli figuranti scene della vita della vergine, e
sul cappuccio vera la coronazione della Vergine in sete
colorate: opera italiana del Cinquecento.
Un altro piviale ei possedeva: di velluto verde, ricamato
con gruppi di foglie dacanto a forma di cuore, da
cui sorgevano bianchi fiori dal lungo stelo, con i dettagli
del loro disegno rilevati in filo dargento e cristalli variopinti;
sul petto aveva una testa di cherubino rilevata
con filo doro; i frosoni eran tessuti a mo di damasco
con seta rossa e doro e cosparsi di medaglioni di santi e
di martiri, fra cui San Sebastiano; aveva poi pianete di
sete color dambra e broccati di seta azzurra e doro; damaschi
di seta gialla su stoffa doro con le figurazioni
della Passione e della Crocifissione di Cristo e ricamati
a leoni e pavoni ed altri motivi; dalmatiche di raso bianco
e damasco di seta corallo, decorati con tulipani, delfini
e fiordiligi; frontali daltare di velluto cremisi e stoffa
azzurra; e molti corporali e veli di calice e sudari. Vera
nei mistici uffizi, cui servivan tali tessuti, qualcosa che
eccitava la sua fantasia e lo distraeva, poich questi tesori
e tutti gli altri che egli avea raccolto nella sua bella
casa, non erano per lui che mezzi per obliare, per sfuggire 
almeno per una stagione ad un terrore che gli pareva
quasi a volte troppo grande per poterlo sopportare.
Sulle mura della solitaria stanza sempre rinchiusa a
chiave, dove avea trascorso tanta parte della fanciullezza,
con le sue mani stesse egli aveva appeso il terribile
ritratto che col mutar dei lineamenti gli mostrava la reale
degradazione della sua vita, e sovra di esso egli aveva
disteso come un sipario il drappo funebre di porpora e
doro.
E per intere settimane egli non si recava a guardarlo,
si dimenticava perfino del terribile dipinto, ritrovava il
suo cuore leggiero, la sua maravigliosa gaiezza, il suo
appassionato assorbimento nella spontanea vita: ma,
dimprovviso, una notte egli scivolava furtivo dal suo
palazzo verso i terribili luoghi presso i campi della Porta
Azzurra vi rimaneva per lunghi giorni, finch non lo trascinavan
via di l; e ritornando veniva a sedere davanti
al ritratto, nauseato a volte di s e di quello; ma altre
volte pieno di quellorgoglio ch per gli individualisti
met del fascino del peccato, e sorrideva di secreto piacere
allombra deforme che sopportava per lui tutto il
peso della sua vergogna.
Dopo qualche anno egli giunse a non poter pi rimanere
a lungo, fuor dInghilterra; vendette la villa che
condivideva con Lord Enrico a Trouville, e la piccola
casa dalle bianche mura di Algeri, ove pi dun inverno
essi vi avean trascorso un tempo; n poteva soffrir di separarsi
dal ritratto che aveva tanta parte nella sua vita:
un terrore sera impossessato di lui: che durante una sua
assenza qualcuno penetrasse nella stanza, malgrado le
possenti sbarre che vi avea fatto adattare alla porta. Eppure
sapeva benissimo che quel ritratto non avrebbe detto
nulla agli estranei, sebbene si intravedessero ancora
sotto la sozzura e la bruttezza del volto, i suoi lineamenti.
Ah! Se qualcuno lo avesse beffato come avrebbe potuto
ridergli sul muso. Egli non lo aveva dipinto. Cosa
gli importava che esso fosse lurido e pieno di vergogne?
Anche se egli avesse narrato tutto, lo avrebbero creduto
mai?
Eppure aveva paura. A volte, mentre si trovava nel
suo gran palazzo in Nottinghamshire, in compagnia di
giovani aristocratici alla moda che formavano la sua
corte, stupefacendo la provincia con la dissoluta lussuosit
e il pomposo splendore della sua vita, tutto dun
tratto egli abbandonava gli ospiti e ritornava precipitosamente
in citt per vedere se la porta fosse stata forzata,
se il ritratto era ancor l, al suo posto. Se gli fosse
stato rubato? Soltanto il pensarlo lo rendeva freddo di
paura. Allora s il mondo avrebbe conosciuto il suo secreto,
e forse gi lo sospettava.
Infatti, se molti cadevan sotto il suo fascino, non pochi
diffidavano di lui. Era stato quasi boicottato al West
End Club di cui la nascita e la posizione sociale lo facevan
da s sole degnissimo socio; e si mormorava che essendo
stato introdotto da un amico nel salotto di Churchill,
il Duca di Berwick e un altro gentiluomo serano
alzati in modo da farsi notare ed erano andati via. Strane
storie corsero su di lui, quando egli ebbe compito il 
venticinquesimo anno; si sussurrava che era stato veduto in
rissa con alcuni marinai stranieri in una infame taverna
di ladri e falsari e conosceva i secreti dellarte loro.
Le sue straordinarie assenze divennero notorie, e
quando ricompariva di nuovo in societ, gli uomini bisbigliavano
fra di loro negli angoli, o loltrepassavano
sogghignando, o lo fissavan con freddi occhi investigatori,
come se volessero scoprire il suo mistero.
Ma egli non si curava di simili insolenze o meglio,
di questi tentativi di mancanza di riguardo; anzi,
nellopinione dei pi, le sue maniere, il suo affascinante
sorriso fanciullesco e linfinita grazia di quella maravigliosa
giovinezza che sembrava non dovesse mai lasciarlo,
erano da sole sufficiente risposta a tutte le calunnie
come essi le chiamavano, che giravano sul suo
conto.
Tuttavia molti avevano osservato che alcuni di quelli
che erano stati suoi amici per qualche tempo, dopo un
po, pareva lo fuggissero. Alcune donne che lo avean
selvaggiamente adorato e che avean sfidato lopinione
pubblica e le convenzioni sociali per lui, erano state viste
divenir pallide di vergogna e dorrore se Dorian
Gray entrava nella sala ovesse si trovavano. Pure quegli
scandali immaginati e raccontati nellorecchio, accrescevano
agli occhi dei molti, il suo strano fascino pericoloso.
La sua perfetta salute era un elemento certo di
sicurezza. La societ, almeno quella civilizzata, non 
mai molto facile ad accoglier come verit qualsiasi cosa
che si dica a danno di coloro che sono sia ricchi che
simpatici; essa sente istintivamente che le buone maniere
sono pi importanti della moralit, e, per sua opinione,
la pi alta rispettabilit ha molto meno valore che il
possesso di un buon chef. E dopo tutto,  una gran misera
consolazione il poter dire di uno che ha dato un cattivo
pranzo, o servito del vino scadente, che la sua vita
privata  irreprensibile e neanche le virt cardinali ripagano
delle portate servite in tavola quasi fredde, come
un giorno afferm Lord Enrico, in una discussione in
proposito; e si potrebbe dire ancora assai su questo argomento,
perch i canoni della buona societ sono o dovrebbero
essere i medesimi di quelli dellarte; infatti in
ambedue la forma  essenziale; dovrebbe avere la dignit
di una cerimonia e al tempo stesso la sua irrealt, e
dovrebbe unire il carattere insincero duna tragedia romantica
con lo spirito e la bellezza che ce la rendono
deliziosa. Vi pare che la mancanza di sincerit sia una
cosa tanto terribile? Non credo.  solo un mezzo per cui
moltiplicare la nostra personalit.
Tale, almeno, era il pensiero di Dorian Gray.
Egli si maravigliava della angusta psicologia di coloro
che concepiscono lIo nelluomo come una cosa
semplice, permanente, degna di fiducia e di una sola essenza.
Per lui luomo era un essere con miriadi di vite e
miriadi di sensazioni; una creatura complessa e multiforme
che portava in s strane eredit di pensiero e di
passione, e la cui vera carne era intaccata dalle mostruose
malattie della morte.
Egli amava passeggiare per la nuda e fredda galleria
dei ritratti, della sua villa e guardare i var ritratti di coloro
il cui sangue affluiva nelle sue vene.
Ecco Filippo Herbert, di cui Francis Osborne ci
scrisse la descrizione nelle memorie dei Regni della
Regina Elisabetta e di Re Giacomo, come di uno che
era un favorito della Corte per il suo bel viso, che non
conserv per lungo tempo.... Viveva forse egli la vita
del giovane Herbert? Il germe avvelenatore sera insinuato
di corpo in corpo fino a raggiungere il suo? Era
forse un recondito sentimento di quella rovinata bellezza,
che lo avea fatto cos subitamente, quasi irragionevolmente
prorompere, l nello studio di Basilio Hallward,
in quella pazza preghiera che aveva cos capovolto
la sua vita?
Ecco, in giubbetto rosso ricamato in oro, sotto il
surcotto gemmato, sir Antonio Sherard, dal collare e dai
polsini merlati orlati doro: larmatura dargento e nera,
deposta ai suoi piedi. Che eredit gli era giunta da costui?
Lamante di Giovanna di Napoli gli avea legato il
suo peccato e la sua vergogna?
Le sue azioni eran forse soltanto i sogni che il morto
non aveva osato realizzare?
Ecco: dalla consueta tela, sorride Lady Elisabetta
Devereux, in cappuccio di garza, busto perlato e maniche
tagliate su fodera rosacorallo; ella tiene un fiore
nella destra e con la sinistra stringe una collana smaltata
di rose bianche e di rose damascene; sovra un tavolino
al suo fianco,  un mandolino e una mela; e sulle scarpette
appuntite porta due grandi rosette verdi.
Egli sapeva la sua vita e le strane storie dei suoi
amanti. Cosa era giunto a lui del temperamento di lei?
Quegli occhi ovali dalle pesanti palpebre sembravano
fissarlo con curiosit.
E quanto era in lui di Giorgio Willonghby, dalla
chioma incipriata e dalla fantastica moschetta? Che perfido
sguardo era il suo! Che volto triste e bruno, ove le
labbra sensuali sembravan torte dal disdegno. Delicate
pieghe di merletto ricadevan sulle mani magre e gialle
sempre cariche di anelli. Era stato un dandy dellottocento
e amico, in giovent, di Lord Ferrars.
E quanto del secondo Lord Beckenham, il compagno
del Principe Reggente nei pi tristi giorni e uno dei
testimoni del suo matrimonio secreto con la signorina
Fitzherbert? Comera orgoglioso e bello, coi suoi capelli
castani e la posa insolente! Quali passioni gli aveva questi
tramandato? Il mondo laveva giudicato infame; egli
aveva capitanato le orgie di Carlton House. La stella
dellOrdine della Giarrettiera scintillava sul suo petto.
Accanto a lui era appeso il ritratto della moglie: una
pallida donna in nero, dalle labbra sottili. E anche il sangue
di lei, sagitava entro le sue vene! Come era strano
tutto ci!
E sua madre, col suo viso da Lady Hamilton e le
umide labbra spruzzate di vino! Come sapeva il figlio
quanto le doveva! La sua bellezza e la passione per la
bellezza altrui. Ed ella gli rideva dalla sua lenta veste di
Baccante; sulle chiome avea pampini di vite e porpora
sprizzava dalla coppa chella ergeva. La carnagione del
quadro sera fatta pi vizza, ma gli occhi erano ancor
maravigliosi di profondit e brillanti di colore: pareva lo
seguissero ovunque.
E cos si hanno antenati in letteratura come nella
propria stirpe, e molti forse pi prossimi di tipo e di natura,
e della cui influenza egli era pi compiutamente
conscio. Veran degli istanti in cui appariva a Dorian
Gray, che tutta la storia non fosse che la cronaca della
sua propria vita, non come vissuta da lui in atto e nelle
sue circostanze, ma come la sua fantasia gliela aveva
creata, come essa era stata nel suo cervello e nelle sue
passioni.
Tutte quelle strane figure che avevano attraversato
la scena del mondo, che avevan reso il peccato cos meraviglioso
e la perfidia cos piena di raffinamento: tutte
egli sentiva daver conosciuto; e per vie misteriose le
loro vite gli pareva fossero diventate la sua.
Leroe del maraviglioso romanzo che aveva cos influenzato
la sua vita aveva anchegli conosciuto tale curiosa
fantasia. Nel settimo capitolo egli dice come, coronato
di alloro, per timore che il fulmine potesse colpirlo,
sera seduto, in costume di Tiberio, in un giardino di Capri;
leggendo gli impudichi libri di Elephantis, mentre
nani e pavoni giravan con ispregio intorno a lui, mentre
il flautista imitava loscillar del turibolo; e, in veste di
Caligola, aveva gozzovigliato nelle scuderie con i palafrenieri
in camiciotto verde e cenato in una mangiatoia
davorio con un cavallo che aveva pieno di gioielli il
frontale; e, Domiziano, avea vagato per un corridoio
fiancheggiato da specchi di marmo, cercando attorno
con occhi infossati il riflesso del pugnale che doveva
troncare i suoi giorni; malato di quella noia, di quel terribile
taedium vitae, che viene a coloro cui la vita nulla
ha negato; e aveva spiato attraverso un limpido smeraldo
i sanguigni macelli del Circo e poi in una lettiga di
porpora e perle tratta da mule ferrate dargento, era stato
trasportato, per lo stretto dei melograni alla Casa dOro
e aveva udito gente gridare al suo passaggio: Nero Caesar!
e, come Eliogabalo, sera dipinto il viso di var colori
e avea filato la conocchia fra le donne e rapita la
Luna da Cartagine per darla in mistico matrimonio al
Sole.E ancora ancora Dorian leggeva limmaginoso capitolo
e i due seguenti, in cui, come in curiose tapezzerie
o in smalti finemente cesellati, eran dipinte le terribili e
splendide forme di coloro che il vizio e il sangue e la
spossatezza avean resi mostri o pazzi. Filippo Duca di
Milano, che assassin la moglie e tinse le sue labbra di
un veleno scarlatto perch lamante potesse baciandole
succhiarne la morte; Pietro Barbi, il veneziano, noto
come Paolo Secondo, che nella sua vanit volle esser
chiamato Formosus, e la cui tiara, stimata duecentomila
fiorini fu comperata a prezzo di un terribile peccato;
Gian Maria Visconti che usava cacciar coi bracchi uomini
vivi e il cui corpo martoriato di ferite fu coperto di
rose da una meretrice che lo aveva amato; il Borgia sul
suo bianco cavallo, col fratricidio che gli cavalca a fianco
e il mantello macchiato del sangue di Perotto; Pietro
Riario, il giovane cardinale arcivescovo di Firenze, paggio
e monsignore di Sisto quarto, la cui bellezza fu solo vinta
dalla sua dissolutezza, e che ricevette Eleonora
dAragona in un padiglione di seta bianca e cremisi pieno
di ninfe e di centauri; che copr doro un fanciullo
perch gli servisse al festino da Ganimede o da Hylas;
Ezzelino, la cui melanconia poteva esser curata solo dallo
spettacolo della morte, e che aveva la passione del
sangue rosso, come altri del rosso vino: il figlio del Diavolo,
come fu detto, che truff suo padre nel gioco dei
dadi, quando gioc con lui lanima sua; Giovambattista
Cibo, che per burla prese il nome di Innocente, e nelle
cui torpide vene un dottore ebreo infuse il sangue di tre
fanciulli; Sigismondo Malatesta, amante di Isotta e signore
di Rimini, la cui effigie fu arsa a Roma come
quella dun nemico di Dio e delluomo che strangol
Polyssena con un tovagliolo e infuse il veleno a Ginevra
dEste in una coppa di smeraldo, e in onore duna vergognosa
passione, fece costruire una chiesa pagana per
il culto cristiano; Carlo VI che aveva adorato cos selvaggiamente
la moglie del fratello, che fu avvisato da
un lebbroso della infamia che stava per colpirlo; Carlo
VI, che, quando il suo cervello sammal e insan, fu
potuto guarir soltanto con delle carte saracene ove eran
dipinte le immagini dellAmore, della Morte e della Follia;
e infine, in giustacuore guernito e in berretto gioiellato
e in riccioli come foglie dacanto, Grifonetto Baglioni
che assassin Astorre e la sua fidanzata, e Simonetto
col suo paggio; ma la cui avvenenza era tale che
mentre giacea morente sulla gialla piazza di Perugia,
quelli che lavevano odiato non poterono trattenere il
pianto, e Atalanta, che lavea maledetto, lo bened.
Quale orribile fascino in tutti questi assassini! Egli li
vedeva, di notte, ed essi gli turbavano la fantasia, a giorno.
Il Rinascimento conosceva strani modi di avvelenamento:
avvelenava con un elmetto o con una torcia accesa,
con un guanto ricamato o con una catena dambra;
ma Dorian Gray era stato avvelenato da un libro e vi fu
un momento in cui la malvagit non gli apparve che un
semplice mezzo con cui poter localizzare la concezione
della bellezza.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Il nove di novembre, la vigilia del suo trentottesimo
compleanno, come ricord spesso, pi tardi, e circa ad
undici ore, egli, di ritorno da un pranzo in casa di Lord
Enrico, si avviava a piedi verso casa, involto in una pesante
pelliccia, come la notte era fredda e nebbiosa.
Allangolo di Grovesnor Square e di Gouth Andley
un uomo lo oltrepass, nella nebbia, con passo assai
svelto e col bavero del grigio impermeabile rialzato: portava una valigia a mano.
Dorian lo riconobbe: era Basilio Hallward; e uno
strano senso di paura, che non sapeva spiegare, lo prese.
Non mostr di riconoscerlo e velocemente continu la
via diretto a casa. Ma Hallward laveva veduto e Dorian
ud prima i suoi passi arrestarsi sul selciato, e poi affrettarsi
verso di lui. Dopo poco la mano di Basilio gli stringeva il braccio.
Dorian! Che straordinaria fortuna! Tho aspettato,
nella tua libreria fin quasi alle nove. Ma infine
mimpietosii del tuo servo pieno di sonno e gli dissi
dandarsene a letto; e me ne uscii. Sai, parto per Parigi
col treno di mezzanotte e avevo proprio bisogno di vederti.
Mi pareva di riconoscerti, prima, o piuttosto la tua
pelliccia, quando mi passasti davanti. Ma non ero sicuro.
Ma tu come non mi hai riconosciuto?
Con questa nebbia, caro Basilio? Se non posso
riconoscere nemmeno Grovesnor Square! Credo che
casa mia si trovi da queste parti; ma non ne sono sicuro.
Mi dispiace che tu parta. Son secoli che non ti vedo. Ma
tornerai presto, spero!
No: rimarr fuor dInghilterra sei mesi. Ho deciso
di prendere uno studio a Parigi e di chiudermici dentro
finch non avr terminato un gran quadro che ho gi
dentro la testa. Ma non volevo parlarti di me. Eccoci
alla tua porta. Entro per un momento. Devo parlarti.
Ne son felice. Ma non perderai il treno? disse
Dorian Gray languidamente salendo i gradini e aprendo
con la chiave il saliscendi della porta.
La luce della lampada vinse la nebbia. Hallward
pot guardare lorologio.
Ho un mucchio di tempo, rispose. Il treno non
parte fino alle dodici e un quarto e sono appena le undici.
Stavo proprio andando al club a cercarti, quando tho
incontrato. Vedi, non potrei trattenermi se non avessi gi
spedito ogni cosa come bagaglio. Non porto con me che
quello che c in questa valigia e posso raggiungere la
stazione di Vittoria in venti minuti.
Dorian lo guard e sorrise.
Che modo di viaggiare per un pittore alla moda!
Una valigia Gladstone e un impermeabile! Entra, o la
nebbia penetra dentro casa. E bada di non parlarmi di
cose serie. Oggi non c nulla di serio o almeno nulla dovrebbe esserlo.
Hallward croll il capo entrando e segu Dorian nella Biblioteca.
Nel gran caminetto splendeva un vivo fuoco di legna;
le lampade erano accese e sopra un tavolino intarsiato
vera un servizio olandese da liquori in argento,
con qualche sifone dacqua di soda e grandi bicchieri di cristallo.
Vedi che il tuo servo mha trattato come uno di
casa, Dorian. Mi ha dato tutto ci che gli ho chiesto,
comprese le tue migliori sigarette bout dor. Che persona
ospitale! Mi piace assai pi di quel francese che avevi
prima. A proposito, che ne  di lui?
Dorian si strinse nella spalle. Credo abbia sposato
la cameriera di Lady Radley e si sia stabilito a Parigi
come sarto inglese. Langlomania  molto di moda oggi,
laggi.  ben sciocco da parte dei francesi, non ti pare?
Ma sai? egli non era un cattivo servo. Non mi piacque
mai, ma non avevo di che lagnarmi. Spesso ci si immagina
delle cose che sono soltanto assurde. Mera davvero
devoto e parve assai spiacente di partire. Vuoi
dellaltro brandyesoda? O preferisci vino del Reno al
seltz? Anchio ne prendo spesso. Certo ce n di l.
Grazie, non voglio altro, disse il pittore deponendo
cappello e soprabito e gettandoli sopra la valigia
che aveva messo in un angolo. Ed ora, amico mio,
devo parlarti seriamente. Non accigliarti cos. Mi rendi
pi difficile limpresa.
Ma di che si tratta? esclam Dorian col solito
suo modo petulante, sdraiandosi sul divano. Spero non
si tratti di me. Sono stanco di me stesso, stasera. Vorrei
essere un altro.
Si tratta di te, rispose Hallward, con voce grave
e profonda, e devo dirti tutto ci. Non ti porter via pi
di mezzora.
Dorian sospir e accese una sigaretta. Mezzora!
mormor.
Non ti chiedo molto, Dorian, e questo poco per
parlare di te, per il tuo bene. Penso che tu devi esser
messo al corrente delle terribili storie che si dicono a
Londra contro di te.
Non voglio conoscerle. Amo gli scandali altrui,
ma i miei non mi interessano. Han perduto il fascino
della novit.
Devono interessarti, Dorian. Ogni gentiluomo
sinteressa del suo buon nome. La gente non deve parlare
di te come di qualcosa di sozzo e di turpe. Certo tu
hai la tua posizione, la tua salute, ogni altro ben di Dio;
ma la posizione, la salute non sono tutto. Bada bene: io
non credo per nulla a tutte queste storie. Non posso crederci,
quando ti vedo. Il peccato  cosa che resta scritta
sulla faccia delluomo e non pu cancellarsi. Si parla
spesso di vizi secreti: non esistono. Se un disgraziato
uomo ha un vizio, lo mostra nelle linee della sua bocca,
nel languire delle sue palpebre, anche nella forma delle
sue mani. Un tale, non ne dico il nome; ma tu lo conosci
venne da me laltranno a farsi fare un ritratto. Non
lo avevo mai visto prima, n avevo mai udito parlare di
lui, bench poi mi sia avvenuto pi volte. Mi offr un
prezzo straordinario; ma rifiutai; vera qualcosa nella
modellatura delle sue dita che me le faceva odiare. So
adesso che avevo avuto piena ragione nel pensar male di
lui. La sua vita  spaventosa. Ma tu, Dorian, con la tua
pura, netta, innocente faccia, con la tua maravigliosa
giovinezza immacolata... No, non posso creder nulla
contro di te. Eppure io ti vedo raramente e tu non vieni
pi al mio studio, e quando son lontano da te, e ascolto
tutte quelle sozze storie che la gente sussurra sul conto
tuo, non so che dire. Perch, Dorian, tanti gentiluomini
di Londra non vogliono entrare in casa tua n invitarti
nella loro? Perch un uomo come il Duca di Berwick, se
ne va dal club appena tu vi entri? Tu eri amico di Lord
Staveley. Lincontrai ad un pranzo la settimana scorsa. E
per caso fu fatto il tuo nome, conversando, a proposito
delle miniature che hai ceduto allesposizione di Dudley.
Staveley torse le labbra, e disse che tu potevi avere
il gusto darte pi raffinato, ma che eri un uomo che non
si potrebbe permettere di conoscere a nessuna fanciulla
innocente, ed a cui nessuna casta donna potrebbe seder
vicino. Io gli ricordai chio ero tuo amico e gli chiesi
cosa volesse dire. Me lo disse. Me lo disse chiaro in faccia
a tutti. Era orribile! E perch la tua amicizia  fatale
per tanti giovani? Quel disgraziato giovane che serviva
nelle Guardie, si suicid. Ed era tuo grande amico!
Sir Enrico Ashton, dovette lasciar lInghilterra con un
nome infamato. Ed eravate inseparabili. E che puoi dirmi
di Adriano Singleton e della sua spaventosa fine?
Del figlio unico di Lord Kent e della sua carriera rovinata?
Incontrai suo padre ieri in via S. Giacomo e mi sembr
affranto dalla vergogna e dal dolore! E che puoi dirmi 
del giovine Duca di Perth? A che vita s mai ridotto?
Qual gentiluomo gli sar pi amico?
Basta, Basilio. Tu parli di cose che non sai, disse
Dorian Gray, mordendosi un labbro e con un tono di
infinito disprezzo nella voce:, Tu mi chiedi perch Berwick
lascia la stanza dove io entro. Perch io conosco a
fondo la sua vita, e non perch egli conosce a fondo la
mia. Col sangue che egli ha nelle vene, come si pu creder
sincere le sue storie? Mi chiedi di Enrico Ashton e
del giovane Perth. Ho forse insegnato ad uno i suoi vizi
e allaltro le sue dissolutezze? Se lo stupido figlio di
Kent prende in moglie una donnaccia da trivio che
centro io? Se Adriano Singleton scrive il nome dun
amico sotto una cambiale, son forse io il suo tutore? So
come la gente chiacchieri in Inghilterra. I borghesi fan
pompa dei loro pregiudizi morali dopo un bel pranzo e
malignano su ci che chiamano il libertinaggio di coloro
che son superiori ad essi per far credere che essi fan parte
dellaristocrazia e in intimi rapporti con quelli di cui
parlano male. In questo paese basta che un uomo si distingua
o che abbia del cervello per tirarsi addosso tutte
le cattive lingue. Ma dimmi un po, che vita fa questa
gente, che posa ad esser morale? Caro mio, tu dimentichi
di esser nella terra nativa degli ipocriti.
Dorian, esclam Hallward, ma cosa importa
tutto questo? LInghilterra  assai cattiva e la societ inglese
ha gravi torti. Lo so! Ma appunto per questo io voglio
che tu sia intatto. Infine si ha il diritto di giudicare
un uomo dallinflusso che egli ha sugli amici. E sembra
che tu perda ogni senso di onore, di bont, di purezza.
Tu li hai sostituiti con una pazza passione del piacere
ed essi son caduti nelle profondit: e tu ve li lasci: s,
tu ve li lasci e puoi ancora sorridere, come sorridi adesso.
Ma vi  di peggio. Io so che tu ed Enrico siete inseparabili.
Appunto per questo, se non per altro, tu non
dovevi fare uno zimbello del buon nome di sua sorella.
Bada, Basilio. Parli troppo.
Io devo parlare e tu devi ascoltarmi. Mi ascolterai.
Quando incontrasti Lady Guendalina, non laveva
sfiorata mai neanche il soffio duno scandalo. V oggi
una sola donna per bene a Londra che andrebbe in carrozza
con lei al Parco? Perch perfino ai suoi figli non 
permesso di vivere con lei! E v altro... V altro... Che
tu sei stato veduto scivolar via allalba fuor da sozze
case, o nasconderti travestito nei pi infami antri di
Londra.  vero? Pu esser mai vero? Quando udii tutto
ci la prima volta, risi. Lo odo ora, ancora, e mi fa rabbrividire.
Che puoi dirmi della tua villa in campagna, e
della vita che vi conduci? Dorian, tu non sai cosa si dice
di te ed  inutile chio ti dica che non voglio farti una
predica. Mi ricordo che Enrico disse una volta che ogni
uomo che si metta a fare il curato en amateur, comincia
sempre la prima volta col dir cos e poi finisce col contraddirsi.
Io non voglio farti una predica. Voglio che tu
conduca una vita che ti faccia rispettato nel mondo. Voglio
che tu abbia un nome intatto e una pura fama. Voglio
che tu ti liberi da quella gentaglia di cui sei amico.
Non scrollar le spalle. Tu possiedi una influenza maravigliosa. 
Fa chessa serva al bene e non al male. Dicono
che tu corrompi chiunque divenga tuo intimo e che ti
basta di entrare in una casa, perch ti seguan dopo poco
vergogne dogni genere. Non so se  vero o no. Come
potrei saperlo? Ma questo dicono di te. Mhan detto
cose di cui sembra impossibile dubitare. Lord Gloucester
fu ad Oxford uno dei miei pi grandi amici; ebbene,
mi mostr una lettera che sua moglie gli aveva scritto
quando giaceva abbandonata e moribonda nella sua villa
a Mentone. Il tuo nome era implicato nella pi terribile
confessione chio leggessi mai. Gli dissi che era assurdo,
che ti conoscevo a fondo, che tu eri incapace di cose
simili. Conoscerti? Ma posso io conoscerti? Prima di
poter rispondere a questa domanda, dovrei vedere lanima tua.
Vedere lanima mia! mormor Dorian Gray, alzandosi
in piedi dal divano e impallidendo di terrore.
S, rispose Hallward gravemente e con un profondo
dolore nella voce, vedere la tua anima. Ma solo Iddio potrebbe...
Un amaro riso di scherno ruppe le labbra del giovane.
La vedrai tu stesso, questa sera! grid afferrando
una lampada sul tavolo. Vieni,  opera tua. Perch non
dovresti vederla? E se ti piace, dopo potrai dir tutto al
mondo. Nessuno ti crederebbe. E se ti credessero mi
amerebbero di pi per questo. Conosco il mio secolo
ben meglio di te, bench tu ne cianci cos noiosamente.
Vieni, ti dico. Hai chiacchierato abbastanza di corruzione.
Ora la guarderai faccia a faccia.
La follia dellorgoglio era in ogni parola chei pronunziava.
Egli batt il piede per terra col suo fare di ragazzo
insolente. Provava una terribile gioia al pensiero
che un altro dividerebbe il suo secreto, e che luomo che
aveva dipinto il ritratto chera origine di tutta la sua vergogna
stava per esser gravato per tutta la vita dal sozzo
ricordo di ci chegli aveva fatto.
S,, continu, avvicinandoglisi ancora e guardandolo
risolutamente negli occhi austeri. Ti mostrer
la mia anima. Tu vedrai quello che pensi solo Iddio possa vedere.
Hallward indietreggi atterrito. Tu bestemmi, Dorian!
grid. Non dir cose simili. Sono orribili e non han senso.
Tu credi? e rise ancora.
Ne son certo. E quanto a ci che tho detto stasera,
te lho detto per il tuo bene. Tu sai che io ti sono
sempre un devoto amico.
Non toccarmi. Finisci ci che hai da dire.
Una contrazione di dolore pass sul volto del pittore.
Tacque un istante e un gran senso di piet lo prese.
Dopo tutto, che diritto egli aveva di immischiarsi nella
vita di Dorian Gray? Se anche avesse fatto la decima
parte di quanto si bisbigliava di lui, come egli aveva dovuto
soffrire! Si fece forza, savvicin al caminetto e
stette a guardare i ciocchi ardenti, la cenere come brina
e i palpitanti cuori di fiamme.
Aspetto, Basilio, disse il giovane con voce alta e dura.
Egli si volse. Questo devo dirti, esclam. Tu
devi darmi una risposta a queste orribili accuse che ti
son fatte. Se mi dici che son del tutto false, da capo in
fondo, ti creder. Smentiscile, Dorian, smentiscile! Non
vedi cosa divento? Dio mio! Non dirmi che sei malvagio,
corrotto e pieno di vergogna!
Dorian Gray sorrise e sulle sue labbra era una smorfia
di disprezzo.
Vieni su, Basilio, disse, calmo. Io tengo il diario
della mia vita giorno per giorno e non lo porto mai
via dalla stanza dove io scrivo. Te lo mostrer se vieni
con me.
Verr, Dorian, se tu vuoi. Vedo che ho perso il
treno. Non importa. Andr domani. Ma non chiedermi
di legger nulla, questa notte. Tutto ci che voglio  una
semplice risposta alla mia domanda.
Ti sar data di sopra. Qui non potrei. Non avrai molto da leggere.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Egli usc dalla stanza e cominci a salir le scale: Basilio
Hallward lo seguiva. Camminavano piano piano
come si cammina di notte istintivamente; la lampada
gettava ombre fantastiche sulle mura della scala; un
vento improvviso fece cigolar qualche imposta.
Quando furon giunti al piano superiore, Dorian pos
la lampada in terra e presa la chiave la gir nella serratura.
Basilio, vuoi proprio sapere? chiese a voce bassa.
S.
Ne sono beato,, egli rispose sorridendo; poi aggiunse
rudemente:, Tu sei lunica persona al mondo
che abbia il diritto di conoscere tutto ci che mi riguarda.
Tu hai a che fare con la mia vita assai pi che non
pensi; e, ripresa la lampada, apr la porta ed entr. Una
fredda corrente daria li invest e la luce balz per un
momento in una fosca fiamma arancione. Egli rabbrivid.
Chiudi la porta dietro di te, gli mormor, posando
la lampada sulla tavola.
Hallward dette uno sguardo in giro, con unaria di
stupore. La stanza gli apparve da molti anni disabitata.
Una smunta tappezzeria fiamminga, un quadro coperto
da un drappo, un vecchio cassone italiano, e una libreria
quasi vuota; ecco tutto quello che cera, con una sedia e
un tavolo.
Mentre Dorian Gray accendeva una candela gi per
met consumata, che stava sopra il caminetto, egli
saccorse che la stanza era coperta di polvere e che il
tappeto era in brandelli. Un topo fugg spaventato dietro
gli assiti. Vera un umido odore di muffa.
E cos tu credi che solo Dio pu vedere lanima,
Basilio? Tira via quel drappo e vedrai la mia.
La sua voce era fredda e crudele.
Ma tu sei pazzo, Dorian, o reciti una commedia, mormor Hallward oscurandosi in viso.
Non vuoi? Allora io ho il dovere di farlo, disse
il giovane, e dispiccato il drappo lo lasci cadere a terra.
Un grido di orrore ruppe dalle labbra del pittore, appena
ei pot vedere nella fioca luce lorribile faccia che
dalla tela gli sogghignava. Vera in quella espressione
qualcosa che lo riempiva di disgusto e di schifo. Per
Dio! Era quella la faccia di Dorian Gray? Lorrore, per
quanto grande, non aveva distrutta del tutto la sua maravigliosa
bellezza. Vera ancor delloro nella capigliatura
pi rada e del vermiglio nella bocca sensuale. I gonfi
occhi mantenean qualcosa della bellezza del loro azzurro,
le nobili curve non erano ancora scomparse dalle narici
come cesellate e dalla plastica gola. S: era Dorian.
Ma chi lo aveva fatto? Gli parve di riconoscere la sua
maniera... La cornice era quella disegnata da lui. Lidea
era mostruosa, ma egli se ne atterr. Afferr la candela
accesa e lavvicin alla pittura. Nellangolo sinistro
cera scritto il suo nome in lunghe lettere di brillante vermiglio.
Che sudicia parodia! Che infame, ignobile satira!...
Egli non lavea fatta. Eppure era la sua pittura. Lo riconobbe
e gli parve che il suo sangue mutasse in un attimo,
di fuoco in torpido ghiaccio. Il suo ritratto! Che volea
dir ci? Perch era cos alterato? Si volse e guard
Dorian Gray con occhi di febbre. La sua bocca si contrasse
e la lingua arsa parve non potesse articolarsi pi!
Si pass la mano sulla fronte: era umida di sudor freddo.
Il giovane stava appoggiato al caminetto e lo osservava
con quella espressione strana che si vede sui volti
di coloro che son trascinati da un dramma, quando chi
recita  un grande attore; non vera profondo dolore n
vera gioia: vi era soltanto la passione dello spettatore
con forse un lampo di trionfo negli occhi. Sera tolto il
fiore dallocchiello e lo odorava o mostrava di farlo.
Che vuol dir ci? esclam Hallward, infine. E
la sua stessa voce suon acuta e strana al suo orecchio.
Anni fa, quando ero un ragazzo, disse Dorian
Gray, frantumando il fiore in mano, tu mi incontrasti,
mi adulasti, mi insegnasti ad essere vano della mia bellezza.
Un giorno mi presentasti ad un tuo amico, che mi
spieg il mistero della giovinezza, e tu appunto allora finivi
il mio ritratto che mi rivel la maraviglia della bellezza.
In un momento di follia, che anche ora, non so se
rimpiango o no, io espressi un desiderio. Forse tu dirai
che feci una preghiera...
La ricordo! O come la ricordo! Ma no!  impossibile.
La stanza  umida. La muffa ha forse corrotto la
tela. Ho usato dei colori composti di veleni minerali. 
Ti dico che  impossibile.
Ah, cosa  impossibile? mormor il giovane,
andando alla finestra e appoggiando la fronte contro i
vetri freddi e annebbiati.
Tu mi dicesti di averlo distrutto.
Non era vero. Fu esso che distrusse me.
Non credo che sia il mio ritratto.
Non vedi in esso il tuo ideale? disse Dorian
amaramente.
Nel mio ideale, come tu dici...
Come tu dicevi.
Non cera nulla di malvagio, nulla di ignobile.
Tu eri per me un ideale cos alto come mai potr pi incontrarne.
Questa  la faccia di un satiro.
 la faccia dellanima mia!
Cristo! Quale cosa ho adorato! Ha gli occhi di un
diavolo!
Ognuno di noi ha in s il Paradiso e lInferno,
Basilio, grid Dorian, con un selvaggio gesto di disperazione.
Hallward ritorn al ritratto e lesamin. Mio Dio!
Se  vero, esclam, se questo  quanto tu hai fatto
della tua vita, tu devi essere ancora peggiore di quello
che possano immaginarlo quelli che parlano contro di
te! Alz la lampada contro la tela, e losserv.
La superficie appariva intatta, come egli laveva lasciata
ed era evidente che soltanto dallinterno era venuta
la bruttura, lorrore. Per uno strano vivificarsi di vita
interiore la lebbra del peccato aveva a poco a poco tutto
corroso. Linfradiciarsi dun cadavere in un sepolcro acquoso
non era cos spaventoso. La mano trem: la candela
cadde dal candeliere in terra e vi giacque scoppiettando.
La spense col piede e la butt via. Poi cadde nella
seggiola sozza chera presso la tavola e nascose la faccia
fra le mani.
Buon Dio, Dorian, che lezione! che tremenda lezione!
Non ebbe risposta, ma pot udire il giovane
singhiozzare vicino alla finestra. Prega, Dorian. Prega!
mormor. Cosa ci hanno insegnato a dire quando
eravamo fanciulli? Non lasciarci cadere in tentazione;
perdonaci i nostri peccati; purificaci dalle nostre iniquit.
Diciamolo insieme. La preghiera del tuo orgoglio 
stata ascoltata; lo sar anche quella del tuo pentimento.
Ti ho troppo adorato. Come ne son punito! Tu hai adorato
troppo te stesso. Siamo puniti ambedue.
Dorian Gray si volse piano piano e lo guard con
occhi nebbiosi di lacrime.  troppo tardi, Basilio, balbett.
Non  mai troppo tardi, Dorian. Inginocchiamoci;
cerchiamo di ricordare una preghiera. Vi  un versetto
che dice; Bench i vostri peccati siano scarlatti, io li
far bianchi come neve!
Quelle parole non hanno pi senso per me!
Zitto! Non dire. Hai fatto abbastanza del male
nella tua vita. Mio Dio! non vedi quella maledetta faccia
che ci sogghigna?
Dorian Gray volse gli occhi al ritratto, e dimprovviso,
un indomabile sentimento di odio contro Basilio
Hallward lo invase, come se glielo avesse suggerito
limmagine della tela, come se quelle ghignanti labbra
glielo avessero soffiato allorecchio. I folli istinti duna
belva rincorsa in caccia lo squassarono: s, egli odi
quelluomo che stava seduto presso la tavola, come in
tutta la vita non aveva mai odiato nessuno. Si guard attorno,
selvaggiamente. Qualcosa dette un lampo davanti
a lui, sopra il cassone dipinto: riconobbe cosera. Era un
coltello chegli aveva portato su, qualche giorno prima
per tagliare un pezzo di corda, e che sera dimenticato di
riprendere. Si mosse piano piano verso di esso, passando
vicino a Hallward. Appena fu dietro di lui, afferr il
coltello e si volse. Hallward si mosse dalla sedia per alzarsi
ma egli si scagli su di lui e glimmerse il coltello
dietro lorecchia dentro la carotide, premendo contro il
tavolo la testa di lui e colpendolo ancora... ancora...
Ud un gemito represso e lorribile rantolo di chi 
soffocato dal sangue. Tre volte le braccia distese salzarono
convulsamente, agitando nellaria grottesche mani
dalle dita stecchite. Lo colp ancora due volte, ma
luomo non si mosse. Ud qualcosa che sprizz sul pavimento.
Aspett un istante, premendo ancora la testa in
gi. Poi gett il coltello sul tavolo e stette in ascolto.
Non ud altro che quella goccia, quella goccia sul
tappeto consunto. Apr la porta. Usc sul pianerottolo.
Tutto era quieto. Nessuno. Rimase pochi secondi curvo
sulla ringhiera, spiando nel nero pozzo di tenebre. Poi
lev la chiave dalla toppa e rientr, chiudendosi dentro.
Laltro era ancor seduto, riverso sulla tavola con la testa
china, gobbo, con le lunghe braccia fantastiche. Se non
ci fosse stato quel rosso strappo slabbrato sul collo e la
nera pozza grumosa che invadeva a poco a poco la tavola,
lo si sarebbe creduto addormentato.
Tutto era successo in un lampo! Dorian si sentiva
stranamente calmo; sappress alla finestra, lapr ed
usc sul balcone.
Il vento avea dispersa la nebbia e il cielo era come
una mostruosa coda di pavone, costellata da miriadi
docchi doro. Guard in basso: vide il poliziotto che facea
la sua ronda investendo del lungo getto di luce della
sua lanterna le porte delle case silenti.
Il fanale cremisi di una vettura da nolo che girava in
cerca, illumin langolo della via e disparve. Una donna
avvolta in uno scialle fluttuante scivol furtiva tra i cancelli,
con vacillante passo. Ogni tanto si fermava e cercava
intorno con gli occhi. Poi cominci a cantare con
voce rca. Il poliziotto corse verso di lei, e le disse qualcosa.
Essa incespic via, ridendo. Una aspra ventata
singolf nella Piazza. Le fiammelle dei fanali a gas tremarono,
e divennero azzurre e gli alberi sfrondati agitaron
su e gi le oscure rame ferrigne. Egli rabbrivid e
rientr, chiudendo dietro di s la portiera.
Raggiunse la porta, gir la chiave nella toppa e
lapr. Non gett neppure uno sguardo sul morto. Sentiva
che il segreto stava nel non rendersi conto di ci
chera successo. Lamico che aveva dipinto il fatale ritratto
cui egli doveva tutta la sua vergogna, non viveva
pi. Questo era limportante, ma si ricord di aver 
dimenticato la lampada accesa. Era uno strano lavoro moresco,
di argento massiccio, coperto di arabeschi di acciaio
brunito e gemmato di grosse turchesi. Forse il servo
ne avrebbe osservato la mancanza e gli avrebbe chiesto
qualcosa. Esit un attimo, poi si volse e la prese via
dalla tavola. Ma non pot a meno di guardare il morto.
Come era tranquillo! E comerano orribilmente bianche
quelle lunghe mani! Pareva una spaventosa immagine di
cera.
Chiusa la porta a chiave dietro di s, scivol pianamente
gi per le scale, e come il piancito di legno scricchiolava
quasi gridasse di dolore, si ferm molte volte e
attese. No: tutto era tranquillo: non era che il suono dei
suoi passi.
Raggiunse la biblioteca e vide la valigia e il soprabito
nellangolo. Bisognava nasconderli subito. Apr un
armadio segreto nellassito che foderava la parete, egli
vi teneva i suoi strani travestimenti, e li gett l dentro.
Avrebbe potuto dopo agevolmente bruciarli. Poi guard
lorologio: erano le due meno venti.
Sedette e cominci a pensare. Ogni anno, ogni mese
quasi, si impiccava in Inghilterra della gente per aver
commesso ci chegli aveva commesso or ora. Cera
nellaria una follia domicidio. Forse una rossa stella si
era troppo avvicinata alla terra... Ma che prove cerano
contro di lui? Basilio Hallward era uscito di casa alle
undici e nessuno lo aveva veduto rientrare. Quasi tutti i
servi erano a Selby Royal; il suo cameriere era gi andato
a letto... Parigi! S. Basilio era andato a Parigi col treno 
della mezzanotte, come voleva e con le sue abitudini
di scapolo solitario scontroso ci volean dei mesi prima
che sorgessero dei sospetti. Dei mesi! E prima di allora
tutto sarebbe stato distrutto.
Una idea lo colp improvvisa. Indoss la pelliccia, si
mise il cappello ed usc in anticamera. L aspett, seguendo
con lorecchio il calmo passo pesante del poliziotto,
fuori, sul selciato, e spiando la fiamma della sua
lanterna che si rifletteva nelle finestre.
Dopo un poco tir il saliscendi, e scivol fuori chiudendo
pianamente la porta dietro le spalle. Poi suon il
campanello. Dopo cinque minuti circa il cameriere apparve
mezzo vestito, e ancor tutto assonnato.
Mi dispiace davervi dovuto svegliare, Francis, disse Dorian entrando, ma ho dimenticato la chiave.
Che ora ?
Le due e dieci, signore, rispose il servo, dando
unocchiata sonnacchiosa allorologio a muro.
Le due e dieci?  terribilmente tardi! Svegliami
alle nove, domani. Ho da fare.
Benissimo, signore.
 venuto nessuno, stasera?
Il signor Hallward, signore. Rimase qui ad aspettarvi
fino alle undici, poi scapp via per non perdere il
treno.
Oh! come mi dispiace di non averlo veduto. Ha
lasciato detto nulla per me?
No, signore. Soltanto che vi avrebbe scritto da
Parigi, se non vi avesse trovato al club.
Va bene, Francis. Non dimenticarti di svegliarmi
alle nove.
No, signore.
Il servo se ne and, strascicando le sue ciabatte.
Dorian Gray gett pelliccia e cappello sul tavolo e
pass nella Biblioteca. Per un quarto dora gir su e gi
per la stanza mordendosi le labbra, pensieroso. Poi tolse
da uno scaffale il Blue Book e cominci a sfogliarlo.
Alan Campbell, 152, Via Herthford, Mayfair.
S: ecco luomo che gli bisognava.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Alle nove del mattino dopo, il cameriere entr recando
sovra un vassoio una tazza di cioccolata e apr le
persiane. Dorian dormiva sereno, sdraiato sul fianco destro,
con una mano sotto la guancia: sembrava un fanciullo stanco dello studio e del giuoco.
Il servo dovette battergli due volte sulla spalla prima
chegli si destasse, e quando apr gli occhi un leggiero
sorriso color le sue labbra, come se fosse stato rapito a
deliziosi sogni. Ma egli non aveva neppure sognato: la
sua notte non era stata turbata da alcuna immagine di
angoscia o di gioia; era la giovinezza che sorrideva, senza
ragione: ed  uno dei suoi fscini pi grandi.
Egli si volt e appoggiandosi sul gomito cominci a sorseggiare la cioccolata.
Il molle sole di novembre inondava la stanza. Il cielo
era luminoso: era nellaria un gioviale calore: pareva un mattino di maggio.
A poco a poco gli avvenimenti della notte scorsa
sinsinuarono mutamente nel suo cervello con piedi
macchiati di sangue: si delinearono con una terribile evidenza.
Egli trasal al ricordo di quanto aveva sofferto e per
un istante lo invase quello stesso strano sentimento di
odio contro Basilio Hallward che lo aveva spinto ad ucciderlo
mentre sedeva su quella seggiola: rabbrivid di
passione. Il morto sedeva ancor l, adesso, e alla luce
del sole. Come era orribile! Queste spaventose cose son
fatte per la tenebra e non per il giorno.
Sent che se avesse meditato su quello che aveva
passato, sarebbe divenuto malato o pazzo.
Vi sono peccati il cui fscino sta pi nel ricordarli
che nel commetterli; strani trionfi che soddisfano pi
lorgoglio che la passione, e dnno allo spirito un acuto
sentimento di gioia, assai pi grande del piacere che
portano o dovrebbero portare ai sensi. Ma questo non
era tale. E bisognava cacciarlo dalla mente, addormentarlo
con dei papaveri, soffocarlo bisognava, per non esserne soffocati.
Quando suon la mezzora, si pass una mano sulla
fronte, poi si alz in fretta e si vest con maggior cura
del solito, ponendo grande attenzione nella scelta della
cravatta e della spilla, e cambiando varie volte gli anelli.
Spese gran tempo a far colazione, assaggiando molte
portate, parlando al cameriere di una nuova livrea che
pensava di far vestire ai servi di Selby e scorrendo la
corrispondenza. Ad una lettera, sorrise. Tre lo annoiarono.
Una rilesse varie volte e poi la strapp con una leggera
espressione di noia: Che terribile cosa la memoria
di una donna!. Come un tempo aveva detto Lord Enrico.
Dopo aver bevuto il caff nero, si forb le labbra
lentamente con un tovagliolo, disse al servo daspettare
e, sedutosi allo scrittoio, scrisse due lettere: una ne mise
in tasca, laltra porse al cameriere.
Francis, portala al 152 Hertford Street, e se il signor
Campbell  fuori di citt, fatti dare lindirizzo.
Appena solo accese una sigaretta e cominci a disegnar
degli schizzi sopra un foglio di carta; fiori, motivi
architettonici... faccie umane. Si accorse dimprovviso
che ogni volto chegli avea segnato rassomigliava stranamente
a Basilio Hallward. Soscur in viso, e si alz:
era deciso a non pensare per nulla a quanto era successo
finch ci non gli divenisse necessario. Savvicin allo
scaffale e ne tolse a caso un volume.
Quando si fu allungato sul divano, guard il titolo
del libro. Era maux et Cames di Gautier nella edizione
Charpentier in carta giapponese, con gli schizzi di
Jacquemart: rilegato in cuoio verdecedro con una decorazione
a graticcio dorato arborato a melograne.
Era un dono di Adriano Singleton. Sfogliandone le
pagine gli cadde locchio sul poemetto della mano di
Lacenaire, la fredda mano gialla du supplice encore
mal lave dai peli rossi e dai doigts de faune.
Guard le sue bianche dita affusolate rabbrividendo
leggermente, a suo dispetto, e volt le pagine fino a
quelle belle quartine su Venezia:
...
.
...
Sur un gamme chromatique
le sein de perles ruisselant,
la Vnus de lAdriatique
sort de leau son corps rose et blanc.
Les dmes, sur lazur des ondes
suivant la phrase au pur contour,
senflent comme des gorges rondes
que soulve un soupir damour.
Lesquif aborde et me dpose,
jetant son amarre au pilier,
devant une faade rose,
sur le marbre dun escalier.
...
.
...
Che versi squisiti! Come uno li legge, ecco gli pare
di galleggiar via per i verdi canali della citt di perle e di
rose, seduto in una nera gondola dalla prora dargento e
dalle pendule cortine.
I puri versi sembravano a Dorian simili a quelle lunghe
striscie di un azzurro turchese che seguon chi voga
verso il Lido; e i lampi di colore improvvisi, gli ricordavano
il luminoso volo degli uccelli dalla gola diride e
di opale, intorno al campanile come ad un enorme favo
da miele, o quando essi pomposamente zampettano con
tanta regale grazia, sotto le oscure arcate maculate dal tempo.
Sabbandon sul dorso con occhi semichiusi e ripet a se stesso pi volte:
...
.
...
Devant une faade rose, sur le marbre dun escalier.
...
.
...
Tutta Venezia in questi due versi! Gli ritornava alla
memoria lautunno trascorso laggi e un maraviglioso
amore che lavea l trascinato a pazze deliziose follie.
Ovunque vive lavventura dellamore. Ma Venezia
come Oxford se nera fatto uno sfondo, e lambiente 
tutto per un vero romantico, o quasi tutto, almeno.
Basilio era stato sempre suo compagno, laggi: era
divenuto pazzo del Tintoretto. Povero Basilio! Che brutta
morte per un simile uomo.
Egli sospir e ripigli il volume e cerc di dimenticare.
E lesse i versi delle rondini che volan dentro e fuori
quel piccolo caff di Smirne dove gli Hadjis siedon
contando i grani dambra dei loro rosari e i mercanti coperti
dal turbante fuman le lunghe pipe intarsiate e si
parlano gravemente fra loro; lesse dellObelisco di Piazza
della Concordia che piange lacrime di granito nel suo
solitario esilio senza sole, e rimpiange lardente Nilo coperto
dai fior di loto, dove sono le sfingi, e gli ibis di
rose rosse e i bianchi avvoltoi dagli artigli dorati, e i
coccodrilli, dai piccoli occhi di berillo, che si trascinano
sul verde fango scintillante; cominci a fantasticare su
quei versi che, traendo della musica da un marmo corroso
dai baci, parlano di quella curiosa statua che Gautier
paragona alla voce di contralto: le monstre charmant,
che giace al Louvre nella sala di porfido.
Ma dopo un poco il libro gli cadde dalle mani. Si
sentiva nervoso, e un terribile accesso di terrore lo scosse.
Se Alan Campbell fosse fuori dInghilterra? Chi sa
dopo quanto tempo sarebbe ritornato. Forse non avrebbe
voluto. E allora, che fare? Ogni momento aveva una importanza vitale.
Erano stati grandi amici un tempo, cinque anni addietro
quasi inseparabili. Poi lintimit era cessata 
improvvisamente ed ora quando si incontravano in societ,
soltanto Dorian Gray sorrideva; ma non Alan Campbell.
Era un giovane abilissimo; non aveva un gusto profondo
delle arti plastiche, e quel poco di poesia che conosceva
lo doveva completamente a Dorian Gray; ma la
sua gran passione era per la scienza. Molti anni avea lavorato
al Laboratorio di Oxford e sera fatto un bel
nome, laureandosi in scienze naturali. Specialmente la
chimica lo appassionava: sera fatto un gabinetto suo,
ove si chiudeva tutto il giorno, con grande noia della
madre, che sera messa in mente di farne un deputato al
Parlamento e aveva una vaga idea che un chimico non
fosse buono ad altro che a far ricette. Per egli era un
eccellente musicista e suonava, assai meglio della maggior
parte dei dilettanti, il pianoforte e il violino. E alla
musica egli e Dorian Gray dovettero il loro primo incontro;
alla musica e a quellindefinibile fascino che
Dorian esercitava ogni qual volta volesse e spesso anche
senza esserne conscio.
Serano incontrati in casa di Lady Berkshire, in occasione
duna serata che vi teneva Rubinstein, e dopo
erano stati veduti sempre insieme allOpera e dovunque
si desse della buona musica. E per diciotto mesi lintimit
fu strettissima; Campbell era sempre invitato a Selby
Royal o a Grovesnor Square; e per lui come per altri
moltissimi Dorian Gray rappresentava il tipo di quanto
vi  di maraviglioso e di attraente nella vita.
Nessuno seppe mai se fra di essi fosse avvenuto un
litigio; ma tutti improvvisamente notarono che essi si
parlavano appena, incontrandosi, e che pareva che Campbell
lasciava sempre ben presto le riunioni cui Dorian
Gray fosse presente. Era anche mutato: a volte stranamente
melanconico, sembrava quasi che odiasse la musica
e non voleva pi suonare, scusandosi se glielo chiedevano,
col dire che la scienza assorbiva tanto di lui, da
non lasciargli, neppure il tempo di tenersi in esercizio.
Ed era vero. Ogni giorno pi egli sappassionava
per la biologia, e il suo nome cominci ad apparire una
o due volte nelle riviste scientifiche, a proposito di alcuni strani esperimenti.
Tale era luomo che Dorian Gray aspettava. Ad ogni
istante guardava lorologio e pi i minuti passavano pi
egli diveniva terribilmente agitato. Infine balz in piedi,
e cominci a passeggiare su e gi per la stanza, come
una bella belva in gabbia. Facea lunghi passi furtivi. Le
sue mani erano stranamente gelide.
Lattesa divenne insopportabile. Il tempo gli parve
strisciasse con piede di piombo mentre gli parea desser
travolto da mostruose ventate verso il ciglio dentato
dun tetro bratro.
Egli sapeva che cosa laspettava laggi: lo vide, e
rabbrividendo, premette con le madide mani le palpebre
ardenti come se avesse voluto strapparsi il senso della
vista, schiacciando le pupille dentro nelle loro orbite.
Inutile! Il suo cervello aveva il cibo di che impinguarsi
e limmaginazione, resa grottesca dal terrore, si
torceva e si divincolava come un essere vivente sotto
langoscia, danzava come un sozzo fantoccio sul palchetto, e satteggiava alle smorfie di mille maschere.
Poi, dun tratto, il tempo si arrest. S: quella cieca cosa
dal lento respiro non strisci pi, e con la sua morte, orribili
pensieri savventaron contro di lui, e da quel sepolcro
trassero e gli svelarono funeste sorti. Ma egli le
scrutava immobile. Il colmo dellorrore laveva reso di pietra.
Infine la porta sapr: entr il servo. Egli volse a lui
gli occhi sbarrati che parevan di smalto.
Il signor Campbell, annunzi il servo.
Un sospiro di sollievo ruppe le aride labbra; un po
di rossore gli torn alle gote.
Digli di entrare subito, Francis. Sent desser tornato se stesso.
La vilt era passata.
Il servo sinchin ed usc. Dopo poco Alan Campbell
entr, con una espressione di grande durezza, piuttosto
pallido, e pi parve per i capelli neri come il carbone
e le oscure sopracciglia.
Alan! Come sei stato gentile. Ti ringrazio.
Avevo deciso di non entrare pi in casa vostra,
Gray. Ma voi mi dite che  questione di vita o di morte.
La sua voce era aspra e fredda: parlava lentamente,
deciso e nellocchiata ferma e investigatrice chei gett
su Dorian vera un senso di disprezzo. Teneva le mani in
tasca del suo giubbone dastrakhan e non sembrava
avesse notato il gesto con cui era stato salutato.
S,  questione di vita o di morte, Alan, e per pi
dun solo. Siedi.
Campbell sedette presso la tavola e Dorian di fronte
a lui. I loro occhi si incontrarono: in quelli di Dorian
vera una piet infinita: egli sapeva che ci che stava per
fare era terribile.
Dopo un momento di forzato silenzio, egli si chin
verso lamico e assai pianamente, per osservar leffetto
che ogni parola imprimeva sul volto di lui, disse: Alan, in una stanza chiusa a chiave in fondo a questa
casa, una stanza ove non entro che io solo, un morto 
seduto presso una tavola.  morto da dieci ore. Non agitarti
e non guardarmi in quel modo. Chi egli sia, perch
mor, son cose che non ti riguardano. Quello che tu devi
fare  questo:...
Basta, Gray. Non voglio sapere altro. Non mi importa
se ci che mi avete detto  vero o non  vero; ma
io rifiuto nel modo pi assoluto di immischiarmi della
vostra vita. Tenetevi per voi i vostri orribili segreti. Essi
non mi interessano pi.
Alan, essi devono interessarti ancora. Questo
solo almeno deve interessarti. Son terribilmente dispiacente
per te, Alan. Ma non posso fare a meno. Tu sei
lunico che possa salvarmi ed  necessario che ti metta
al corrente della cosa. Non ho da scegliere. Alan, tu sei
uno scienziato e conosci la chimica e tutte le altre storie
simili: hai fatto degli esperimenti.... Ci che devi fare 
distruggere quel morto che  di sopra: distruggerlo in
modo che non ne resti vestigio. Nessuno lo vide entrare
in casa; anzi lo credono a Parigi e per molti mesi non se
ne noter lassenza. Ora quando lo ricercheranno, non vi
deve esser pi traccia di lui qui. Tu, Alan, devi cambiar
lui e le sue cose in un pugno di cenere che sparger
nellaria.
Dorian, tu sei, pazzo.
Ah! aspettavo che tu mi chiamassi Dorian.
Tu sei pazzo, ti dico: sei pazzo, se credi che io
vorr sollevare un dito per aiutarti, e pazzo a farmi questa
mostruosa confessione. Non voglio aver a che fare
nulla con questa storia. Credi che metta in pericolo la
mia reputazione per te? Cosa mi importa dellopera diabolica
che stai facendo?
 un suicidio, Alan.
Ne son felice. Ma chi lo port qui? Tu, credo.
Rifiuti ancora di farmi quanto ti ho chiesto?
Naturalmente. Non me ne immischier nemmeno
per sogno. Non mimporta che il disonore ti copra: lo
meriti; n mi addolorer se ti vedessi smascherato, svergognato
pubblicamente. Come osi tu chiedere a me, fra
tutti gli uomini del mondo, di occuparmi di questorrori!
Avrei creduto che tu conoscessi meglio il carattere della
gente. Il tuo amico Lord Enrico Wotton avrebbe dovuto
insegnarti qualche po di pi di psicologia, lui che ti ha
insegnato tante altre cose. Nulla, capisci, mi indurr a
muovere un passo per salvarti. Ti sei rivolto a un uomo
che non fa per te. Cerca fra i tuoi amici; ma non me....
Alan,  un omicidio. Lho ucciso io. Tu non sai
quanto mi ha fatto soffrire. Qualunque sia la mia vita,
egli ebbe pi parte in essa che il povero Enrico. Forse lo
fece inconsciamente, ma il risultato fu eguale.
Un assassinio! Buon Dio, Dorian, a questo sei
giunto? Non ti denunzier: non  affar mio. Certo, senza
il mio aiuto, tu sarai arrestato. Nessuno commette mai
un delitto senza commetter poi qualche imprudente
sciocchezza. Ma io non ci avr nulla a che fare.
Tu devi aver molto a che farci. Aspetta: aspetta
un momento; ascoltami. Ascoltami solamente, Alan.
Tutto ci che ti chiedo  di compiere un esperimento
scientifico. Tu che vai negli ospedali e nelle sale mortuarie
e che non sei impressionato da quegli orrori, se in
una lurida stanza dautopsia o in un fetido laboratorio tu
trovassi quelluomo sul tavolo di piombo, solcato da
rozzi sgocciolatoi per il sangue, tu lo considereresti
niente altro che un ammirabile soggetto. Non ti si rizzerebbe
un capello; n penseresti di far nulla di male; anzi
saresti probabilmente convinto di fare del bene alla razza
umana, o di accrescere la conoscenza del mondo, o di
soddisfare la curiosit dellintelletto o altro di simile.
Ci che ti chiedo di fare  puramente quello che hai
spesso fatto altre volte. Anzi, distruggere un corpo
devessere assai meno orribile di quello che sei abituato
a compiere. E, ricordati,  lunica prova che testimon
contro di me: se la scoprono, sono perduto; e se non mi
aiuti, sar scoperta certamente.
Non voglio aiutarti. Tu dimentichi che tutto ci
mi  perfettamente indifferente. Io non ci ho nulla a che fare.
Alan, ti scongiuro. Pensa alla mia posizione. Prima
che tu venissi io mi sentivo quasi mancare dal terrore. 
Un giorno tu anche potresti conoscerlo. No! non voglio
dir questo. Osserva la cosa soltanto da un punto di
vista scientifico. Non chiederti di dove vengano i morti
che tu dissezioni. Non chiedertelo, ora. Ti ho detto anche
troppo. Ma ti supplico di farlo. Noi una volta eravamo
amici, Alan.
Non parlare di quei giorni, Dorian: sono morti.
I morti sindugiano qualche volta. Luomo che 
sopra non andr via. Egli siede presso la tavola con la
testa reclina e le braccia distese. Alan! Alan! Se tu non
mi soccorri, io sono perduto. Perch essi mi impiccheranno,
Alan! Non lo comprendi? Mi impiccheranno per
quello che ho fatto!
 inutile prolungare la scena. Io rifiuto recisamente
di occuparmene, ed  pazzo che tu me lo chieda.
Rifiuti?
S.
Ti supplico, Alan.
Inutile.
Lo stesso sguardo di compassione torn negli occhi
di Dorian Gray. Distese la mano, prese un foglietto di
carta, e vi scrisse qualcosa; rilesse due volte, lo pieg
con cura e lo spinse sulla tavola. Poi salz e savvicin
alla finestra.
Campbell lo guard sorpreso, poi prese il foglietto e
lapr. Appena lebbe letto, divenne terribilmente pallido
e ricadde sulla seggiola: un terribile senso di malore lo
prese: il suo cuore batteva a morte in una vuota cavit.
Dopo due o tre minuti di spaventoso silenzio, 
Dorian si volse e venne dietro di lui, posandogli la mano sulla spalla.
Mi spiace tanto per te, Alan, mormor, ma non
mi lasci scegliere. Ho gi scritta la lettera. Eccola: guardane
lindirizzo; se non mi aiuti, la spedir e tu ne conosci
il risultato. Ma tu mi aiuterai.  impossibile che ora,
me lo rifiuti. Ho cercato di trattarti bene. Devi ammetterlo,
e tu sei stato duro, aspro, offensivo; mhai trattato
come nessuno ha mai osato, nessun uomo vivente, almeno.
E ho tutto sopportato, ma ora son io che detto i termini.
Campbell nascose il volto fra le mani, rabbrividendo.
S, adesso  la mia volta, Alan. Tu sai quali siano
i miei termini. La cosa  semplicissima. Vieni, non prostrarti
in questa febbre. La cosa deve esser fatta: affrontala e falla.
Un lamento ruppe le labbra di Campbell ed egli trem
tutto. Il tictac dellorologio sul caminetto gli parve
dividere il tempo in distinti atomi di agonia, ognuno
dessi troppo terribile per poterlo sopportare. E gli parve
che un anello di acciaio gli serrasse a poco a poco le
tempie, come se la disgrazia che lo minacciava, lavesse
gi colpito. La mano sopra la sua spalla pesava come
una mano di piombo: intollerabile: parea lo schiacciasse.
Su! Alan, devi deciderti subito.
Non posso,, disse egli meccanicamente come se
le parole potessero mutare le cose.
Devi. Non hai da scegliere. Non indugiarti.
Esit un momento:, C fuoco, di su?
S: un apparecchio a gas con lasbestos.
Bisogna che vada a casa a prender il necessario
nel laboratorio.
No, Alan, non devi uscire di qui. Scrivi su un foglietto
del notes ci che vuoi e il mio cameriere andr a
prender tutto con una carrozza.
Campbell scribacchi qualche riga; lasciug e indirizz
la busta al suo assistente. Dorian prese il biglietto
e lo lesse con cura. Poi suon il campanello e lo dette al
servo, con lordine di ritornare al pi presto e di riportare
gli oggetti con s.
Appena la porta dellanticamera si richiuse, Campbell
salz nervosamente e sappress al camino. Tremava
come di febbre. Per circa venti minuti, nessuno parl.
Una mosca ronzava rumorosamente per la stanza e il
tictac dellorologio pareva il picchiar dun martello.
Suon luna e Campbell si volse: guardando Dorian
Gray, vide i suoi occhi pieni di lagrime. Vera qualcosa
nella purezza delicatissima di quella triste faccia che pareva
riempirlo di rabbia.
Sei infame, assolutamente infame! mormor.
Taci, Alan, mhai salvata la vita, disse Dorian.
La tua vita? Buon Dio! Che vita? Sei caduto di
corruzione in corruzione; ed ora culmini col delitto. Nel
far ci che sto per fare, ci che mi sforzi a fare, non 
certo alla tua vita che io penso.
Oh! Alan, mormor Dorian, sospirando. Vorrei 
che tu avessi per me la millesima parte della compassione
che io provo per te. Si volse, parlando e guard
fuori, nel giardino. Campbell non rispose.
Dopo circa dieci minuti batterono alla porta e il servo
entr con una gran cassetta in mogano, piena di boccette
di acidi, con un lungo involto di filo di acciaio e di
platino e due pezzi di ferro di forma curiosa.
Lascio qui tutto, signore? chiese egli a Campbell.
S,, disse Dorian. Mi spiace, Francis, di avere
unaltra commissione per te. Qual il nome delluomo
di Richmond che fornisce Selby dorchidee?
Harden, signore.
S,, Harden. Tu devi andar subito a Richmond,
vedere Harden in persona, e dirgli di mandarmi un numero
doppio dorchidee di quello ordinato, e di averne il
minor numero possibile di bianche. Anzi, nessuna orchidea
bianca.  una bella giornata, Francis, e Richmond 
un bellissimo posto, se no non ti annoierei per questo.
Non disturbatevi, signore. A che ora dovr ritornare?
Dorian guard Campbell. Quanto tempo durer il
tuo esperimento, Alan? disse con voce calma, indifferente.
La presenza dun terzo nella stanza parea dargli
uno straordinario coraggio.
Campbell soscur in viso e si morse le labbra.
Cinque ore circa, rispose.
Baster allora che tu torni per le sette e mezzo,
Francis. Anzi resta pur fuori; e lasciami il necessario per
vestirmi. Ti concedo libera anche la sera: non ceno a
casa e cos non ho bisogno di te.
Grazie, signore, disse il servo, ed usc.
Ora, Alan, non c un momento da perdere.
Come pesa questa cassetta! Te la porter io. Tu prendi il
resto. Parlava rapidamente, e in modo autoritario.
Campbell si sent dominato da lui. Uscirono insieme
dalla stanza.
Quando giunsero al piano superiore, Dorian trasse la
chiave e la gir nella toppa; poi sarrest e parve turbato:
rabbrividiva. Non credo di poter entrare, Alan, mormor.
Non importa. Non ho bisogno di te, disse freddamente
Campbell.
Dorian apr a mezzo la porta e, nel far ci, scorse il
volto del suo ritratto che lo guardava biecamente, nella
luce del sole: davanti, in terra, giaceva la cortina che doveva
ricoprirlo. Si ricord che la notte avanti, per la prima
volta in vita sua, sera dimenticato di nascondere la
pittura fatale e stava per precipitarvisi avanti, quando indietreggi
con un brivido.
Cosera quellorribile rugiada rossa che scintillava
umidamente sovra una delle mani, come se la tela avesse
tramandato sangue? Che spaventevole cosa! Pi ancora,
gli parve, in quel momento, che la silenziosa cosa
chei conosceva era l abbandonata sulla tavola, e la sua
grottesca ombra deforme sul tappeto macchiato gli mostrava
chessa non sera mossa: chera ancor l, comegli
ve lavea lasciata.
Trasse un profondo respiro, apr la porta un po di
pi e con gli occhi quasi chiusi e la testa rivolta in l entr
velocemente, deciso a non guardare neanche una
volta il morto. Poi, curvandosi e prendendo il drappo di
porpora e doro, lo gett sopra il quadro.
Poi rimase fermo, temendo di voltarsi e i suoi occhi
si fissarono sugli arabeschi del drappo che aveva di
fronte. Ud Campbell che portava la pesante cassetta e i
ferri e gli altri utensili necessari allopera. E cominci a
fantasticare se egli si fosse mai incontrato con Basilio
Hallward, e, se mai, cosa avessero pensato luno dellaltro.
Lasciami, adesso, disse una dura voce dietro di lui.
Si volse e si precipit fuori, appena conscio che il
morto era stato gettato indietro, entro nella sedia, e che
Campbell osservava una gialla faccia lucente. Quando
fu fuori, ud la chiave girar nella toppa.
Molto tempo era passato dopo le sette, quando
Campbell ritorn nella Biblioteca. Era pallido, ma calmissimo.
Ho fatto quanto mhai chiesto, mormor ed ora, addio. Non rivediamoci pi.
Tu mi hai salvato, Alan. Non lo dimenticher, disse Dorian, semplicemente.
Appena Campbell fu uscito, egli sal di sopra. Vi era
un orribile odore di acido nitrico nella stanza; ma la
cosa, chera seduta presso la tavola, era scomparsa.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Quella sera, alle otto e mezzo, squisitamente vestito,
con un gran ciuffo di violette di Parma nellocchiello,
Dorian Gray veniva annunciato nel salone di Lady Narborongh
dai camerieri inchinantisi. Il sangue gli batteva
pazzamente alle tempie: era selvaggiamente eccitato;
ma il gesto con cui sinchin a baciar la mano dellospite
signora fu grazioso e disinvolto come non mai. Forse
perch non ci si sente mai cos a nostro agio come quando
si recita una parte; e certo nessuno, guardando quella
sera Dorian Gray, pot pensare che egli uscisse da una
tragedia cos orribile come son quelle della nostra et.
Quelle dita finissime come avrebbero potuto stringere
un coltello per uccidere? Quelle sorridenti labbra come
avrebbero potuto bestemmiare Iddio? Egli stesso non
poteva a meno di maravigliarsi della calma del suo contegno
e per un attimo prov acutamente il terribile piacere di una doppia vita.
Si trattava di una riunione intima, che Lady Narborongh,
donna assai abile, descritta da Lord Enrico come
i resti duna notevole bruttezza, mutava in una gran confusione.
Ella era stata eccellente sposa di uno dei nostri
pi noiosi ambasciatori e dopo aver sepolto suo marito
convenientemente, in un mausoleo di marmo, disegnato
da lei stessa, e dopo avere maritato le figlie a dei ricchi
attempatucci, sera dedicata completamente ai piaceri
dellarte francese, della cucina francese e dellesprit
francese, quando ella poteva arrivarci.
Dorian era uno dei suoi favoriti ed ella gli diceva
sempre chera addoloratissima di non averlo incontrato
prima. Lo so, caro mio, mi sarei innamorata follemente
di voi, diceva spesso, e avrei gettato per amor vostro
il mio berrettino al di l dei mulini. Ma  stato meglio
che voi non ci foste neppur nel pensiero. Fortunatamente
allora i nostri berretti eran cos ingombranti e i
mulini eran cos intenti a cercar di far sorgere il vento,
che non ebbi mai un flirt con nessuno. Ma fu proprio
colpa di Narborongh. Era cos miope che non cera proprio
piacere di ingannare un marito che non se ne accorge mai.
Gli ospiti di quella sera erano piuttosto noiosi. Ci
dipendeva dal fatto, come ella spieg a Dorian,, dietro
un ventaglio molto logoro, che improvvisamente una
delle sue figlie era tornata a vivere con lei, e per di pi,
sera anche portata dietro il marito. Mi pare molto
scortese da parte sua, mio caro, sussurr.  naturale
che io vada a star con loro ogni estate, al mio ritorno da
Homburg, ma una donna vecchia come me ha bisogno
qualchevolta di cambiar aria, e poi, io in verit li sveglio
fuori. Ah! non sapete che esistenza  la loro, laggi. 
pura vita di campagna non adulterata. Salzano presto,
perch han molto da fare, e vanno a letto presto perch
han poco da pensare. Nei dintorni non c stato uno
scandalo fin dai tempi della Regina Elisabetta, e perci
tutti cascano addormentati, appena finito il pranzo. Non
sedete vicino vicino a loro. Sedetevi presso di me e divertitemi.
Dorian mormor un grazioso complimento e guard
intorno per la sala. S: era una riunione veramente noiosa.
Cerano due chegli non aveva mai conosciuto; gli
altri erano: Ernesto Harrowden, una di quelle mediocrit
di et media cos comuni nei Clubs di Londra, che non
hanno nemici, ma che riescon sempre antipatici ai loro
amici; Lady Ruxton, una donna di quarantasette anni,
vestita goffamente, con un ricurvo naso, la quale cercava
sempre desser compromessa, ma era sempre cos
specialmente insulsa che, con grande suo dispetto, nessuno
avrebbe mai creduta una calunnia sul suo conto. La
signora Erlynne, una signora non toccatemi, dal delizioso
balbetto e dalla capigliatura di rosso veneziano;
Lady Alice Chapman, figlia della ospite, una ragazza
triste e infagottata con una di quelle caratteristiche faccie
inglesi, che una volta vedute, non si ricordano pi; e
suo marito, dalle guancie rosse, e dai favoriti bianchi,
che come tanti della sua specie, aveva limpressione che
una eccessiva giovialit pu sostituire una completa mancanza di idee.
Si sent piuttosto spiacente desser venuto; quando
Lady Narborongh, guardando il grande orologio dottone
dorato che sallungava con goffe volute sul caminetto
drappeggiato di color malva, esclam:, Com cattivo
Enrico Wotton a tardare cos! Ho mandato a cercarlo
stamattina nel dubbio che non potesse venire, e mi promise
di non farmi dispiacere.
Che consolazione! Enrico doveva venire! quando
sapr la porta ed egli ud la sua lenta voce musicale che
vestiva di fascino una ipocrita scusa, si sent sollevato.
Ma a tavola non pot prender cibo. Le portate si seguirono
senza che egli potesse assaggiarle e Lady Narborongh
prese a rimproverarlo per ci chella chiamava
un insulto al povero Adolfo, che aveva preparato il
men apposta per voi; anche Lord Enrico a volte
losservava, stupendosi del suo silenzio e del suo fare
distratto.
Di tanto in tanto il coppiere riempiva di champagne
il suo calice, ed egli beveva avidamente; ma la sua sete
cresceva sempre pi.
Dorian, disse Lord Enrico infine, quando fu servito
il chaud froid, cosa hai questa sera? Sei del tutto fuori di te.
Credo che sia innamorato, esclam Lady Narborongh,
e chegli tema di dirmelo per paura chio ne
sia gelosa. Ed ha proprio ragione. Lo sarei certamente.
Cara Lady Narborongh,, mormor Dorian sorridendo,
 da una intera settimana che non sono innamorato:
proprio da quando madame de Ferrol part.
Ma come fate voialtri uomini a innamorarvi di
quella donna! esclam la vecchia Lady. Non posso proprio capirlo.
Semplicemente perch ella ricorda voi quando
eravate fanciulla, Lady Narborongh, disse Lord Enrico.
Essa  il solo anello fra voi e le vostre sottane corte.
Niente affatto: non  vero chessa ricordi le mie
sottane corte, Lord Enrico; ma io mi ricordo di lei a
Vienna trentanni fa, e come era decollete allora!
Lo  ancora, rispose egli prendendo una oliva
con le lunghe dita, e quando essa indossa un abito elegante
sembra una dition de luxe dun cattivo romanzo
francese.  veramente maravigliosa, e piena di sorprese.
La sua capacit di affetti famigliari  straordinaria.
Quando mor il suo terzo marito, i capelli le si imbiondirono
per il dolore.
Ma, Enrico! esclam Dorian.
 una spiegazione quasi romantica, rise lospite.
Ma come? il suo terzo marito, Lord Enrico? Non
vorrete dire che Ferrol  il quarto.
Certamente, Lady Narborongh.
Non credo neanche una parola.
Allora chiedetelo al signor Gray che  uno dei
suoi pi intimi amici.
 vero, signor Gray?
Almeno ella me lo ha assicurato, Lady Narborongh
disse Dorian. io le domandai se ella avesse
come Marguerite de Navarre, i loro cuori imbalsamati
appesi alla sua cintura; ma ella mi rispose di no, perch
nessuno di essi aveva avuto un cuore.
Quattro mariti! Parola donore, e questo  trop
de zle.
Trop daudace, le dissi io, aggiunse Dorian.
Oh! Ella  ben audace, caro mio. E chi  Ferrol?
Non lo conosco.
I mariti delle donne molto belle appartengono
alla categoria dei criminali, disse Lord Enrico, sorseggiando
il suo vino.
Lady Narborongh lo colp col ventaglio. Lord Enrico,
non mi sorprende affatto che il mondo dica che voi
siete terribilmente cattivo.
Ma quale  il mondo che dice cos? chiese
Lord Enrico, alzando le sopracciglia. Non pu essere
che il mondo futuro. Questo che c adesso ed io siamo
nelle migliori relazioni.
Tutti quelli che io conosco dicono che voi siete
pessimo, esclam la vecchia donna, scuotendo la testa.
Ah!  mostruosa, rispose Lord Enrico dopo
averla guardata seriamente per qualche istante, la maniera
che ha la gente al giorno doggi dandar dicendo
contro di uno, dietro le sue spalle, delle cose che sono in
tutto e per tutto vere.
Ma non  incorreggibile? esclam Dorian appoggiandosi
al dorsale della seggiola.
Lo spero! disse lospite ridendo. Ma in verit
se tutti voialtri adorate cos ridicolmente madame de
Ferrol, bisogner chio mi rimariti per esser anchio alla
moda.
No: voi non vi rimariterete, Lady Narborongh, interruppe Lord Enrico.
Eravate troppo felice. Quando una donna si rimarita
vuol dire che odiava il primo marito. Quando un
uomo si riammoglia vuol dire che adorava la prima sposa.
Le donne cercan la fortuna; e gli uomini larrischiano.
Ma Narborongh non era perfetto, esclam la
vecchia Lady.
Se fosse stato perfetto, voi non lo avreste amato,
cara signora,, fu la risposta. Le donne ci amano per i
nostri difetti: se ne abbiamo abbastanza, esse ci perdoneranno
tutto, anche la nostra intelligenza. Temo che voi
non mi inviterete pi a pranzo, per avervi detto questo,
Lady Narborongh; ma ci resta completamente vero.
Ma certamente  vero, Lord Enrico. Se noi donne
non vi amassimo per i vostri difetti, che ne sarebbe di
tutti voi? Nessuno di voi si sposerebbe mai: rimarreste
un mucchio di scapoli sfortunati. Ma, tuttavia, credo che
ci non vi muterebbe molto. Oggi tutti gli sposi vivon
come scapoli: e gli scapoli come sposi.
Fin de sicle, mormor Lord Enrico.
Fin de globe, rispose lospite.
Oh! se lo fosse, sospir Dorian. La vita  una
gran disillusione.
Oh! caro mio, esclam Lady Narborongh, mettendosi
i guanti.
Non ditemi che avete dato fondo alla vita. Quando
un uomo dice cos, vuol dire che la vita lo ha esaurito.
Lord Enrico  assai cattivo, e spesso vorrei esserlo
stata anchio; ma voi siete fatto per esser buono: siete
cos bello. Devo trovarvi una sposina. Lord Enrico non
vi pare che il signor Gray dovrebbe sposarsi?
Ma se glielo ripeto sempre, Lady Narborongh, disse Lord Enrico inchinandosi.
Allora cerchiamogli un partito conveniente. Io
passer in rivista attentamente il Debrett questa sera e
far una lista delle fanciulle da scegliere.
Con let, Lady Narborongh? chiese Dorian.
Certo, con let debitamente verificata. Ma non
si deve fare nulla frettolosamente. Voglio farne ci che
il Morning Post chiama un matrimonio conveniente, e
voglio farvi ambedue felici! esclam Lord Enrico.
Un uomo pu esser felice con una donna, finch non
lama.
Ah! ma che cinico siete mai! grid la vecchia signora,
respingendo la seggiola e facendo un cenno a
Lady Ruxton.
Ritornate presto a pranzare da me. Voi siete veramente
un tonico ammirevole: assai meglio di quello che
mha raccomandato Sir Andrew. Ma ditemi un poco allora
che commensali gradite. Voglio fare una scelta perfetta.
Mi piacciono gli uomini che hanno un avvenire e
le donne che hanno un passato, egli rispose. O credete
che ne verrebbe fuori una riunione in sottanino?
Lo temo, rispose ella ridendo, mentre si alzava.
Mille scuse, cara Lady Ruxton aggiunse, non
avevo visto che dovevate terminare ancora la vostra sigaretta.
Non pensateci, Lady Narborongh: Io fumo troppo....
Bisogna che mi regoli, in avvenire.
Non fatelo, vi prego, Lady Ruxton, disse Lord
Enrico. La moderazione  fatale. Abbastanza  cattivo
come un pranzo: pi che abbastanza  buono come un
convito.
Lady Ruxton lo guard curiosamente. Dovete venire
a spiegarmi ci un pomeriggio, Lord Enrico. Mi
pare una teoria affascinante,, ella mormor, uscendo
dalla stanza.
Ed ora, ricordatevi di non trattenervi troppo coi
vostri scandali e la vostra politica, esclam Lady Narborongh
dalla soglia. Se no, noi ci accapiglieremo certo,
disopra.
Gli uomini risero e il signor Chapman salz solennemente
dal fondo e si mise a capotavola; Dorian Gray
cambi posto ed and a sedere a fianco di Lord Enrico.
Il signor Chapman cominci a parlare ad alta voce della
situazione nella Camera dei Comuni. Egli rideva grassamente
nominando i suoi avversar. Nelle sue esposizioni
la parola, doctrinaire, parola piena di terrore per ogni
buon Inglese, riappariva di tanto in tanto; come ornamento
oratorio non si serviva che di qualche prefisso allitterativo;
innalzava il vessillo inglese sui piumacoli del
pensiero e lereditaria stupidit della razza, o comegli
la definiva, il profondo buon senso Inglese, rimaneva,
secondo lui, il pi sicuro sostegno dello Stato.
Un sorriso curvava le labbra di Lord Enrico; poi egli
si volse e guard Dorian in viso. Stai meglio, mio
caro? chiese. Mi sembravi piuttosto fuori di te a
pranzo.
Sto benissimo, Enrico. Sono stanco; non altro.
Ah! sei stato affascinante la sera scorsa. La piccola
Duchessa  tutta presa di te. Mha detto che verr a
Selby.
Me lha promesso per il venti del mese.
Verr anche Monmonth?
Certo, Enrico.
Mi  quasi tanto insopportabile quanto lo  per la
moglie. Ma essa  intelligente: troppo, per una donna.
Ci distrugge il fascino indefinibile della debolezza.  il
piede di creta che rende prezioso loro della immagine e
i suoi piedi sono graziosissimi ma non sono di creta; di
porcellana bianca, se vuoi; ed hanno attraversato il fuoco
e il fuoco che non distrugge, indurisce. Ella ha passato
molte esperienze.
Da quanto tempo  sposata? chiese Dorian.
Da una eternit, mi ha detto. Credo secondo il
Libro dOro, che siano dieci anni, ma dieci anni con
Monmonth devono essere stati una eternit: leternit
intera. E chi altro verr?
Oh! I Willonghbys, Lord Rugby e la moglie, la
nostra ospite, Geoffrey Clonston e i soliti. Ho invitato
Lord Grotrian.
Mi  simpatico, disse Lord Enrico, Molti non
lo trovano tale, ma io s. Egli sconta il suo vestire alle
volte un po goffo, con la sua educazione ultra raffinata.
 un vero tipo moderno.
Non so se verr, Enrico. Forse suo padre lo vorr
con s a Monte Carlo.
Ah! come sono noiosi i parenti! Cerca ad ogni
modo chegli non manchi. A proposito, Dorian, ieri sera
te ne fuggisti via assai presto: non erano neanche le undici. 
Che hai fatto dopo? Sei andato diretto a casa?
Dorian lo fiss assai confuso e soscur in viso.
No, Enrico, disse finalmente, non tornai a casa che
alle tre.
Sei andato al Club?
S, rispose; poi si morse un labbro,, No, pardon!
non andai al Club; passeggiai fuori. Non ricordo
pi cosa ho fatto... Dio! come sei inquisitore, Enrico!
Vuoi sempre sapere cosa si  fatto. Ecco! se suoi saperla,
lora esatta, rientrai proprio alle due e mezzo e siccome
avevo dimenticato la chiave a casa, dovetti svegliare
il servo perch mi aprisse. Se ne vuoi una prova non hai
che a chiederglielo.
Lord Enrico si strinse nelle spalle. Caro mio, e che
me ne importa! Andiamo nel salotto. No, grazie, signor
Chapman, non prendo Hres. Dorian, ti  accaduto
qualcosa! Dimmi cos! Tu non sei te stesso, questa
sera.
Non badare a me, Enrico. Sono irritabile, nervosissimo.
Passer io a trovarti domani o dopo. Scusami
presso Lady Narborongh. Non voglio salir su a salutarla.
Me ne andr a casa. Devo andare a casa.
Benissimo, Dorian. Spero vederti domani allora
del th. Verr la Duchessa.
Cercher di non mancarvi, Enrico, disse egli,
uscendo.
Mentre la carrozza lo riportava verso casa, egli si
rendeva conscio che il senso di terrore, che credeva
daver strangolato, lo aveva riafferrato ancora.
La domanda casuale di Lord Enrico gli aveva per un
attimo fatto presa sui nervi ed egli doveva dominarli.
Bisognava distruggere le prove pericolose. Trasal.
Odiava anche la sola idea di toccarle con le sue mani.
Eppure doveva farlo. Se ne convinse e quando ebbe
chiuso a chiave la porta della Biblioteca, apr larmadio
segreto dove aveva gettato il soprabito e la valigia di
Basilio Hallward.
Un gran fuoco divampava nel camino. Vi aggiunse
un altro ceppo. Lodore delle stoffe che bruciavano e del
cuoio arso era orribile. E ci vollero tre quarti dora per
distruggere tutto. Alla fine si sentiva debole, ammalato,
e dopo aver acceso delle pastiglie di Algeri in un traforato
braciere di rame, dovette bagnarsi le mani e la fronte
con dellaceto freddo dallodor del muschio.
Ad un tratto trasal.... I suoi occhi divennero stranamente
luminosi ed egli si mordeva nervosamente il labbro
inferiore. Fra due finestre stava un grande mobile
fiorentino, di ebano, con intarsi davorio e lapislazzuli.
Ed egli lo fissava come se fosse cosa che lo facesse temere
e desiderare ad un tempo; come se contenesse
qualcosa che egli bramava eppure odiava.
Il suo respiro divenne febbrile; una pazza smania lo
prese. Accese una sigaretta; la gett via. Le sue palpebre
sabbassavano finch le lunghe ciglia frangiate toccavan
quasi le gote; ma ecco chei ritornava a fissare il mobile.
Infine balz dal divano, dove era sdraiato, e, avvicinatosi
al mobile, lo apr, tocc una molla nascosta. Un cassetto
triangolare gir fuori lentamente. Le sue dita istintivamente 
vi frugarono, vi si tuffarono, e strinsero qualcosa.
Era una scatoletta cinese di lacca nera ed oro antico,
squisitamente lavorata, i lati foggiati ad onde sinuose,
e ne pendevan cordicelle di seta reggendo delle palline
di cristallo e fiocchi di fili piatti metallici. Lapr:
vera una pasta verde, untuosa allaspetto, dallodore
stranamente forte e persistente.
Esit un momento, con un sorriso stranamente immobile
nel volto; poi, rabbrividendo, bench laria nella
stanza fosse caldissima, stir le braccia guardando lorologio.
Eran le dodici meno venti. Rimise a posto la scatola,
chiuse larmadio ed entr nella stanza da letto.
Suonava mezzanotte con note di bronzo nellaria
oscura, quando Dorian volgarmente vestito, col collo
ravvolto in una sciarpa, scivol furtivo fuor dalla sua casa.
In via Bond trov una carrozza da nolo con un buon
cavallo. Vi sal, e a voce bassa dette al cocchiere un indirizzo.
Luomo scosse il capo:,  troppo lontano per me, mormor.
Eccovi una sterlina, disse Dorian, e se farete
presto ne avrete unaltra.
Benissimo, signore, rispose il vetturino, vi ci porter in unora. E intascato il danaro, fece girare il cavallo
e corsero velocemente verso il fiume.
...
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...
CAPITOLO 16.
...
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...
Cominciava a cadere una fredda pioggia e i sudici
fanali delle vie parevano spettri nella nebbia stillante.
Le case pubbliche si chiudevano allora e foschi uomini
e femmine si raggruppavano in rotti gruppi attorno alle
porte.
Da un bar squill un orribile riso; in altri ubbriachi
sbraitavano e strillavano.
Sdraiato dentro la vettura, col cappello calcato sulla
fronte, Dorian Gray osservava con occhi disattenti la
sordida vergogna della grande citt, ripetendosi di volta
in volta le parole che Lord Enrico gli aveva detto il primo
giorno che si erano incontrati: Curare lanima con i
sensi ed i sensi con lanima. S, ecco il secreto. Spesso
egli laveva provato ed ora lo riproverebbe. Vi erano taverne
per fumatori doppio, ove si poteva comperare
loblio, antri di orrore dove la pazzia dei nuovi peccati
avrebbe distrutto il ricordo dei vecchi.
La luna pendeva bassa nel cielo come un giallo cranio:
a volte una enorme nuvola deforme le stendeva attraverso
un lungo braccio a nasconderla. Le fiammelle
del gas divenivan sempre pi rare; le vie pi anguste e
cupe. Una volta il cocchiere perse la via e dovette ritornare
indietro di un mezzo miglio.
Un vapore fumava dal cavallo, che sinzaccherava
nelle pozzanghere. I finestrini della vettura eran coperti
duna bruma di flanella grigia.
Curare lanima con i sensi e i sensi con lanima!
Come suonavano strane queste parole al suo orecchio!
Lanima sua era certo malata a morte; ma potevano proprio
i suoi sensi guarirla? Del sangue innocente era stato
versato. Come scontarlo? Ah! Per questo non vera
espiazione; ma se era impossibile il perdono, era ancor
possibile loblio, ed egli era deciso a dimenticare, a calpestarne
via il ricordo, schiacciarlo come si schiaccia
una vipera che ci ha morso. E daltronde che diritto aveva
Basilio Hallward di parlargli in quel modo? Chi gli
aveva dato il potere di erigersi a giudice degli altri? Ed
egli gli avea detto cose terribili, spaventose, che non si
potevano sopportare.
E avanti e avanti andava la vettura, sempre pi lenta
gli parea, ad ogni passo. Abbass il finestrino e grid
al cocchiere di andar pi forte. Lorribile sete delloppio
cominciava a roderlo; la gola ardeva; le delicate mani si
torcevano nervosamente. Batt pazzamente il cavallo
col suo bastone. Il cocchiere rise e frust via. Egli rise a
sua volta ed il cocchiere tacque.
La strada pareva interminabile e le vie sembravano
loscura trama di una ragnatela distesa sulla terra. La
monotonia divenne insopportabile, e, vedendo la nebbia
che saddensava, egli simpaur.
Passaron poi lungo dei solitari mucchi di mattoni.
La bruma si fece pi rada ed egli pot scorgere delle fornaci
dalla strana forma di bottiglia, con le loro lingue di
fuoco color arancione come ventagli.
Un cane abbai e assai lontano, nella tenebra stridette
un gabbiano vagabondo.
Il cavallo inciamp in una rotaia, poi scart, e ruppe
nel galoppo.
Dopo poco lasciarono la via sterrata e strepitaron di
nuovo sulle viuzze dal lastrico mal connesso. Quasi tutte
le finestre erano oscure ma di tanto in tanto contro
delle persiane illuminate si proiettavano fantastiche ombre:
egli le mirava muoversi come fantastiche marionette
e gesticolare come cose vive, e le odiava. Una fosca
rabbia gli empiva il cuore. Girando langolo di una via
una donna strill loro dietro qualcosa da una porta aperta;
due uomini corsero dietro la vettura per un centinaio
di metri: il cocchiere li frust via.
Si  sempre detto che la passione riduce il nostro
pensiero ad un circolo chiuso. E infatti con una orribile
insistenza le labbra amare di Dorian Gray pronunziavano
e ripetevano quelle sottili parole sullanima e sui sensi,
finch egli non ebbe trovata in esse la piena espressione
del suo sentimento, e giustificate con lapprovazione
della sua mente le passioni che senza tale giustificazione
avrebbero continuato ancora a dominare il suo
spirito. Tra cellula e cellula del cervello gli si insinuava
quellunico pensiero; per il desiderio selvaggio di vivere,
pi terribile fra le brame delluomo, riacquist vigore
ogni suo nervo, ogni sua fibra tremante. Quella stessa
bruttezza che egli aveva odiato un tempo perch rende
reali le cose, gli diveniva cara appunto per questo.
La lurida rissa, lodiosa taverna, la cruda violenza
della vita dissoluta, il profondo avvilimento del ladro e
del proscritto eran pi vivide, nella loro attualit intensa
di impressioni, che tutte le graziose forme dellArte, e le
ombre sognanti del canto: eran ci che gli era necessario
per dimenticare. Entro tre giorni egli sarebbe stato completamente
libero.
Dun tratto il cocchiere si ferm con un balzo
allimbocco dun vicolo cupo. Sovra i bassi tetti e le frastagliate
masse dei camini delle case si ergevano i neri
alberi dei velieri. Fiocchi di nebbia bianca erano appesi
come vele spettrali ai loro pennoni.
Non  qui, signore? chiese rocamente attraverso
il finestrino.
Dorian si scosse e spi in giro. S, rispose e, disceso
in fretta, pagata la mancia promessa al vetturino,
cammin velocemente verso il molo.
Qua e l una lanterna luceva sulla poppa di un gran
vascello mercantile e la luce si rompeva, si spezzava
nelle pozzanghere. Un baglior rosso venne da uno steamer
carico di carbone, ormeggiato al largo.
Il selciato fangoso pareva un impermeabile chiazzato
di pioggia.
Saffrett verso destra, volgendo a tratti una occhiata
dietro per timore desser seguito e, dopo circa sette od
otto minuti, raggiunse una lurida casupola, schiacciata
fra due ignude fabbriche.
Ad una delle finestre del primo piano splendeva un
lume. Si ferm e batt alla porta un segnale convenuto.
Dopo un poco ud suon di passi nel corridoio e la
catena ricader dalluncino; la porta sapr silenziosamente
ed egli entr senza dir parola alla goffa deforme
figura che si rimpiccol nellombra come egli passava.
In fondo al vestibolo pendeva una tenda verde strappata
che sagit dondolando alla folata burrascosa che
avea seguito Dorian dalla strada.
Egli la trasse via ed entr in una lunga bassa stanza
che pareva aver servito un tempo da sala da ballo di terzo
ordine. Lungo le pareti veran lampade a gas dallo
sprazzo acuto, che si offuscava e torceva negli specchi
fioriti di mosche cheran di fronte; unti paralumi di stagno
le coprivano, formando tremanti dischi di luce; il
pavimento era coperto di una segatura color docra, raggrumata
qua e l in fanghiglia, e macchiata di neri anelli
di vino versato.
Alcuni malesi stavano accovacciati attorno ad una
stufa a carbone e giocavano con dei gettoni dosso, mostrando
i denti bianchi mentre ciarlavano; in un angolo,
la testa nascosta contro le braccia, un marinaio sarrovesciava
sopra una tavola, e presso il banco dipinto sgargiante
del bar, che prendeva un lato intero della stanza,
sedevano due sparute femmine che beffavano un vecchio
il quale si spazzolava le maniche dellabito, con
una espressione di disgusto nel viso. Crede davere
addosso le formiche rosse; rise una di esse, e come
Dorian passava, il vecchio la guard atterrito e cominci
a piagnucolare.
In fondo alla stanza vera una scaletta che portava
ad una camera oscura, e appena Dorian ebbe saltati i tre
malfermi gradini, il greve odore delloppio linvest.
Egli trasse un profondo respiro: le narici gli tremavano
di piacere.
Entr: un giovane dai morbidi capelli biondi, che
era curvo sopra una lampada accendendovi una lunga
pipa sottile, lo guard, e gli fe cenno col capo, esitando.
Tu qui, Adriano? mormor Dorian.
Dove altro me ne andrei? rispose egli svogliatamente.
Nessuno dei vecchi amici vuol parlarmi pi.
Credevo tu fossi partito dallInghilterra.
Darlington non vuole interessarsene. Mio fratello
ha pagato finalmente la cambiale. Giorgio non vuol pi
parlare con me... Non me ne importa, aggiunse, sospirando.
Finch mi resta questa pipa, non ho bisogno di
amici. Credo di averne anzi avuti troppi.
Dorian indietreggi e guard intorno a s le forme
grottesche che giacevano in s strani atteggiamenti sui
materassi cenciosi.
Le membra contorte, le bocche sbadiglianti, gli stellanti
occhi senza bagliore, lo affascinavano. Egli sapeva
in che strani cieli essi soffrivano e che profondi inferni
avevano insegnato loro il segreto di una nuova gioia.
Oh! Essi stavano assai meglio di lui; egli era prigioniero
del pensiero: la memoria come una orribile malattia si
mangiava a pezzi lanima sua; a volte gli pareva di vedere
gli occhi di Basilio Hallward che lo fissavano; eppure
egli sentiva di non poter rimanere: la presenza di
Adriano Singleton lo turbava; egli voleva essere dove
nessuno lo conoscesse; egli voleva fuggir via da se stesso.
Io vado in quellaltro posto, disse dopo una
pausa.
Sulla banchina?
S.
Quella gatta pazza ci sar certamente. Qui non la
vogliono pi.
Dorian si strinse nelle spalle. Sono stufo di donne
che ci amino; mi interessan pi quelle che ci odiano. E
poi quella droga  migliore.
Molto migliore.
Lamo di pi: beviamo qualcosa insieme. Datemi
qualcosa.
Non prendo niente, mormor il giovane.
Non ci pensare.
Adriano Singleton salz a fatica e segu Dorian
fino al bar. Un mulatto dal cencioso turbante e dal frusto
pastrano, ghign un odioso saluto servendo loro davanti
una bottiglia brandy e due bicchierini.
Le femmine si appressaron di traverso e cominciarono
a ciarlare.
Dorian volse loro la schiena e parl a bassa voce ad
Adriano Singleton.
Un adunco sorriso, come un pugnale malese, contrasse
il volto duna delle femmine. Siamo molto fieri,
stasera! sogghign.
Per Dio, non parlarmi! grid Dorian battendo il
piede a terra. Cosa vuoi? del denaro? Eccone! Eccone!
Non parlarmi pi.
Due rosse faville balzaron per un attimo nei bollenti
occhi della femmina: poi vacillarono e li lasciarono foschi
ed inerti. Essa chin il capo, e rastrell con avide
dita le monete dal banco; la compagna la guard con invidia.
 inutile, sospir Adriano Singleton, non mi
importa niente di ritornare. A che servir? Son cos felice
qua!
Mi scriverai se ti bisogner qualcosa, no? chiese
Dorian, dopo una pausa.
Forse.
Buona notte, allora.
Buona notte, rispose il giovane, salendo i gradini
e forbendosi col fazzoletto larida bocca.
Dorian avanz verso la porta con una espressione
dangoscia nel viso; come tirava in parte la tenda, un orribile
riso ruppe dalle labbra dipinte della femmina che
avea preso il suo denaro. Se ne va il contratto del
diavolo!, sghignazz con voce rauca.
Maledetta! le url egli, non chiamarmi cos!
Essa fece crocchiar le dita. Principe Grazioso vuoi
che ti chiamino, no? gli grid dietro.
Il marinaio sonnacchioso balz in piedi a quelle parole
e si guard selvaggiamente attorno; lo colp il suono
della porta che si chiudeva; si precipit fuori come
per rincorrere.
Dorian Gray saffrettava lungo il molo, sotto la
pioggerella acuta. Quellincontro con Adriano Singleton
laveva stranamente commosso; ora fantasticava:, La
rovina di quel giovane era proprio sua colpa, come aveva
detto Basilio Hallward con tanta infamia dinsulto?
Si morse il labbro, e per qualche istante gli sattristarono
gli occhi. S, dopo tutto, che gliene importava? I nostri
giorni di vita son troppo brevi perch ci si possa addossare
sulle spalle gli errori di un altro! Ognuno vive la
sua vita e paga di suo ogni errore. La sola miseria stava
nel fatto che un solo errore lo si ripaga mille volte; e si
deve ripagarlo ancora e ancora. Il destino nei suoi affari
con gli uomini non salda mai i conti.
Vi sono momenti, ce lo dicono gli psicologi,, in
cui la passione del peccato, o di ci che il mondo chiama
peccato, domina cos la natura di un individuo, che
ogni fibra del suo corpo, ogni cellula del suo cervello,
sembrano dirette e istigate da terribili impulsi.
In questi momenti, uomini e donne perdono la libert
di volere; si agitano verso la terribile fine, come automi;
per essi non c pi scelta; anche la coscienza  uccisa,
o, se ancor vive, serve a dare alla ribellione il suo
fascino, alla disobbedienza la sua bellezza; poich tutti i
peccati, come i teologi non si stancano di rammentarci, sono peccati di disobbedienza e quando quellalto spirito,
quella stella del mattino del male, precipit dal cielo,
era un ribelle che precipitava.
E Dorian Gray, incallito, concentrato nel male, con
lo spirito insozzato e lanima affamata di ribellione affrettava
sempre pi il passo, ma mentre egli scivolava
via per un sottoportico oscuro, che spesso gli era servito
di scorciatoia alla casa di mala fama ove ora si recava, si
sent dun tratto afferrare per di dietro e, prima che potesse
difendersi, si trov premuto contro il muro, con
una brutale mano che gli serrava la gola. Egli lott follemente
per vivere e con un terribile sforzo si divincol
dalle dita che lo serravano; ma in quellattimo ud lo
scatto dun revolver e scorse il lampo duna lucida canna
puntata contro la sua testa e la oscura forma di un
uomo basso e tozzo di fronte a s.
Che volete? ansim.
Sta quieto! disse luomo. Se ti muovi ti ammazzo.
Voi siete pazzo! Cosa vho fatto?
Tu hai distrutta la vita di Sibilla Vane, fu la risposta.
E Sibilla Vane era mia sorella. Essa succise.
Lo so. E tu sei la colpa. Ho giurato di ucciderti, al mio
ritorno. Per anni tho cercato. Non avevo guida; non
avevo traccia. Le due persone che ti han visto sono morte.
Non sapevo altro che il nomignolo che ella ti dava.
Lo udii questa notte per caso. Di le tue preghiere perch
questa notte morrai.
Dorian Gray fu per svenir dal terrore. Non lho
mai conosciuta, balbett. Non ho mai udito il suo
nome. Voi siete pazzo!
Faresti meglio a confessare il tuo peccato, perch
quanto  vero chio sono Giacomo Vane, tu morrai.
Vi fu un istante di silenzio terribile. Dorian non sapeva
che dire, che fare.
Gi, in ginocchio! alit luomo. Ti d un minuto
per chieder perdono a Dio: uno solo. Salpo per
lIndia questa notte e devo far prima il mio colpo. Un
minuto. Basta!
Le braccia ricaddero a Dorian lungo i fianchi. Paralizzato
dal terrore, non sapeva che fare. Ad un tratto una
selvaggia speranza gli balen nel cervello. Fermo!
grid. Da quanto tempo  morta vostra sorella? Presto, dite!
Da diciotto anni, disse luomo. Perch me lo
chiedi? Che importano gli anni?
Diciotto anni! rise Dorian Gray con un tono di
trionfo nella voce. Diciotto anni! Portatemi sotto il fanale e guardatemi in faccia.
Giacomo Vane esit un momento, non comprendendo.
Poi afferr Dorian Gray e lo trascin via dal sottoportico.
La luce soffiata dal vento era oscura e dubbiosa; ma
bast per mostrare alluomo il terribile errore, egli credette
in cui era caduto: la faccia di colui chegli voleva
uccidere aveva tutto il fiore delladolescenza, tutta
lintatta purit della giovinezza. Pareva poco pi che un
ventenne, appena pi vecchio, se mai lo era, della sorella
sua, quando egli era partito tanti anni prima. Era
naturale che non era questi, chi le aveva distrutto la vita.
Egli sciolse la stretta e barcoll. Dio mio! Dio mio! esclam, io vi avrei ucciso!
Dorian Gray trasse un lungo respiro. Voi siete stato
sullorlo di commettere un terribile delitto, caro mio, disse, guardandolo, duramente. Sia questo un ammonimento
per voi, di non vendicarvi pi con le vostre mani.
Perdonatemi, signore, mormor Giacomo Vane.
Io sono stato ingannato. Una parola udita per caso in
quella dannata taverna mha messo sulla falsa traccia.
Fareste meglio ad andare a casa, a posare quella
pistola, o vi porter delle noie, disse Dorian, girando
sui tacchi e allontanandosi lentamente.
Giacomo Vane rimase sul marciapiede, pieno di orrore:
tremava da capo a piedi. Dopo un poco una oscura
ombra che sera insinuata lungo lo stillante muro, usc
alla luce e gli si avvicin con passi furtivi. Egli sent una
mano sul suo braccio e si guard attorno con un sobbalzo.
Era una delle femmine che bevevano al bar.
Perch non lhai ucciso? gli sibil, spingendo la faccia scavata contro la sua. Io capii che lo inseguivi,
quando fuggisti via da Balys. Pazzo! dovevi ammazzarlo.
 pieno di quattrini ed  cattivo come si pu esserlo al mondo.
Non  luomo chio cerco, egli rispose. E non
ho bisogno del danaro di nessuno. Voglio la vita di un
uomo e luomo di cui voglio la vita deve avere circa
quarantanni. Questo  un ragazzo. Grazie a Dio, non ho
le mani sporche del suo sangue.
La donna dette in un amaro riso. Un ragazzo!
sghignazz. Ma non sai che son diciotto anni che il Principe Grazioso mha ridotta quella che sono?
Tu menti! grid Giacomo Vane.
Essa alz le mani al cielo. Davanti a Dio, ti dico la verit, esclam.
Davanti a Dio?
Mi renda muta, se non  vero. Egli  il pi malvagio
di quanti vengono qua. Dicono che s venduto al
diavolo per avere un bel viso. Son diciotto anni questa
notte, che lho incontrato. E non  cambiato gran che da
allora.  vero, aggiunse essa con uno sguardo febbrile.
Lo giuri?
Lo giuro, fu la roca eco della sua piatta bocca.
Ma non denunziarmi a lui, gemette. Io ne ho paura.
Dammi un po di soldi per trovare da dormire questa notte.
Egli si strapp da lei con una bestemmia e si avvent
verso langolo della via, ma Dorian Gray era scomparso.
Quando si volse indietro, anche la femmina non cera pi.
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
.
...
Una settimana dopo Dorian Gray sedeva nella serra
di Selby Royal, conversando con la bella Duchessa di
Monmonth, che col marito, un sessantenne dal volto color
dellambra, era fra i suoi ospiti.
Era lora del th e la morbida luce della gran lampada
ricoperta di trine che sergeva sulla tavola illuminava
le delicate tazzine cinesi e largento battuto del servizio
da th, cui la Duchessa attendeva. Le sue bianche mani
si agitavano squisitamente fra le tazze, mentre le sue
labbra sanguigne sorridevano a qualcosa che Dorian
Gray le stava sussurrando.
Lord Enrico era sdraiato in una poltrona di vimini
drappeggiata in seta e li guardava. Lady Narborongh,
seduta su di un divano color pesca, pretendeva ascoltare
la descrizione che il Duca le faceva dellultimo scarafaggio
Brasiliano chegli aveva aggiunto alla sua collezione.
Tre giovanotti in elegantissimi smokings, servivano
pasticcini da the a qualcuna delle signore. La riunione
comprendeva dodici persone, e pi se ne aspettavano
per lindomani.
Di che parlate? disse Lord Enrico, movendo
verso la tavola per deporvi la sua tazza. Spero che Dorian
vi abbia parlato del mio piano di ribattezzare ogni
cosa, Gladys.  una deliziosa idea.
Ma io non voglio esser ribattezzata, Enrico, replic 
la Duchessa, guardandolo con i suoi occhi maravigliosi.
Io sono soddisfattissima del mio nome, e son
certa che il signor Gray lo sia egualmente del suo.
Cara Gladys, io non vorrei mutare nessuno dei
vostri nomi, per tutto loro del mondo... Sono ambedue
perfetti. Ma mi riferivo in speciale modo ai fiori. Ieri
colsi una orchidea per il mio occhiello: era maravigliosamente
variegata, perversa come i sette peccati mortali;
e in un momento di distrazione chiesi ad un giardiniere
quale ne fosse il nome. Mi disse chera un bel campione
di Robinsoniana, o qualcosa di terribile di questo genere.
Eh s:  una triste verit; ma noi abbiamo perduto la
facolt di dare dei nomi alle cose. Ora, i nomi sono tutto.
Io non me la prendo con le azioni. Mi adiro solo per
le parole, e per questo odio il volgare realismo nella letteratura.
Luomo che non sa chiamar la vanga, che: la
vanga, dovrebbe esser costretto ad usarla.  la sola cosa
che sia capace di fare.
E come vi chiameremo allora, Enrico? chiese
ella.
Il suo nome : Principe Paradosso, disse Dorian.
Lo riconosco in un baleno, esclam la Duchessa.
Non voglio saperne! rise Lord Enrico, lasciandosi
cadere in una sedia.
Da un nomignolo chi sfugge? Rifiuto il titolo!
I re non possono abdicare, fu lammonimento
delle belle labbra.
Vorreste chio difendessi il mio trono, forse?
S.
Io d le verit di domani.
Preferisco gli errori di oggi, ella rispose.
Voi mi disarmate, Gladys, esclam egli, assumendo
la caparbiet del fare di lei.
Del vostro scudo; non della vostra lancia.
Non lho mai vibrata contro la Bellezza, egli
disse con il suo gesto ad onda delle mani.
 questo lerrore, Enrico; credetemi. Voi stimate
troppo la Bellezza.
E voi, proprio voi, mi dite questo? S: ammetto
di pensare che  meglio esser belli che buoni; ma daltra
parte nessuno  pi pronto di me a riconoscere che 
meglio esser buono che esser brutto.
La bruttezza  allora uno dei sette peccati mortali?
esclam la Duchessa. E a che vi serve allora il
vostro paragone con le orchidee?
La bruttezza  una delle sette virt mortali, Gladys.
Voi, da buona Conservatrice, non dovete disprezzarle.
La Birra, la Bibbia e le sette virt mortali: ecco le
forze che han fatto la nostra Inghilterra doggi.
Allora, non amate la vostra patria? ella chiese.
Ci vivo.
Per criticarla meglio.
Vorreste che facessi mio il giudizio che ne d
lEuropa? domand egli.
E cosa dicono di noi?
Che Tartuffe  emigrato in Inghilterra, e vi ha
aperto bottega.
 vostro, Enrico?
Ed io ve lo d.
Non saprei che farmene:  troppo vero.
Non  necessario che vi spaventiate. I nostri
compatrioti non si riconoscono mai nelle descrizioni che
se ne fanno.
Sono persone pratiche.
Sono pi astute che pratiche. Quando piantano il
loro LibroMastro, bilanciano la stupidit con la ricchezza
e il vizio con lipocrisia.
Eppure noi abbiamo fatto delle grandi cose.
No: delle grandi cose ci sono state imposte, Gladys.
Ne abbiamo sopportato il peso.
S, ma fino al Palazzo della Borsa.
Ella croll il capo. Credo nella mia razza, esclam.
Rappresenta i sopravvissuti dellimpulso nativo.
Si sviluppa.
Il decadere mi interessa assai pi.
Cos lArte? ella chiese.
Una malattia.
Lamore?
Una illusione.
La religione?
Un sostituente alla moda, della Fede.
Voi siete uno scettico.
No. Lo scetticismo  il principio della Fede.
E cosa siete, allora?
Definirlo vale limitarlo.
Datemi un filo.
I fili si rompono. Perdereste la via nel labirinto.
Voi mi sviate. Parliamo daltro.
Il nostro ospite  un delizioso soggetto. Anni fa
era battezzato come il Principe Grazioso.
Ah! non parlarne! esclam Dorian Gray.
Il nostro ospite  piuttosto sgarbato questa sera, rispose la Duchessa, vivacemente. Credo che stia pensando
che Monmonth mi ha sposata per ragioni puramente
scientifiche, come il miglior modello che possa
trovarsi della farfalla moderna.
Spero almeno che egli non mediti di passarvi da
parte a parte con degli spilli, Duchessa! rise, Dorian.
Oh! C la mia cameriera che lo fa da tanto tempo,
signor Gray, quando  stizzita con me.
E perch mai si stizzisce con voi, Duchessa?
Per le cose pi stupide, signor Gray; ve lo assicuro.
Per solito la ragione  che arrivo alle nove meno dieci
e le dico che devo esser abbigliata per le otto e mezzo.
Che irragionevole cameriera! Dovreste congedarla!
Non oso, signor Gray. Ella mi foggia dei cappellini
di sua invenzione. Ricordate quello che portai alla
garden party di Lady Hillstone? no, non ve lo ricordate;
ma  assai gentile da parte vostra il fingere di ricordarvene.
Bene, essa lo ha fatto cos: con niente. Tutti i buoni 
cappelli sono fatti di niente.
Come tutte le buone reputazioni, Gladys, interruppe
Lord Enrico. Ogni effetto che noi produciamo,
ci provoca un nemico. Per essere popolare, bisogna esser
mediocre.
Non per le donne! disse la Duchessa, crollando
il capo, e le donne dominano il mondo. Vi assicuro che
noi non sopportiamo la mediocrit perch noi donne,
come ha detto qualcuno, amiamo con i nostri orecchi,
proprio come voi uomini amate con i vostri occhi, se 
vero che siete buoni di amare.
Mi pare che non facciamo mai altro, mormor
Dorian.
Ah! Allora voi non avete mai amato, signor Gray
rispose la Duchessa fingendo per celia una gran tristezza.
Cara Gladys! esclam Lord Enrico. Come potete
dir questo? Lavventura dellamore vive di ripetizioni
e son queste che mutano il desiderio in unarte. E poi,
ogni volta che ci si innamora  sempre la sola, la vera
volta che si ama; perch la differenza delloggetto non
altera la singolarit della passione; ma non fa che intensificarla.
Infatti la vita non potr darci, al massimo, che
una grande esperienza, e il secreto della vita sta nel riprodurla
questa esperienza pi spesso che sia possibile.
Anche se uno ne  stato ferito, Enrico? chiese
la Duchessa, dopo una pausa.
Anche se uno ne  stato ferito, rispose Lord Enrico.
La Duchessa si volse e guard Dorian Gray con una
curiosa luce negli occhi. E cosa ne dite di ci, signor
Gray? domand.
Dorian esit un attimo; poi gett indietro la testa e
rise. Io son sempre daccordo con Enrico, Duchessa.
Anche quando ha torto?
Enrico non ha mai torto, Duchessa.
E la sua filosofia vi fa felice?
Non ho mai cercato la felicit. Che me ne farei?
Ho cercato il piacere.
E lavete trovato, signor Gray?
Spesso. Troppo spesso.
La duchessa sospir. Io cerco la pace, disse, e
se non vado ad abbigliarmi per cena, questa sera non ne
avr, sicuro.
Lasciate che vi colga qualche orchidea, Duchessa
esclam Dorian alzandosi e movendo verso la serra.
Voi flirtate troppo pericolosamente con lui, disse
Lord Enrico alla cugina. Fareste meglio a stare in
guardia. Egli  seducentissimo.
Se non lo fosse, non vi sarebbe battaglia.
Greci contro Greci, allora?
No, sto dalla parte dei Troiani. Essi combatterono
per una donna.
Ma furono vinti.
Vi son cose peggiori della resa, ella rispose.
Galoppate a briglia sciolta.
Il galoppo  la mia vita.
Lo scriver nel mio diario, questa sera.
Cosa?
Che una fanciulla incendiata ama il fuoco.
Non sono ancora arsa. Le mie ali sono intatte.
Le usate per ogni cosa, eccetto che per fuggire.
Il coraggio ha emigrato dagli uomini alle donne.
 per noi una nuova esperienza.
Avete una rivale.
Chi?
Egli rise. Lady Narborongh, sussurr. Essa perfettamente
lo adora.
Mi empite dapprensione. Lappello allAntichit
 fatale per noi, romantiche.
Romantiche? Avete tutti i metodi della Scienza!
Gli uomini ci hanno educate.
Ma non spiegate.
Descriveteci come sesso, fu la sfida di lei.
Sfingi senza secreti.
Ella lo fiss e sorrise. Quanto tarda il signor Gray
disse. Andiamo ad aiutarlo, non gli ho ancor detto il
colore del mio abito.
Ah! Dovete farlo armonizzare con i suoi fiori.
Gladys.
Sarebbe una resa prematura.
LArte Romantica comincia con le gradazioni.
Devo mantenermi aperta una via di ritirata.
Al modo dei Parti?
Essi trovano la salvezza nel deserto. Io non potrei.
Alle donne non  sempre concesso di scegliere, 
egli rispose; ma aveva appena terminato di parlare, che
dal fondo della serra venne un gemito soffocato, seguito
dal cupo tonfo dun corpo che cade. Tutti balzarono in
piedi: la Duchessa era immobile di terrore. Con la paura
negli occhi Lord Enrico si precipit fra le palme che lo
battevano, a trovar Dorian Gray bocconi sul pavimento
di mattonelle, in uno svenimento che pareva morte.
Fu trasportato subito nella sala azzurra e disteso sul
divano. Dopo un poco ritorn in se, e si guard intorno con occhi sconvolti.
Cosa  successo? chiese. Oh! Ricordo. Son
salvo qui, Enrico? e cominci a tremare.
Caro Dorian, rispose Lord Enrico. Tu sei soltanto
svenuto. Non altro. Devi esserti strapazzato troppo.
Faresti meglio a non discendere a pranzo. Far io da ospite per te.
No, scender, disse Dorian, alzandosi con sforzo.
 meglio chio discenda. Non devo rimaner solo.
And in camera e si vest; e, come sedette a tavola,
fu sfrenatamente, sprezzantemente gaio: ma di tanto in
tanto un brivido di terrore lo scuoteva, quando ricordava,
di aver visto, schiacciata contro la vetrata della serra, come un fazzoletto bianco, la faccia di Giacomo Vane, che lo spiava.
...
.
...
CAPITOLO 18.
...
.
...
Il giorno dopo egli non usc di casa e pass gran
parte del giorno in camera, malato del selvaggio terrore
di morire, e pure indifferente alla vita stessa. La coscienza
desser pedinato, insidiato, inseguito cominciava
a dominarlo. Se le tappezzerie sagitavano al vento,
egli sussultava; e le morte foglie che strisciavan gi sui
vetri della finestra gli parevan come le sue risoluzioni
distrutte e i suoi selvaggi rimorsi. Appena chiudeva gli
occhi, rivedeva la faccia del marinaio che spiava attraverso
i vetri umidi di nebbia, e lorrore sembrava serrare
ancor pi le mani sul cuor suo.
Ma forse non era stata che una allucinazione della
sua fantasia che aveva suscitato la vendetta fuor dalle
tenebre e gli orribili fantasmi del castigo davanti a lui.
La sua vita doggi era un caos; ma la sua immaginazione
era terribilmente logica.  essa infatti che sospinge il
rimorso sulle orme del peccato; e fa che ogni delitto
porti con s il gravame della coscienza daverlo meditato
e compiuto. Nel mondo, usualmente, i malvagi, non
sono puniti n i buoni ricompensati; ma i forti vincono e
i deboli sono sconfitti. Non altro. E poi, se uno sconosciuto
si fosse aggirato intorno alla casa, i servi o i custodi
lavrebbero veduto certamente; se delle orme fossero
state scoperte nelle aiole, i giardinieri glielo avrebbero
riferito. S: era stata una allucinazione. Il fratello di
Sibilla Vane non era ritornato per ucciderlo; era gi salpato
col suo vascello per naufragare in qualche mare del
Nord. Ed egli in ogni modo era salvo. Quelluomo non
sapeva chi egli fosse, non avrebbe potuto saperlo mai.
La maschera della giovinezza lo aveva salvato.
Eppure, se non era stata che una illusione, come era
terribile pensare che la coscienza pu sollevare entro di
noi tali temibili fantasmi, e dar loro forma visibile e farli
muovere davanti a noi! Quale sarebbe mai stata la sua
vita, se giorno e notte, le ombre del suo delitto lavessero
spiato da silenziosi angoli; lavessero beffato da nascondigli
secreti; gli avessero sussurrato nellorecchio,
mentre egli sedeva al festino e lavessero destato, quando
dormiva, con le loro dita di ghiaccio?
Quando questo pensiero sinsinu nel suo cervello,
egli impallid di terrore, e laria gli sembr subitamente
pi gelida. Oh! In quale selvaggia ora di follia aveva
egli ucciso lamico! E come era spettrale il ricordo di
quella scena! La rivide, tutta, ancora, ed ogni dettaglio
spaventoso ritorn alla sua mente con centuplicato orrore.
Limmagine del suo peccato sorse terribile, fasciata
di scarlatto, dalla nera caverna del tempo.
Quando Lord Enrico venne a trovarlo, alle sei, egli
piangeva come se il suo cuore dovesse spezzarsi.
Soltanto tre giorni dopo savventur ad uscire di
casa. Vera nellaria di quel mattino invernale, chiara,
odorosa di pino, qualcosa che pareva rendergli tutta la
sua gaiezza e lardore della vita. Ma questo mutamento
non era dovuto soltanto alle condizioni fisiche
dellambiente; tutta la sua natura sera ribellata contro
leccesso di angoscia che avea tentato di mutilare e corrompere
la perfetta calma.
E cos sempre avviene ai temperamenti sottili e raffinatamente
complessi: le passioni violente li stritolano
o si piegano; uccidon luomo o muoiono; e solo i piccoli
dolori e i piccoli amori vi durano a vita; ma gli amori e i
dolori grandi si distruggono per il loro stesso ardore.
Egli si era convinto infatti desser stato vittima della
fantasia atterrita, e volgendosi indietro su se stesso contemplava
le sue paure con un senso di piet e di molto
disprezzo.
Dopo la colazione usc a passeggiare per unora con
la Duchessa nel giardino, poi si fece condurre attraverso
il parco, in carrozza, fino a raggiungere la comitiva che
aveva gi iniziato la partita di caccia. La brina croccante
parea sale disteso sullerba. Il cielo era una coppa rovesciata
di metallo azzurro e una sottil lastra di ghiaccio
orlava il lago immobile e piatto gremito di canne.
Allestremit del bosco di pini scorse Sir Geoffrey
Clonston, il fratello della Duchessa, che facea saltar dal
fucile due cartucce sparate; balz gi dalla vettura e disse
al servo di ricondurre la cavalla a casa, si avvicin
allospite, fra le secche rame e gli irti cespugli.
Avete fatto buona caccia, Geoffrey? chiese.
Non molto, Dorian. La maggior parte degli uccelli
credo sia gi calata al piano. Oserei dire che sar
meglio dopo la merenda, quando entreremo nel terreno
non ancor battuto.
Dorian passeggi a suo fianco. La mordente aria
aromatica, le luci brune e rosse che sinfiltravano nel
bosco, i rauchi gridi dei battitori che echeggiavano di
tanto in tanto, e gli acuti scoppi dei fucili che si succedevano,
lo affascinarono, lo riempirono dun senso di
deliziosa libert. Lincuranza della felicit, la suprema
indifferenza della gioia lo dominarono.
Ad un tratto da un folto cespuglio di erba vecchia,
circa venti metri avanti a loro, eretta le orecchie dalla
punta nera, con le lunghe zampe posteriori che la gettavano
avanti, balz una lepre, e si gett in un boschetto
dontani. Sir Geoffrey punt il fucile, ma vi era qualcosa
nella grazia dei movimenti dellanimale, qualcosa che
stranamente seduceva Dorian Gray, che esclam subito:
Non tirate, Geoffrey! Lasciatela vivere.
Che sciocchezza, Dorian, rise il compagno, e
come la lepre saltava nel boschetto, spar.
Si udirono due grida: quello della lepre ferita, che 
terribile, e quello dun uomo in agonia, che  ancor pi
tremendo.
Santo Dio! Ho colpito un battitore! esclam
Sir Geoffrey,, Che asino dun uomo che va a cacciarsi
davanti i fucili! Fermi! Non sparate laggi! url con
tutta la sua voce. C un uomo ferito.
Il capo custode venne di corsa con un bastone in
mano.
Dov signore? Dov? grid. Lungo tutta la linea
cessavano gli spari.
Qui, rispose vigorosamente sir Geoffrey correndo 
verso il boschetto. Perch diavolo non tenete indietro
i vostri uomini? La mia caccia di oggi  rovinata.
Dorian li guard tuffarsi nel ciuffo degli ontani,
aprirne la ramaglia, tirar di fianco i rami; emergere dopo
poco, trascinando un corpo alla luce del sole; si volse,
inorridito. Gli parve che la sfortuna lo seguisse ovunque.
Ud Sir Geoffrey chiedere se luomo era veramente
morto, e la risposta affermativa del custode; il bosco gli
parve ad un tratto popolarsi di vive faccie; suonare del
calpesto di innumeri piedi, e di un cupo sussurrio di
voci. Un gran fagiano dal petto di rame pass a volo fra
i rami sulla sua testa.
Dopo qualche istante, che fu per lui, nel suo stato di
eccitamento, come infinite ore di angoscia, sent una
mano sulla sua spalla. Trasal, guard intorno.
Dorian, disse Lord Enrico. Vorrei dir loro che
la caccia per oggi  finita. Non sarebbe bello continuare.
Vorrei fosse finita per sempre, Enrico, egli rispose
amaramente. Tutto ci  orribile, e crudele,
quelluomo...?
Non pot finire.
Mi dispiace di s, replic Lord Enrico. Ha preso
lintera carica nel cervello. Deve esser morto quasi
sul colpo. Vieni andiamo a casa.
Camminarono a fianco verso il vialone per circa
cinquanta metri, senza parlare, poi Dorian guard in faccia
Lord Enrico, e disse, con un grosso sospiro:,  un
malaugurio, Enrico, un vero malaugurio.
Cosa? chiese Lord Enrico. Ah! questa disgrazia.
Caro mio, che ci si pu fare? Fu colpa di
quelluomo. Perch s messo proprio davanti al fucile?
E poi, che ci importa?  imbarazzante solo per Geoffrey,
perch non  cosa da farsi, il colpire i battitori: ci
fa pensare che il cacciatore sia cattivo, mentre Geoffrey
non lo : anzi tira assai bene. Del resto  inutile parlare
di tutto ci.
Dorian croll il capo.  un malaugurio, Enrico.
Sento come se qualcosa di terribile stia per colpire uno
di noi. Me, forse, aggiunse, passandosi una mano sugli
occhi, con un gesto di angoscia.
Il compagno men giovane rise. Lunica cosa orribile
del mondo  la noia, Dorian; lunico peccato, per
cui non v perdono, ma noi non siamo fatti per soffrire,
a meno che i nostri amici non comincino a parlare di
questa storia a pranzo. Anzi devo dir loro che questo
soggetto di conversazione deve essere interdetto. Quanto
poi ai malauguri, non esistono. Il destino non ci manda
araldi:  troppo saggio e troppo crudele. E poi, cosa
diavolo potrebbe accaderti, Dorian? Tu hai tutto ci che
un uomo pu desiderare al mondo. Non v un solo che
non sarebbe felice di cambiare il suo posto col tuo.
Non c uno, col quale io non vorrei mutare, Enrico.
Non ridere cos, ti dico la verit. Quel disgraziato
contadino che  appena morto, sta meglio assai di me. Io
non ho terrore della morte;  il suo avvicinarsi che mi
atterrisce. Le sue ali mostruose sembrano roteare
nellaria di piombo, intorno a me. Santo Dio! Non vedi
un uomo che si muove laggi dietro gli alberi, e mi
guarda, e mi aspetta?
Lord Enrico guard nella direzione cui era puntata
la tremante mano inguantata. S, disse, sorridendo.
Vedo il giardiniere che ti aspetta. Credo voglia chiederti
quali fiori vuoi oggi a tavola. Dio! Come sei assurdamente
nervoso, caro mio! Verrai a farti visitare dal mio
dottore, appena torneremo in citt.
Come Dorian vide avvicinarsi il giardiniere trasse
un sospiro di sollievo; quello si scappell, e dopo aver
guardato dubbiosamente Lord Enrico trasse di tasca una
lettera e la tese al padrone.
Sua Grazia mha detto di aspettare la risposta, mormor.
Dorian si mise la lettera in tasca. Ditele che vengo
io stesso, disse freddamente. Luomo si allontan rapidamente
verso la villa.
Come van pazze le donne per far delle cose pericolose!
rise Lord Enrico.  una delle qualit che pi
ammiro in loro. Una donna flirter con chiunque al
mondo finch vi sar della gente a guardarla.
E come vai pazzo tu per dire delle cose pericolose,
Enrico! Ma adesso ti inganni completamente. La Duchessa
mi piace assai; ma non lamo.
E la Duchessa ti ama assai, ma tu non le piaci altrettanto:
cos siete fatti luno per laltro.
Tu parli malignamente, Enrico; mentre nei nostri
rapporti non c nessuna ragione di maldicenza.
La Ragione di ogni maldicenza  una certezza
immorale, disse Lord Enrico accendendo una sigaretta.
Tu sacrificheresti chiunque, Enrico, per il gusto
dun epigramma.
Il mondo va allaltare di sua propria volont, fu
la risposta.
Oh! Se potessi amare, esclam Dorian Gray,
con una profonda espressione di pathos, nella voce. Ma
mi sembra come avessi perduto la facolt di appassionarmi,
e dimenticato di desiderare. Son troppo chiuso in
me; la mia personalit  divenuta per me un gravame;
voglio scappare, partire, dimenticare! Come sono stato
sciocco a venir quaggi! Credo far bene a telegrafare
ad Harvey che tenga allestito lyacht. Su di un yacht si 
salvi.
Ma salvo da che cosa, Dorian? Tu hai qualche
grosso affanno. Perch non ti confidi a me? Sai che io
taiuterei.
Non posso dirtelo, Enrico, rispose egli, tristemente.
Ma credo sia solo una mia fantasia: questa disgrazia
di caccia mi ha sconvolto. Ho lorribile presentimento
che qualcosa di simile possa accadermi.
Che sciocchezza!
Spero bene lo sia; ma come non provarlo? Ah!
Ecco la Duchessa, come una Artemide in gonnella alla
moda. Voi vedete chio son di ritorno, Duchessa.
Ho udito tutto quanto  successo, signor Gray, ella rispose. Povero Geoffrey! Come  sconvolto! E
voi, non  vero, gli avete chiesto di non sparare sulla lepre.
Come  strano!
S: assai strano, e non so perch io labbia mai
fatto. Un capriccio, forse. Era la pi squisita cosa vivente!
Ma sono addolorato che vi abbian parlato di questa
sventura.  un argomento cos antipatico!
 noioso, interruppe Lord Enrico, e privo di
qualsiasi valore psicologico. Se Geoffrey lavesse fatto
volontariamente, come sarebbe interessante ora! Mi piacerebbe
tanto conoscere un vero assassino.
Come siete orribile, Enrico! esclam la Duchessa.
Non  vero, signor Gray? Enrico, il signor
Gray sta di nuovo male: sviene quasi!
Dorian si riebbe con uno sforzo e sorrise.
Non  nulla, Duchessa, mormor, i miei nervi
sono terribilmente sottosopra, non altro. Temo daver
camminato troppo stamattina. Non ho udito cosa diceva
Enrico. Era tanto cattivo? Dovete dirmelo unaltra volta.
 meglio che vada a coricarmi un poco. Mi scuserete,
non  vero?
Essi eran giunti al grande scalone che conduceva
dalla serra al terrazzo superiore; quando la porta a vetri
si richiuse dietro Dorian, Lord Enrico si volse e guard
la Duchessa con i suoi occhi sonnolenti.
Siete molto innamorata di lui? chiese. Ella non
rispose per qualche tempo, ma rimase ferma a guardare
il paesaggio. Vorrei saperlo, disse in fine.
Egli scosse il capo. La conoscenza sarebbe fatale.
Solo il dubbio ci affascina. La nebbia rende maravigliose
le cose.
Si pu perder la via.
Tutte le vie finiscono allo stesso punto, cara Gladys.
E quale ?
Disillusione.
 stato il mio dbut nella vita, sospir ella.
Ma fu un dbut incoronato.
Sono stanca di foglie di fragola.
Vi si addicono.
Solo in pubblico.
Le rimpiangerete.
Non perder un petalo.
Monmonth ha delle orecchie.
I vecchi son duri di udito.
 mai stato geloso?
Oh! se lo fosse stato!
Egli si guard attorno come cercando qualcosa.
Che cercate? domand ella.
Il bottone del vostro fioretto, egli rispose.
Lavete lasciato cadere.
Ella rise:, Ho ancora la maschera.
Essa non fa che pi belli i vostri occhi, fu la risposta.
Ella rise ancora e i suoi denti parvero i bianchi semi
di un frutto scarlatto.
Nel piano superiore, entro la sua camera, Dorian
Gray gracciava sopra un divano, e il terrore era in tutte
le fibre sussultanti del suo corpo.
La sua vita era diventata subitamente un carico troppo
orribile per poterlo reggere. La triste morte di quello
sventurato, colpito nel boschetto come un animale selvatico,
gli pareva prefingesse la sua stessa morte. Ed
egli era stato l per svenire ancora, alle parole dette a
caso per cinico scherzo, da Lord Enrico.
Alle cinque suon il campanello e dette al cameriere
lordine di preparare la sua valigia per lespresso della
sera diretto a Londra e di far trovar pronta la vettura al
portone alle otto e mezzo. Era deciso a non dormire
unaltra notte a Selby Royal. Era un posto di malaugurio:
la morte vi si aggirava alla luce del sole. Lerba della
foresta era stata macchiata di sangue.
Poi scrisse un biglietto a Lord Enrico, pregandolo di
intrattenere gli ospiti durante la sua assenza, perch egli
andava a Londra a consultare il suo medico; e mentre
stava chiudendolo nella busta, batterono alla porta; e il
cameriere gli annunzi che il capocaccia voleva vederlo.
Egli si oscur in volto e si morse un labbro. Fatelo
entrare, mormor, dopo qualche istante desitazione.
Appena luomo entr, Dorian estrasse il libretto degli
chques dal cassetto e lo spieg davanti a s.
Credo siate venuto per quella disgrazia di stamattina,
Thoruton? disse egli prendendo una penna.
S, signore, rispose il capocaccia.
Era sposato, quel povero diavolo? Aveva famiglia?
chiese Dorian, imbarazzato. Se  cos, non vorrei
fossero lasciati in miseria, e mander loro la somma
che riterrete, necessaria.
Ma noi non sappiamo chi sia, signore.  per questo
che mi son preso la libert di venirvi a parlare.
Non sapete chi sia? disse Dorian, distrattamente.
Cosa dite? Non era uno dei vostri battitori?
No, signore, nessuno laveva mai veduto, prima.
Pare sia un marinaio.
La penna cadde di mano a Dorian Gray e gli parve
che il suo cuore cessasse a un tratto di battere. Un marinaio
grid, un marinaio?
S, signore. Ha laspetto di un marinaio: le braccia
tatuate...
Non si  trovato nulla su di lui, per riconoscerlo?
disse Dorian, chinandosi avanti e guardando in faccia
luomo con occhi sorpresi. Qualcosa che dicesse il suo nome?
Del denaro, signore: non molto, e una rivoltella a
sei colpi. Non c nome di sorta. Un uomo di aspetto decente
ma rozzo. Un tipo di marinaio, ho pensato.
Dorian balz in piedi. Una terribile speranza saccese
in lui: vi si aggrapp follemente. Dov il corpo?
esclam. Presto! Devo vederlo subito.
 in una scuderia vuota detta Home Parm, signore.
La gente non ama aver in casa dei cadaveri: dicono
che porta sfortuna.
LHome Parm! Andate subito e aspettatemi l.
Dite a un servo di far uscire il mio cavallo. No. Non importa.
Verr io stesso laggi. Non voglio perder tempo.
Dopo meno dun quarto dora Dorian Gray galoppava
nel gran vialone, pi veloce che poteva. Gli alberi parean 
scivolar dietro di lui in processione spettrale e selvaggie
ombre si gettavan davanti al suo cammino. Una
volta la cavalla scart davanti ad una porta bianca e quasi
lo gett in terra. La frust sul collo ed essa fendette
laria oscura come una freccia. Le pietre saltavan sotto i
suoi zoccoli.
Giunse alla Home Parm. Due uomini passeggiavano
nel cortile. Egli salt di sella e gett le redini ad un
dessi. Nella scuderia pi lontana una luce ardeva. Qualcosa
parve dirgli che il cadavere era l, ed egli si affrett
verso la porta e pos la mano sul saliscendi.
Sarrest un momento; si sentiva sullorlo duna
scoperta che avrebbe fatto rinascere o rovinare la sua
vita. Poi spinse la porta; entr. Sopra un mucchio di sacchi
nellangolo pi lontano giaceva il cadavere di un
uomo vestito di una sudicia camicia e dun paio di pantaloni
bleu. Un sozzo fazzoletto era disteso sul suo viso.
Una candela di vil prezzo, infilata nel collo duna bottiglia, crepitava l accanto.
Dorian Gray rabbrivid. Sent che la sua mano non
avrebbe la forza di toglier via il fazzoletto; chiam uno dei servi, fuori.
Togli via quella roba dal volto. Voglio vederlo, disse, appressandosi allo stipite della porta per sorreggersi.
Quando il servo ebbe fatto, egli savanz e un grido di gioia ruppe le sue labbra: luomo chera stato ucciso
nel cespuglio era Giacomo Vane. Egli rimase qualche minuto a contemplare il cadavere. E quando cavalc
verso casa, i suoi occhi eran pieni di lacrime. Egli sapeva di esser finalmente salvo.
...
.
...
CAPITOLO 19.
...
.
...
Perch poi ti  venuto in mente di dirmi che stai
per diventar buono? esclam Lord Enrico, tuffando le
dita candide in un vaso di rosso rame pieno dacqua di
rosa. Tu sei perfetto. Ti prego: non mutare.
Dorian Gray scosse il capo. No, Enrico. Io ho fatte
troppe orribili cose nella mia vita. Non ne far pi. Ho
cominciato ieri a compiere delle buone azioni.
Dove eri, ieri?
In campagna, Enrico. Alloggiavo in un alberghetto, da solo.
Caro ragazzo mio, disse Lord Enrico, sorridendo.
Ognuno  buono in campagna. L non vi sono tentazioni
ed  questa la ragione per cui tutti quelli che vivono
fuori della citt sono cos completamente incivili.
La civilt non  per nulla una cosa agevole ad acquistarsi;
vi sono soltanto due mezzi: essere colti, o esser corrotti
e il popolo della campagna non pu esser n luno
n laltro; perci ristagna.
Coltura e corruzione, ripet Dorian. Le ho conosciute
un po anchio; ed oggi mi pare terribile che
esse possan trovarsi insieme. Ah! Enrico. Io ho dei nuovi
ideali. Sto per cambiare. Credo desser gi mutato.
Tu non mi hai detto ancora quale  stata la tua
buona azione. O mi hai detto che ne hai fatto pi duna?
chiese il compagno, rovesciandosi nel piatto una piccola 
piramide cremisi di fragole profumate, e versando
una neve di bianco zucchero su di esse, da un cucchiaio
a nicchio, tutto bucherellato.
Posso ben dirtela, Enrico; ma non  una storia
che direi ad altri. Sono stato buono con qualcuno. Ci
pu sembrare stupido; ma tu lo capirai. Essa era bellissima,
e rassomigliava maravigliosamente a Sibilla Vane;
credo anzi che fosse questa la prima ragione della mia
simpatia per lei. Ti ricordi Sibilla, non  vero? Come
pare lontano tutto, ci! Bene Hetty non era della nostra
condizione naturalmente. Non era che una fanciulla in
un villaggio; ma io lamai davvero. Ne sono pi che certo.
Per tutto questo maraviglioso maggio trascorso, io
scappavo gi a vederla due o tre volte alla settimana ed
ieri essa maspettava in un piccolo frutteto. I fiori di
melo cadendo a terra si fermavan sui suoi capelli, ed
essa rideva. Dovevamo scappar via insieme stamattina
allalba. A un tratto decisi di lasciarla: simile a un fiore,
come lho trovata.
Credo che la novit dellemozione debba averti
dato un brivido di vero piacere, Dorian, interruppe
Lord Enrico; ma io posso terminare in vece tua il racconto
dellidillio. Tu le hai dato un buon consiglio e le
hai spezzato il cuore.  questo il principio della tua trasformazione.
Enrico, sei orribile! Non dir pi queste brutte
cose. Il cuore di Hetty non s spezzato. Ha pianto; ma
non di pi. Per non  disonorata. E potr vivere, come
Perdita, nel suo giardino di menta e di fior darancio.
E pianger sul Flarizel infedele, disse Lord Enrico,
ridendo e arrovesciandosi nella sua poltrona. Caro
Dorian, tu hai un modo di fare che  curiosamente fanciullesco.
Credi proprio che quella fanciulla saccontenti
ormai di uno del suo rango? Io penso che essa si sposer
un giorno a un rozzo carrettiere o a un volgare contadino.
Bene; ora per il fatto di averti conosciuto, e amato,
ella imparer a disprezzare il marito, e sar disgraziata.
Dal punto di vista della morale, poi, non direi neppure
di apprezzar gran che la tua grande rinunzia. Anche
come principio,  ben meschino. E poi, come puoi sapere
che Hetty ora non galleggia in una gora, al lume delle
stelle, circondata da graziosi gigli dacqua, come Ofelia?
Non ti ascolter pi oltre, Enrico! Tu ti burli di
tutto e poi insinui la visione delle pi tristi tragedie. Mi
spiace di averti raccontato tutto, ecco! Non che mi importi
di ci che dici di me; so che ho fatto bene a far
cos. Povera Hetty! Stamattina, cavalcando di ritorno,
passai per la fattoria e vidi la sua faccia bianca alla finestra,
come un cespo di gelsomini. Ma non parliamone
pi e non cercare di persuadermi che la prima buona
azione che ho fatto in tanti anni, il primo piccolo strappo
al mio egoismo che abbia mai conosciuto,  propriamente
altro che una specie di peccato. Voglio divenir
migliore e sto diventandolo. Ed ora parlami di te. Di che
si parla in citt? Non mi reco al club da molti giorni.
Discutono ancora della scomparsa del povero Basilio.
Credevo che a questora se ne fossero stancati, disse Dorian versando del vino e aggrottando leggermente le ciglia.
Caro ragazzo mio, essi ne parlano solo da tre settimane
e il pubblico inglese non riesce a sostenere lo
sforzo mentale di aver pi dun argomento di conversazione
che dopo tre mesi. Per in questi ultimi tempi 
stato assai fortunato. Ha avuto il mio divorzio e il suicidio
di Alan Campbell ed ora la misteriosa scomparsa di
un artista.
Scotland Jard insiste ancora nel dire che luomo dal
pastrano grigio che part per Parigi col treno della mezzanotte
il nove novembre era proprio il povero Basilio, e
la polizia francese continua a dichiarare che Basilio non
 mai arrivato a Parigi.
Io per me credo che fra quindici giorni sapremo che
lhan veduto a San Francisco.  una cosa bizzarra, ma
tutti quelli che scompaiono, dicono daverli visti a S.
Francisco. Deve essere una deliziosa citt che possiede
tutti i fascini del nuovo mondo.
Cosa credi sia accaduto a Basilio? chiese Dorian,
contemplando contro luce il suo bicchier di Borgogna
e maravigliandosi della calma con cui poteva discutere
di tale argomento.
Non ne ho la minima idea. Se Basilio preferisce
nascondersi, io non centro. Se  morto, non voglio pensare
a lui. La morte  la sola cosa che riesca ad atterrirmi
sempre. Io lodio.
Perch? disse il giovane, con fare annoiato.
Perch, rispose Lord Enrico, passandosi sotto le
nari lintreccio dorato di una scatoletta aperta di vinaigrette
a tutto si sopravvive eccetto che ad essa. La
morte e la volgarit sono i soli due fatti che nel diciannovesimo
secolo non si sia ancora riusciti a spiegare.
Prendiamo il caff nella sala di musica, Dorian. Devi
suonare Chopin per me. Quel tale con cui scapp mia
moglie suonava Chopin squisitamente. Povera Vittoria!
Io ne ero assai innamorato. La casa  molto deserta senza
di lei. Certo la vita di matrimonio  soltanto unabitudine:
una cattiva abitudine; ma pure si rimpiange la perdita
anche delle abitudini peggiori. Forse si rimpiangono
di pi. Sono una parte cos essenziale della nostra personalit!
Dorian non disse nulla, ma salz di tavola e, passato
nella stanza accanto, sedette al pianoforte e lasci le
sue dita errare sui tasti bianchi e neri della tastiera.
Quando fu servito il caff, salz e guardando Lord Enrico
in faccia, disse:, Enrico, ti  mai venuto in mente
che Basilio sia stato assassinato?
Lord Enrico sbadigli. Basilio era assai popolare e
portava sempre un orologio Waterbury. Perch dovrebbe
essere stato ucciso? Non  mai stato abbastanza abile
per farsi dei nemici. Certo aveva un maraviglioso genio
per la pittura; ma un uomo pu dipingere come Velasquez
ed essere insignificantissimo, e Basilio era piuttosto
insignificante.
Egli mi riusc interessante solo una volta: e fu quando 
mi confess, tanti anni fa, che aveva per te una adorazione
selvaggia, e che tu eri il motivo dominante
dellarte sua.
Io volevo assai bene a Basilio, disse Dorian con
un senso di tristezza nella voce. Ma non si dice che sia
stato assassinato?
Oh! molti giornali lo dicono; ma non mi pare per
nulla probabile. So che a Parigi vi sono dei posti pericolosi,
ma Basilio non era tipo da andarvi. Non aveva curiosit;
era questo il suo pi gran difetto.
Cosa diresti, Enrico, se ti confessassi che io ho
assassinato Basilio? chiese il giovane, osservandolo
attentamente, mentre parlava.
Direi, caro mio, che tu vuoi recitare una parte
che non ti si addice. Ogni delitto  volgare, come ogni
volgarit  delitto. E tu, Dorian, non potresti, non sapresti
commetterne uno, mai. Mi dispiace di non accarezzare
la tua vanit con queste parole, ma ti assicuro che 
proprio cos. Il delitto appartiene assolutamente alla
gente pi bassa: n per ci la biasimo, neanche per sogno!
Ritengo anzi che il delitto rappresenti per essa ci
che per noi  larte: niente altro che un mezzo per procurarsi
delle straordinarie sensazioni.
Un mezzo per procurarsi delle sensazioni? Credi
allora che un uomo che ha commesso una volta un delitto
possa ripeterlo? Non dirmi di queste fiabe!
Oh! ma tutto diventa un piacere, se lo si fa troppo
spesso, esclam ridendo Lord Enrico. Questo 
uno dei secreti pi importanti della vita. Pensa tuttavia
che il delitto non  che un errore; e che non si dovrebbe
mai far cosa di cui non si possa discorrere dopo pranzo.
Ma lasciamo stare il povero Basilio. Vorrei poter credere
che la sua fine sia stata cos drammatica come mi hai
suggerito; ma non posso. Tuttal pi sar caduto da un
omnibus nella Senna, e il conduttore avr soffocato lo
scandalo. S, deve esser morto proprio cos. Lo vedo che
giace supino sotto quelle acque dun verde cupo, con le
chiatte carche che gli galleggiano sopra, e lunghe erbe
impigliate nei suoi capelli.
Sai, non credo che avrebbe potuto giungere a superarsi,
come artista; negli ultimi dieci anni la sua maniera
 andata sempre pi gi.
Dorian sospir, e Lord Enrico attravers la stanza
per andare a stuzzicare nella testa uno strano pappagallo
di Giava, grosso uccello dalle piume grigie, con la cresta
e la coda color corallo, che si dondolava sopra una
canna di bamb; e appena lebbe toccato con le affusolate
dita, esso lasci ricadere la bianca crosta delle palpebre
grinzose sul nero occhio di vetro, e cominci ad
altalenare avanti e indietro.
S, riprese, volgendosi e togliendo di tasca il
fazzoletto, le sue pitture non valevano quasi pi nulla:
mi parve che avessero perduto qualcosa: lideale. Quando
voi due cessaste desser grandi amici, egli cess
dessere un grande artista. Perch mai vi siete separati?
Credo chegli ti annoiasse. Se  vero, egli non tha certo
dimenticato,  una abitudine che han tutte le persone noiose.
A proposito, cosa  successo di quel maraviglioso
ritratto, che egli fece? Credo di non averlo mai pi visto
dopo che lebbe finito. Ah! ricordo che mhai detto anni
fa daverlo mandato a Selby e che lavevan rubato o
perduto per via. Non lo riavesti pi? Peccato! Era un
vero capolavoro. Rammento che volevo comperarlo. Se
lavessi fatto! Era della miglior maniera di Basilio!
Dopo di allora, la sua opera non fu che quella curiosa
mistura di cattivo dipingere e di buone intenzioni che
distinguono sempre un uomo che vien chiamato un pittore
inglese rappresentativo. Hai fatto metter degli avvisi?
Dovevi farlo.
Non ricordo, disse Dorian, ma credo di s;
per non mi piacque mai veramente e mi  spiaciuto
daver posato per esso. Il ricordo di tutto ci mi  odioso.
Perch ne parli? Mi fa venire in mente quei curiosi
versi duna tragedia, Amleto, credo. Come dicono?
come il ritratto di una sciagura,
una faccia senza un cuore.
S: ecco ci chesso era.
Lord Enrico rise. Se un uomo considera la vita artisticamente,
il suo cervello  il suo cuore, rispose lasciandosi
cadere in una poltrona.
Dorian Gray croll il capo e tent qualche morbida
nota al pianoforte.
Come il ritratto di una sciagura, ripet, una
faccia senza un cuore.
Lamico sarrovesci contro il dorsale della poltrona
e lo guard con gli occhi socchiusi. A proposito, Dorian
disse dopo una pausa, cosa ricava un uomo che
guadagna il mondo intero e perde, come era la citazione?
e perde lanima sua?
La musica ston e mor; Dorian guard in faccia
lamico.
Perch mi chiedi questo, Enrico?
Caro mio, disse Lord Enrico, alzando le sopracciglia
per la sorpresa, te lho chiesto perch pensavo
che tu potevi darmi una risposta. Ecco tutto. La domenica
scorsa, me ne andavo per il Parco e presso lArco di
Marmo cera un gruppo di gente misera che ascoltava
un volgare predicatore da strada. Mentre passavo, lo
udii strillare questa domanda al suo pubblico. Mi colp,
mi parve assai drammatica.
Londra  assai ricca di effetti curiosi come questo.
Una domenica nebbiosa, un goffo predicatore cristiano
in impermeabile, un anello di pallide faccie di malati, un
tetto ineguale di ombrelli gocciolanti e una maravigliosa
frase liberata allaria da due acute isteriche labbra: era
davvero nel suo genere una cosa assai bella: sopra tutto
suggestiva. Pensai di ribattere al profeta che lArte ha
unanima, ma luomo non ne ha. Temo per che non mi
avrebbe compreso.
Non dir cos, Enrico. Lanima  una realt terribile;
si pu comperarla, e venderla e barattarla; si pu avvelenarla
o renderla perfetta. In ognuno di noi c unanima: lo so.
Ne sei proprio sicuro, Dorian?
Sicurissimo.
Ah! Allora deve essere unillusione. Le cose di
cui si  sicurissimi, non sono mai vere. Questa  la fatalit
della Fede e lammaestramento del romanzo. Come
sei serio! Come sei grave! Via! Cosa centriamo io e tu
con le superstizioni del nostro secolo? Nulla: abbiamo
buttato via la nostra credenza nellanima. Via! Suonami
qualcosa; suonami un notturno, Dorian, e mentre suoni,
dimmi, a bassa voce, come hai fatto a mantenere la tua
giovinezza. Tu devi avere un secreto. Io ho solo dieci
anni pi di te e son qui grinzoso e consumato e giallo;
ma tu sei sempre maraviglioso, Dorian. Non sei mai stato
pi affascinante di questa sera. Mi ricordi come ti vidi
la prima volta: eri un po grassottello, assai timido e 
assolutamente straordinario; sei mutato, certo; ma non
nellaspetto. Dimmi, dimmi il tuo secreto! Per riavere la
mia giovinezza farei tutto ci che  possibile al mondo,
eccetto che far degli esercizi fisici, alzarmi presto ed essere
rispettabile. Giovinezza! Non vi  nulla che leguagli.
E come  assurdo parlare dellignoranza della giovent.
Le sole persone di cui ascolti ancora con rispetto
le opinioni, sono molto pi giovani di me. Sembra mi
camminino avanti, perch la vita ha rivelato loro lultima
maraviglia. Ma gli anziani, i vecchi, li contraddico
sempre, per principio. Se tu chiedi ad essi la loro opinione
su qualcosa che  accaduto ieri, essi solennemente tiran
fuori le opinioni correnti lanno 1820, quando la
gente portava le calze fino al ginocchio, credeva in tutto,
e non sapeva assolutamente nulla. Ah! come stai
suonando deliziosamente questo pezzo! Forse Chopin
lha scritto a Maiorca, col mare piangente intorno alla
villa, e la candida spuma spruzzava fin sulle vetrate?
Com maravigliosamente romantico! E qual beatitudine
per noi, che rimanga almeno unarte, che non 
imitativa! Non cessare: oggi ho bisogno di musica; mi
pare che tu sia il giovine Apollo, ed io Marsia che ti
ascolti. Ho i miei dolori, Dorian, e neppure tu ne sai nulla.
La tragedia della vecchiezza non  desser vecchi;
ma desser giovini. Qualche volta sono stupito io stesso
della mia sincerit. Ah! Dorian, come sei felice, tu! Che
squisita vita, la tua! Hai bevuto profondamente ad ogni
coppa. Hai spremuto i grappoli duva contro il tuo palato.
Nulla ti  rimasto nascosto. E tutto ci non  stato
per te pi che il suono della musica: non ti ha corrotto; e
sei ancora, sempre, lo stesso.
Non sono lo stesso, Enrico.
S: tu sei lo stesso. Io mi stupisco a pensare cosa
mai sar il resto della tua vita. Ah! non distruggerlo con
le rinunzie. Oggi tu sei un tipo perfetto, senza difetti:
non renderti incompleto. No! non crollare la testa: tu sai
desserlo. E poi, s, Dorian, non devi ingannarti: la vita
non si governa con la volont o lintenzione; essa  questione
di nervi, di fibre, di cellule costruite a poco a
poco, in cui il pensiero si nasconde e la passione esprime
i suoi sogni.
Puoi crederti salvo e pensare daver ragione; ma un
tono casuale di colore in una stanza, o un cielo mattutino,
un profumo speciale che un tempo hai prediletto e
che riconduce con s sottili ricordi, un verso di un poema
obliato che ti ricade sottocchio, una cadenza dun
pezzo di musica che non suonavi da tempo, ecco ti dico,
Dorian, da tutto questo dipendono le vite nostre. Browning
ha scritto di ci in qualche parte; ma i nostri sensi
posson facilmente immaginarlo. Vi son momenti in cui
lodore del lilas blanc mi invade subitamente ed io rivivo
in esso il pi strano mese della mia vita. Oh! potessi
cambiare con te, Dorian. Il mondo ha gridato contro di
noi, ma ci ha sempre adorati. Esso ti adorer ancora,
perch tu sei il simbolo di ci che la nostra epoca va
cercando e che teme daver trovato. E come son felice
che tu non abbia mai fatto nulla, n scolpita una statua,
n dipinto un quadro: nulla insomma che non fosse te
stesso. La vita  stata la tua arte. Tu ti sei messo in musica:
e i tuoi giorni sono sonetti.
Dorian salz dal piano e si pass una mano sui capelli.
S, la vita  stata squisita, mormor, ma non la
continuer, Enrico. E tu non devi dirmi pi queste cose
stravaganti. Tu non sai nulla di me. E se lo sapessi, mi
abbandoneresti. Ridi? Non ridere.
Perch hai cessato di suonare, Dorian? Ritorna e
riprendi ancora il notturno.
Guarda quella gran luna color del miele, che pende
dallaria bruna: essa aspetta che tu laffascini, e se tu
suoni, essa verr pi presso alla terra. Non vuoi? Andiamo
al club allora. Che magnifica serata! Dobbiamo finirla
stupendamente. Vi  qualcuno al White che desidera
ardentemente di conoscerti: il giovane Lord Poole, il
pi vecchio dei figli di Bournemonth. Egli ha gi imitato
le tue cravatte, e mha chiesto di esserti presentato. 
assai delizioso e mi ricorda un po te stesso.
Spero di no, disse Dorian, con un triste lampo
negli occhi. Ma io sono stanco, stasera, Enrico. Non
verr al club. Son quasi le undici e bisogna che mi corichi
presto.
Rimani. Non hai mai suonato come questa sera.
Cera qualcosa nel tuo tocco chera maraviglioso: mai ti
udii ricavarne tanta espressione.
 perch sto diventando buono, egli rispose sorridendo.
Son gi un po mutato.
Tu non puoi cambiare per me, Dorian, disse
Lord Enrico. Noi due saremo sempre amici.
Eppure tu mi avvelenasti una volta con un libro.
Non lo dimenticher, Enrico; ma promettimi che non lo
presterai mai a nessun altro. Esso veramente fa male.
Caro ragazzo mio, tu cominci sul serio a moraleggiare.
Se continui cos te ne andrai presto in giro anche
tu, come un convertito, e un rinnovatore, ad ammonire
il popolo contro i peccati di cui sei divenuto stanco.
No! Sei troppo delizioso per far ci. E poi, non serve a
niente. Tu ed io siamo chi siamo, e saremo ci che saremo
e quanto allavvelenarsi con i libri, non esiste una
cosa simile. Larte non ha influenza sullazione; essa annichilisce
il desiderio di agire:  superbamente sterile. I
libri che il mondo chiama immorali sono quelli che gli
mostrano la sua vergogna. Non altro. Ma non discutiamo
di letteratura. Passa domani da me; alle undici andr
un poco a cavalcare; potremo andare insieme e tu resteresti
dopo a colazione con me e con Lady Branksome. 
una piacente donna, e deve consultarti circa delle tapezzerie
che ha in mente di comperare. Ricordati di venire.
O faremo colazione con la nostra piccola Duchessa?
Essa dice che non ti vede pi, in questi ultimi tempi. Ne
sei stanco gi? Me lo ero immaginato. La sua abile lingua
d sui nervi. Bene, in ogni caso, trovati qui alle undici.
Devo venir davvero, Enrico?
Certo. Il Parco  bellissimo, ora. Non credo vi
siano mai stati dei lilas simili, dallanno in cui tho conosciuto.
Benissimo. Alle undici sar qui, disse Dorian.
Buona notte, Enrico. Giunto alla porta, esit un attimo,
come se volesse dirgli qualcosa ancora; ma tacque ed usc.
...
.
...
CAPITOLO 20.
...
.
...
Era una notte incantevole e cos tiepida che egli si
gett il soprabito sul braccio e non savvolse neppure
intorno al collo la sciarpa di seta. E mentre cos savviava
a casa, fumando una sigaretta, due giovani in abito da
sera lo oltrepassarono ed ud uno di essi sussurrare al
compagno. Ecco Dorian Gray. Egli ricord con
quanto compiacimento egli un tempo si vedeva segnato
a dito, osservato e udiva parlare di s; ma adesso era
stanco di sentir ripetere il suo nome. Met del fascino
che aveva avuto per lui il piccolo villaggio, dove tanto
spesso avea dimorato negli ultimi tempi, era perch l
nessuno lo conosceva. Avea spesso raccontato alla fanciulla
chegli aveva indotto allamore, desser povero,
ed ella gli aveva creduto; le aveva detto che egli era cattivo
ed essa avea riso, rispondendogli che la gente cattiva
 sempre assai vecchia e assai brutta.
Che riso ella aveva! Pareva il canto dun tordo. E
comera bella nelle sue vestine di cotone, sotto il gran
cappello. Essa non sapeva nulla; ma possedeva ancora
tutto ci chegli aveva perduto.
Quando giunse a casa, trov il servo che laspettava;
lo mand a letto e si gett sul divano, nella Biblioteca, a
pensare su ci che aveva detto Lord Enrico.
Era proprio vero che non si pu mutare mai? Prov
un selvaggio desiderio della immacolata purezza della
sua adolescenza, la sua adolescenza di rosa bianca,
come Lord Enrico laveva una volta chiamata.
Sapeva quanto sera macchiato, come la mente fosse
piena di corruzione, e la sua fantasia in preda allorrore;
riconosceva daver avuto una influenza malvagia su gli
altri e daverne provato una terribile gioia; e daver condotto
al disonore, fra le creature che lavevano incontrato,
quelle pi lontane da esso, e pi ricche di buone promesse;
ma tutto questo era irreparabile. Non cera pi
speranza di salvezza? Ah! In che mostruoso momento di
orgoglio e di passione egli aveva chiesto in grazia che il
ritratto portasse il peso dei suoi giorni e lasciasse a lui
intatto lo splendore della giovinezza eterna! A quellattimo
egli doveva tutta la sua degradazione.
Meglio se ogni peccato della sua vita avesse recato
con s tutta la sua irrevocabile, fulminea pena. Nel castigo
era la purificazione.
Non: Perdonaci i nostri peccati; ma Colpisci le
nostre iniquit: dovrebbe essere la preghiera delluomo
al pi giusto Iddio.
Lo specchio curiosamente intagliato che gli aveva
donato Lord Enrico, tanti anni fa, era l sulla tavola e i
Cupidi dalle bianche membra ridevano come un tempo
attorno ad esso. Egli lo prese, come aveva fatto in quella
notte di orrore, quando per la prima volta not il mutamento
del ritratto fatale, e con selvaggi occhi gonfi di
lacrime si mir nel suo terso scudo.
Una volta, una donna che lo aveva terribilmente
amato, gli aveva scritto una pazza lettera, che terminava
con queste parole idolatre: Il mondo  mutato perch tu
sei fatto di avorio e doro. A volte ricordava questa frase
e se la ripeteva ancora, ancora. Ma ora egli odiava la
sua bellezza, e gettato a terra lo specchio, lo frantum in
minuzzoli dargento, sotto il suo calcagno, S: la sua
gran bellezza lo aveva perduto, la sua bellezza e la giovinezza
chegli aveva invocato eterna; se non fossero
state queste due cose, la sua vita non avrebbe avuto
macchia; e invece la bellezza gli era stata una maschera,
la giovinezza una beffa. Cosera infine la giovinezza?
Una et verde, acerba, una et dai modi frivoli e dai
pensieri malaticci. Perch aveva egli voluto vestirne la
foggia per la vita intera? La giovinezza laveva perduto.
Oh! meglio non pensare al passato: nulla avrebbe
potuto mutarlo.
Era a se stesso, al suo avvenire che dovea rivolgersi
il pensiero.
Giacomo Vane era nascosto in una tomba senza
nome nel cimitero di Selby Royal; Alan Campbell sera
ucciso una notte nel suo laboratorio, ma non aveva rivelato
il segreto chera stato costretto a conoscere.
Lagitazione, se tale essa era, che aveva sollevato
la scomparsa di Basilio Hallward, sarebbe presto scomparsa;
stava gi scemando; nulla cera pi per lui da temere;
n, infatti, era la morte di Basilio Hallward ci
che pi gravava sul suo spirito; ma la morte vivente della
sua stessa anima. Perch Basilio aveva dipinto il ritratto
che aveva corrotta la sua vita e non avrebbe potuto
perdonarglielo mai; perch tutto il male dipendeva da
quel quadro e poi Basilio gli aveva detto cose che non si
potevano sopportare, eppure egli le aveva sofferte con
pazienza. Lassassinio non era stato che la follia dun
momento.
Quanto ad Alan Campbell, se sera suicidato, laveva
poi fatto per sua volont: aveva scelto cos, che colpa
poteva egli averne?
Ah! una nuova vita. Ecco ci chei voleva; ci
chegli aspettava. E certo essa era gi cominciata: non
aveva egli gi risparmiato una cosa innocente? No! non
avrebbe mai pi tentato linnocenza: sarebbe stato finalmente
buono.
Al pensiero di Hetty Merton, cominci a fantasticare
se il ritratto avesse subto qualche nuovo mutamento.
Forse era meno orribile che nei giorni avanti? Forse, se
la sua vita si purificava, la sua faccia avrebbe perduto
ogni segno delle malvagie passioni? Doveva vederlo!
Afferr la lampada dalla tavola e corse di sopra.
Aprendo la porta un sorriso di gioia illumin il suo viso
stranamente giovane, e sindugi un attimo sulle labbra.
S, sarebbe stato buono, e quellorribile cosa che egli
aveva nascosto non sarebbe stata pi terrificante per
lui... Gli parve che tutto il peso enorme gli fosse caduto
dalle spalle.
Entr quietamente, richiudendo la porta dietro di s,
come era solito, e tir via il drappo purpureo dal quadro...
dette in un grido di angoscia e di indignazione.
Non vera mutamento, ma vera negli occhi uno sguardo
astuto, e sulla bocca la smorfia contorta della ipocrisia.
E tutto era odioso, ancor pi odioso, sera possibile, di
prima, e la rugiada sanguigna che insozzava una mano,
pareva pi brillante, pi simile al sangue di recente versato.
Rabbrivid. Non era stata dunque che la vanit a
fargli compiere quella buona azione? O il desiderio di
una nuova sensazione, come aveva suggerito Lord Enrico,
col suo riso beffardo? O forse ancora quel gusto di
rappresentare una parte che talora ci fa compier cose pi
belle di quanto siamo noi stessi? O forse tutto ci ad una
volta?
E perch la macchia rossa era ancor pi grande?
Sembrava diffusa come un orribile male sulle dita avvizzite;
e sangue era colato fino ai piedi del ritratto,
come stillato gi e vera del sangue anche sulla mano
che non aveva serrato il coltello!
Confessare? Doveva egli dunque confessare il suo
delitto? Consegnarsi nelle loro mani, per essere ucciso?
Rise. Sent che lidea era mostruosa. E poi, anche se
confessasse, chi gli crederebbe? Non vera in alcun luogo
traccia dellucciso: tutto ci che gli apparteneva era
stato distrutto. Egli stesso aveva bruciato quanto era rimasto
di sotto...
Il mondo lo avrebbe detto pazzo; se avesse continuato,
lavrebbero chiuso in un manicomio...
Eppure era suo dovere confessare, sopportare il pubblico
disonore, e patire una espiazione pubblica. Vi era
un Dio che imponeva agli uomini di svelare i loro peccati
alla terra oltre che al cielo e nulla avrebbe potuto
purificarlo finch egli non avesse rivelato il suo peccato.
Il suo peccato? Si strinse nelle spalle. Quanto gli parea
piccola cosa la morte di Basilio Hallward! Egli pensava
a Hetty Merton. Perch questo specchio dellanima sua,
era uno specchio ingiusto?
Vanit? Curiosit? Ipocrisia? Non cera stato
nullaltro che questo, nella sua rinunzia? No: vera di
pi. Almeno egli lo credeva. Ma chi poteva dirlo?... No.
Non vera nullaltro. Per vanit egli laveva risparmiata.
Per ipocrisia egli sera messa la maschera della bont. E
per curiosit aveva tentato la abnegazione di se stesso.
Ora lo riconosceva.
Ma questo delitto lo avrebbe perseguitato tutta la
vita? Il suo passato lavrebbe egli sempre portato come
un carico sulle spalle? Doveva davvero confessar tutto
per liberarsene? Mai. Una sola prova contro di lui esisteva
ancora: il ritratto. Lavrebbe distrutto. Perch
laveva tenuto per tanto tempo con s? Un tempo gli
aveva dato del piacere, quando lo esaminava mutarsi e
invecchiare. Poi, non pi. Esso gli aveva rapito il sonno
di notti intere; se era lontano, lo prendeva il terrore che
altri occhi potessero vederlo. S: esso aveva riempito di
malinconia le sue passioni; il solo ricordo di esso aveva
distrutto molti momenti di gioia. Era stato per lui come
una coscienza. S: la coscienza: ed egli lavrebbe distrutta.
Si guard attorno, e vide il coltello che aveva trafitto
Basilio Hallward. Tante volte laveva forbito, che non
cera pi macchia sulla sua lama: era lucido e brillava.
S: come aveva ucciso il pittore, esso ne avrebbe uc
ciso lopera e tutto ci chessa significava: avrebbe ucciso
il passato, e morto questo, egli sarebbe libero;
avrebbe ucciso questa mostruosa anima vivente, e senza
i suoi odiosi ammonimenti, egli avrebbe conosciuta la
pace. Afferr il coltello e laffond nella tela.
Si ud un grido e un tonfo e il grido fu cos orribile
nella sua agonia, che i servi si destarono tremanti di terrore
e corsero fuor dalle stanze. Due signori, che passavan
sotto, nella Piazza, si fermarono e guardarono su nel
palazzo. Saffrettaron poi in cerca di un poliziotto e ve
lo condussero. Questi suon varie volte il campanello,
ma non vi fu risposta.
Fuorch una finestra dellultimo piano, ove una
lampada ardeva, tutto il palazzo era oscuro. Dopo un po
egli se ne distacc e si mise a spiare da un portico di fronte.
Di chi  questa casa? chiese il pi vecchio dei due signori.
Di Dorian Gray, signore, rispose il poliziotto.
Essi si guardarono in volto, mentre sallontanavano, e sogghignarono. Un dessi era lo zio di Sir Enrico Arhton.
Entro linterno del palazzo, nellappartamento dei domestici, i servi semivestiti si parlavan mormorando a bassa voce.
La vecchia signora Leaf piangeva torcendosi le mani. Francis era pallido come un morto.
Dopo circa un quarto dora egli e il cocchiere con uno degli staffieri salivano allultimo piano. Batterono alla porta: nessuno rispose. Chiamarono. Tutto era muto.
Finalmente, dopo aver invano tentato di forzare la porta, usciron sul tetto e si calaron gi nel balcone, ove le finestre cedettero senza fatica, perch i ferrami eran vecchi.
Quando entrarono, trovarono appeso al muro uno splendido ritratto del loro padrone come lultima volta lavean veduto, in tutta la maraviglia della sua squisita e bellissima giovinezza. Disteso ai piedi era un morto, in abito da sera, con un coltello nel cuore.
Nel volto era avvizzito, grinzoso, ripugnante. E, se non avessero osservato gli anelli che portava alle dita, non avrebbero riconosciuto chi era.
...
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..
FINE.